RICCARDO MORASCHINI

Riccardo in penetrazione contro Caserta

nato a: Cento (FE)

il: 08/01/1991

altezza: 194

ruolo: playmaker/guardia

numero di maglia: 9

Stagioni alla Virtus: 2005/06 - 2007/08 - 2008/09 - 2009/10 - 2010/11 - 2011/12 - 2012/13

statistiche individuali del sito di Legabasket

biografia su wikipedia

 

RICCARDO MORASCHINI

di Roberto Baccilieri per virtuspedia - ottobre 2009

 

Per gli amici Ricky oppure Morasca, è la giovane promessa su cui quest’anno la Virtus sta fortemente puntando. Erano parecchi anni che un ragazzo proveniente dal settore giovanile non veniva proiettato in prima squadra con queste aspettative e questo è sempre un bel segnale.

Riccardo nasce a Cento (Fe) l’8 Gennaio del 1991. Muove i primi passi, in senso cestistico, con la Virtus nel 1999 con il minibasket, passando di anno in anno le varie categorie sino ad arrivare oggi ad avere un contratto da professionista.

Oggi Riccardo è 1,94 , pesa 90 kg e dispone di un fisico “da Eurolega”. Niente a che vedere con lo scricciolo dei primi anni. Guardia naturale, se non altro per struttura fisica, ultimamente è stato spesso utilizzato anche come costruttore di gioco. Per come è stato costruito il roster bianconero di quest’anno, pare più probabile che sarà destinato a far rifiatare Brett Blizzard, piuttosto che cercare di conquistare minuti nel ruolo di regista che, tra Koponen, il playmaker a gettone che al momento in cui scriviamo non è ancora stato individuato e Collins una volta guarito, pare essere un po’ congestionato.

Tanti sono stati gli allenatori che si sono occupati di lui e della sua crescita: Daniele Cavicchi, Marco Sanguettoli e Giordano Consolini. Tutti hanno sicuramente lasciato una traccia sul suo gioco e tutti concordano sulle sue qualità e prospettive future. Prospettive che adesso si sono concretizzate con l’innesto definitivo in prima squadra e che comunque continuerà a dar man forte al gruppo under 19 in occasione degli impegni più importanti quali le finali nazionali a cui sicuramente la squadra approderà.

è necessario spendere due parole su questo gruppo under 19 per la sua unicità e rarità nel panorama cestistico bolognese. Oltre a Riccardo ne fanno parte: Michele Vitali, Filippo Baldi Rossi, Claudio Tommasini (ora, col doppio tesseramento, in prestito a Forlì), Luca Fontecchio, Andrea Binelli (appena ceduto a Budrio), tutti giocatori che almeno una volta hanno fatto parte delle nazionali giovanili di categoria, senza dimenticare Matteo Negri, Giulio Gazzotti, Riccardo Sorghini che sono aggregati alla prima squadra. In sostanza un gruppo che è partito dai primi anni di giovanili (Fontecchio a parte) e che ora si ritrova ancora intatto alle porte della serie A. E per di più tutti bolognesi, fatto più unico che raro. Un vero concentrato di talento e fisicità dal quale coach Lardo, in caso di bisogno, potrà attingere per completare la panchina o gli effettivi per gli allenamenti.

Il talento di Riccardo si comincia a vedere sin dai primi anni e man mano che passa il tempo diventa sempre più un giocatore di riferimento per la sua squadra e per il panorama cestistico italiano, lo dimostrano le varie convocazioni nelle nazionali giovanili. Non crediamo sia necessario elencare le performance ottenute nei campionati giovanili, è sufficiente ricordare il titolo italiano under 17 vinto a Barletta nel 2008 battendo in finale la Montepaschi Siena.

Il suo esordio in serie A risale alla stagione 2007/08, ma è soprattutto dalla scorsa stagione che Riccardo ha iniziato ad assaporare l’aria della prima squadra, non solo negli allenamenti dove era presenza fissa ma anche in campo. è andato a referto in EuroChallenge contro il Tartu Rock e in tre occasioni nel campionato italiano rispettivamente contro Ferrara, Montepaschi e Benetton.

