1998-99

di Ezio Liporesi per Virtuspedia

 

La Virtus batte la Fortitudo e vince il X Torneo di Santo Stefano Città di Gallo

di Ezio Liporesi per Virtuspedia

 

Alla decima edizione del Torneo di Santo Stefano Città di Gallo partecipano 8 squadre, Virtus, Fortitudo, Olimpia Milano, International Imola, Scuola Basket Amadio Modena, Spal Correggio Reggio Emilia, Rappresentativa Ferrarese Ittica Estense e Jadra Rijeka, con i croati che si sono alternati alla Virtus nei successi delle ultime edizioni, trionfando nel 1993, 1995 e 1997, mentre i bolognesi si sono aggiudicati i tornei del 1994 e 1996 e guadagnano il successo anche in questa occasione. Per la Kinder la marcia trionfale inizia battendo l'International Imola nei quarti e termina con il successo in finale sulla Teamsystem, allenata da Maurizio Ferro. I bianconeri, guidati da Sanguettoli, hanno la meglio sulla Fortitudo, per 79-75; per le V nere in evidenza Giorgio Grandi con 21 punti, Matteo Brunamonti con 13 e Umberto Zucchini con 10.

DIABOLICA LA PICCOLA KINDER. SPAZZATA LA PICCOLA ITALIA

Il MotoMalaguti premia Bologna

di Alessandro Gallo - Il Resto del Carlino - 07/01/1999

 

Kinder - Italia '83      71-66

KINDER: Siniscalco 21, Ghedini 13, Bonvicini 5, Pulvirenti 6, Caprini 8, Baschieri 9, Ferri 9, Grandi, Bruno, Akrivos, Pozzi. All.: Sanguettoli.

ITALIA 83: Ginsarini 18, Malaniov 2, Cavaliero 3, Boffi, Giachetti 12, Perini, Matteucci, Marmugi 3, Busei 12, Davi 8, Conti 6, Bonacini 2. All.; Bonicciolli.

Primo tempo 30 a 38.

Arbitri: Nocilli di Piacenza e Rosetti di Forlì.

 

Il torneo cadetti della MotoMalaguti riprende la strada di Bologna, dopo l'anno di esilio a Pesaro. E lo fa premiando i ragazzini della Kinder, davanti al loro presidente, Cazzola, ma anche al ct azzurro Tanjevic, al presidente della Fip Petrucci e all'avvocato Porelli. Pubblico delle grandi occasioni al PalaCaselle e il grido "Bologna-Bologna " che si sovrappone a quello di "Italia-Italia". Perché i ragazzini di Marco Sanguettoli - al quale è stato assegnato il premio intitolato alla memoria di Ettore Mannucci - sono stati diabolici. Sotto nel primo tempo, ancora sotto nella ripresa (-12 sul 57 a 45) i bianconeri hanno ribaltato la situazione con Siniscalco per lasciare poi a capitan Ghedini il compito di chiudere il match e di portare a casa il trofeo. Riconoscimento anche per Gigi Terrieri al quale è stato assegnato il premio "Vittorio Venturoli", vice presidente della MotoMalaguti".

KINDER CADETTI CAMPIONE D'ITALIA

di Ezio Liporesi per Virtuspedia

 

Dopo essersi liberata nel girone di Latte Carso Udine, Tugut Roma e Cortesini Livorno, nei quarti gli uomini di Marco Sanguettoli affrontano la Scavolini Pesaro. A 4" dall'intervallo, sul punteggio di 68 pari, Marisi va in lunetta: segna il primo e sbaglia il secondo per mangiare tempo, però a rimbalzo un suo compagno tocca ed è rimessa Scavolini; fortunatamente l'attacco ospite risulta inefficace e Bologna si qualifica per le semifinale, dove ha la meglio per 88-75 sulla Benetton, grazie soprattutto ai 24 punti di Barlera e ai 17 di Brkic. In finale le V nere hanno di fronte Dentesano Udine: ancora una volta decisione in lunetta, infatti, sotto 75-77, i bolognesi, a 12 secondi dalla fine, impattano con Siniscalco, autore di 14 puntì, poi prevalgono nel supplementare per 81-75. Sugli scudi ancora Brkic e Barlera, rispettivamente con 21 e 20 punti. Per la Virtus si tratta del 6° titolo cadetti e del 14° giovanile, può così raggiungere Cantù, a tre lunghezze da Milano. Curioso che il titolo coincida con il ritorno in bianconero di Bonora, il quale vinse un titolo a Trapani nel 1991, con Consolini allenatore, Valli vice e Angrisano (ora addetto stampa) assistente. Oltre ai meriti dell'allenatore Marco Sanguettoli e del suo vice Massimiliano Milli, merita una citazione anche Gigi Terrieri, non solo voce del palazzo, ma anche coordinatore del settore giovanile, vincitore per esempio del titolo juniores del 1972 , con Benelli in campo, e di quello del 1982, con Binelli in campo. Al terzo posto si piazza la Fortitudo, al quarto la Benetton.

