DEJAN KOTUROVIC

(Dejan Koturović)

Koturovic in avvicinamento a canestro

nato a: Belgrado (YUG)

il: 31/03/1972

altezza: 210

ruolo: centro

numero di maglia: 20

Stagioni alla Virtus: 2002/03

statistiche individuali del sito di Legabasket

 

INGAGGIATO DEJAN KOTUROVIC

www.virtus.it - 16/10/2002

 

La Virtus Pallacanestro Bologna comunica di aver ingaggiato il neo campione del mondo Dejan Koturovic. Trentenne nato a Belgrado il 31 marzo 1972, centro jugoslavo di 2.10, Koturovic ha iniziato la carriera cestistica con lo Spartak Subotica dove ha giocato dal 1990 al 1995 per passare poi, per le due stagioni successive, nel Partizan Belgrado. Nel 1997 gioca in Francia con il Paris Saint Germain. Dal 1998 fino al febbraio 2000 gioca in Turchia con l’Ulker Istanbul, 15.2 punti e 9 rimbalzi a partita sono le sue medie del primo anno.
Nel 2000 firma un contratto con l’Alba Berlino dove nella stagione 2001-02 realizza 14.5 punti e raccoglie 7.4 rimbalzi di media in campionato e 12.9 punti, 7.1 rimbalzi e 6 assist di media in Eurolega. Con la nazionale jugoslava Koturovic ha vinto un titolo europeo nel 1995 ed in settembre il titolo Mondiale ad Indianapolis. Con l’Alba Berlino ha vinto due campionati tedeschi consecutivi nel 2001 e 2002, ed una Coppa di Germania nel 2002. Completano il palmarès di Koturovic i due campionati vinto con la maglia del Partizan Belgrado nel 1996 e 1997.
"Sono molto contento di essere a Bologna e di poter giocare nella Virtus – dice Dejan Koturovic – so che a Bologna ci sono due squadre di pallacanestro, ma il mio grande desiderio è sempre stato di poter giocare nella Virtus, una delle formazioni europee più prestigiose, una società blasonata e vincente dove hanno giocato grandissimi giocatori di scuola slava come Sasha Danilovic, Zoran Savic, Marko Jaric, ed io sono molto contento di poter continuare questa grande tradizione". "Ho parlato con Tanjevic e gli ho detto che sono pronto a dare il massimo per la squadra sia in difesa che in attacco. Per me è molto stimolante poter giocare in una grande squadra come la Virtus. Che apporto potrò dare? Velocità, gioco sotto canestro, aiuto ai compagni. Vorrei continuare la tradizione vincente della Virtus che penso abbia ottime chances di farsi valere sia in campionato che in Eurolega".

 

 

DEJAN KOTUROVIC HA OTTENUTO LA CITTADINANZA ITALIANA

www.virtus.it - 29/11/2002

 

Il centro della Virtus Pallacanestro Bologna Dejan Koturovic ha ottenuto oggi pomeriggio la cittadinanza italiana e dalla prossima settimana potrà giocare come italiano.
Nato a Belgrado il 31 marzo 1972, Dejan Koturovic ha iniziato a giocare all’età di 18 anni nello Spartak Subotica in Jugoslavia, 5 anni dopo si trasferisce nel Partizan Belgrado dove rimane due anni. Nella stagione 1997/98 firma per i francesi del Paris Saint Germain, l’anno dopo gioca in Turchia nell’Ulker Istanbul, dove rimane per due stagioni prima di essere ceduto all’Alba Berlino. Con i tedeschi ha vinto i suoi primi trofei di club ed ha partecipato all’All Star Game della Bundesliga 2000/01 (in quella stagione aveva una media di 13.4 punti e 6.1 rimbalzi a partita in campionato e 15.9 punti e 8.5 rimbalzi in Suproleague).
Dejan Koturovic è nel giro della nazionale jugoslava dal 1996/97 con la quale quest’estate ha vinto i Mondiali di Indianapolis, ha vinto inoltre 2 campionati con il Partizan Belgrado, 2 campionati tedeschi (2000/01, 2001/02) ed una coppa di Germania (2001/02) con la canotta dell’Alba Berlino.

 

KOTUROVIC CAMBIA LA VIRTUS

Luca Chiabotti - Gazzetta dello Sport - 18/10/2002

 

