FONDAZIONE VIRTUS

SOCI FONDATORI*
periodo/stagione nominativo
dal 2012/13 al (oggi) Coop Adriatica
dal 2012/13 al (oggi) Costructa (Gruppo Sabatini)
dal 2012/13 al (oggi) IGD
dal 2012/13 al (oggi) Open Komm
dal 2012/13 al (oggi) Riviera (Gruppo Galotti)
dal 2014/15 al (oggi) Lighthouse Group
dal 2012/13 al (oggi) Daniele Fornaciari (**)
dal 2015/16 al (oggi) Segafredo Zanetti (**)
dal 2015/16 al (oggi) Faac
SOCI PARTECIPANTI*
dal 2012/13 al (oggi) Giancarlo Baccolini
dal 2012/13 al (oggi) CAMST
dal 2012/13 al (oggi) Syntel (Gruppo Bertolini)
dal 2013/14 al (oggi) Alessandro Fiorentini (Ing. O. Fiorentini Spa)
dal 2014/15 al (oggi) Macron
dal 2015/16 al (oggi) Granarolo
dal 2015/16 al (oggi) Studio Zunarelli
SOCI SOSTENITORI*
dal 2012/13 al (oggi) Isokinetic
dal 2012/13 al (oggi) Daniele Fornaciari
dal 2012/13 al (oggi) Famiglia Gualandi
dal 2012/13 al (oggi) Nicola Mazzotti
dal 2012/13 al (oggi) Gianluca Pagliuca
dal 2013/14 al (oggi) Federico Enriques (Zanichelli Editore Spa)
dal 2013/14 al (oggi) Iab (Gruppo Sabatini)
dal 2013/14 al (oggi) Emil Banca
dal 2013/14 al (oggi) Paolo Barbieri (Logital)
dal 2013/14 al (oggi) Marco Palmieri (Piquadro)
dal 2013/14 al (oggi) SEF Virtus
dal 2013/14 al (oggi) Best Union Company
dal 2013/14 al (oggi) Toyota Material Handling
dal 2014/15 al (oggi) Arcadia Impianti
dal 2014/15 al (oggi) Lenzi Broker
dal 2014/15 al (oggi) Unilog
dal 2014/15 al (oggi) CRIF
dal 2015/16 al (oggi) NCV
dal 2015/16 al (oggi) I.CAR
PRESIDENTI FONDAZIONE
periodo/stagione nominativo
stagione 2012/13 Francesco Bertolini
stagione 2013/14  Claudio Sabatini (dimissionario a febbraio 2014)
Francesco Bertolini
stagione 2014/15 Francesco Bertolini
Vicepresidente: Pietro Basciano
Segretario Generale: Massimo Bianconi
stagione 2015/16 Pietro Basciano
Vicepresidente: Alberto Marchesini
stagione 2016/17 Pietro Basciano - dal 4/4/2017 Daniele Fornaciari
COMPONENTI CONSIGLIO D'INDIRIZZO
periodo/stagione nominativi
stagione 2012/13 Claudio Albertini, Alberto Marchesini, Alberto Montanari, Stefano Nannucci, Claudio Sabatini
stagione 2013/14 Francesco Bertolini, Daniele Cabulli, Luigi Marchesini, Alberto Montanari, Gianluca Pagliuca, Adriano Turrini
stagione 2014/15 ?
stagione 2015/16 Claudio Albertini
COMPONENTI CONSIGLIO D'AMMINISTRAZIONE VIRTUS
periodo/stagione nominativi
stagione 2012/13 Claudio Albertini, Alberto Marchesini, Alberto Montanari, Stefano Nannucci, Claudio Sabatini
stagione 2013/14 Claudio Albertini, Gustavo Bertolini, Piergiorgio Bottai, Alberto Marchesini, Renato Villalta
stagione 2014/15 Claudio Albertini, Alessandro Crovetti, Daniele Fornaciari, Maurizio Mazzieri, Renato Villalta
stagione 2015/16 Claudio Albertini, Daniele Fornaciari, Maurizio Mazzieri

(*) Le quote una tantum sono le seguenti: Soci Fondatori 100.000€, Soci Partecipanti 50.000€, Soci Sostenitori 25.000€.

