STAGIONE 1969/70

 

Rundo, Driscoll, Serafini, Nanni, Buzzavo

Regno, Zuccheri, Lombardi, Leombroni, Cosmelli

 

Virtus  Bologna

Serie A: 7a classificata su 12 squadre (9-22)

Coppa Italia: eliminata ai quarti di finale

 

FORMAZIONE
Gianfranco Lombardi (cap.)
Enrico Beretta
Giorgio Buzzavo
Massimo Cosmelli
Terry Driscoll
Alessandro Leombroni
Danilo Nanni
Franco Regno
Giuseppe Rundo
Luigi Serafini
Ettore Zuccheri
Riserve: Massimo Antonelli, Stefano Balbi
Solo amichevoli: Loris BenelliEnrico MoraRoberto Neri, Stefano Rubini, Lino Bruni (in prestito dalla Fortitudo Bologna), Giampaolo Orlandi (in prestito dalla Fortitudo Bologna), Corrado Pellanera (in prestito dalla Fortitudo Bologna)
 
Allenatore: Nello Paratore

 

Partite della stagione

Statistiche individuali della stagione

Giovanili

IL FILM DELLA STAGIONE

di Ezio Liporesi per Virtuspedia

 

Le principali novità della stagione 1969-70 sono l'americano Driscoll in campo e l'allenatore Paratore in panchina. Da Cantù arriva Danilo Nanni, il resto dell'ossatura principale della squadra è formato dai confermati Lombardi, Zuccheri, Cosmelli, Rundo, Serafini e Buzzavo. La Virtus disputa un bel precampionato, secondo posto ai tornei Bersani, a Borgotaro, e Pinto, a Roma, e la vittoria nella Coppa dell'Amicizia, doppio confronto con l'Olimpia Milano. La prima giornata conferma subito il buon momento dei bianconeri: contro Gorizia, davanti a un grande pubblico (4500 spettatori), la Virtus parte 14-0 al 2'e 22-2, un minuto dopo. Al 9' il divario è appena ridotto, 24-7 e quei 17 punti di scarto  permangono all'intervallo, sul punteggio di 42-25 e alla fine, 81-64. Bella prova di squadra, con 5 giocatori in doppia cifra, Driscoll 20, Lombardi 14, Serafini e Zuccheri 12, poi Rundo a 10, mentre Cosmelli con 9 si ferma subito sotto. A Varese, davanti a cinquemila spettatori, entrambe le squadre partono a uomo, ma la Virtus soffre subito, anche perché Lombardi si carica presto di tre falli nel controllare Raga, che a sua volta deve scendere, avendo speso lo stesso numero di penalità su Gianfranco. Nonostante i 38 punti di Driscoll, la Virtus precipita, 45-26 a fine tempo, poi nella ripresa il distacco si attesta sui 30 punti e il solo Cosmelli (10 punti alla fine), è in grado di spalleggiare l'americano delle V nere. Finisce 92-63. Contro la Noalex Venezia i primi 10 minuti sono in equilibrio, poi Paratore azzecca la mossa giusta, piazza Lombardi su Vianello, miglior giocatore veneziano, che affonda insieme ai suoi compagni, chiudendo il tempo sotto 50-34. La Virtus invece ha girato a dovere, con in evidenza Lombardi, 26 punti, e lo strepitoso Driscoll, autore di un'altra prova superlativa: 30 punti, 20 rimbalzi e 6 stoppate. Degli altri vanno ricordati gli 11 punti di Rundo, i 10 di Nanni, che ha anche imbrigliato Sanders, i 9 di Cosmelli, gli 8 di un ottimo Buzzavo e i 4 di Serafini e Regno, autore del canestro che ha portato i bolognesi a 100 punti. Poco prima della chiusura sul 102-67. A Milano, contro All'Onestà, sfortunatissima Bologna: perde dopo 55" Driscoll, in ottimo periodo di forma, per una distorsione alla caviglia che si procura da solo a rimbalzo d'attacco. La squadra di Paratore termina il primo tempo sotto 35-26, trova la forza di recuperare, ma nel momento del massimo sforzo, perde Serafini per 7 minuti per una contusione toracica. Comunque le V nere arrivano al 36' a soli due punti, grazie a un canestro di Cosmelli, 20 punti per lui, con un ottimo secondo tempo, dopo un primo opaco, ma negli ultimi 4 minuti i milanesi hanno la meglio e vincono 69-59. Per Bologna buono anche l'apporto di Lombardi, 15 punti. Contro la Fides Napoli, la Virtus gioca un buon primo tempo, chiuso avanti 43-40, con uno stoico Driscoll, che pur sofferente si fa valere sotto i tabelloni e segnerà alla fine 14 punti, e un positivo Lombardi, 4 su 4 e  6 su 8 ai liberi, per un totale di 16 punti alla pausa. La ripresa vede una squadra bolognese in difficoltà, Lombardi segna solo 4 punti (20 in totale quindi), con 1 su 12 al tiro, Driscoll cala alla distanza, lasciando via libera ai campani sotto le plance, soprattutto a Williams che ne cattura 21 sui 39 della sua squadra; considerato anche un Cosmelli più opaco rispetto al solito, la naturale conseguenza è il successo ospite, 65-71. Andamento inverso nella successiva gara, ancora casalinga, contro Pesaro: i marchigiani dominano nel primo tempo, chiuso sul 30-39, poi nella ripresa, complice l'uscita per falli di Bertini al 32', sul 56-63 escono dal match; a questo punto esplode Cosmelli, fino a quel punto in ombra, con un 4 su 4 sia dal campo, sia dalla lunetta, segna 12 punti, prendendo in mano le redini della gara, anche perché la Pelmo Frizz rimane sei minuti a secco, mentre i bolognesi ne segnano 22. In quest'ultima parte di gara ottimo l'apporto di due elementi opachi fin lì, Buzzavo (18) e Lombardi (19), con Driscoll (16) che riesce a stare in campo fino alla fine, pur gravato di 4 falli. In parità la lotta a rimbalzo, 45-45; per i bianconeri ne catturano 13 Serafini e 11 Buzzavo, quest'ultimo in soli tre minuti. Nel derby