RUSLAN AVLEEV

(Ruslan Šamil'evič Avleev)

 

nato a: Sarapul (RUS)

il: 04/06/1976

altezza: 198

ruolo: ala

numero di maglia: 6

Stagioni alla Virtus: 2002/03

statistiche individuali del sito di Legabasket

 

MENEGHIN SALTA LA BARRICATA, AVLEEV È GIA' ARRIVATO

di Francesco Forni - La Repubblica- 13/08/2002

 

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Ruslan Avleev è la nuova ala della Virtus. Due anni di contratto per un cifra totale che si aggira sul milione di dollari hanno ufficializzato un accordo che era nell'aria già nello scorso week end. Ieri nel tardo pomeriggio, dopo le visite mediche, è arrivato all'Arcoveggio. «Felice di essere qua - ha detto - so solo che per il basket Bologna è divisa in due e che ha una delle Università più prestigiose. Sono certo che saremo competitivi: non importa il passato, io comincio da qua».
Il russo, 26 anni, è alto 1,98: ha la stazza dell'ala piccola, ma non è assolutamente un clone di Ginobili del quale occuperà la posizione. Ruslan può giocare indipendentemente vicino o lontano canestro, anzi è proprio nei pressi dell'area che in attacco riesce a fare le cose migliori. Quindi per il momento più interno che esterno, ma i margini di progresso ci sono ancora. La potenza e la velocità sono i suoi punti di forza, che ha messo bene in mostra nell'ultima stagione di Euroleague con l'Ural Pelm, con il quale ha viaggiato a 18.6 punti (ne fece 28 alla Virtus nella Top 16) e 6.1 rimbalzi di media (in meno di 30' di utilizzo medio) con il 63% da 2, l'81% ai liberi e anche un ottimo 55% da 3, ma con meno di due tentativi a partita. La mano buona c'è, come di consueto per quando si tratta di un nazionale russo. Date le credenziali, che avevano destato l'attenzione della Fortitudo, ma anche dalla Spagna e dalla Grecia, Avleev dovrebbe essere uno dei poli offensivi principali dei bianconeri, non comunque l'unico.

 

ARRIVA AVLEEV, IL BARKLEY DI BOLOGNA

di Andrea Tosi - La Gazzetta dello Sport - 08/09/2002

 