(**) Soci che nel corso del tempo hanno aumentato la propria quota: la data si riferisce al primo ingresso in Fondazione.

 

ECCO LA FONDAZIONE VIRTUS, SI APRE UNA NUOVA STRADA

di Stefano Valenti - La Repubblica - 15/09/2013

 

La data di costituzione della Fondazione Virtus Pallacanestro Bologna è quella dello scorso 8 giugno. Ma nel giorno del varo ufficiale di questa nuova entità, alla presenza dei soci che vi hanno aderito, la notizia che emerge è che per la prima volta in Italia una società sportiva professionistica è di proprietà di una Fondazione. Accade a Bologna e riguarda uno dei club più prestigiosi del basket italiano, la Virtus: due volte campione d'Europa, per quindici campione d'Italia ed i cui atleti per la stagione che va ad iniziare portano ricamato sulla tuta il ricordo fresco degli scudetti Under 19 ed Under 17. L'ultimo vanto.

La Fondazione - Fino alla scorsa stagione c'era un solo uomo al comando, Claudio Sabatini, proprietario, presidente, creativo, innovativo. "Dopo nove anni nei quali la mia azienda ha investito circa dieci milioni di euro nella Virtus, questo ora non è più possibile" disse Sabatini poco meno di un anno fa. E lanciò l'idea della Fondazione. Eccola dunque. E' costituita attualmente da dodici soci con spalle larghe, in rappresentanza di aziende private, del mondo della cooperazione, appassionati. L'obiettivo della Fondazione è tutelare l'unico club professionistico della città (dopo la scomparsa della Fortitudo) attraverso una seria azione di controllo sulla gestione. In sostanza, a Bologna si farà basket con i soldi che si riusciranno a reperire. Lo scorso 6 luglio il Gruppo Sabatini ha ceduto la quasi totalità delle quote (99%) alla Fondazione, che di fatto ha preso il controllo della Virtus Pallacanestro. Il presidente della Fondazione è Francesco Bertolini (amministratore unico della Bertolini SpA, nonché presidente ed amministratore delegato di Caffaro Industrie, settore chimico).

Obiettivo: pareggio di bilancio - "L'obiettivo di questo nuovo ciclo della Virtus è il pareggio di bilancio - ha subito precisato Bertolini - C'è un consiglio di indirizzo fatto dai soci fondatori, che nomina il consiglio di gestione, che a sua volta nomina il CDA della società, che poi la gestisce in modo indipendente. La Fondazione è senza scopo di lucro, i soldi versati sono a fondo perduto". Sostanzialmente un atto d'amore di appassionati di basket e tifosi Virtus, per evitare che scalate improbe o uscite di scena di mecenati mettano in seria difficoltà il club. Quanto accaduto a Treviso, abbandonata dai Benetton, è la contingenza più favorevole per credere che la Fondazione rappresenterà un buon baluardo a protezione di un club storico che dovesse rischiare una cessione del titolo sportivo o la cessazione dell'attività.

La Virtus - pur controllata dalla Fondazione, la società sportiva manterrà la sua autonomia operativa. E su volontà dei soci, amministratore delegato è stato nominato Claudio Sabatini. "Se oggi siamo qui lo dobbiamo a lui, che nel 2003 salvò la Virtus dal fallimento. E molti soci, io per primo, sono entrati a patto che Claudio restasse con noi" le parole di stima di Bertolini. Che di fatto ha annunciato un cambiamento all'insegna della continuità. Ad oggi la Fondazione parte con in cassa circa un milione di euro, peraltro utilizzati per ripianare parte del passivo dell'ultimo esercizio. Attraverso gli sponsor e la biglietteria, Sabatini poi confida di mettere assieme i denari per il budget di stagione. "La Fondazione non rende più ricca la Virtus, ma semmai più solida, vista la qualità e lo spessore morale ed economico delle persone che ne fanno parte. Per i costi della squadra ci saranno, di base, circa 1.3 milioni di euro in meno dell'anno scorso, ma l'organico mi sembra già buono" ha detto Sabatini. Che sarà stipendiato, per rivestire il suo ruolo. "Quanto? Ho chiesto un euro in più del giocatore più pagato...". La presenza del Gruppo Sabatini peraltro resta forte, perché le attività di ricerca sponsor e marketing restano affidate alla consociata Magellanica Consulting; mentre l'impianto di gioco, la Unipol Arena, sarà data in affitto dal Gruppo Sabatini alla Virtus Pallacanestro.

