GIANFRANCO LOMBARDI

(dirigente)

Dado G.M. assieme a coach Tanjevic nella sfortunata ultima stagione di Madrigali

 

 

nato a: Livorno

il: 20/03/41

Stagioni alla Virtus: 2002/03

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VIRTUS, FABBRICA DI SORPRESE. IL MANAGER È DADO LOMBARDI

di Walter Fuochi - La Repubblica - 18/06/2002

 

Imprevisto e stupefacente, il colpo di scena di casa Virtus scuote la città bianconera all’ora di pranzo. Sarà Dado Lombardi il nuovo direttore generale: ex giocatore grandioso, ex allenatore di molti porti, pure ex telecronista, ora che gli hanno offerto un nuovo lavoro, ha preso servizio ieri mattina all’Arcoveggio. Alle 14 la notizia era sull’Ansa. Ufficiale. «La Virtus Pallacanestro Bologna ha affidato l’incarico di direttore generale a Gianfranco Lombardi». Da dentro, spiegano subito che ha grinta, sa di basket e vanta un grande passato bianconero.

Così è se vi pare. E anche se non vi pare. L’ennesimo giorno più lungo della Virtus, di questo logorante anno infinito, va raccontato per cronologie. Cronaca nuda, fatti separati dalle opinioni, scegliete voi. Il senso dei fatti dovrà chiarirsi meglio, per commentare, anche se oggi incombe il seguente due più due: arrivato Lombardi, scelto dal presidente senza consultazioni, non potrà che andar via Messina. Treviso è lì che aspetta e anche se Madrigali ribadisce che l’allenatore la Virtus ce l’ha, ed è l’amatissimo Ettore, qualcosa tocca. Muri di gomma, sorrisi squadernati e dichiarazioni ufficiali non ce la fanno a dissipare l’impressione di comunicazioni difficili. In fondo, ha voluto andarsene lui: se questa sarà la frase che ascolteremo domani, non chiederemo una quota esagerata.

Dunque, ieri di buon mattino, Lombardi è all’Arcoveggio da Madrigali. Viene diffusa la notizia, nonché la biografia, carica di glorie. Livornese, classe '41, Gianfranco Dado Lombardi giocò in Virtus dal ‘59 al ‘70. Fu due volte capocannoniere della A. Pezzo grosso dell’Italia azzurra alle Olimpiadi di Roma. Eccetera eccetera, tutto noto. Di pomeriggio, ha appuntamento Messina. Del Dado ha saputo in mattinata, al telefono. Ne resta sorpreso: esordio assoluto a parte, nel ruolo, se si fa un sondaggio a mondo basket, sulle affinità elettive dei due futuri braccio e mente, s’incassano perplessità, nell’ipotesi migliore. Il coach va in Cto e lì colloquiano distesamente in tre: lui, Madrigali e Lombardi. Ken Grant, l’agente di Messina, è in corridoio quando arrivano i cronisti. Intorno alle sei, Lombardi va da loro, Messina esce senza far parola, Madrigali si unisce al Dado coi cronisti. Quel che dice Lombardi è qui sotto, che Messina non si fermi è solo un indizio, infine Madrigali ripete, in sintesi, le cose di giovedì, sul coach.

E cose inedite, ovvio, su Lombardi. «Non ne ho parlato con nessuno, è l’unico modo per non far correre le voci. Ho chiamato Dado domenica, l’ho trovato entusiasta, lunedì mattina era qui. Virtussino da una vita, persona deliziosa e capace. Era il mio giocatore preferito, allora, e forse anche questo ha inciso. Il tifoso è tifoso. Magari oggi tutti vorrebbero Danilovic manager. Adesso Lombardi è un dirigente esordiente, ma questo non mi crea perplessità. Ginobili, Jaric, Smodis, io stesso: tutti esordienti, l’anno scorso. Non ci sono uomini perfetti, neanche Dado lo sarà, ma vogliamo fare una grande società e una grande squadra. E abbiamo inserito una persona di peso, il cui peso non deve stare addosso a nessuno, ma fornire soluzioni. Con Messina. Che tornerà mercoledì e riparleremo. Lui è il nostro allenatore, ha due anni di contratto, anche se oggi non s’è parlato d’estensione. Ancora non ci credete? Se volete lo firmo qui. Messina è l’allenatore della Virtus». Basta la parola, per carità, ma i dubbi restano. Treviso è dietro l’angolo, Brunamonti avrà anche posto accanto a Lombardi (Madrigali dixit), ma a Roma ne avrà di più, Consolini è già un candidato per il dopo. Ma solo fatti, oggi. Non opinioni. Quelle, a presto.

 

VIRTUSSINA DA UNA VITA, CORONO IL MIO SOGNO

di Walter Fuochi - La Repubblica - 18/06/2002

 

Giacca e cravatta, alla sua terza (o quarta) vita cestistica, dopo 14 anni da giocatore, 22 da allenatore e qualche centinaio di partite commentata in tv, Dado Lombardi parla da direttore generale della Virtus alle sei della sera, in Cto, l’azienda del presidente. Una decina di cronisti, più o meno lo conosciamo tutti da una vita. Le domande sono ovvie, si possono tralasciare per comodità. Il succo è quanto segue. Le espressioni di gioia per un incarico così prestigioso, e probabilmente inatteso per lo stesso Dado, sono intuibili. «Corono il sogno della mia vita, da quando nel ‘58 venni a giocare alla Virtus e prima, avevo 11 anni, ero pure venuto a vederla in Sala Borsa, una volta, con mio padre. Ques’incarico chiude un’epoca. Per allenare ero stanco, anche se avevo avuto due offerte, la Rai aveva un progetto bellissimo, ma la Virtus è di più, soprattutto per me».