Virtus in sofferenza di fronte a Schull, 30 punti, Driscoll (17 punti) regge, ma a tradire è Lombardi, autore di soli 13 punti, 4 nella ripresa, ma concedendone 10 nel primo tempo ad Orlandi, quando era suo avversario diretto. Il primo tempo si è chiuso con le V nere sotto 36-31 e la gara è terminata 67-64. A Udine, dove la squadra di casa scende in campo con Allen che ha 38 di febbre, c'è il riscatto di Lombardi, autore di 29 punti. Si inizia con Gergati, Bisson, Allen, Cescutti e Sarti per la squadra di casa e Lombardi, Cosmelli, Zuccheri, Serafini e Driscoll per i bolognesi. Dopo 7 minuti la Virtus conduce già 13-29, con Lombardi implacabile dalla lunga distanza. Al 15' le squadre sono sul 23-38, ma Paratore toglie Zuccheri per Rundo e i friulani recuperano. Nel finale di tempo, ancora Lombardi trascinatore, fino al 39-47 dell'intervallo. Nella ripresa i bianconeri controllano la gara, a metà temo sono sul 46-59 e iniziano gli ultimi 5 minuti sul 52-69. Ininfluente il recupero finale di Udine, la gara termina 72-79. Il trio Driscoll, 27 punti, Lombardi, 26, e Cosmelli, 21, dà una mano decisiva nella vittoria contro il Simmenthal, davanti a 8000 spettatori. Gara bellissima, con il primo tempo chiuso avanti dai bolognesi 51-49, ma nella ripresa, quando sembra che i milanesi ce la possano fare, la grande continuità dei bianconeri ha la meglio. Di fianco alle tre punte, hanno ben giostrato prima uno Zuccheri eccezionale, poi Serafini e, alla fine, Rundo e Nanni. Serafini, Driscoll e Rundo, in marcatura a staffetta su Masini, lo hanno limitato a "soli" 25 punti. A Cantù la Virtus parte bene, ottimi i primi 15 minuti di Zuccheri, più volte avanti di 6 punti, 6-12 al 4', 16-22 al 9', 22-28 al 12', ma al 13' Cantù opera l'aggancio, 30-30, poi prende 4 punti di vantaggio 38-34. Il primo tempo si chiude sul 46-45, Equilibrio anche nella ripresa, con la Virtus che a metà tempo ha due punti di vantaggio, 65-67, ma al 17' i locali prendono un piccolo vantaggio, 83-77, che gli permette di vincere 93-90. Nelle V nere ottimo Lombardi, 38 punti, ma buona anche la gara di Cosmelli, 22, mentre a 18 si ferma Driscoll. Il Brill Cagliari si presenta a Bologna senza Howard. La Virtus prende il comando delle operazioni così più facilmente, con un Lombardi in gran spolvero fino al 6' della ripresa (20 punti), quando deve uscire per una distorsione alla caviglia sul punteggio di 67-54, gli stessi tredici punti di margine che separavano le squadre anche all'intervallo, 53-40. A sei minuti dalla fine Paratore ha messo in campo i due giovani Leombroni e Regno, ma la Virtus è riuscita comunque a raggiungere quota cento, anche per il calo alla distanza dei sardi. Punteggio finale 104- 86. Ottima la gara di Driscoll, 32 punti. Al termine del girone d'andata, Virtus al sesto posto con 12 punti, appaiata ai milanesi dell'All'Onestà Milano. A Gorizia la Virtus deve fare a meno di Lombardi, in quintetto al suo posto c'è Nanni, che nella zona schierata da Paratore, si posiziona sotto canestro con Driscoll e Serafini, mentre Zuccheri e Cosmelli agiscono da lanciatori. Il primo tempo vede la squadra di casa avanti 48-34. Nella ripresa i primi due minuti non fanno registrare punti, finché Medeot porta a 50 la sua squadra, che poi controlla il match fino all'86-74 finale. Contro l'Ignis rientra Lombardi che ha un ottimo inizio, segna 12 punti in 12' e blocca Raga, costringendolo a realizzare un solo canestro, ma poi Gianfranco deve scendere a causa della sua caviglia malconcia e rientrerà solo negli ultimi minuti. Nonostante Lombardi l'Ignis scappa già nel primo tempo, chiuso 27-44; nella ripresa, però, l'Ignis sta oltre 10' senza segnare, vede i bolognesi arrivare a meno quattro, finché al 30'30" Raga, che ha giocato quasi tutto il secondo tempo con quattro falli, rompe il digiuno. Poi Varese si riprende e vince 55-66. Tra i bolognesi, oltre a Lombardi, bene Driscoll, 13 punti, e Cosmelli con 12. Netta sconfitta a Venezia, 47-31 il primo tempo, 91-76 il finale. Contro l'All'Onestà, con Lombardi e Cosmelli in giornata no, nonostante segnino rispettivamente 17 e 18 punti, la Virtus esce sconfitta 72-74. I milanesi dominano i primi 7 minuti, intanto Serafini è già in panchina dal 4', gravato di tre falli. Qui Driscoll e Cosmelli mettono in piedi una reazione e così le V nere chiudono il tempo avanti 40-37. L'americano di Bologna, dopo un ottimo primo tempo, cala nel secondo (ala fine 17 punti), così i Milanesi si portano al comando. A venti secondi dalla fine, con la Virtus sotto di due punti, Cosmelli ruba palla a centro campo a De Rossi e va a siglare il pareggio a 16" dalla fine. Difesa pressing dei bianconeri, che però si dimenticano di Bovone, che riceve un lancio lungo sotto canestro e segna il canestro decisivo. Quarta sconfitta consecutiva, alla vigilia di due trasferte. A Napoli, i bolognesi partono bene, 4-10  al 5' e 8-18 al 10', ma commettono molti falli, infatti a metà gara Rundo e Cosmelli ne hanno 4, Driscoll e Buzzavo 2. Dopo un convinto inseguimento,  i campani raggiungono la parità, a quota 29, al 16', con Errico dalla lunetta e subito