Della sua carriera in Nazionale ricordiamo l’evento più recente con la partecipazione ai campionati europei under 18 nel 2009. In questa manifestazione ha prodotto le seguenti statistiche: nove partite disputate con un impiego medio 29,9 minuti, realizzando 113 punti alla media di 12,6 per gara con un high score di 19 contro la Bulgaria. A questi numeri vanno aggiunti 37 rimbalzi e 19 assist.

Statistiche di tutto rispetto, ma che Riccardo sa di dover migliorare ancora. E la volontà di crescere non gli manca, sia come giocatore che come persona. Nonostante tutti questi impegni che lo vedono passare tante ore in palestra, Riccardo ha sempre ottenuto a scuola ottimi voti che ne dimostrano la serietà.

 

VIRTUS, IL FUTURO È MORASCHINI

di Claudio Limardi - Corriere dello Sport - 24/03/2010

 

Riccardo Moraschini quanto vale? Il dibattito in Virtus è aperto, perché il 19enne bolognese è il fiore all'occhiello del vivaio, il capitano della squadra Under 19 imbattuta (ultima vittoria contro Rimini) che cercherà di bissare a giugno il titolo italiano conquistato due primavere addietro quando il nucleo base giocava negli Under 17, ed è da anni un nazionale. Quest'anno Claudio Sabatini aveva proposto di cederlo in prestito in A dilettanti, «perché i nostri ragazzi sono abituati anche troppo bene, sono un po' troppo coccolati e viziati, a loro farebbe bene un po' di gavetta, giocare in posti dove ti trattano male anche i tuoi tifosi non solo gli altri». Ma il duo Lardo-Faraoni ha insistito per portarlo in prima squadra anche se come decimo uomo. Mossa saggia?

NUMERI - Le cifre dicono che Moraschini ha giocato in 13 partite su 20, il 65%, tutte le ultime cinque e in media ha visto il campo 8,2 minuti per gara. Sulle cifre pesa però la partita-farsa di Napoli, 15 punti in 29 minuti. In realtà le gare significative della sua stagione sono state soprattutto quattro, quelle di Ferrara e Cantù nell'andata (12 minuti contro la Carife, 11 al Pianella) e le ultime due: contro Varese ha giocato 16 minuti partendo in quintetto e poi gonfiando un po' il minutaggio nel finale già scritto; ad Avellino però la partita è stata sempre tirata e i suoi 13 minuti sono stati tutti influenti. Il problema è che a dispetto del minutaggio, la produzione è stata modesta. In 29 minuti nelle ultime due gare un solo punto, 0/4 dal campo. Ha traghettato la squadra da un punto all'altro senza fare danni ma anche senza prendere iniziative. «I ragazzi come Moraschini hanno bisogno di giocare in partita perché non è in allenamento che si migliora. Quindi tutti dalla proprietà al manager all'allenatore dobbiamo fare uno sforzo per utilizzare i giovani che stiamo crescendo, ma è vero che lo spazio devono guadagnarselo», dice il general manager Massimo Faraoni, che ovunque abbia lavorato ha sempre prestato grande attenzione al settore giovanile. Lardo recentemente ha speso sempre buone parole nei confronti di Moraschini. Il fatto che, in assenza di Moss, l'abbia trasformato in un elemento di rotazione è significativo, perché nessun allenatore regala nulla. Vedremo se il rientro di Moss riporterà Moraschini in panchina a tempo pieno o se qualche briciolo di spazio gli rimarrà in mano. Questo darà la misura del reale livello di soddisfazione di Lardo nei confronti del baby bianconero.

RUOLO - Di sicuro Moraschini in campo dev'essere meno timido e aggredire di più la partita. Forse ha paura di danneggiare la squadra ma ha il talento per provarci. Sul piano tecnico ha dei limiti: non è un tiratore e non è un playmaker, quindi è una guardia ma in attacco è spuntato. Però ha mezzi fisici e atletici da giocatore già pronto per la serie A. Si può discutere tutta la vita di quale sia il suo potenziale, ma la scorsa estate nella Nazionale Under 18 è stato il top scorer agli Europei. E la prossima estate andrà agli Europei Under 20, a giocare contro ragazzi di un anno più anziani. In Italia non ci sono tanti giocatori sotto i venti anni con un potenziale superiore al suo. Per questo -piaccia o no - la Virtus fa bene ad insistere su di lui e a ipotizzare un programma di crescita che probabilmente l'anno prossimo lo porterà lontano da Bologna.