UNO SCUDETTINO SOGNANDO DI DIVENTARE DANILOVIC

David Brkic, serbo nato a Cesena, ha trascinato la Kinder cadetti alla vittoria. Con Barlera è la speranza bianconera degli anni 2000. "Sasha è il mio modello. Cerco di mitarlo, ma sarà dura arrivare ai suoi livelli. Ringrazio Sanguettoli. Mi mise fuori rosa, ma la lezione è servita e sono cresciuto"

di Alessandro Gallo - Il Resto del Carlino - 17/06/1999

 

Compirà 17 anni il prossimo 19 luglio. È un ragazzino lungo lungo: 209 centimetri, con un'apertura alare incredibile. Pesa solo 80 chili, ma di lui - se continua così - sentiremo parlare presto. Anche perché il suo modello è Sasha Danilovic. E allora scopriamo chi è David Brkic, il gemello di Paolone Barlera, i due lunghi su cui la Kinder e Marco Sanguettoli hanno costruito le loro fortune e l'ultimo titolo italiano cadetti.

Prima di tutto ci dica se lei, David Brkic, è italiano.

"Sono nato a Cesena nel 1982. Papà Milan e mamma Vinka sono serbi ma, alla fine degli anni Settanta decisero di trasferirsi in Italia. E da allora sono sempre rimasti a Cesena".

Problemi di passaporto: lei, per ora, risulta serbo nato in Italia. Una situazione anomala che ha costretto la federazione a qualche acrobazia. Ha giocato in nazionale. Ma solo tornei non ufficiali, giusto?

"è andata così fino ad ora. Ma se tutto va bene la questione sarà risolta entro fine luglio. E se la nazionale chiama non ci saranno problemi".

Un serbo nato in Italia. Considerando i talenti che sono sbocciati oltre Adriatico non è pentito della scelta dei suoi genitori?

"No, qua sto molto bene. Sono felice. Lo scorso anno sono stato a Belgrado, per un camp, con l'allenatore delle giovanili del Partizan. Tutto molto bello, ma l'Italia è un'altra cosa".

Genitori serbi e parenti in Jugoslavia: la guerra è finita?

"Eravamo preoccupati. Non tanto per i nonni che abitano in una zona lontana dai bombardamenti quanto, piuttosto, per gli zii. Non siamo riusciti a metterci in contatto con loro per un mese. Ma ora è finita".

Campione d'Italia: cosa è cambiato in lei?

"Assolutamente nulla".

Non vola troppo basso?

"No. Resta solo la soddisfazione per aver raggiunto questo risultato dopo quattro anni di lavoro e di sacrifici. E poi..."

Sì?

"Due anni fa perdemmo la finale tricolore allievi con l'Abc Varese. Una sconfitta che avevamo legato al dito. Abbiamo ottenuto la rivincita grazie a Marco".

Ovvero Sanguettoli. Parliamo del coach.

"Gli devo molto".

Perché?

"Mi aiuta acrescere ed è un ottimo allenatore. Ricordo i miei primi tempi a Bologna: mi laciò fuori un mese. Una lezione che mi è servita".

Punito, e perché?

"Avevo un caratterino...E non ero abituato ancora a certi ritmi. Gli devo veramente molto. Spero di continuare a lavorare con uno come lui".

Modello?

"Danilovic. Lui ha lavorato con noi quando doveva recuperare dopo l'infortunio alla caviglia. Qualche voolta sono stato aggregato alla prima squadra.  Mi dice cosa fare, come lavorare. Mi aiuta. Cerco di imitarlo in tutto e per tutto. Anche di risultare più pericoloso come esterno.

Avremo dunque un Danilovic di 209 centimetro?

"Ci spero, ma sarà dura".

E Messina?

"Mi ha detto che come '82 sono promettente. Ma che devo lavorare parecchio. A cominciare dalla difesa, il mio punto debole".

Studia?

"Sto studiando ragioneria, da privatista. Sto facendo seconnda e terza insieme. A fine mese ho gli esami".

Vive in foresteria, si allena tutti i giorni e studia. Le resta il tempo per divertirsi?

"Certo. Magari non cerco legami troppo impegnativi con le ragazze. Se voglio arrivare in alto devo lavorare con scrupolo".

Programmi immediati?

"Il 23 giugno, a Barcellona, ci sarà il camp europeo della Nike. Ci saremo io e Barlera. E Zucchetti del Dentesano e Sottana della Benetton. Poi dipenderà".

Da cosa?

"Dalla maglia azzurra. Se andrò in nazionale bene, diversamente abbiamo già preparato un piano con il prof".

Pesi?

"Ovvio. Sono ancora molto secco. Con Grandi cercheremo di irrobustire le braccia. Per le gambe, invece, ci sarà tempo".