dopo sorpassano con Maggetti, difendendo poi il vantaggio fino alla pausa, 37-35. Dopo 39" della ripresa, in contropiede Williams schiaccia, Rundo, nel tentativo di stoppare, colpisce il tabellone: l'effetto di queste due azioni provoca il distacco del vetro. Rundo rimane ferito alla coscia sinistra, Williams, più gravemente alla gamba sinistra, al braccio e alla testa, ma è soprattutto dall'arto che esce molto sangue. Dopo 50 minuti il gioco riprende, con Gavagnin al posto dell'americano di Napoli, che però dopo qualche minuto, rientra al posto di Errico. Il colored serve i compagni, segna altri 10 punti, 22 in totale, cattura rimbalzi, risulta insomma decisivo per l'allungo dei locali, che arrivano al + 18, sul 79-61 al 18'  e sull'81-63 poco dopo. La Virtus riduce leggermente il divario, ma esce sconfitta 83-70. Buona la prova di Driscoll, 20 punti, ma non sempre coeso coi compagni, e quella di Cosmelli (16); efficace Zuccheri nel primo tempo, 12 i suoi punti totali, e nel secondo Rundo, che al termine fa registrare 9 punti a referto. A Pesaro non bastano i 30 punti di Cosmelli e i 16 di Driscoll, anche perché quest'ultimo deve uscire prematuramente per 5 falli. Bologna è sotto 44-38 a metà gara e 78-75 alla fine. Decisiva l'assenza di Lombardi. Dopo sei sconfitte consecutive, tutte le gare del ritorno, la Virtus si trova al terz'ultimo posto, a quota 12, appaiata proprio ai pesaresi e all'Eldorado, prossimo avversario nel derby, due punti sopra alla penultima, la Splügen, chiude il Brill a 4, ma con una gara da recuperare. Contro la Fortitudo sono gli uomini di Lamberti a partire meglio, accumulando nei primi 15 minuti 16 punti di vantaggio, 20-36, ma con 6 improvvisi contropiedi a bersaglio i bianconeri riescono a ridurre notevolmente il disavanzo con questo parziale di 12-0, andando al riposo sotto di sole 4 lunghezze, 32-36. Nella ripresa l'Eldorado continua a gestire la gara, ma ben presto i suoi giocatori si caricano di falli, permettendo alla Virtus di stare aggrappata al match. Comunque, i biancoblù sembrano in grado di prevalere, grazie soprattutto ai 29 punti di Schull, che però commette qualche fallo di troppo e qualche di tiro, tenendo così in vita le V nere. A 12" dal termine, sul 69-70, un tap-in di Driscoll, dopo un'incursione di Cosmelli, permette alla Virtus il sorpasso che risulterà decisivo, 71-70. Infatti nell'ultima azione Calamai, appena entrato al posto di Angelini, uscito per 5 falli, usufruisce di 2 liberi, ma li fallisce entrambi, decretando il successo della squadra di Paratore, tra il tripudio dei tifosi bianconeri. Lombardi con 22 punti, Cosmelli con 21 e Driscoll con 16, tra cui il canestro della vittoria, i migliori bianconeri. Rinvigorita dal successo nella stracittadina la Virtus, nella gara infrasettimanale, batte anche la Snaidero 94-75, dopo aver chiuso il primo tempo avanti 47-39. Superlativa la prova di Driscoll, 38 punti. Rasserenata dalle due vittorie casalinghe, la Virtus sale a Milano per incontrare il Simmenthal. I bolognesi disputano un ottimo primo tempo, chiudendolo in vantaggio 41-43, ma nella ripresa crollano, uscendo sconfitti 107-78. Migliore realizzatore per le V nere Zuccheri con 20 punti, seguito da Driscoll con 18, mentre si fermano rispettivamente a 14 Cosmelli, ben marcato da Brumatti, e a 13 Lombardi. Ultima gara casalinga, contro Cantù: all'8' Della Fiori porta avanti Cantù sul 22-23 e sulla scia i lombardi prendono in 3' dieci punti di vantaggio, ma al 16', con due liberi di Zuccheri, Bologna pareggia, 43-43. Alla pausa, il punteggio è altissimo e le V nere riescono ad avere un punto di vantaggio, 54-53. Nel secondo tempo i bianconeri riescono a prendere 6 punti di vantaggio, 63-57, ma gli ospiti reagiscono e tornano avanti con Recalcati, 75-76, dopodiché comincia un alternarsi di vantaggi, ma quando la Virtus sembra poter prevalere, a 5" dal termine Siudut pareggia, 93-93. Nel supplementare parte meglio Bologna, ma viene presto raggiunta e a 30" dalla fine le squadre sono ancora in parità, 106-106; a decidere l'incontro è il principale protagonista della gara, Driscoll, che, segnando i due liberi decisivi e fissando il punteggio sul 108-106, giunge a 43 punti realizzati. Buono il primo tempo di Lombardi, 20 punti al termine dei 40'. Bene aveva giocato anche Zuccheri (10 punti), ma a metà ripresa è dovuto uscire per una distorsione al ginocchio destro. Nel supplementare è emerso Rundo, che nell'arco di tutta la gara ha segnato 20 punti. Ultima gara a Cagliari: la Virtus, pur concludendo il primo tempo sotto 44-38, si mantiene sempre in partita, tanto che il risultato è rimasto in bilico fino al 37', poi, negli ultimi tre minuti, i sardi hanno preso un piccolo decisivo vantaggio, 81-78. La Virtus chiude con 9 vittorie e 12 sconfitte, con solo 6 squadre davanti, ma con dietro solo le due squadre retrocesse, mentre Snaidero, Pelmo ed Eldorado affiancano le V nere. Rimangono da disputare e vincere Trofeo Solferini battendo nel derby l'Eldorado e un paio di amichevoli vinte a Bologna, facilmente contro l'Australia, con più difficoltà contro il Canada.