Sabatini - "Prima ho chiesto agli amici, poi è arrivato il mondo della cooperazione, fondamentale in questo modello - ha aggiunto Sabatini - Non conta il capitale raccolto, è vero che speravamo in qualcosa di più, ma contano le persone che si sono sedute a questo tavolo. Ed altre nuove presenteremo a breve. Non per far parte di un modello di business: qui c'è gente che è andata a prendersi un caffè da 50 centesimi con una moneta da due euro e sapendo che la macchinetta non dà resto" ha chiuso con una delle sue, spesso azzeccate, battute. La Fondazione è aperta a tutti, ma non il CDA della Virtus che, con mandato triennale, è formato da Alberto Marchesini (Gruppo Galotti, nuovo presidente del club e sponsor da un decennio), Claudio Albertini (IGD, vicepresidente), Alberto Montanari (ex CDA del Bologna Calcio), Stefano Nannucci (da sempre uno degli uomini di fiducia di Sabatini) e lo stesso Sabatini.

Petrucci - Anche il presidente del Coni, Gianni Petrucci, ha dato il suo assenso all'iniziativa, senza precedenti nel mondo dello sport italiano. "Sono convinto che il modello scelto per gestire la Virtus Pallacanestro sia all'insegna di una gestione avveniristica, che si pone come obiettivo una linea d'azione funzionale e virtuosa - ha scitto nella sua missiva Petrucci, che dalla prossima primavera tornerà ad essere il presidente della Fip - La Fondazione è una garanzia per il futuro della società ed è destinata a divenire ineludibile strumento a tutela degli interessi degli investitori, ma anche degli appassionati".

 

VIRTUS, ECCO CINQUE NUOVI SOCI

di Massimo Selleri - Il Resto del Carlino - 31/07/2013

 

Cinque nuovi soci aderiscono alla fondazione Virtus che così si allarga toccando quota 19 componenti. A prima vista la cifra derivata da queste nuove entrate potrebbe risultare poco importante, in totale si parla di 150mila euro, ma lo spessore di chi ha deciso di prendere parte a questo progetto non è indifferente. Tra i soci partecipanti vi è l'ingresso di Alessandro Fiorentini, titolare e general manager della Ing. O. Fiorentini Spa, mentre i 4 nuovi soci sostenitori sono Federico Enriques, uno degli ad della Zanichelli Editore spa, Marco Palmieri, presidente e ad della Piquadro spa, lab, una società cooperativa legata al Gruppo Sabatini e presieduta da Moreno Crivellari e Logital, del presidente e ad Paolo Barbieri.

«Mi preme ringraziare — a parlare è il presidente della Fondazione Virtus Claudio Sabatini — il presidente Renato Villalta e Claudio Albertini per le loro energie e le loro competenze che stanno mettendo al servizio della fondazione. Questi ingressi sono importanti non solo per il loro contributo economico, che in tempi come questi è sempre considerevole qualunque sia la cifra, ma soprattutto per le loro qualità e capacità dal punto di vista imprenditoriale e umano».

Sulla stessa lunghezza d'onda le parole del numero uno bianconero Renato Villalta: «Dire che la Virtus è un patrimonio della città sembra sempre una affermazione scontata, eppure era una della idee fisse dell'avvocato Porelli. Oggi abbiamo 5 realtà legate a Bologna che hanno deciso di contribuire a rendere concreto questo concetto. Oltre a mettere in campo una squadra che faccia divertire abbiamo il compito di dare un futuro certo alla società, allargando la base della fondazione con soci che ogni giorno mostrano la loro serietà sul nostro territorio. Da oggi sento una responsabilità maggiore nel mio incarico».

