LUCA VITALI

Vitali esulta (foto tratta da www.virtus.it)

nato a: San Giorgio di Piano (BO)

il: 09/05/1986

altezza: 201

ruolo: playmaker/guardia

numero di maglia: 7

Stagioni alla Virtus: 2002/03 - 2003/04 - 2011/12

statistiche individuali del sito di Legabasket

biografia su wikipedia

VIRTUS, È VITALI IL DOPO TMAC: "IO CHE QUI PULIVO IL PARQUET"

di Francesco Forni - La Repubblica - 15/11/2011

 

Luca Vitali succede a Terrell McIntyre alla Virtus: il figliol prodigo torna a casa dopo dieci anni. “A Casalecchio ero uno dei bimbi che spazzavano il parquet quando Ginobili, Jaric e Rigaudeau vincevano il Grande Slam”. Il nuovo regista bianconero è la nemesi di Tmac, in tutto e per tutto. Parecchie spanne più alto, 201 centimetri contro 175, ma pedigree agli antipodi. Luca da San Giorgio di Piano deve dimostrare parecchio, anzi deve ripartire, come la Canadian. “Ero fermo da due mesi, senza squadra, dopo essere stato l’ultimo taglio della Nazionale prima degli Europei di Lituania. Adesso voglio divertirmi e giocare a casa mia, che mi mancava da dieci anni”. Vitali, pur giovane, ha già visto il meglio in Italia: Siena, Milano, Roma dopo la Virtus, ma non è mai decollato. “Giocavo nella Vu in prestito dalla Castelmaggiore di Tudini, poi la mia carriera è proseguita, ho sempre pensato di poter fare qualcosa di importante in una società, restarci per dieci anni, ma non è mai andata così. I rimorsi sono molti, come credo per tutti. Forse a Milano ne ho lasciati di più”.

Cresciuto nella palestra dell’Arcoveggio, prima agli ordini di Milli e poi di “Murphy” Sanguettoli, Vitali è di famiglia bianconera. Per tifo e praticantato: il fratello Michele, classe ’91 (1.96) è una delle star delle giovanili di Sabatini. “Bravo, certo, siamo cresciuti insieme. Qualche addetto ai lavori sostiene che è meglio di me? Glielo auguro, per adesso mi batte a ping pong”. Magari per rifare una coppia di fratelli bianconeri, come Cesare e Carlo Negroni nei mitici anni ‘40/’50. Ritroverà subito Montegranaro sul campo, dove è decollato come professionista e Finelli, il coach che gli ha fatto produrre la stagione migliore. “Era destino, evidentemente, domenica mancherà solo Pillastrini. Alex è un grande allenatore. Magari potessi fare una carriera come Tmac. Ma adesso se c’è bisogno posso giocare da play, guardia o ala”.

 

IL NUOVO VITALI: "QUESTA VIRTUS MI DIVERTE GIÀ"

di Massimo Selleri - Il Resto del Carlino - 30/11/2012

 

Luca Vitali, come è stato il suo ritorno all'Arcoveggio?

Molto positivo. Qui si sta bene, anzi si sta molto bene. Quella di ripartire nello stesso luogo in cui ho imparato i fondamentali delia pallacanestro e sono cresciuto è una bella sensazione, un qualcosa che faccio fatica a spiegare.

Ci provi.

«L'essere tornato ad allenarmi in una squadra mi ha aiutato a capire quanto sia beilo il mio lavoro che consiste nel giocare a pallacanestro. Se non avessi avuto questa interruzione, forse non avrei avuto la possibilità di cogliere alcuni lati di questa mia professione. L'aver ripreso la mia attività qui a Bologna, una città che ovviamente conosco molto bene, in un ambiente che conosco altrettanto bene e con un allenatore, anche lui di questa città, con cui ho avuto la fortuna di lavorare già in passato, rende ancora più positive le sensazioni che sto provando.

Come combia io Virtus con il suo ingresso in squadro?

Prima di rispondere, vorrei ribadire un concetto: Terrell Mclntyre è un giocatore insostituibile e io in futuro spero di poter ripercorrere tutte le tappe delia sua carriera. Con me entra anche Kris Lang e in questi giorni noi abbiamo lavorato per cercare nuovi equilibri ma sarà il campo a dire quanto saranno efficaci e che cosa effettivamente è cambiato nei nostro gioco.