MI IMPEGNO A RIPORTARE LA VIRTUS NEL GRANDE GIRO

di Giuseppe Angelini - Stadio - 23/08/1969

 

Dal 19 agosto la Virtus ha iniziato a Riccione la preparazione per il prossimo campionato. Il nuovo allenatore Paratore, l'ex C.T. della Nazionale, ha portato con sé, oltre al suo vice Ranuzzi, al preparatore atletico Moro e al medico sociale Mazzoni, undici giocatori: Lombardi, Cosmelli, Zuccheri, Regno, Rundo, Nanni, Marisi, Buzzavo, Mora, Neri e l'americano Driscoll. Degli effettivi virtussini mancano cioè i soli Serafini attualmente in America per un campus e il neo bianconero Leombroni, impegnato negli esami di riparazione e si aggregherà alla comitiva soltanto ai primi di settembre. Ieri ha lasciato il raduno Cosmelli convocato per gli allenamenti collegiali della Nazionale. Con Paratore che ha dovuto subire in questi giorni un vero e proprio assalto da parte della stampa e che del resto è piuttosto schivo per natura ad ogni forma di pubblicità, abbiamo potuto scambiare nel pomeriggio soltanto qualche rapida impressione. Abbiamo chiesto innanzitutto i tempi e i sistemi di preparazione.

Direi che tutto procede perfettamente secondo i piani prestabiliti - ha precisato. - Tutta questa prima settimana è stata dedicata ad una leggera preparazione atletica, curando in maniera particolare l'inserimento ambientale dei nuovi. Per il momento niente pallone, cominceremo a sviluppare qualche dettaglio tecnico soltanto la prossima settimana. Attualmente facciamo soltanto della pallavolo al mare, riservando al pomeriggio la seduta ginnico-atletica. Intendo procedere per gradi, non molto in fretta ma in profondità.

Come va l'ambientamento di Driscoll?

Problemi particolari non ce ne sono. L'americano è un ragazzo serio e riservato, nei momenti di riposo preferisce leggere e studiare. Il suo affiatamento coi compagni migliora peraltro giorno per giorno.

Cosa può dirci della Virtus?

Al momento è inutile fare previsioni, non c'è sufficiente materia per esprimere indicazioni attendibili. Sulla carta la Virtus possiede i mezzi per tornare nel giro delle grandi, e per ora è questo il nostro principale obiettivo. Di una cosa sono comunque certo: se i ragazzi mi seguiranno, la Virtus riuscirà certamente a sviluppare del grande basket in grado di mettere in soggezione chiunque.

A chi toccherà lo scudetto quest'anno?

