CARLO VOLTOLINI

 

Stagioni in Virtus: 2014-15 - 2015/16 - 2016/17

VIRTUS, CARLO VOLTOLINI È IL NUOVO PREPARATORE FISICO

www.virtus.it - 27/07/2014

 

Virtus Pallacanestro Bologna comunica che la prima squadra, Virtus Granarolo, ha un nuovo preparatore fisico. Si tratta di Carlo Voltolini, che arriva dall’esperienza alla Mens Sana Siena, dove era approdato nel gennaio 2013. Voltolini, nato a Siena, laureato in Scienze Motorie all’Università di Firenze, ha in passato seguito il settore giovanile dell’A.C. Siena, per poi trasferirsi nel mondo della palla a spicchi al seguito dell’Use Basket Empoli, dove è rimasto per quattro stagioni, e della Pallacanestro Firenze, dove ha lavorato al seguito della prima squadra. Da gennaio 2013, come si è detto, ha seguito la preparazione della Mens Sana.

“Sono contentissimo di questa chiamata – commenta Voltolini -. Entro in una società piena di gloria. Da ragazzo correvo al palazzo quando arrivava la Virtus di Ginobili, Rigaudeau, Abbio e Sconochini, perché significava avere davanti agli occhi il grande basket. Sarà un onore varcare le porte della palestra Porelli, perché lì dentro si respira la storia. Farò la mia parte per aiutare a costruire il futuro”. Virtus Pallacanestro saluta e ringrazia Luigi Talamanca per il lavoro svolto in Società, augurandogli un futuro pieno di successi umani e professionali.

 

CARLO VOLTOLINI: "GRUPPO FANTASTICO. FONTECCHIO HA GAMBE DA TOP PLAYER, HAZELL POTREBBE CORRERE I 400 METRI"

www.bolognabasket.it - 29/01/2015

 

Uno dei “segreti” della Virtus di quest’anno è senz’altro l’ottima condizione atletica di tutti i giocatori. Il merito è del preparatore ex Siena Carlo Voltolini, più volte è stato citato e ringraziato sia da Giorgio Valli che da alcuni atleti. Il preparatore fisico bianconero è stato intervistato da Luca Muleo su Stadio. Ecco una sintesi delle sue parole:

La dedica di Valli? Credo che il coach attraverso di me abbia voluto ringraziare chi opera nell’ombra. I fisioterapisti Nobili e Marzocchi e il dottor Amato fanno un lavoro clamoroso. E Fini mi dà modo di pensare alla qualità. Preferisco restare dietro le quinte, ma è stato carino.

L’idea guida della preparazione? Mantenere una forma decente durante tutta la stagione. Se la squadra corre non è merito del preparatore, ma dell’allenatore. Giorgio ha un cronometro in testa, sa esattamente quanto far durare l’allenamento, e quanto far correre i ragazzi. Facile lavorare con lui.

L’intensità negli allenamenti di Valli? È positiva. Mi permette di fare meno sul piano del condizionamento e concentrarmi su quello individuale. Uno studio nel calcio ha dimostrato che vinca non chi corre di più, ma chi lo fa meglio. In settimana lavoriamo su carichi leggermente superiori alla partita per essere pronti alla domenica. Valli mi ricorda Crespi.

Solo infortuni di tipo traumatico? E tutti in palestra, simbolo dell’intensità messa. Ci concentriamo su movimenti specifici, la gestualità del basket, così insegniamo al muscolo a lavorare coi tempi giusti.

Il mio metodo? Le ripetute sui 1000 non servono. C’è la macchina che corre in autostrada, e quella nel centro abitato. Noi siamo la seconda: accelerazione e cambi di direzione.

Indicazioni alimentari? Sì, ma nessuna imposizione. Gli americani vengono da abitudini alimentari differenti. Hunter mi raccontava che Lebron James mangia un hamburger 10’ prima di un allenamento. Cerco di far capire che è sbagliato, ma non è semplice. La cucina italiana non ha controindicazioni. Carter stava attento alla dieta negli Stati Uniti, eppure per la qualità del cibo prendeva peso comunque.

Reddic com’è arrivato? In buone condizioni, ha già capito il metodo e dà massima disponibilità.

Chi è l’atleta del gruppo? White è incredibile per la rapidità che ha nel saltare a certe altezze. Come potenza, Simone vale un top player, gambe impressionanti. Lo stesso Ray. E Hazell potrebbe correre i 400 metri.

Quello più sorprendente? Gaddy è un gran bell’atleta, solido, ha preso tre chili da inizio stagione. Allenare chi ha margini è divertente, soprattutto se hai senatori come Allan e Jeremy che credono molto nella preparazione. Mazzola poi è l’esempio per eccellenza. Augurerei a qualsiasi collega un gruppo così: so che potrei dare la scheda e tornare dopo un’ora, avrebbero fatto tutto.