Tutti, a partire dai i suoi nuovi compagni dicono che lei è un playmaker di sistema. A che punto è il suo inserimento?

Questo lo vedremo domenica contro Sassari. Arrivo da un lungo periodo di inattività e non è facile essere subito al massimo della condizione, anche se non sono rimasto fermo ma ho lavorato sui mio fisico. Il sistema del coach Alessandro Finelli a me piace molto e io sento adatto a me perché è basato sui gioco di squadra e non sull'individualismo. In questo modo tutti si sentono coinvolti e tutti sanno di essere importanti.

Facendone porte, qual è la qualità della Virtus che ha potuto apprezzare?

Questo è un gruppo vero. Dal di fuori questa caratteristica non la si percepisce fino in fondo. A volte queste frasi si dicono perché si devono dire, invece, qui il gruppo lavora unito ed è probabilmente questo il motivo per cui mi sono trovato subito a mio agio.

Si è dato obiettivi in termini di cifre da raggiungere o fine stagione, vale a dire minuti in campo o punti segnati?

Assolutamente no. Il mio obiettivo ora è tornare a giocare a pallacanestro, apprezzando fino in fondo la bellezza di questo lavoro, e quindi divertendomi mentre mi alleno e gioco.

"E ORA CHIAMATECI FRATELLI VIRTUS"   

di Massimo Selleri - Il Resto del Carlino - 29/12/2012

 

Luca e Michele. Cinque anni di differenza, Luca è il più vecchio, Michele è il più giovane, stessa scuola cestistica e stessa professione: per entrambi la pallacanestro si è trasformata in un lavoro. Sono i fratelli Vitali che, a sorpresa, oggi giocano nella Virtus dove sono cresciuti, o meglio, dove uno sta crescendo e dove l'altro è tornato per rilanciarsi. Il merito è loro e di un club che non ha paura di far prendere il volo a propri giovani e di dare fiducia a chi ne ha bisogno per esprimere il proprio talento. Alex Finelli è stato chiamato proprio questo: creare le condizioni perché i giovani crescano e più vecchi completino la loro formazione. Il risultato è che Michele ha segnato i suoi primi quattro punti in serie A martedì contro la Benetton, in un quintetto dove era presente anche il fratello, evento con un solo precedente, vecchio di 63 anni: i fratelli Negroni, bolognesi in maglia Virtus.

«Nessuno in estate poteva pensare che a dicembre avremmo giocato nella stessa squadra - spiega Luca - e anche a noi fa uno strano effetto pensare di allenarci nella stessa squadra. È una cosa bella, che viviamo senza pressione, tra noi non c'è rivalità né competizione, c'è voglia di lavorare e di fare bene». «Non mi sarei mai aspettato di allenarmi con mio fratello - aggiunge Michele -, così come non credevo di andare in campo martedì. Sono momenti importanti e dì questo non posso che dire grazie a chi li ha resi possibili». Chi è il più forte tra i due? La domanda è naturale e non certo originale. Come le risposte: al campo e alle carriere a dire chi avrà fatto più strada. «A ping pong non c'è storia - racconta Michele - io sono il più forte. Giochiamo spesso a casa, la partita era un appuntamento fisso tutte le volte che Luca ritornava a casa. Non entro nel merito di chi sia più bravo a giocare a pallacanestro». «Giochiamo in ruoli un po' diversi e abbiamo età diverse - dice Luca -. Quando dico che non c'è competizione e rivalità è perché sono contento dei progressi che mio fratello sta facendo e farà, così come sono stato molto contento per la bomba che ha infilato contro la Benetton subendo anche fallo». Quattro punti 'costati' paste e Coca cola per tutti in spogliatoio.