La Ing. O. Fiorentini non sarà solo un socio partecipante, ma entrerà anche nel pool di partner che accompagneranno la Virtus nella prossima stagione. L'azienda ha sede a Piancaldoli e si occupa della progettazione e della produzione di macchine per la pulizia industriale. Rilevanza internazionale anche per la Piquadro di Marco Palmieri, che dal 2007 è quotata in borsa a Milano. Il marchio, legato a prodotti di pelletteria, è conosciuto ed esportato in tutto il mondo. Logital, fondata da Paolo Barbieri e Luca Bini 20 anni fa nel 2013 ha vinto il Premio Innovazione 2013 sia per la componente meccanica che software. lab, invece, è specializzata nella progettazione architettonica e impiantistica, mentre Erinques è stato anche senatore per l'Ulivo dal 2006 al 2008.

 

L'ALLARME DI ALBERTINI: "VIRTUS, UN MILIONE E MEZZO DA TROVARE ENTRO SETTEMBRE"

di Walter Fuochi - www.repubblica.it - 22/07/2014

 

Uuomo di conti sempre, nella Igd di cui è amministratore delegato e nella Virtus in cui siede da vicepresidente, Claudio Albertini sfoglia il rapporto della Price Waterhouse sul calcio italiano, e sbuffa. Va male, il pallone, ma soldi almeno ne incassa. Il basket ne perde solo, "e trae uno 0,05% dai diritti tv rispetto al football, che ne fa il 42% dei propri proventi. Noi, 27mila euro l'anno ogni club di A. E come si va avanti? ". Il piatto piange, la Virtus di più, dopo il pasticciaccio brutto del -2, ma gioverà pure parlar d'altro, riacquistata la favella dopo tre mesi di ostinati mutismi, fra tifosi che mescolano rabbia e disamore, delusione e diffidenza.

Albertini, quell'infamante -2 nasce da un errore? Da una norma mal interpretata? O da bolletta dura?

Nasce da una norma disallineata, per noi, tra Comtec e Fip. Un errore in buonafede, perché potevamo pagare nei termini e, io stesso, far qualche giorno prima quel bonifico da 150mila euro serviti a Bottai per saldare. Fuori tempo, ahinoi.

Trovato il colpevole.

No, ha sbagliato la Virtus. Però un responsabile c'è ed è l'amministratore delegato. Bottai ora studia il ricorso. Se avremo chances, lo inoltreremo.

Frattanto, il danno d'immagine...

È massacrante. E pure un po' ingeneroso, se posso. Pagando sempre tutto, incluso stavolta, in ritardo ma in buonafede, mi sento come quello che si trova le ganasce all'auto per una dimenticanza. E il cui vicino, che non paga mai, la passa liscia. Deluso e incazzato, rilevando infine la sproporzione fra colpa e sanzione. Qui c'era una squadra che si giocava lo scudetto senza neppure il bilancio 2013 approvato. Poi, la tifavo pure, Siena...

Ci saranno provvedimenti?

Domani sentiremo la relazione di Bottai. E anche le basi del suo ricorso. Deciderà il consiglio, personalmente lo terrei, e non solo perché lo proposi quando uscì Sabatini. Professionista serio. Col suo carattere, ma preparato.

Altri indizi: per la cassa in lacrime avete perso un giocatore dopo l'altro.

No, abbiamo lasciato giocatori che ritenevamo di non dover tenere. Hardy a 700mila dollari per il biennale, Walsh, pure caro, Pechacek per scelta tecnica e su Gaddefors dirà Arrigoni. Ma l'unica strada è il progetto giovani, costruirci altri Imbrò e Fontecchio. Investiamo, vediamo i frutti ai tornei giovanili, contiamo di farne uomini da A.

In soldoni, quanta fresca deve immettere, e in fretta, la Fondazione?