 

MORASCHINI E BALDI ROSSI INDAGATI

di L. Marchesini - www.sportando.net - 28/10/2010

 

Brutto risveglio per Riccardo Moraschini e Filippo Baldi Rossi. Secondo quanto riporta il Corriere Di Bologna i due giovani di proprietà della Virtus (il secondo ora in prestito a Perugia) sarebbero indagati alla Procura per lesioni personali e rissa, dopo la denuncia di due ragazzi di 17 e 18 anni coi quali - il 17 di aprile, dopo la vittoria della Virtus a Treviso - ci sarebbe stata una rissa in una nota discoteca bolognese (La Capannina).

 

RISSA ALLA CAPANNINA, DUE CAMPIONCINI VIRTUS NEI GUAI

di Gianluca Rotondi - Corriere di Bologna - 28/10/2010

 

Due giocatori della Virtus, Riccardo Moraschini stabilmente in prima squadra e Filippo Baldi Rossi in prestito a Perugia, entrambi 19enni, sono rimasti coinvolti in una rissa alla Capannina lo scorso 17 aprile. La guardia e il pivot, protagonisti la scorsa stagione della cavalcata d’oro delle Vu Nere under 19, sono venuti alle mani con due studenti bolognesi di 17 e 18 anni, vicini di tavolo di quella notte che a distanza di mesi è diventata materia per magistrati. Recentemente, infatti, la vicenda ha avuto un’accelerazione giudiziaria con l’apertura di più fascicoli e l’iscrizione nel registro degli indagati di tutti i protagonisti della vicenda. Di sicuro in questa storia dai contorni ancora da chiarire ci sono le querele presentate dai ragazzi, che ai carabinieri hanno denunciato una aggressione in piena regola con tanto di occhio pesto e setto nasale fratturato, e un’altra denuncia per rissa che coinvolge più persone.

Secondo quanto riferito dagli studenti, tutto sarebbe cominciato per un banale incidente: una bottiglia, poggiata sul tavolo dei cestisti, urtata dai vicini e andata in frantumi. Il 17enne e il 18enne avevano infatti prenotato insieme a qualche amico un tavolo nella storica discoteca sui colli. Accanto a loro c’erano proprio i giocatori della Virtus in compagnia di amici. Alle tre di notte, dopo una serata di festa e balli, l’intoppo. Nulla di grave, pensano i ragazzi bolognesi. Invece, secondo la denuncia, gli altri la prendono male. Li insultano e quando loro chiariscono che si è trattato solo di un incidente, quelli li aggrediscono prendendoli a pugni. Una scena a cui avrebbero assistito diversi testimoni. Subito dopo intervengono i bodyguard del locale e tutto si ferma. Fuori della discoteca raccontano alla security quanto accaduto e quando tornano dentro per cercare i presunti aggressori di loro non c’è più traccia. A dire loro che si sarebbe trattato di giocatori di basket della Virtus, sarebbe stata proprio la direzione del locale. Alla fine il bilancio, dopo le visite al pronto soccorso, è di un occhio pesto per il minorenne e di un trauma facciale con rottura del setto nasale per il più grande. Partite le querele, la movimentata serata approda in Procura con l’apertura due diversi fascicoli che vedrebbero indagati Moraschini e Baldi Rossi per lesioni personali. La questione però si complica, anche dal punto di vista giudiziario. Arriva un’altra denuncia, stavolta per rissa. Nasce un nuovo procedimento, affidato a un magistrato diverso. E qui risulterebbero indagati non solo i baby cestisti ma anche i ragazzi che li hanno denunciati e altri amici di entrambi i gruppi. In tutto, nel nuovo filone, sette persone. Una brutta storia, insomma, che tocca da vicino il fiore all’occhiello della Virtus pallacanestro, quel progetto giovani fortemente voluto dal patron Claudio Sabatini di cui Moraschini è il simbolo, capitano dell’under 19 che a giugno ha riportato il tricolore a Bologna e alfiere del rinnovamento virtussino tanto da essersi guadagnato stabilmente l’ingresso nel roster dei grandi. Un predestinato come Baldi Rossi, quest’anno girato in prestito a Perugia.