Nella stagione 2009/10 Michele ha vinto lo scudetto under 19 con la Virtus e la domenica seguiva il fratello che allora vestiva la maglia di Roma. «Io sono il primo tifoso di mio fratello. L'anno che ha vinto lo scudetto con Siena io era nella curva senese a sventolare la bandiera e a incitare la sua squadra. Quando andavo a vedere le sue gare non cercavo di carpirgli nessun segreto, ma ero lì solo per sostenerlo». Per Luca l'allenarsi con suo fratello è un ulteriore motivo di crescita, il suo ritorno a Bologna ha il sapore di un ricostruirsi magari limando anche alcuni aspetti del carattere. «Quando sono diventato un giocatore della Virtus ho detto che nei mesi di inattività ho cercato di lavorare investendo sul mio corpo. Questo comprendeva anche la comunicazione. Infatti, avevo un linguaggio del corpo che spesso esprimeva sensazioni e stati d'animo che io non provavo, per cui ero spesso frainteso. Ripartire significa anche cambiare in questi aspetti per rendere coerente il corpo con quello che provo».

 

VITALI, FISCHI INUTILI. TORNERÁ "LUI"

di Daniele Labanti - http://boblog.corrieredibologna.corriere.it - 29/02/2012

 

Luca Vitali sembra l’ombra di quello che potrebbe essere. Fischiato, domenica è uscito dal campo scusandosi con il pubblico. Che succede?

Mi schiero in difesa di Luca. In attacco sta facendo malissimo e lo sa anche lui, credete che si diverta? Da un lato avrebbe bisogno di calma, per rientrare perfettamente in forma. Dall’altro lato solo giocando si toglie di dosso la ruggine e acquista un po’ di ritmo partita. E poi, vista l’assenza forzata di Poeta, Finelli è obbligato a dargli dei minuti e lui a giocarli. Quindi a che serve fischiarlo? Vitali è consapevole delle sue attuali difficoltà e se gli si può muovere una critica è quella di fidarsi sempre troppo delle sue doti. È un giocatore dalla spiccata personalità, non si deprime quando sbaglia e questo è un vantaggio a patto - in momenti come questi - di saper accettare un passo indietro. Molti degli errori che poi scatenano mormorii e fischi sono un misto tra situazioni di gioco in cui la palla «scomoda» finisce a lui e situazioni in cui è Luca a infilarsi in un ginepraio. Ecco, almeno le seconde deve limarle: meno palla in mano, per il bene suo e della squadra. Ma al netto di questo e di cattive percentuali - tecnica di tiro sempre poco elegante, ma solitamente efficace: dopo lo stop per i noti problemi di salute è cambiata in peggio - è falso dire che quando è in campo Vitali è il disastro. In difesa non arretra ed è un due metri che solidifica lo schieramento. E in regia dà una combinazione diversa all’attacco con Koponen e Cdr. Presto tornerà «lui».

 

Luca in cerca di un passaggio contro Drake Diener di Sassari (foto tratta da wwww.virtus.it)

A TU PER TU CON LUCA VITALI

di Mattia Kolletzek - www.basketinside.com - 14/03/2012

 

Luca Vitali, classe 1986, playmaker di 201 cm per circa 85 Kg. Dopo varie esperienze tra Siena, Montegranaro, Roma e Milano, è tornato in novembre alla "sua" Virtus, squadra che lo ha prima allevato nelle giovanili, poi lanciato nel grande basket. Non sta vivendo un periodo felicissimo, ma il talento è di primissimo livello. Lo abbiamo incontrato al termine dell'allenamento mattutino e ci ha parlato di Virtus, del suo passato, ma anche di sè. Buona lettura!

Ciao Luca, partiamo subito con la domanda più “antipatica”: il tuo momento di forma non è dei migliori. Sicuramente è figlio di due anni travagliati dal punto di vista fisico, che ti hanno tolto continuità. Come stai lavorando per tornare il Vitali che tutti conosciamo?

Lavoro, lavoro e ancora lavoro. C’è poco da dire. Devo continuare a impegnarmi per uscire da questo momento che palesemente non è il migliore. Di sicuro non mi abbatto e non sto troppo a pensarci su, altrimenti c’è il rischio di entrare ancora più in crisi. Serenamente mi impegno ogni giorno in palestra e sono convinto che presto arriveranno i risultati.

Passiamo da te alla squadra. Come è stato l’inserimento, arrivando in un momento in cui il gruppo si stava riadattando agli addii di McIntyre e di Homan?

Per me è stato come essere qua da due anni. Il GM, l’allenatore ed i compagni sin dall’inizio mi hanno fatto sentire parte del gruppo. Sicuramente mi ha aiutato il mio passato bianconero.