Fra uno e 1,5 milioni a settembre. E parte subito, in questo luglio scoperto. Inutile negare sofferenze di cassa. Ma ho sentito un po' di soci, penso di poter rassicurare. Faremo fronte. E avremo presto ingressi importanti.

Il budget?

Inferiore all'ultima stagione, quando ballò sui 2,2 milioni per la squadra. Uno ai giocatori, uno e rotti a imposte e previdenze.

Visti i chiari di luna, il sistema Fondazione resta valido? O, garantite salvezze di slancio, poi non serve più?

La Fondazione non ha alternative: con tutto il rispetto, l'uomo solo al comando non lo vedo. Fu una soluzione intelligente, studiata da Sabatini, che resta un amico, per uscire da una situazione difficile. Ci buttammo di slancio, poi credo che il mondo coop abbia fatto il suo e altri pezzi di imprenditoria cittadina meno. Siamo solo 3 coop su 25 fondatori, ma i grossi sponsor li abbiamo portati noi. Come Granarolo, felicissimi. E' un po' del buono di quest'anno nero. Poi c'è l'ok del Coni per partire col Virtus college, abbiamo risistemato l'Arcoveggio, bisognoso di opere urgenti, siamo pari col Credito sportivo, coi mutui della palestra e del museo.

Il paradosso, da fuori, è che questa proprietà folta di bei marchi, nomi famosi e grandi fatturati, poi produce quel budget minimo.

Sappiamo tutti che aria tira fuovamo ri, la crisi morde tutti, e più di così, per la Virtus, il mondo coop non può fare. Ma è vero: non abbiamo mantenuto quel che promettemmo un anno fa ed ora proporremo una sostenibilità al ribasso. La Virtus incassa un milione da biglietti e abbonati, e deve ricavare da sponsor il 60-70% di ciò che le occorre per vivere. Dopodiché, in due anni, non è stato neppure eroso il debito iniziale.

E allora dove busserete?

In Fondazione, chiedendo soldi a fondo perduto che nessuno è tenuto a mettere. Ma, ripeto, non vedo l'uomo solo al comando. Che poi è Armani, nel nostro basket, e già qui si fa punto. Ma se bussa un Armani, garantito, porte aperte, spalancate. Anzi, credo sarebbe pure compatibile con la Fondazione. Che resta e, se c'è il socio forte, lo lascia fare.

È vero che in Fondazione si affrontano più anime?

No. Ci sono soci più o meno legati a Sabatini, diverse opinioni, ma non fazioni l'una contro l'altra armate. Anzi, sul palasport Claudio ci ha dato un assist. Pagheremo l'Unipol Arena metà d'un anno fa. E meno del PalaDozza, come lo sta trattando.

Sabatini ha messo un milione a chiusura del pregresso?

Poco meno, sugli 850mila, una parte rilevante dei debiti verso i giocatori. Non tutto quel che c'era, ma ci siamo accordati così e la partita del pregresso è chiusa.

Oggi Sabatini è un creditore o un debitore della Virtus?

Creditore, come fornitore di servizi. Campo incluso.

Continuerete a fare i pagamenti in chiaro o rivedrete la strategia?

Poiché in Fondazione ci sono, come dice lei, tanti bei nomi e marchi, nessuno vuole un giorno trovarsi dentro la Virtus l'Agenzia delle Entrate. Però stiamo avanzando domande agli organi preposti. Ma cambieremo solo in presenza di risposte certe. Cui credo poco.

Da ultimo, per lo spettabile pubblico. Prospettive? Obiettivi? Speranze?

Voler bene alla Virtus, aver pazienza, confidare che vivremo in modo dignitoso. Poi, se la situazione migliorerà, tenteremo un salto oggi impossibile. Non scaldiamo i cuori. Ci proveremo in campo.

FONDAZIONE VIRTUS, ENTRA LIGHTHOUSE GROUP COME SOCIO FONDATORE

www.virtus.it - 12/08/2014

 

Fondazione Virtus ha registrato in questi giorni un’altra importante “new entry” che rafforza ulteriormente la sua struttura e il suo prestigio. Nel mondo della V nera è infatti entrato a tutti gli effetti LIGHTHOUSE GROUP, che si colloca tra i soci fondatori.