 

CARA VIRTUS, I PATTI ERANO ALTRI.

di Luca Aquino - Corriere di Bologna - 02/05/2011


Innanzitutto dovrà fare attenzione a non sbagliare spogliatoio, Riccardo Moraschini. La ventenne promessa bianconera torna infatti oggi per la prima volta a Bologna da avversario, dopo aver vissuto in Virtus dall'età di otto anni. Indosserà la maglia di Biella, dove è approdato in prestito a fine gennaio, cercando una vittoria che per i piemontesi sarebbe cruciale nella corsa alla salvezza mentre per la Canadian Solar suonerebbe quasi come una condanna in chiave playoff. La Virtus, reduce da cinque sconfitte nelle ultime sei partite e da tre ko casalinghi consecutivi, ha assolutamente bisogno dei due punti da questa gara e da quella dell'ultima giornata contro Teramo. Oggi è settima con 26 punti al pari di Roma, la prossima avversaria, e Pesaro (nona): la quota playoff è a 30, rimanerci al di sotto rappresenterebbe quasi certamente l'esclusione dai playoff. Fuori dal palasport, nel prepartita, nuovo volantinaggio dei tifosi dissidenti legati al sito siarnola-virtus.blogspot.com.

Moraschini, tanto per non complicarle la situazione, siete in una sorta di ritiro a Bologna da giovedì per inserire e conoscere meglio i nuovi arrivati. Come si sta avvicinando alla gara?

Per adesso sono tranquillo ma domani (oggi per chi legge), entrando in campo con una maglia diversa sarà molto strano e sarò sicuramente emozionato.

Qualche suo ex compagno della Virtus è venuto a trovarla?

Sono venuti Amoroso e Poeta, siamo stati un po' insieme e ci siamo fatti due risate.

Per la prima volta ha lasciato Bologna e la Virtus. Come sta andando l'esperienza a Biella?

È sicuramente positiva, mi ha permesso di crescere in un ottimo ambiente, mi sto trovando bene e la scelta è stata sicuramente azzeccata. Biella è una città piccola, i tifosi sono vicinissimi alla squadra, è facile fare amicizia con loro perché ovunque vada incontro qualcuno che ci segue.

Una vittoria oggi può farvi fare un passo avanti verso la salvezza, ma condannerebbe la Virtus a rimanere quasi sicuramente fuori dai playoff.

È una gara importante per entrambe le squadre, io spero di vincere perché sarebbero due punti chiave per la salvezza. Per la Virtus, eventualmente, spero non sia una sconfitta decisiva e mi auguro possa vincere le ultime due partite di regular season per andare comunque ai playoff.

Si aspettava che i bianconeri potessero essere messi meglio in classifica?

Hanno avuto un ottimo momento a inizio girone di ritorno, poi le quattro sconfitte di fila li hanno fatti scendere, ma in un campionato strano come questo ci può stare.

A Biella ha finalmente trovato spazio.

Gioco con continuità in un sistema diverso, vengo impiegato spesso da play e per me avere la palla in mano è molto importante.

Dopo aver giocato nei playoff dello scorso anno e le premesse dell'estate scorsa, si aspettava di trovare qualcosa di diverso in Virtus considerando che un giocatore come Blizzard è stato di fatto sacrificato per offrirle più spazio?

Mi erano state prospettate cose importanti che, per un motivo o un altro, non si sono concretizzate. Dopo la fine della scorsa stagione e il precampionato mi aspettavo una considerazione diversa, così a gennaio abbiamo preso una decisione di comune accordo. Comunque a giugno tornerò a Bologna e vedremo cosa succederà.

Cosa si aspetta per l'anno prossimo?

Vediamo quali saranno i progetti di Sabatini e Faraoni, se sarà ancora Lardo l'allenatore oppure qualcun altro. Sono giovane, per me l'importante è giocare il più possibile per proseguire il mio processo di maturazione. L'anno scorso ho iniziato in panchina poi ho cominciato a giocare, quest'anno ho ricominciato in panchina e poi a Biella mi hanno dato fiducia e ho avuto spazio. Non voglio rimanere in panchina, ho bisogno di giocare e fare esperienze utili in campo.

Intanto è arrivata anche la convocazione in Nazionale.