Esistono grandi vittorie e non sono necessariamente quelle che nascono da grandi partite. Dejan Koturovic arriva di notte, divide la camera con Rigaudeau: parlano la stessa lingua, quella di di chi sa come si vince nei momenti difficili. Il nuovo pivot della Virtus, dopo aver dato una lettura al Bignami di Tanjevic la mattina, è già la differenza tra una squadra che non ha peso e una capace di vincere sul campo del Real dominando a rimbalzo e mettendo in campo un quintettone di 203 centimetri di media. Così la zona diventa un muro contro il quale il Real si infrange in ondate successive, senza mai riuscire a fare un canestro. Sarebbe sbagliato mitizzare un successo contro un Madrid costruito male (non era colpa di Scariolo?), che gioca peggio (non era colpa di Scariolo?) e senza due pesi massimi come Tarlac e Reyes. Ma nella situazione della Virtus, nessuna partita è facile e tutte sono decisive. Dà serenità e la pazienza di aspettare la squadra che verrà anche se rende ancora più difficili le scelte, visto l' Attruia decisivo e l'apporto importante, se non splendente, di chi è sulla lavagna dei cattivi, come Sekularac (rigorosamente ala) e Avleev. Bell è la foto di una gara di quantità: la qualità verrà. Tanjevic comincia con marcature pericolose, Rigaudeau-Angulo, Brkic- Herreros e Avleev-Alston. E il capitano madridista, la cui prevista cessione è stata la scusa popolare per licenziare Scariolo, entra in partita mentre è facile giocare post-up contro i pochi centimetri del russo. Tocca ad Attruia, sull'11-5, girare in modo più sicuro la difesa, ma è il debutto di Koturovic, al 6'05", a quadrare la Kinder. Sono proprio il play triestino, che dovrebbe lasciare il posto a Scarone, e il nuovo arrivato ad alzare la qualità del gioco fino al pareggio di Avleev (23-23), anche se il Real ci mette del suo non facendo mai canestro da più di 3 metri. Tanjevic ruota la Virtus, e Avleev, anche se torea in difesa, è una minaccia continua al rimbalzo offensivo. Frosini è appannato, così è il ritorno di Koturovic a rendere pericolosa la Virtus anche in area visto che non lo è da fuori (1 canestro sulle prime 10 triple). Arriva il sorpasso di Bell (38-40 al 18' 26) con il Real sempre a caccia del tiro (1/12 da 3 nel 1°tempo) anche contro una zonetta che si può battere, come dimostra Sonseca. Attruia ed Herreros sono gli eroi di una terra di nessuno dove si segna molto, ma la partita non cambia. Ci pensa Tanjevic, con la mossa più impopolare in quel momento: toglie Attruia dopo sei punti in fila, rimette Rigaudeau alzando il quintetto anche con Brkic e si piazza a zona, con Koturovic a presidiarla. Il segnale è chiaro: questa partita si vince in difesa. Ma è un piacere vedere Le Roi con un pivot lì in mezzo: Koturovic scava il primo solco (55-61), Attruia lo fa diventare importante quando, rimesso a 3" dalla fine del 3° quarto, segna da 9 metri la tripla del +8. è il momento di sigillare la vittoria, ma se il Real è inguardabile in attacco, anche la Virtus fa fatica. Con questa difesa, però, e questo Madrid bastano pochi punti per vincere: li mette Frosini. Con Koturovic è un'altra vita.

 

LE 'ROI' PIU' KOTUROVIC, CHE VIRTUS

di Gianni Cristofori - Il Resto del Carlino - 19/10/202

 

Bloccati per un giorno dallo sciopero generale che permetterà solo oggi il ritorno a Bologna per l'ultimo allenamento prima della nuova trasferta a Livorno. Bloccata ma felice la Virtus che ha riassaporato, dopo tante amarezze, il piacere dell'impresa. Perchè se è vero che il Real non è quello delle scorse stagioni, tanto che il pubblico, scarsino, giovedì sera ha contestato per il secondo anno consecutivo una società che spende troppo per il calcio lasciando senza giocatori importanti la sezione del baloncesto è anche vero che quella vinta nello storico impianto intitolato a Raimundo Saporta e che ha le tribune che portano i nomi di grandi eroi del basket come Emiliano Rodriguez e Waine Brabender, è una partita che è diventata facile soltanto al suono dell'ultima serena, quando la palla è finita nelle mani sicure di Antoine Rigaudeau (nella foto) inutilmente braccato dalla difesa dei merengues. Prima della palla a due, nonostante l'arrivo all'ultimo secondo di Dejan Koturovic, il secondo appuntamento di Eurolega, dopo il traumatico esordio con l'Asvel (che tanto scarso non deve essere visto che dopo aver battuto anche lo Slask Wroclaw è rimasto con il Cska l'unica squadra imbattuta del girone), era considerato da tutti un match in salita, perchè perdere ancora avrebbe significato l'ultimo posto in classifica e un passo indietro rispetto all'orgogliosa impennata con Roseto. Una partita che i bianconeri hanno vinto cercandosi l'uno con l'altro e aiutando chi, come Sekuralac e Attruia, aveva bisogno di fiducia e non di diffidenza. Ripetiamo: è presto per affermare che si tratta di una svolta, ma con l'arrivo di Koturovic e i possibili, se non sicuri, innesti di Scarone e Dial, quella che sembrava fino a una settimana fa una zattera alla deriva ha trovato un comandante sicuro (Tanjevic) e un equipaggio che lavora volentieri insieme anche se c'è burrasca. Guardando nel giardino degli altri senza provare finalmente troppa invidia perchè la corazzata Benetton è affondata davanti al primo vero scoglio e Siena ha imparato cosa vuol dire giocare nell' Europa che conta prendendone 26 a Tel Aviv con Scarone, ormai separato in casa, in panca per 40 minuti, La Virtus può adesso rendere tutto più facile a Tanjevic che, per la prima volta, lavora non dovendo partire da zero. Intanto, Boscia ha dimostrato di saperci fare non soltanto in palestra ma anche in panchina dove ha gestito benissimo l'esordio di Koturovic, cercato e trovato nei giochi a due dal sapiente Rigaudeau, e ha usato una zona molto alta quanto a centimetri ma non impiegata in maniera esasperata solo per il fatto che il Real ha mano quadrata da oltre l'arco. E adesso a Livorno, per dimostrare che la doppietta degli ultimi quattro giorni non è un episodio ma il segnale di una ritrovata continuità che possa permettere alla squadra di tornare sulle piastrelle del Palaalaguti con una manciata di credibilità in più da spendere davanti a un pubblico insoddisfatto se non, addirittura invelenito.