“Entrare a far parte dei soci della Fondazione Virtus”, spiega Pietro Basciano, CEO di Lighthouse Group Srl, “è per me motivo di grande orgoglio, perché sono profondamente convinto che rappresenti per la città di Bologna un patrimonio da salvaguardare e da promuovere, un veicolo di valori positivi e di tradizione sportiva. La Virtus rappresenta una delle pietre miliari della pallacanestro italiana, che in maniera sostanziale ha contribuito alla crescita di questo sport nel nostro Paese e, ancora oggi, nonostante le difficoltà che si trova ad affrontare, continua a costituire una realtà importante da tutelare e sostenere”.

Il Gruppo Lighthouse nasce nel 2007 e raggruppa attorno a sé aziende indipendenti ma integrate in un sistema di sinergia che ne garantisce la cooperazione. Il core business consiste nell’offerta di servizi specializzati in ambito marino e nella produzione di robotica subacquea per l’ispezione dei fondali e il recupero relitti (tra cui la Costa Concordia). Con 25 milioni di euro annui di fatturato, il gruppo impiega più di 200 persone. L’headquarter è a Zola Predosa, ma il gruppo vanta varie sedi nel mondo, tra cui in Azerbaijan, Libia, Kazakhstan.

 

PAGLIUCA: "VIRTUS, PASSIONE DI UNA VITA"

di Marco Tarozzi - www.virtus.it - 31/10/2014

 

Gianluca Pagliuca, quando è scattata la passione per la Virtus?

Ero bambino. Andavo a veder giocare la vecchia Sinudyne. Nessuna eredità familiare, ai miei genitori non interessava il basket, e se devo dire la verità nemmeno troppo il calcio. Non so da chi ho preso la mia vocazione per lo sport. I miei primi idoli sono stati il grande Kreso Cosic, Marquinho, Jim Mc Millian. Poi sono arrivati gli anni di Van Breda Kolff e Rolle, Villalta, Brunamonti e Bonamico, quelli dello scudetto della Stella, nel 1984. Rivederli quasi tutti insieme per la festa del trent’anni, la scorsa stagione, è stata un’emozione unica. Sono tornato indietro a quegli anni, quando ero poco più che un ragazzo.

Le sono rimasti nel cuore, quei campioni?

Ho un ricordo particolare di Cosic, che era mormone e faceva opera di proselitismo anche a Bologna. Una mattina me lo trovai alla porta di casa, e restai felicemente sorpreso: il mio idolo che veniva a trovarmi a domicilio…

Ne ha visti passare tanti, in una vita da tifoso.

Ho legato molto con Roberto Brunamonti. Il lunedì dopo le partite, anche quando ero all’Inter o alla Sampdoria, l’appuntamento al suo ristorante, "da Benso", era un classico. Lui arrivava sempre con Flavione Carera, e un giorno mi portò Danilovic perché gli avevo detto che volevo conoscerlo. Anche con Sasha è nato un bel rapporto. Ricordo il sabato sera prima di gara5 di finale scudetto con Pesaro, nel 1994: cenai insieme a Coldebella, Myers, Danilovic, tutti insieme. Per me che venivo dal calcio era una cosa impensabile.

Il più amato?

Sasha, sicuramente. E Roberto, con cui mi sento ancora molto spesso.

Che idea si è fatto della Virtus di oggi?

Per quello che ho visto, mi piace. Ma ho ancora in mente l’inizio della passata stagione, in cui mi ero illuso, e allora preferisco restare con i piedi per terra. Però ci sono bei segnali, ho visto Imbrò e Fontecchio molto migliorati e questo fa piacere, perché sono ragazzi cresciuti in casa nostra. Mazzola contro Caserta è stato super, averlo sempre così sarebbe il massimo. Vedo appena indietro Gilchrist e Hazell, ma ci sarà tempo anche per loro.

Dove può arrivare questa squadra, secondo lei?

