STAGIONE 2017/18

 

Segafredo Bologna

Serie A

 


N.
nome ruolo anno cm naz note
0 Alessandro Gentile G 1992 200 ITA  
1 Roberto Chessari P 2000 194 ITA  
2 Mikk Jurkatamm G 2000 195 EST  
3 Michael Umeh G 1984 187 USA  
6 Alessandro Pajola P 1999 194 ITA  
11 Danilo Petrovic A 1999 202 SRB  
13 Klaudio Ndoja A 1985 201 ALB  
14 Guido Rosselli A 1983 198 ITA  
20 Oliver Lafayette P 1984 188 USA  
21 Pietro Aradori G 1988 196 ITA  
22 Stefano Gentile P 1989 191 ITA  
23 Matteo Berti C 1998 212 ITA  
25 Kenny Lawson C 1988 208 USA  
44 Marcus Slaughter C 1985 203 USA  
             
  Alessandro Ramagli All     ITA  
  Daniele Cavicchi Vice All     ITA  
  Cristian Fedrigo Vice All     ITA  
  Mattia Largo Ass.     ITA  

 

Partite della stagione

Statistiche di squadra

Statistiche individuali della stagione

Giovanili

IL FILM DELLA STAGIONE

di Roberto Cornacchia e Ezio Liporesi per Virtuspedia
 

MERCATO ESTIVO

Nonostante il fatto che Massimo Zanetti non abbia acquisito la maggioranza delle quote della società e per prendere le decisioni bisogna sempre attendere qualche CDA chiarificatore come ai tempi in cui tutto passava dalla Fondazione, la disponibilità economica messa a disposizione dallo sponsor Segafredo permette di tornare subito a pensare in grande. Confermatissimo Alessandro Ramagli e tutto lo staff tecnico, l'idea iniziale è quella conservare il più possibile il nocciolo duro della squadra che conquistato la promozione e aggiungere i nuovi stranieri ma Marco Spissu, che manifesta il desiderio di rimanere così come la società di volerlo tenere, rientra a Sassari che non vuole lasciarselo scappare. Davide Bruttini e Gabriele Spizzichini si ricollocano in A2 mentre i giovani Tommaso Oxilia e Lorenzo Penna vengono ceduti in prestito a società della seconda serie per fare esperienza. Si comincia il mercato partendo dai punti fermi dei contratti già in essere, anche se su alcuni rimarrà a lungo il dubbio sull'effettiva conferma, vale a dire Stefano Gentile, Michael Umeh, Guido Rosselli, Klaudjo Ndoja e Kenny Lawson, sul quale i tifosi discutono a lungo se considerarlo, al piano di sopra, un 4 o un 5. Il primo colpo di mercato è di quelli importanti: Pietro Aradori, uno dei giocatori italiani di maggior talento fra quelli non emigrati in NBA o in Europa, la cui trattativa - durante la quale la proprietà sembra più convinta dello staff tecnico, al punto da rilanciare e fargli cambiare idea quando Torino stava ormai per annunciarlo - però genera qualche attrito interno che porta alle dimissioni dell'AD Loredano Vecchi

 

LA VIRTUS SEGAFREDO RIPARTE: L'ABBRACCIO DI MILLE TIFOSI

tratto da www.virtus.it - 17/08/2017

 

Un abbraccio da più di mille persone per Virtus Segafredo, che è ripartita dalla casa bianconera, la palestra Porelli di via dll’Arcoveggio, per la nuova avventura della stagione 2017-2018 di Serie A PosteMobile. L’affetto dei tifosi si è fatto sentire forte e chiaro, intorno al parquet: alle sei del pomeriggio, quando si sono aperte le porte della palestra dopo un’ora di Media Meeting dedicato alla stampa, alle tv e alle radio, si sono riversati sugli spalti e in ogni angolo dell’impianto, tra cori di bentornato alla squadra che li ha fatti sognare e che nelle speranze di tutti dovrà continuare a farlo su un palcoscenico ancora più importante.

Assenti giustificati Pietro Aradori, impegnato con la Nazionale, Marcus Slaughter che arriverà la settimana prossima, Pajola e Petrovic che hanno terminato da poco gli impegni con le rispettive Nazionali Under 19, la sorpresa è arrivata da Oliver Lafayette, atterrato al Marconi proprio mentre il raduno iniziava, ed arrivato in corsa a prendersi l’applauso dei suoi nuovi supporters.

Una festa che apre il cancello dei sogni. “Sognare con concretezza”, avverte il presidente Bucci. Ma intanto, è bello essere qui e sentirsi al centro degli eventi, non più ai margini. Il mondo del basket ha ritrovato la V nera, ed è una notizia felice.

“E’ una Virtus bella, ma sappiamo che ci sono altre squadre forti”, avverte il presidente Albertio Bucci. “Dobbiamo giocare bene, e per il resto ci piace sognare, perché avere dei sogni è bellissimo. Certo, dobbiamo sognare con concretezza, e speriamo che tutto vada per il meglio, che ci si possa divertire, divertendo la gente. Ringrazio Julio Trovato, che ha lavorato giorno e notte per assemblare questa squadra competitiva, in accordo col coach. E’ un lavoro difficile, duro. Abbiamo preso buoni giocatori, non solo per il nome, abbiamo scelto gli uomini anche per le caratteristiche che occorrevano a Ramagli. Guardo la gente che è venuta qui a salutarci, è bellissimo. Loro sognano di vedere la Virtus lottare, noi speriamo di piazzarci da metà classifica in su”.