Come sempre su tutti Simmenthal e Ignis, che si sono ancora rafforzate e che se la vedranno fra loro. Da terzo incomodo vedo All'Onestà che può contare su due stranieri.

Nanni, il due metri proveniente dall'Oransoda Cantù, l'acquisto virtussino di maggior pregio dopo Driscoll, ha in animo dei propositi di riscatto:

L'anno scorso a Cantù è andata male, abbiamo deluso un po' tutti, per quel che mi riguarda non cerco certamente attenuanti. Ora sono qui, in un ambiente che non nasconde la massima fiducia nelle mie possibilità, deciso a prepararmi a dovere per un gran campionato. Senza presunzione, ritengo di essere potenzialmente il migliore esterno di altezza due metri, in possesso di velocità di gambe e che si riscontra difficilmente in un fisico come il mio. Direi che soltanto Paschini e Bariviera possono avvicinarsi con uguale rendimento al mio tipo di gioco. Quest'anno, sotto la guida di Paratore, conto di sfondare definitivamente e assicurarmi un posto fisso in Nazionale. Mi sono già fatta l'idea che il nostro sarà quest'anno un gioco brillante e spettacolare, che non avrà riscontri in nessun'altra squadra. Non potremo forse avere ambizioni immediate, ma sono convinto che ci toglieremo parecchie soddisfazioni, anche perché avremo il grosso vantaggio di non avere nulla da perdere.

Paratore, Rundo, Driscoll, Serafini, Nanni, Buzzavo, R. Ranuzzi

Regno, Zuccheri, Lombardi, Leombroni, Cosmelli

(foto tratta dall'Archivio SEF Virtus)

VIRTUS: PARATORE-DRISCOLL MIRACOLO DIFFICILE

di Gianfranco Civolani - Giganti del Basket - Novembre 1969

 

Porelli mette le mani avanti: "Intendiamoci, non è che sia facile ricostruire una squadra dopo anni e anni di non gioco. Paratore è una persona seria, non un prestigiatore. L'anno passato siamo arrivati decimi e sarebbe follia sperare adesso di poter toccare lo scudetto. però io credo che la nostra squadra sia in grado di battersi da pari con tutti, senza timori reverenziali, senza alcuna paura. L'altezza media è stata migliorata e fra un anno o due Serafini sarà un pivot di primissima grandezza. Gli esterni validi li abbiamo e la panchina finalmente offrirà validissime garanzie in assoluto. Poi Driscoll, e non aggiungo altro".

A questo punto è ovvio porre un quesito un po' più circostanziato. le chiacchiere sono una piacevolissima cosa, ma gli effettivi traguardi? Ancora Porelli. "Diciamo che sarebbe già un eccellente risultato arrivare primi fra le deboli, vincere insomma lo scudetto delle meno forti". Propongo un traguardo sostanzialmente diverso: non primi delle deboli, ma piuttosto ultimi delle forti, mi spiego? "Ecco, forse è meglio dire così. Quante sono le squadre che si giocano lo scudetto? Due, tre? Allora per noi sarebbe già molto consolante entrare sommessamente nel grande giro e mordere la coda a chi gioca per il titolo".

Nello Paratore ci va ancora più piano. Gli parlano di terzo-quarto posto e lui subito: "Ma no, andrebbe benissimo anche un quinto. Scudetto? Non ci ho mai pensato e non mi sognerò certo di pensarci. Questa prima annata deve essere di assestamento. Buon basket e buon piazzamento, questi i veri obiettivi".

E adesso toccherebbe a chi scrive formulare uno straccio di previsione. In effetti la squadra ha davvero i mezzi per inserirsi nel giro che conta. È mia impressione che l'umore dei tiratori puri (Driscoll e Lombardi) condizionerà spessissimo gli schemi. Oltretutto i tiratori non sempre avranno forze sufficienti per tener botta in difesa. Ergo: il giovane Serafini dovrà moltiplicarsi sotto i suoi tabelloni per scongiurare grose crepe. In altre parole questa Virtus corre il serio rischio di subire troppi punti e di non poter sempre segnarne uno in più di quelli che beccherà. Driscoll è un uomo da venti punti per partita e guai se non li farà. Ma qual è l'attuale plafond di lombardi? E il bravo Zuccheri saprà tenere un intero campionato?

In questi interrogativi è racchiuso l'immediato futuro della squadra. D'Altronde si parte solo per arrivare quarti o quinti, per sentir l'alito di chi guida e basta. Forse con questi presupposti la squadra galoppera ancora più lontano.