È stata una grande emozione, dimostra che Pianigiani guarda anche noi giovani e ha progetti per il futuro.

 

LA VIRTUS DISPONIBILE A CEDERE MORASCHINI

www.pianetabasket.com - 02/05/2011

 

In seguito alle dichiarazioni rilasciate da Riccardo Moraschini nell'intervista di Luca Aquino pubblicata ieri sul Corriere di Bologna, Virtus Pallacanestro, pur credendo nell'assoluta buona fede del giocatore, ha comunicato al suo agente Comellini la totale disponibilità a valutare proposte relative alla cessione del contratto.

Il grande affetto e la stima che mi legano da sempre a Ricky - dichiara Claudio Sabatini - mi inducono a comportarmi più da padre che da responsabile d'azienda, attento prima di tutto all'insegnamento di quei valori che aiutano la crescita personale e professionale di un giovane, senza i quali non si diventa campioni; sono certo che Ricky saprà fare tesoro di questo insegnamento per la sua carriera che auguro ricca di successi e grandi soddisfazioni.

MORASCHINI, UN ARGENTO CHE BRILLA

di Antonio Manco - Il Domani - 26/07/2011

 

Una medaglia d'argento per illuminare l'ultima esperienza con le nazionali giovanili. Riccardo Moraschini è stato senza dubbio il bianconero più in evidenza nell'Ital-Virtus (c'erano anche Baldi Rossi, Vitali e Fontecchio) che a Bilbao si è inchinata solamente ai padroni di casa della Spagna. «È stata un'esperienza indimenticabile, nonostante la delusione finale: chiudo con la gioia di arrivare a medaglia, dopo quella dell'under 16. La Spagna è un avversario battibile (anche se aveva già battuto gli azzurri nella fase di qualificazione, ndr), ma ha avuto il merito di interrompere sempre l'inerzia quando ci stavamo avvicinando. Mirotic è un talento assoluto, ma tutto il quintetto spagnolo ha grande qualità, coniugata con l'esperienza di avere già a disposizione un buon minutaggio in ACB. Nel nostro gruppo, invece, tanti sono tornati ad essere protagonisti dopo un'annata in ombra».

L'inizio del cammino verso l'argento non è stato dei più semplici: «Il nostro obiettivo principale è sempre stato quello di migliorare, di pensare ad una partita alla volta. Con la Lituania abbiamo giocato bene, ma non è bastato, e da allora ci siamo sempre concentrati sull'avversario di turno. Quando abbiamo affrontato e battuto Turchia e Grecia, abbiamo capito di meritare un posto fra le prime otto, perché con il passare dei giorni migliorava l'intesa fra di noi». Inevitabile, visto il dna virtussino del gruppo: «Ritrovare come compagni Filippo, Luca e Michele è stato bellissimo: il tempo sembrava essersi fermato allo scudetto under 19 di giugno 2010. A Bilbao è arrivata un'ulteriore dimostrazione del grande lavoro che la Virtus svolge a livello giovanile».

Un apporto particolarmente evidente nella semifinale con la Francia, in cui ciascuno (a parte Fontecchio, non entrato) è stato protagonista in modo diverso: «Vitali ha fatto un ottimo lavoro sul piano difensivo e atletico, Baldi Rossi ha messo la tripla forse decisiva e poi innescato il contropiede di Polonara, io credo di aver giocato una buona gara». La semifinale con i galletti non è stata un'eccezione nel cammino di Moraschini: «Ho dato il massimo e credo di aver ripagato la fiducia di Sacripanti: ho giocato spesso da guardia (sommando buoni numeri, ndr), ma mi ha affidato anche minuti in regia, quando il pallone pesava». Ora la sfida è non sbagliare la scelta per il futuro: «L'importante è giocare, meglio se in serie A. La società mi è vicina ed insieme faremo la scelta giusta».

VIRTUS, MORASCHINI A SANT'ANTIMO IN CERCA DI MINUTI E DI GLORIA

di Massimo Selleri - Il Resto del Carlino - 28/10/11

 

Riccardo Moraschini vestirà la maglia della Pallacanestro Sant'Antimo, in Legadue, fino al termine di questa stagione. Il giovane esterno bolognese saluta la Canadian Solar, dove in pratica non aveva spazio trovando davanti gente del calibro di Poeta e Gailius, e approda alla corte di coach Manuel Scotto, con il preciso compito di aiutare la squadra campana a risalire velocemente la china, scollandosi dall'ultimo posto in panchina.