Spero in un campionato da metà classifica, però penso anche alla stagione che ha fatto Pistoia l’anno scorso e sogno un po’… Chiaro che in casi del genere tutto deve funzionare al meglio, e ci vuole anche una buona dose di fortuna. L’anno scorso abbiamo perso tante partite per un punto o due, a conti fatti con qualche vittoria in più avremmo fatto un bilancio diverso.

L’entrata in Fondazione Virtus: un gesto d’amore?

Totale e assoluto. Volevo dare un contributo alla squadra che amo, potevo farlo e non ci ho pensato due volte. Sono felice di quella scelta. E siamo un bel gruppo, andiamo avanti convinti. Amiamo questi colori.

MACRON ENTRA NELLA FONDAZIONE VIRTUS

www.virtus.it - 21/04/2015

 

Due novità importanti consolidano il legame tra Macron, leader europeo nella produzione di active sportswear, e Virtus Bologna. L’azienda di Crespellano è entrata infatti nella Fondazione Virtus, come Socio Partecipante, andando ad arricchire un prestigioso elenco di realtà imprenditoriali di successo che sostengono con passione il mondo bianconero. Macron vestirà inoltre la gloriosa società bolognese per altre cinque stagioni consolidando così l’accordo di sponsorizzazione tecnica, che lega ormai le due importanti realtà felsinee dal 2010. “Siamo molto orgogliosi di questa entrata in Fondazione Virtus e di questo rinnovo” ha commentato Gianluca Pavanello, amministratore delegato di Macron, sottolineando “Abbiamo voluto rafforzare una partnership fondamentale che vede legate due tra le più importanti realtà bolognesi, in continua crescita e sempre pronte a enfatizzare il carattere cittadino sia su palcoscenici nazionali che internazionali”. “Siamo felici di accogliere Macron nella famiglia bianconera” afferma Francesco Bertolini, presidente di Fondazione Virtus. “Si tratta di un’azienda di altissimo livello, leader assoluta nel panorama europeo, già legata da tempo alla nostra realtà. Oggi, con l’ingresso in Fondazione Virtus, ha fatto un’ulteriore scelta di partecipazione e sostegno che ci inorgoglisce e ci gratifica”. “Cinque anni sono un lungo periodo nella vita di una società sportiva”, riflette il presidente di Virtus Pallacanestro Bologna, Renato Villalta, “e in questo senso la scelta di Macron, che vestirà le nostre squadre fino al 2020, è la miglior conferma del fatto che il cammino fin qui percorso insieme è stato proficuo e gratificante per tutti noi. Mi auguro che questa partnership tra significative realtà del territorio possa diventare una storia duratura e ricca di soddisfazioni”.

Macron (www.macron.com) azienda Italiana con sede a Crespellano (BO), è leader europeo nella produzione di active sportswear. Macron opera in tre principali aree di business: “teamwear” abbigliamento ed accessori per squadre professionistiche e dilettantistiche (calcio, basket, volley, baseball, handball, futsal e running); “merchandising” official kit, articoli free time e accessori per i tifosi dei Club sponsorizzati Macron; “leisurewear” abbigliamento sports inspired per il tempo libero per chi vuol vestire Macron anche fuori dal campo. Macron è un brand leader in Europa, forte di un successo dovuto alla qualità dei prodotti, all’elevato livello del servizio offerto ed alla capacità di interpretare al meglio le esigenze di chi pratica sport. Macron è Sponsor Tecnico Ufficiale di importanti Club in tutta Europa, tra cui:

• Calcio: SSC Napoli, S.S. Lazio, Bologna FC 1909, Ternana Calcio, Trapani Calcio, Vicenza Calcio 1902 in Italia; Real Betis Balompié, RCD Mallorca in Spagna; AC Ajaccio in Francia; Aston Villa FC, Crystal Palace FC, Bolton Wanderers FC, Leeds Utd, Millwall FC in Inghilterra; TSV München 1860*, FC Union Berlin* Germania; Sporting Clube de Portugal, SC Braga in Portogallo; Vitesse, AZ Alkmaar, FC Den Bosch in Olanda; Hajduk Split in Croazia; PFC Ludogorets in Bulgaria;