Cosmelli, Leombroni, Regno, Zuccheri, Lombardi, Rundo, Buzzavo, Nanni, Driscoll, Serafini

Tratto da "Virtus - Cinquant'anni di basket" di Tullio Lauro

 

Il campionato 1969/70 inizia per la squadra leader sotto le Due Torri, con una forzata, ma quasi prevista, novità. Sulla maglia non si sono scritte pubblicitarie ma tornano le gloriose Vu nere. Spiegherà Porelli in un'intervista a Giganti del basket: "Son tornato alle gloriose Vu nere perché non ho trovato un abbinamento che potesse veramente modificare la nostra situazione. Anzitutto dovevo recuperare taluni giocatori che non erano più nostri e poi mi proponevo di creare una certa reviviscenza attorno alla vecchia bandiera. Ho sottoscritto per un'intera stagione una cambiale in bianco. Cosa significa Virtus per la nostra città? Ma la riprova di quel significato ce la danno i fatti. In quale altra città italiana si sarebbero potuti reperire i finanziamenti che io ho trovato? è bastato suonare la diana della Vu nera e mi sono piovuti addosso i soldi che occorrevano...". E tanto per cominciare, visto che il contraltare cittadino della Fortitudo sta alzando la voce, si sceglie per la panchina il maestro di chi siede sulla panchina dell'altra parte (Lamberti) e così arriva il coach che per lunghi anni aveva guidato la Nazionale: Nello Paratore.

Negli States si carpisce un giocatore "super" come Terry Driscoll, costato circa 30 milioni, 2 metri e 4, prima scelta dei professionisti di Detroit, un'autentica "chicca". Ma la grancassa suonata sul suo nome non giova a Terry che non si ambienta, fatica ad inserirsi, eppoi un incidente a Milano contro la All'Onestà, lo mette fuori gioco senza che riesca a riprendersi.

Il campionato termina così con la Virtus ancora una volta deludente al 7° posto, e se volete al 10°, visto che è nel gruppo che con 18 punti precede di 6 lunghezze le due formazioni che retrocedono. Driscoll, comunque e nonostante tutto, termina con 468 punti (21,2 di media) il suo campionato, al 6° posto della classifica dei marcatori. Porelli aveva cercato di costruire la grossa squadra attorno all'asse Lombardi-Cosmelli, comprando Nanni dal Livorno e assicurandosi un asso americano come Driscoll, ma fu un mezzo fallimento "Stessa delusione dell'anno prima" ricorda Porelli "la squadra era invecchiata di testa". Intanto non è invecchiata né di testa né di corpo l'Ignis di Meneghin e Ossola che rivince il titolo con largo margine sul Simmenthal.

Driscoll, un primo anno condizionato da infortuni. Qui la distorsione alla caviglia rimediata a Milano (foto tratta da Giganti del Basket)

LOMBARDI FERMA WEBSTER E SERAFINI SI FA NOTARE

di Sergio Perbellini - Corriere dello Sport - Collezione Lamberto e Luca Bertozzi - 03/11/1969

 

Dopo le bellissime e bene auguranti esibizioni dello scorso mese. La Virtus era attesa oggi all'esordio ufficiale di campionato da un pubblico di oltre 3400 persone, cioè un pubblico eccezionale. Non ha deluso. Semmai hanno deluso i veneti, ma è rimasta qualche perplessità per quanto riguarda Driscoll che, di fronte ad un tifo d'inferno e ad una speciale partita, nata-morta fin quasi dall'inizio, non ha avuto modo di esprimersi compiutamente.

Infatti basta rendersi conto che dopo due minuti la Virtus conduceva per 14-0, al terzo minuto già il suo vantaggio era di 22-2. A questo punto infatti i veneti non avevano più alcuna speranza di poter rimontare un simile svantaggio e, imbottigliati nel loro campo, di fronte a un pressing totale, ben poco potevano fare come reazione. Pertanto, da un punto di vista dell'interesse agonistico, la gara ha avuto ben poco da dire. Restava il tempo per ammirare le esibizioni dei singoli atleti e dobbiamo dire che oggi Lombardi è stato uno dei migliori in campo, molto ben assecondato da Zuccheri e da Serafini. Quest'ultimo, poi, ha stupito per la sua freddezza e per la capacità di realizzazione e va detto che Paratore lo ha rimesso in panchina subito dopo il terzo fallo commesso. Così come del resto era avvenuto anche per Driscoll.

La squadra, insomma, non è imperniata né sull'uno né sull'altro, né sull'altro ancora dei giocatori, è finalmente una squadra.

Lombardi ha giocato assai bene, con l'americano e senza l'americano. E la Virtus si è rivelata anche con Serafini o senza Serafini. Veramente un meccanismo che comincia a dare i suoi frutti e che fa vedere l'origine tecnica di Paratore.

Dei veneti il migliore di tutti è stato Merlati, che ha tentato di reagire in qualche modo alla superiorità avversaria senza tuttavia riuscirvi perché troppo solo. Lo aiutavano soltanto Medeot e Magnoni. Webster ha lasciato parecchie perplessità, anche perché nel primo tempo quasi non si è mosso, tenuto alla perfezione da Lombardi. Nella ripresa con Nanni, invece, è riuscito a far vedere la sua capacità realizzativa.

Di Driscoll si è detto: un primo tempo incolore, una ripresa bellissima; anche per lui il giudizio va rinviato a tempi più lontani: era all'esordio del campionato e deve anche lui  pagare un certo pedaggio. Comunque è un grande campione e non mancherà di svettare fra i migliori.

LA VIRTUS ESPLODE COL SIMM

I bolognesi un miracolo di continuità

di Sergio Perbellini - Corriere dello Sport - Collezione Lamberto e Luca Bertozzi - 05/01/1970

 

È stata una partita eccezionale: non tanto perché sia stata vinta dalla Virtus (e poteva essere vinta tranquillamente anche dal Simmenthal), ma per il livello di gioco, pe rla eccezionale collezione di prodezze raccolte nell'arco della partita, sia dall'una che dall'altra parte. E vi basti sapere che il primo tempo si è concluso con 51 punti da una parte e 49 dall'altra; come dire anche questo un record di segnature per una prima frazione di gara.

