ALESSANDRO PASI

 

 

ALESSANDRO PASI A RADIO BOLOGNA UNO

www.bolognabasket.it - 03/06/2013

 

Alessandro Pasi, dirigente del settore giovanile di Virtus Pallacanestro è intervenuto alla trasmissione "Bolognabasket News" su Radio Bologna Uno. Ecco le sue parole.

Alessandro, ogni anno c’è qualcosa da festeggiare: come ci si sente ad essere l’unica cosa funzionante della Virtus attuale?

Il settore giovanile sta andando bene da anni, e non sta a me commentare la prima squadra. Non penso sia stato un anno deficitario, abbiamo messo giovani tra gli adulti, e gente come Imbrò e Landi avranno spazi, qui o altrove. Per noi vincere non è mai facile, figurarsi il confermarsi: il pedigree è ottimo, comunque.

Quali sono i segreti fuori dal campo per queste vittorie?

Giordano, Terrieri e gli altri, collaborano tutti per far capire quale sia lo stile Virtus, sono persone che danno gli input giusti. Consolini ha vinto tutto, ma attorno c’è un format, una costante ricerca della perfezione in tutti i settori, decine di persone che lavorano al massimo e con alta qualità e impegno. C’è un direttore d’orchestra e degli orchestrali, tutti chiamati a dare quello che hanno, e i risultati lo dimostrano: ci fosse qualcuno che stona, le cose sarebbero diverse. C’è il lavoro del campo, quello della società, ma anche tanto lavoro attorno, il canovaccio attorno al quale gira il settore giovanile, senza la ribalta della prima squadra, ma ogni giorno cerchiamo di dare il massimo.

Quali sono gli investimenti nel settore giovanile, che comunque da quel che dice Villalta non verranno dimenticati?

Lo so, ma non spetta a me dichiarare quanto sia. Però è verissimo che ci sono investimenti, abbastanza, perché i risultati hanno bisogno di qualità. E, aggiungo io, questi investimenti sono ottimizzati al massimo, non ci sono sprechi.

Nelle settimane scorse c’è stata un po’ di polemica sulla questione Futurvirtus.

Spesso queste realtà dilettantistiche sono costole delle società professionistiche, non è una cosa strana. Voglio stare fuori dalle polemiche, ma forse si è esagerato. La cosa ha un senso, Futurvirtus è stata una costola sportiva e organizzativa che ha avuto un senso, visti i risultati. Non discuto quello che dice la società, ma penso che le polemiche siano state un po’ strumentali.

A quei tifosi che lamentano che vorrebbero meno investimenti tra i giovani e più per la prima squadra?

Non voglio fare l’aziendalista, ma tutto hanno visto dei derby giovanili, e ieri a Venezia c’era tanta gente per una bellissima partita. Visti i tempi, è giusto dare importanza agli juniores, anche perché è un bel basket, con tanti talenti. Poi è normale che la massa si interessi alla massima serie, ma oggi ci sono tanti modi per rendere partecipi non solo i genitori ma tutti gli appassionati che ne vale la pena. Capisco che la prima squadra sia il riferimento principale e che servano risultati, ma non vivo questa attività giovanile come roba di serie B: come ha detto Villalta, i giovani sono già parte del presente.

Un nome di un giocatore Virtus che possa diventare importante in serie A? E il futuro di Fontecchio?

I giocatori devono avere tappe di evoluzione, e penso che la prima squadra abbia comunque avuto modo di permettere esperienza ai giovani, che dovranno comunque maturare con i loro tempi. Non possono decidere le partite già adesso, sfido a trovare un 18enne che oggi lo faccia: lo si può costruire, ecco, e Bechi sa chi potrà diventare importante. Poi non voglio cadere nel banale, ma Imbrò e Fontecchio possono farcela, Baldi Rossi ha fatto bene in B1 e ha potenziale. Quel che serve è dare fiducia ai ragazzi.

I prossimi appuntamenti?

Siamo alle finali Under 15 che si faranno a luglio a Cento, e a quella Under 17 che saranno a Porto Sant’Elpidio fra due settimane. Bene anche nei livelli più bassi, bilancio positivo, e speriamo di far bene nelle prossime finali anche se non siamo favoriti.