• Basket: Virtus Pallacanestro Bologna in Italia; Brose Baskets Bamberg* in Germania; Orleans Basket in Francia;

• Pallavolo: Modena Volley, Bergamo Volley, Futura Volley Busto Arsizio in Italia;

• Rugby: Scottish Rugby Union, Edinburgh Rugby, Glasgow Warriors in Scozia, in Inghilterra; Section Paloise e LOU Rugby (Lyon Olympique Universitaire) in Francia; Rugby Colorno 1975, Rugby Bologna 1928 in Italia;

• Rugby League: Wakefield Wildcats (Inghilterra);

• Baseball: T&A San Marino e Fortitudo Baseball 1953 in Italia, Real Federación Española de Béisbol y Sófbol RFBS in Spagna; Corendon Kinheim in Olanda; Rouen Huskies in Francia;

• Pallamano: Real Ademar in Spagna.

• Fitness: Federazione Italiana Pesistica FIPE in Italia.

 

VIRTUS, SE BOLOGNA HA PERSO IL CORAGGIO

di Daniele Labanti - http://boblog.corrieredibologna.corriere.it - 09/05/2016

 

A2. La Virtus, che della città è stata per quasi un secolo la più gloriosa eccellenza sportiva, capace di esportarne il nome nel mondo, è crollata. Uno sfacelo che ha un solo padre, il disinteresse verso lo sport cittadino, e tante madri. Quella su cui tutti puntano il dito è la Fondazione, per la quale però è giusto ora a bocce ferme fare dei distinguo.

Perché è una retrocessione eretta anche sulla mancanza di denari, ma c’è chi in questi tre anni nel club ha vissuto davvero, risanandolo economicamente, mentre molti altri dentro la Fondazione sono entrati solo per farsi pubblicità e magari chiudere qualche affare. Già, la Fondazione: entità amorfa, inconsistente, diventata un blob capace di partorire una stagione incolore virata poi all’inferno. D’altronde, quando un campionato inizia cacciando il presidente e tagliando direttori e allenatori competenti in nome del risparmio, cos’altro può produrre?

La struttura della proprietà rende di fatto il club sprovvisto di proprietà. Su questo s’è annodata la stagione, tra indecisionismi e teatrini su chi, quanto e come dovesse versare dei denari. Di base è un’idea che può funzionare, ma lo sviluppo che ha avuto a Bologna ha dimostrato che così non funziona. Più che una Fondazione ora è necessaria una ri-fondazione. Qualcosa che sappia ripartire dalla serietà dei valori dell’antica Virtus, coniugandoli con competenti progetti tecnici e con adeguate disponibilità di denaro. Se la suggestione Tacopina porterà frutti, è da vedere.

È evidente che gli incubi peggiori si sono materializzati: un decennio di declino tecnico, finanziario e di stile, in cui la V nera è stata privata dei suoi contenuti migliori, ha lasciato in eredità questo cupio dissolvi. La maggior parte dei tifosi, durante la stagione, si è preoccupata soprattutto per il futuro del club, più che per l’andamento sportivo. A che sarebbe servito restare in A se la società non è in grado di avere un solido domani? Avviliti da annate deprimenti, concluse dietro squadre di paese, trascinati a fondo da gestioni lacunose, con grotteschi “progetti-giovani” o “progetti-italiani”, i tifosi rimasti hanno quasi invocato di staccare la spina. La sfiga, certo, quest’anno c’è stata. Infortuni, errori tecnici e di mercato, partite buttate. Gocce, in un mare di degrado. Bologna ha perso il coraggio e la passione per il suo sport di vertice, ha perso l’amor proprio, decadendo nell’anonimato. La Virtus oggi, la Fortitudo ieri, la squadra di calcio salvata in extremis da un miliardario straniero. È solo disinteresse, o è apatia? Da una retrocessione sul campo – ammesso lo sarà, tra ripescaggi e club moribondi – ci si può sempre rialzare. Da una retrocessione di valori, sentimenti e coscienze, no.