Chi scappa alla mia vista? Scherzando, dico Hazell. Negli States se sei infortunato non ti alleni, qui lo fai per recuperare. Una volta dopo le terapie pregò: sto bene, fatemi fare con gli altri e non con Carlo.

«È UNA VIRTUS IN GAMBA»

di Massimo Selleri - Il Resto del Carlino - 23/02/2015

 

Tre vittorie nelle ultime quattro gare. Tra i fattori che hanno consentito alla Virtus di avere questo ottimo ruolino di marcia vi è il fatto che la squadra nell'ultimo quarto ha sempre più energie degli avversari. Un aspetto che chiama in causa la preparazione atletica.

Più che un merito mio - dice Carlo Voltolini, il preparatore della V nera - il non arrivare stanchi alla fine dipende da come vengono impiegati i giocatori durante la gara e in questo Giorgio Valli è molto attento. Il mio contributo si inserisce in questa valutazione dato che durante la settimana si lavora perché i giocatori siano nelle migliori condizioni fisiche possibili quando scendono in campo la domenica.

Stare in palestra allo stesso ritmo con Cuccarolo e Imbrò non deve essere facile. Come ci si riesce?

In effetti sono i due estremi del nostro gruppo. In Italia spesso ci sono idee non sempre corrette sulla preparazione: la più comune è che una squadra più corre rispetto agli avversari e più in forma, ma questo non è sempre vero perché come ho detto dipende dalla gestione dei minuti. La seconda riguarda il fatto che il lavoro fisico sia fatto in gruppo: in realtà spesso lo si fa insieme per una questione di spazi, ma oggi ogni atleta necessita di un percorso di esercizi differenziato.

Quali sono le sue impressioni su Bologna?

La vivo poco perché passo tanto tempo in palestra. Per quel poco che la frequento mi sembra una città molto accogliente anche grazie alla gentilezza dei suoi abitanti.

Si sente così tanto la pressione?

Devo dire la verità: all'inizio io l'ho sentita e non poco. Sarà perché la squadra al suo interno aveva molti giocatori sconosciuti, sarà perché il nostro precampionato non è stato brillante, nelle prime settimane avevo l'impressione che i nostri tifosi si aspettassero un qualcosa di diverso. Poi questa sensazione si è spenta e ho avuto l'idea opposta, che ci fosse grande apprezzamento per l'impegno che non è mai mancato. I risultati stanno confermando che Valli ci sta guidando nella direzione giusta e questo è l'aspetto più importante per un tifoso.

IL PREPARATORE VOLTOLINI: VEDO GRANDE DISPONIBILITÀ E DETRMINAZIONE, AVEVAMO BISOGNO DI QUESTO CLIMA

tratto da bologna basket.it - 26/08/2016

 

Il preparatore atletico della Virtus – Carlo Voltolini – è stato intervistato da Luca Muleo su Stadio.
Ecco le sue parole:

Vedo grande disponibilità, determinazione, pur avendoli sottoposti a molte proposte di lavoro. Stiamo affrontando carichi graduali, come nelle nostre abitudini. La squadra è completamente nuova, e con una fascia d’età ampia, dai 18 ai 38anni. Per questo il lavoro consiste soprattutto nel trovare un modello in grado di soddisfare tutti, nella fase di Lavoro generale. Poi, tra un po’, si entrerà nello specifico individuale, il momento per certi versi più complicato, ma anche redditizio.

Approfittando di una maggiore interazione con il pallone, finora visto poco, ma da domani in poi protagonista più presente nella routine giornaliera. Niente mette in condizione un atleta come giocare con la palla. Il lavoro di condizionamento resta centrale, giocate a basket è l’allenamento migliore. E Ramagli, che ha tantissima esperienza, capisce al volo come dosare le situazioni.

Un inizio anomalo per certi versi, senza americani come non si vedeva da anni. Il primo giorno, scherzando con Ramagli, dicevamo che l’allenamento in italiano sarebbe stato più difficile, non ci ricordavamo alcune parole. Scherzi a parte, sicuramente la miglior conoscenza della lingua madre ti permette di entrare meglio nel dettaglio, essere più preciso. Gli americani? Arrivando in un gruppo strutturato, che Lavora bene, non avranno problemi a inserirsi. So che Lawson è molto disponibile, molto “italiano” sul piano del lavoro, ha già fatto due settimane prima del raduno e anche quando ci sono stati ritardi coi visto gli abbiamo inviato un programma da seguire. Ovviamente non è la stessa cosa di allenarsi in gruppo, ma arriverà in condizioni accettabili.

Anche quelle che possono sembrare difficoltà da superare, in realtà sono occasioni di crescita. Atleti come Michelori sono abituati a lavorare in maniera diversa. Le vecchie generazioni hanno sempre usato i macchinari, oggi invece mixiamo gli esercizi classici di pesistica, con quelli legati ai movimenti specifici del basket. Non è un adattamento semplice, per lui può essere più difficile rispetto a un ragazzo. Ma vedere l’impegno che ci mette è un modello trainante.