«Ringrazio Madrigali, di cuore, sono strafelice di essere nella squadra più importante d’Italia. Entro con umiltà, non farò proclami, sono pronto a lavorare tantissimo e mi riconosco la grinta giusta. Quando Porelli scelse Messina come allenatore della prima squadra, ebbe un’intuizione meravigliosa. Scoprì il miglior allenatore d’Italia. Spero che Madrigali possa dire di me, un giorno: ho trovato un buon dirigente. Vero, non l’ho mai fatto, ma questo non mi spaventa. Nessuno nasce laureato. Ho avuto una chance, vorrei esser giudicato sui fatti e non sui pregiudizi. Datemi tempo, ma brucerò le tappe».

«Faremo una grande Virtus. In accordo con Messina. Guidata da Messina. Abbiamo già cominciato a parlare della squadra. Sì, una volta dissi che avrei pagato per allenare la Virtus. Ora non più, perché non alleno più. E in ogni caso stavolta prendo soldi. Contratto? Non lo dico. Aperto. Mi auguro un lungo connubio, ho 61 anni, non sognavo più di allenare». «Chi allenerà qui? Per me, Ettore Messina. Per Madrigali pure. Ne sono contentissimo. È il migliore, con lui faremo una squadra fortissima».

 

IL DERBY, PARLA LOMBARDI

di Alessandro Gallo - Il resto del Carlino - 16/11/2002


Due debuttanti che non possono passare inosservati, Dado Lombardi e Zoran Savic. Due esordienti che hanno diversi punti in comune ma che — l'aggiornamento è di ieri — sono divisi da una differenza sostanziale. Il primo, il Dado, può parlare; Zoran, invece, è costretto, per la decisione presa sette giorni fa, a tacere. I punti di contatto? Entrambi “rookie” a livello dirigenziale, vice presidente nonché direttore generale il bianconero, general manager il biancoblù. In più hanno alle spalle diversi derby giocati e, tutti e due, con le due diverse anime della Città dei Canestri.

Lombardi, il derby è…

È una partita che riveste sempre un'importanza particolare per Bologna. Uno spettacolo straordinario: mi auguro che sia un derby corretto e che lo vinca la Virtus. Anzi, più che un augurio è una speranza.

Ricorda il suo ultimo derby da giocatore…

Li ricordo tutti, uno per uno: fantastici, sfuggivano a qualsiasi pronostico. Chi stava meglio, era in salute e aveva tutte le carte in regola per vincere, in genere, perdeva. Partite comunque irrinunciabili per gli appassionati di questa città.

L'anno scorso, di questi tempi, lei era l'uomo che forniva, agli spettatori televisivi italiani, qualcosa in più alle telecronache di Franco Lauro. Oggi, complice lo sciopero dei giornalisti, il derby sarà una cosa per pochi intimi.

Beh, mi dispiace per il resto d'Italia, ma al PalaDozza saremo tanti.

Ricorda quel 19 marzo 1972?

Che accadde?

Le cronache dell'epoca narrano che ottomila persone assistettero alla vittoria dell'Eldorado che espugnò il campo della Norda. Per lei, con la maglia Fortitudo, solo due punti. Ma senza quelli sarebbe stato supplementare, la gara finì 59-61.

Saranno stati due punti importanti.

Lei e Savic, storie curiose non trova?

Ho una proposta.

La faccia.

Il derby ce lo giochiamo io e lui, sul parquet.

Ancora in campo?

Va bene, solo al tiro.

La distanza?

Il tiro da tre. Lui ogni tanto — sia chiaro che la mia è sola una proposta scherzosa — li sbagliava. Io da quella distanza l'ho sempre messa.

Pronostico?

Ma che pronostico volete che faccia. Sarà un derby come quelli passati, sofferti. Che magari troverà un protagonista insperato, proprio nelle ultime battute.

Derby equilibrato, dunque.

Lo vedo aperto a qualsiasi soluzione.

Dovesse indicare un giocatore speciale?

Dico Rigaudeau.

Che con il Cska ha sbagliato tutto.

È un essere umano. Se non sbagliasse mai sarebbe un robot. Lui ha un'esperienza straordinaria e il tocco di talento.

Ma chi perde, intanto, rischia di star fuori dalla final eight di Coppa Italia.

Di queste cose non voglio parlare. Per le questioni tecniche c'è Tanjevic. La mia, lo ripeto, è stata una chiacchierata di colore su questo derby che tutti aspetto. Posso aggiungere ancora una cosa.

Prego.

Sono sicuro che sarà una grande partita. E che vincerà la sportività di questa città.

SI È DIMESSO DADO LOMBARDI

www.virtus.it - 11/12/2002

 

Gianfranco Lombardi ha presentato in data odierna, per motivi familiari, le dimissioni dal ruolo di direttore generale della Virtus Pallacanestro Bologna.
La società ha accettato le dimissioni dalle funzioni operative, ringrazia il signor Lombardi per il lavoro svolto finora e lo invita a rimanere col suo incarico di vice presidente all’interno del Consiglio di Amministrazione.
La funzione di direttore generale viene assunta, ad interim, dal dottor Stefano Mazzoni, attuale amministratore delegato della Virtus Pallacanestro Bologna.