Tra i tuoi compagni di squadra c’è qualcuno che ti ha impressionato o sorpreso particolarmente a livello tecnico?

A modo suo ognuno di loro mi ha colpito. La leadership di Peppe (Poeta n.d.r.), il cambio di passo di Angelone (Gigli, n.d.r.), la capacità di essere “chirurgico” di Kope (Koponen, n.d.r), sono elementi che mi hanno impressionato. Su tutti però mi ha colpito Chris (Douglas-Roberts n.d.r.), che ha dovuto superare sia difficoltà ambientali, essendo per la prima volta in vita sua lontano dall’America, sia tecniche; lo ha fatto ed è esploso nel giocatore che tutti state vedendo, senza mai abbattersi e con grande forza di volontà.

Tu rappresenti un po’ il sogno di ogni tifoso, ovvero sei arrivato nel pieno della tua carriera a giocare nella squadra di cui eri tifoso sin da bambino, per di più nella tua città. Cosa si prova? È più l’orgoglio o la pressione?

La sensazione è stupenda, difficile da descrivere. Giochi nella tua città, nel palazzo dove da ragazzino pulivi il parquet…. Sicuramente prevale l’orgoglio e il piacere di sentirti a casa, di vedere questi ragazzi che ti incitano, a cui puoi parlare in dialetto e ti rispondono. Certo, per me in questo momento è più frustrante, perché quando giochi male (la parola usata è un po’ più forte, la censuriamo, n.d.r) accusi il colpo molto più degli altri.

Oltre a Bologna hai giocato nelle piazze più importanti della nostra pallacanestro degli ultimi anni: Siena, Milano, Roma. Quali differenze hai notato tra la Virtus e le altre esperienze?

Beh sicuramente Siena e Milano erano pronte per vincere ed organizzate di conseguenza, o meglio Siena lo era già, l’Olimpia era già in fase avanzata nel suo percorso. Roma invece era in un momento un po’ diverso. Il bello della Virtus è che sta dimostrando la capacità di credere in un progetto e di portarlo avanti, valorizzando le persone sia da un punto di vista tecnico che umano.

Quindi prevedi un futuro luminoso per la Virtus?

Questo ovviamente non lo posso sapere, ma è certo che si sta lavorando nella direzione giusta. Ma quello che mi colpisce è la capacità di avere pazienza e valorizzare il progetto, come dicevo prima. Prendi il caso di Angelone: quando ha firmato il suo ginocchio non era al 100%. La società e lo staff medico e tecnico hanno creduto in lui, lo hanno curato e seguito e oggi è il miglior centro del campionato. Stessa cosa si può dire per CDR, che la società ha sempre difeso.

Nella tua già lunga carriera hai avuto molti allenatori e compagni di squadra importanti. Oltre al tuo mentore Pillastrini e a Finelli che hai avuto sia a Montegranaro che qua in Virtus c’è qualcuno a cui ti senti particolarmente legato o che ti ha particolarmente influenzato?

Ho avuto la fortuna di giocare accanto a dei veri grandi. Penso a Vanterpool e Stefanov quando ero a Siena, o a Rigaudeau quando muovevo i primi passi in serie A. Però se devo dirne uno, mi sento particolarmente legato a Randy Childress, con il quale ho passato dei momenti splendidi a Montegranaro, nelle mie prime annate da protagonista. Di lui mi rimangono impressi il carisma, la sagggezza e la capacità di capire le situazioni prima di tutti. Ti racconto un episodio eloquente. Noi nel 2006 ci giochiamo l’accesso in A1 nella finale dei playoff di Legadue. Vinciamo al supplementare gara-1, perdiamo gara-2 di 3 punti a Rieti e dobbiamo giocarci gara-3 e 4 in casa. Mentre torniamo in pullman Randy, febbricitante, mi si avvicina e mi dice: “tranquillo, adesso torniamo a Montegranaro vinciamo la serie”. Io ero un po’incredulo. In gara-3 Randy ne fa 28, in quella dopo 31 e andiamo facilmente in serie A. L’anno dopo ci giochiamo l’accesso ai playoff contro Teramo nell’ultima di campionato. Io gli chiedo “ma perché non mi dici come l’anno scorso che vinciamo?”. Lui: “perché quest’anno il gruppo è diverso, è più dura”. Risultato, fuori dai playoff!