Si è assistito dunque, ad un basket veramente di livelli incredibili, tenuto ad un ritmo incessante, fino all'ultimo minuto di gioco. E bisogna dire che la perdente, la squadra del Simmenthal, deve la sua sconfitta proprio ad alcune pause di rendimento, in momenti in cui si trovava invece con il punteggio a suo vantaggio.

Ecco: proprio queste pause - d'altronde neanche tante, due o tre - sono servite alla squadra di Paratore (che invece macinava costantemente il suo standard di gioco) a recuperare e poi a fissare il vantaggio proprio nel momento psicologicamente più adatto; cosa che invece è mancata proprio agli uomini in maglia rossa.

Il Simmenthal, che due o tre volte si è trovato nelle condizioni di operare la fuga decisiva, si è visto invece annullare il vantaggio, proprio per inspiegabili "arresti" di rendimento. Perdute alcune palle-chiave, la squadra di Rubini si è un po' deconcentrata, ha avuto qualche scatto di nervi, qualche fallosità in più e l'ago della bilancia si è, proprio in quel momento, rivolto decisamente a favore dei padroni di casa.

Bisogna comunque dire che si è trattato di una partita di pallacanestro al di fuori della norma, e quindi anche un giudizio va dato con cautela: c'è stato, insomma, un eccezionale equilibrio, dove soltanto poche e apparentemente trascurabili fallosità sono riuscite a determinare il risultato.

Del Simmenthal (che operava alla perfezione il solito "velo" con Bariviera quasi sempre libero a segnare sotto il canestro) bisogna elogiare in blocco il comportamento: Tillman e Bariviera hanno formato il tandem migliore, mentre Masini, peraltro ben "contrato" in parte da Serafini, in parte da Driscoll e a volte anche da Rundo, ha registrato proprio sul finire della partita qualche battuta a vuoto; questa è sttata una delle ragioni per cui si è rotto l'incantesimo vincente del Simmenthal. Quanto agli altri, bisogna dire che Brumatti è sttao uno dei migliori, come appoggio, ma anche lui si è lasciato andare a qualche fallo in più che lo ha poi tolto dalla gara nel momento cruciale.

Dall'altra parte la Virtus ha avuto un rendimento costante, armonioso e diciamo pure anche stupefacente. Ha operato un autentico miracolo di contnuità e in questo miracolo sta il segno della vittoria. Bisogna dire che oltre a Driscoll (uomo oggi di assoluta eccezione, si sono visti Lombardi e Cosmelli in forma strepitosa. Quest'ultimo, pi - e la cosa va detta per dare una maggiore valorizzazione del suo operato - ha giocato quasi tutto il secondo tempo con quattro falli a carico. Ebbene Cosmelli è stato uno degli artefici della vitotria.

Tre erano gli uomini oggi che apparivano scatenati: Driscoll, Lombardi e Ciosmelli. Ma attorno a loro hanno ruotato, volta a volta, prima uno Zuccheri eccezionale, poi Serafini e alla fine Rundo e Nanni, i quali hanno dato un apporto notevolissimo, proprio - lo ripetiamo - nei momenti in cui l'equilibrio era tale che sarebbe bastato un grammo perché la bilancia andasse a favore dell'uno o dell'altro.

Partita dunque bellissima, rarar, preziosa, come se ne vedono poche: e il punteggio ne è soltanto un pallido segnale.

VIRTUS DUE PUNTI D'ORO

di Sergio Perbellini - Corriere dello Sport - Collezione Lamberto e Luca Bertozzi - 16/03/1970

 

È stata una partita rovente, iniziata con largo vantaggio per l'Eldorado che si dimostrava, per almeno 15' squadra attenta, sicura realizzatrice e anche caparbia.

Poi è avvenuto un qualche cosa che è riuscito a turbare questa netta superiorità, a incrinarla, e la Virtus ne ha approfittato con una rimonta che ha del sensazionale: si consideri che al 18' del primo tempo la squadra di Lamberti aveva ben 16 punti di vantaggio (36-20). Ebbene in quel momento si sono avuti sei contropiedi (diconsi sei!) tutti realizzati dalla Virtus che poteva così arrivare alla fine del primo tempo con un margine di distacco di soli 4 punti.

Nella ripresa era ancora l'Eldorado che in certo modo guidava la manovra, ma lo faceva con sempre minor autorità, anche perché cominciavano alla lunga a mostrarsi i segni della battaglia, nel senso che i giocatori dell'Eldorado si caricavano di falli. E così iniziava quella lotta spalla a spalla che mandava il pubblico in delirio, ed il risultato sempre esposto ad ogni colpo di scena. Tuttavia l'Eldorado sembrava destinata a vincere l'accanito confronto, in virtù soprattutto di uno Schull veramente irresistibile, fin troppo nervoso o, come si dice in gergo calcistico, fin troppo "atletico". Ma alcuni suoi falli, alcuni suoi errori di realizzazione, quando ormai sembrava non ci fosse per la Virtus nulla da fare, determinavano sempre la ripresa dei giocatori virtussini.