Un'opportunità di crescita importante, in un campionato molto competitivo e che nelle ultime stagioni ha lanciato parecchi giovani. Esperienza che potrà far fruttare in Virtus nei prossimi anni, dato che Moraschini rimane sotto il controllo della società del presidente Claudio Sabatini per altri due anni.

VIRTUS, MORASCHINI C'È

di Massimo Selleri - Il Resto del Carlino - 23/10/2012

 

Nei commenti sulla prima sconfitta stagionale della Virtus a opera di Varese, Riccardo Moraschini ha raccolto i complimenti sia di Claudio Sabatini sia di Alessandro Finelli. È uno degli aspetti positivi di una gara dove la V nera ha dimostrato carattere, ma non ha avuto la pazienza di affrontare le difficoltà con la forza del gruppo, provando ad affidarsi alle iniziative dei singoli.

Potevano fare meglio - spiega Moraschini - e non ci siamo riusciti. Credo che questo sia innegabile, però, una critica seria deve anche essere onesta: Varese ha confermato di essere un'ottima squadra e noi l'abbiamo incontrata senza Smith che è un giocatore importante per i nostri equilibri difensivi e offensivi. Abbiamo sofferto molto nei primo tempo e anche l'inizio dei secondo ci ha visti in affanno, poi abbiamo reagito ma non è stato sufficiente.

Lei è stato tra i protagonisti di questa reazione. Che cosa è scattato in Moraschini?

È dai primi giorni della preparazione che Finelli mi parla, spiegandomi che cosa si aspetta da me: quando il coach ritiene sia opportuno mettermi in campo, io devo farmi trovare pronto. Domenica sera è successo e spero di avere altre occasioni per dimostrare quanto possa essere utile a questa squadra.

Iin passato tra lei e la V nera ci sono state delie tensioni. Ora è tutto risolto?

Non credo di aver mai avuto problemi con la società e nello specifico con Claudio Sabatini e tutte le volte che ci siamo parlati i nostri dialoghi hanno sempre cercato di trovare una mediazione tra le esigenze dei club e le mie richieste. La mia priorità è quella di lavorare durante la settimana per meritarmi l'utilizzo in partita. Se questo può succedere in Virtus io non posso essere che contento di giocare per la maglia che vesto da quando avevo 16 anni e per quello che sento il mio pubblico. Quando non ci sono stati questi spazi sono andato prima a Biella e poi a Sant'Antimo. Soprattutto l'esperienza dell'anno scorso mi ha aiutato molto a crescere.

Iin questo gruppo Moraschini è un giovane adulto o un adulto giovane?

È un giocatore che vorrebbe maturare guadagnando minuti in campo di partita in partita. Ho 21 anni e nei campionato di serie A alcuni dei miei coetanei hanno un utilizzo importante. Io spero di diventare come loro.

All'interno della quadra quali sono i suoi punti eli riferimento?

Cerco di prendere il meglio da ogni mio compagno. Questo atteggiamento è tipico dei giovani e da questo punto di vista lo sono ancora.

Sabatini a più riprese ha dichiarato che voi giovani esterni dovrete convincerlo del fatto che a questo gruppo non serva una guardia straniera ed esperta. Che ne pensa?

È una decisione che non spetta a me. Per quello che dipende da me, cercherò di impegnarmi per dimostrare di essere un giocatore che può dare il suo contributo a una squadra ambiziosa che vuole andare lontano. Non vivo questa dichiarazione come una mancanza di fiducia, ma come una opportunità che mi viene data per dimostrare che a Moraschini non manca nulla per giocare in serie A.

Definisca meglio l'aggettivo lontano.

L'obiettivo è arrivare nelle prime quattro squadre. Non è un traguardo impossibile se pensiamo ai fatto che abbiamo sconfitto Milano, la formazione che tutti danno come favorita per la vittoria fi-naie. Il secondo obiettivo è quello di superare i quarti di finale, cosa che non ci succede da tanto tempo. Il sogno non solo mio, ma di tutti noi, è arrivare in finale scudetto e lì vedere che cosa succede.