E più in generale, c’è un giocatore del passato o del presente al quale ti ispiri?

Sicuramente Magic Johnson. Tutti i miei amici provavano a imitare Jordan, io idolatravo Magic. Tra i giocatori in attività il Papaloukas degli anni d’oro - per quanto ancora oggi sia un grandissimo - è un altro a cui mi piacerebbe arrivare ad assomigliare.

Ultima domanda: fuori dal campo cosa fa Luca Vitali quando non pensa al basket?

Mi piace cucinare e ultimamente mi ha preso la passione per il poker, in particolare il Texas Hold’em a cui mi piace sfidare i miei amici, ma sempre solo per divertirci. Per il resto mi piace tornare quando posso dai miei a S. Giorgio di Piano (comune natale di Vitali, nei pressi di Bologna n.d.r.), anche se adesso abito in centro a Bologna.

 

LUCA VITALI: "LA PRIORITÀ È LA VIRTUS. SONO CRESCIUTO MOLTO"

di Emiliano Carchia - www.sportando.net - 10/06/2012

 

Luca Vitali ha rilasciato un'intervista a Il Corriere di Bologna parlando della stagione conclusa e del suo futuro. Il play ha chiaramente detto di voler rimanere alla Virtus Bologna.

Stagione appena conclusa? Quando perdi una semifinale per due tiri sulla sirena è innegabile che il rammarico ci sia. Per noi non è però stata una stagione indifferente, abbiamo anche giocato un bel basket. Volevo tornare a casa, rendermi utile in una squadra già formata e sono contento di esserci riuscito all'interno di un supergruppo. Da questo punto di vista una splendida stagione. Perché ho scelto la Virtus? Perché avevo la possibilità di tornare dove ero cresciuto, perché c'erano Finelli e un gruppo solido di italiani e per la società. Con Faraoni ho avuto quest'anno un ottimo rapporto, con Sabatini ce l'ho da sempre. Dopo questa stagione la prima cosa che ho imparato è che bisogna avere pazienza, poi vedremo come andranno le cose. Ora è troppo presto per dire cosa deciderà la società. Vorrei rimanere, sarei onorato di fare parte della Virtus del futuro. Sono un professionista e quindi devo andare in campo e giocare, ma di certo mi è dispiaciuto. Mi ha fatto molto piacere il sostegno della curva, i fischi è bello riceverli dai tifosi avversari. Al tiro è stata la mia peggior stagione in carriera, però ho avuto compiti nuovi. Un ruolo più nascosto, da gregario, con più difesa e meno statistiche che mi ha sicuramente arricchito. Mi sento un giocatore decisamente più completo e più utile, per questo sono soddisfatto della mia stagione. Finelli? Alex lo conosco da tanto, abbiamo un rapporto diretto e schietto ed è stato importantissimo. Così come Faraoni e i compagni che mi hanno sempre fatto sentire la loro fiducia. Nazionale? Ci spero perché è sempre un motivo d'orgoglio. Se guardiamo le statistiche, una convocazione non è ipotizzabile, però per il ruolo che ho ricoperto quest'anno credo che sarei più utile che in passato'.

 

BOLOGNA, ESTESA FINO AL 31 LUGLIO LA CLAUSOLA D'USCITA SUL CONTRATTO DI VITALI

di Emiliano Carchia - www.sportando.net - 12/07/2012

 

La Virtus Bologna ha raggiunto un accordo con Luca Vitali per estendere fino a fine mese di luglio la clausola per uscire dal contratto con il playmaker italiano. Il giocatore italiano quindi resta, al momento, legato alla Virtus Bologna che si è presa qualche giorno di tempo per decidere il futuro del nazionale italiano.

 

NOTA DELLA SOCIETÀ

www.virtus.it - 30/07/2012

 

Virtus Pallacanestro Bologna comunica che non è stato raggiunto l'accordo economico con Luca Vitali per il rinnovo del contratto nella stagione 2012-2013. Un grande e affettuoso in bocca al lupo a Luca per il proseguimento della sua carriera cestisca.