All'ultimo si avevano addirittura dei secondi da cardiopalmo. A 12" dal termine, la Virtus aveva 69 punti e l'Eldorado 70. Cosmelli*, con una prodezza eccezionale, svincolandosi da una mischia di molti uomini riusciva a segnare il canestro che portava la sua squadra a 71. Replica dell'Eldorado che otteneva due tiri libero: ma il diffcile incarico della realizzazione era per  il giovanissimo Calamai, che naturalmente aveva proprio allora preso il posto di Angelini uscito per 5 falli. Calamai sbagliava entrambi i tiri liberi e così la partita si concludeva fra un clamorosissimo applauso del pubblico impazzito a favore dei colori virtussini.

 

*In realtà il canestro decisivo, come indicano altre fonti, quali il Carlino e l'Unità, fu realizzato da Driscoll in tap-in.

 

VIRTUS - CANTÙ 108-106

tratto da Corriere dello Sport - Collezione Lamberto e Luca Bertozzi - 06/04/1970

 

Vittoria in extremis della Virtus, propiziata da Driscoll dalla "lunetta". In quel momento (mancavano 30" al termine) le due squadre erano ancora in parità 106-106. Il pivot americano ha così siglato il meritato successo virtussino. Ed è significativo che ciò sia venuto da parte di Driscoll, ossia il miglior giocatore in campo che, oltre a svolgere un notevole volume di gioco, ha realizzato un considerevole bottino: 43 punti. Nella Virtus, oltre a Driscoll, in buona evidenza, soprattutto nel primo tempo Lombardi; Rundo si è messo in mostra nel secondo tempo supplementare ed è assai significativo che abbia segnato venti punti. In buona luce anche Zuccheri, malgrado l'incidente che lo ha tolto dalla gara al 6' del secondo tempo, e Cosmelli ripresosi nel finale mettendo a segno un paio di canestri determinanti agli effetti del punteggio finale. Il Cantù ha lottato vigorosamente, tanto è vero che non si è mai fatto distaccare dai padroni di casa. Nella squadra lombarda eccezionale prestazione del nazionale Recalcati (34 punti all"attivo), dell'americano Siudut (28 punti) e dei giovani Della Fiori (13 punti) e Marzorati. L'incontro è stato assai equilibrato sin dalle prime battute. Il Cantù, dopo alterne situazioni, è passato in vantaggio all'8' del primo tempo: il momentaneo vantaggio veniva siglato da Della Fiori : 23-22. Su questa scia gli ospiti allungavano decisamente il passo tanto da far registrare, in tre minuti ben dieci lunghezze di vantaggio sulla squadra di casa. La Virtus, tuttavia, non si dava per vinta e al 16', con due tiri liberi di Zuccheri, raggiungeva il momentaneo pareggio: 43-43. Lotta alterna sino al termine e minimo vantaggio dei virtussini al riposo: 54-53.

Ripresa sempre estremamente equilibrata. Tuttavia dopo quattro minuti la Virtus registrava  un vantaggio di sei punti (63-57) ma il Cantù rimontava assai brillantemente con Recalcati, tanto da trovarsi nuovamente in vantaggio (76-75) al 33'. Da questo momento fino al termine del secondo tempo regolamentare si verificano situazioni alterne in testa: quando sembrava che la Virtus dovesse spuntarla, seppure di strettissima misura, a cinque secondi dal termine Siudut siglava il pareggio: 93-93.

Si ricorreva dunque ai tempi supplementari. Suspense in campo e tra il pubblico. Partiva di scatto la Virtus ma veniva prontamente raggiunta dal Cantù. Sicché a 30" dal termine le squadre erano ancora in parità e Driscoll - come detto più sopra - siglava il successo della Virtus.

 

Note. Ettore Zuccheri si è seriamente infortunato al 10' della ripresa: nel tentare un rimbalzo contrastato da un avversario è caduto malamente a terra procurandosi la distorsione dei legamenti del ginocchio destro. La diagnosi è stata fatta dal professor Boccanera presente all'incontro.

Tratto da "100MILA CANESTRI - Storia statistica della Virtus Pallacanestro" di Renato Lemmi Gigli

 

Si torna al tradizionale, senza sponsor e con grande Vu nera sul petto. Ma nonostante Paratore, ex CT della Nazionale, nonostante Driscoll (gran classe), nonostante Lombardi, Cosmelli e il lancio del giovane Serafini, progressi assai limitati. Delude soprattutto il girone di ritorno per ci alla fine sono 9 vittorie (bella quella sul Simmenthal) e 13 sconfitte, esattamente come l'anno prima. Di gran spicco i successi amichevoli sul CSKA Mosca campione d'Europa e sulle nazionali d'Australia e Canada.

Battilani, Lombardi, Costa, Leombroni, Zuccheri, Porelli, Regno, Buzzavo, Cellini, Serafini, X, Rundo, Nanni, Masetti, Driscoll, X, X, Cosmelli, Paratore, X

(foto tratta dall'Archivio SEF Virtus)