Tanto per dimostrare che il soggetto non teme paragoni pesanti con i campioni del passato recente, alla Virtus hanno pensato di assegnare a Ruslan Avleev, il primo russo nella storia delle V nere, la maglia che fino a poco tempo fa vestiva un certo Manu Ginobili. Ma la pressione si sgonfia subito quando mister Raskovic, l'agente del giocatore venuto dagli Urali e presentato ieri al ritorno dai Mondiali, svela un gustoso retroscena: «È stato il digì Lombardi a ordinargli di indossare quella maglia, perché anche Dado nella Virtus ha giocato con il numero sei». Dado annuisce silenzioso, così la parola passa a Boscia Tanjevic che vede in Avleev un altro tipo di giocatore dal nome altrettanto famoso: «Ho scoperto Ruslan qualche anno fa, quando ha iniziato a giocare nella nazionale maggiore russa - dice il coach virtussino -. Di lui mi hanno colpito la potenza e la forza fisica che gli consentono di giocare nei due ruoli di ala, anche come secondo lungo. è un duro che sa lottare in ogni situazione, capace di giocare nel traffico, aggiungendo al carattere e al fisico una notevole abilità tecnica e una buona velocità di piedi che lo rendono molto efficace in contropiede e come rimbalzista aggiunto. Ruslan davvero può diventare il nostro Charles Barkley, inoltre in questi anni ha sviluppato anche un tiro eccellente come dimostrano i bottini dell'ultima Eurolega». Le cifre della sua stagione a Perm parlano di 18 partite su 20 chiuse in doppia cifra, di cui 10 sopra i 20 punti, con un record di 35 e una media di 18.6 confortata da un ottimo 55.6% da tre, che lo ha lanciato al 6° posto tra i cannonieri. La sua lingua per ora è quella del canestro, visto che si esprime poco in inglese, pagando l'handicap dell'autarchia di un campionato nel quale ha giocato lunghe stagioni tra Ekaterinburg, Cska (brevissima esperienza), Kazan e Ural: solo oggi, a 26 anni, ha potuto esportare il suo talento. «Ho fatto 4 anni a Kazan, nelle Coppe ho sempre giocato bene, ma tutte le volte che c'era l'opportunità di trasferirmi venivo bloccato per questioni economiche sui miei diritti - racconta Avleev -. Due anni fa sono stato molto vicino a firmare col Panathinaikos. Ma la legge greca non considerava i Bosman B come comunitari paritetici: avrei dovuto giocare come extracomunitario e all'epoca la squadra di Atene aveva già Bodiroga e Rebraca, così tutto è sfumato. Adesso finalmente è venuto il mio momento: in questa Virtus sono pronto a far valere le mie qualità fisiche in attacco e in difesa». Oltre alle spalle quadrate e alla faccia da duro, con una reputazione di «scalcia-arbitri» che gli è valsa una squalifica Fiba di 2 anni, poi condonata dall'Uleb («Eppure è un ragazzo molto timido e introverso» assicura Raskovic), Avleev si fa notare anche per due enormi tatuaggi sugli avambracci che riproducono un giocatore di basket e un ideogramma orientale: «è un dragone, perché sono nato, secondo il calendario cinese, sotto quel segno», spiega in poche parole. Perciò, senza scomodare Ginobili o Barkley, la nuova Virtus può sperare di cavalcare con Avleev l'anno del dragone. Sarebbe comunque una grande stagione.

 

AVLEEV CONQUISTATO DA BOLOGNA

di Alessandro Gallo - Il Resto del Carlino - 03/10/2002




Lo avreste mai detto che un giocatore avrebbe parlato bene del clima di Bologna? Può succedere, certo, perché non ha ancora scoperto la nebbia e l'umidità delle Due Torri. Può succedere perché, in fondo, per chi è abituato alle temperature rigide della Russia (zona Urali) il sole di questi giorni può avere lo stesso fascino di qualche isola sperduta del Mediterraneo o del sud d'Italia. A Ruslan Avleev, il Charles Barkley degli Urali, questo clima basta e avanza per entrare in confidenza con la città. E con la lingua.
«Mi trovo molto bene – racconta Ruslan, che fa progressi nell'intesa, anche fuori dal campo, con i compagni -. Mi piace il sole italiano. E mi piace la nostra squadra. Che sta crescendo perché è rientrato Rigaudeau. Antoine è il leader di questo gruppo, è il giocatore di maggiore esperienza. E la sua presenza, in campo, ci rende tutti più tranquilli».
E forse, a renderlo più sereno – anche se Boscia, da lui, pretende un maggiore coinvolgimento offensivo per sfruttare la mano morbida – c'è una condizione atletica in crescita. «Fisicamente mi sento meglio – sottolinea Avleev che, però, precisa quale sia la sua posizione preferita -. Ho sempre giocato come tre, ma credo che a causa degli infortuni mi sarà chiesto di giocare più vicino a canestro. Ma ero e resto un tre e in quella zona vorrei giocare».
Più sicuro Ruslan, meno gravato di responsabilità Bell che, con il rientro di Rigaudeau, potrà sfruttare le sue qualità offensive, senza essere costretto a mettere a posto la squadra e organizzare gli schemi per i compagni. «Ogni giorno che passa – sottolinea Charlie – questa squadra migliora. Siamo pronti anche per l'Eurolega perché il nostro obiettivo resta quello di qualificarci per la final four di Barcellona.
Il rientro di Rigaudeau è stato importante, ma alle spalle di Antoine c'è una squadra che sta crescendo».