All’interno di un gruppo che parte con l’obiettivo di non farsi rimprovera nulla a fine stagione. Si percepisce grande entusiasmo e voglia di fare, questo spinge tutti noi, soprattutto quelli rimasti dalla scorsa stagione. Avevamo bisogno di questo clima per trovare a nodtra volta ulteriori stimoli, assieme alla volontà che già c’era, dopo una brutta armata, di rimettere un mattoncino per fare qualcosa di buono.

E per quanto cattiva, la scorsa stagione non fece registrare certo cali fisici, anzi. Paradossalmente l’anno scorso abbiamo lavorato più del precedente. Purtroppo, a volte, fra errori e un pizzico di sfortuna, nulla va per il verso giusto.

E stavolta, con un campionato cosi lungo, sarà fondamentale gestire bene le energìe. L‘obiettivo sarà portare a un livello atletico superiore i giovani e preservare al meglio i più esperti. Dovessimo arrivare ai playoff, speriamo di farlo con qualche giornata d’anticipo, ci permetterebbe un ulteriore blocco di lavoro.

 

CONSOLINI E VOLTOLINI CON MESSINA AL TRAINING CAMP AZZURRO

tratto da www.virtus.it - 27/06/2017

 

Ci sarà anche la Virtus a Folgaria, al training camp della Nazionale azzurra di Ettore Messina in programma dal prossimo 21 luglio, che si concluderà con la Trentino Basket Cup del 29 e 30. Saranno i primi test in vista di EuroBasket 2017 per i 19 azzurri (altri cinque saranno a disposizione) convocati dal Ct azzurro.

A portare i colori bianconeri in Nazionale sarà ancora una volta Giordano Consolini, nella consueta veste di assistente di coach Messina. Ma dal 22 al 28 luglio sarà nel gruppo anche Carlo Voltolini, preparatore fisico di Virtus Segafredo, che affiancherà nel ruolo Matteo Panichi.

Tanta storia della V nera a scorrere questa lista: a partire dallo stesso Ct Ettore Messina, passando da Roberto Brunamonti che sarà dirigente accompagnatore, allo stesso Panichi, nel roster della squadra campione d'Italia 1997-1998, mentre in campo ci saranno Marco Belinelli, Filippo Baldi Rossi e Luca Vitali, tutti cresciuti alla “cantera” della Porelli.

 

VOLTOLINI: "IN PALESTRA FACCE MOLTO BELLE E GRANDE DISPONIBILITÀ. E MEDIAMENTE STANNO TUTTI BENE"

tratto da bolognabasket.it - 30/08/2017

 

 

Il preparatore atletico della Virtus Carlo Voltolini, lodato da Alessandro Gentile dopo la partita con Ferrara (Ci sta massacrando, ma nel modo giusto) è stato intervistato da Luca Muleo su Stadio.
Ecco un estratto delle sue parole:

Penso si riferisse al fatto che tutti i giorni stiamo cercando di fare qualcosa sul piano della forza e su quello metabolico, per il quale conta soprattutto il lavoro di basket condotto da Ramagli, di altissima qualità anche sotto questo profilo. Riusciamo a combinarci molto bene col coach. Se io sottraggo lui aggiunge, e viceversa.

Sull’inizio della preparazione. In palestra facce sempre molto belle, grande disponibilità. Chi viene da esperienze importanti, come Lafayette e Slaughter, tiene alla componente fisica in modo naturale.
Che tipo di lavoro? Ormai non ha più senso pensare a grandi costruzioni iniziali. Siamo partiti dalla forza, concentrandoci sul lavoro di stabilizzazione. Da lì si va avanti con movimenti funzionali: capacità di frenare, atterraggio da un balzo. Rispetto all’anno scorso 3 allenamenti di atletica e non 4, l’idea è volume minore, maggior qualità.

Da fuori sono sembrati tutti abbastanza pronti. Ndoja, per dirne uno, è tornato esattamente com’era prima delle vacanze. Umeh finalmente ha potuto riposare dopo estati impegnative ed è tra i più in forma, ma tutti mediamente stanno bene.

Su Marcus Slaughter. Super atleta. Gran saltatore, veloce, uno dei primi ad arrivare in contropiede.

Su Oliver Lafayette. Di impressionante ha la velocità delle mani, la capacità di lettura e a un primo passo bruciante.

Su Alessandro Gentile. Si è creato subito un buon feeling forse perché a Milano ha lavorato con Giustino Danesi, di cui sono stato assistente, e quindi ha conosciuto la metodologia. Ha avuto un affaticamento, due sedute in piscina sono bastate a superarlo.

Sulla strategia al rientro di Aradori. Se, come ci auguriamo tutti, l’Italia arriverà alla fase finale, gli dovremo dare una settimana di riposo. Nelle prime due o tre settimane dovremo essere cauti, per poi aumentare i carichi.