Tocca al Gm Julio Trovato, che ha chiuso prima di Ferragosto l’ultima operazione, quella che ha portato in bianconero Marcus Slaughter. “Volevamo giocatori importanti, anche per consolidare il legame della squadra con la città. Abbiamo confermato il blocco dei veterani italiani e degli stranieri. Avevamo già preso Lawal, ma quando abbiamo visto che non era idoneo ci siamo orientati su Slaughter, un giocatore vero e anche una persona di spessore. Ci manca ancora uno straniero in roster, ad oggi abbiamo scelto di vedere all’opera questa squadra e valutare quando inserirlo”.

 

 

VIRTUS SEGAFREDO PASSA A PIENI VOTI LA VERIFICA DEL PORELLI

tratto da www.virtus.it - 27/08/2017

 

Il primo scrimmage della Virtus 2017/18 si gioca in una rovente giornata di fine agosto, dopo 12 giorni di lavoro. L’occasione coincide con il quinto Memorial Porelli, trofeo che i bianconeri portano a casa senza sforzo contro una Bondi Ferrara, anch’essa ai primi vagiti di una stagione lunghissima.

MVP del match é stato eletto Alessandro Gentile, giustamente per quanto mostrato in campo, e più che per il tabellino per l’intensitá e la voglia mostrata al Palasport di Loiano, sia in attacco che in difesa.

È stata una gara classica da primordio di stagione, coach Ramagli alla fine si è dichiarato soddisfatto di quanto visto, in linea con le sue aspettative. La squadra é incompleta (Aradori in Nazionale, uno straniero potenzialmente da tesserare) ma le note positive si sono sentite tutte e il morale è alto, la fiducia di poter fare un’ottima stagione c’é, ora bisogna solo lavorare tantissimo.

Guido Rosselli ha ritirato il trofeo ed, assieme a Ndoja, Stefano Gentile e agli americani, é il cuore di questa nuova Virtus che si porta dietro la carica emotiva di un gruppo straordinario della scorsa stagione e che dovrá essere replicato in questa nuova cavalcata.

 

LA CRONACA

Lafayette, Umeh, Gentile A., Ndoja e Slaughter: questi sono i 5 schierati per la prima palla a due.

Il primo canestro della stagione é di Alessandro Gentile, in percussione a testa bassa. Il secondo é una replica in post basso, sempre di potenza soverchiando gli avversari.

Lafayette si intende giá bene col numero 0, connessione stabilita dai giorni assieme a Milano, attacca il ferro con decisione e cerca sotto le plance Marcus Slaughter, come richiesto dallo staff tecnico.

Umeh trova la prima tripla stagionale, Lawson si iscrive al match con il suo classico tiro in sospensione, mentre Ndoja muove il suo personale tabellino con una tripla dall’angolo a conclusione di gioco rotto.

Piegare le gambe in difesa con questo caldo e con pochissimi giorni di preparazione non é facile, ma coach Ramagli non consente già ora nessuna distrazione, non lasciando niente al caso, ricorda ai suoi che c’é ancora un fallo da spendere a pochi secondi dalla fine del primo quarto e applaude gli sforzi difensivi di Stefano Gentile e Petrovic.

Il primo quarto si chiude 24-8 per i bianconeri, si ricomincia dopo che i giocatori vengono catechizzati dallo staff a dare tutto quello che hanno, senza prendersi un’azione di pausa.

Alessandro Gentile si tuffa per recuperare un pallone incendiando la folla e prendensosi un complimento da coach Ramagli a cui brillano gli occhi nel vedere la sua stella così motivata.

Il due volte campione d’Italia serve anche un assist al bacio per Rosselli e gioca ogni possesso come un uomo in missione, un cambio difensivo mancato lo fa disperare ma viene rincuorato dai compagni.

La difesa deve far ingranare i meccanismi e ai giocatori viene chiesto, da bordo campo, di parlarsi, i timeout servono a rifiatare, dissetarsi e provare gli schemi, Rosselli viene chiamato a fare il play (come nella scorsa stagione, al posto di Lafayette con 3 falli) col quintetto titolare, gli esterni poliedrici e intercambiabili nei ruoli di 2-3 (per quanto la classificazione stia diventando obsoleta), viene richiesta la massima attenzione a rimbalzo e tutti i dettagli vengono curati.

Gentile è chiaramente di un livello superiore agli avversari, sia per tecnica che per fisico e comanda le operazioni, nel momento in cui è in campo con Stefano l’intesa è ovvia ed immediata.

Il punteggio non conta ma la Segafredo prende il largo prima della pausa e lascia un’ottima impressione, almeno per la grinta e la voglia di onorare la canotta con la VuNera sopra in ogni occasione, a prescindere.

I 5 che rientrano sul parquet dopo l’intervallo sono i fratelli casertani, Rosselli e i due americani della promozione, il numero 0 ricomincia da dove aveva finito con un bel jumper, un contropiede dopo palla recuperata non va a buon fine. Rosselli e Gentile si cercano ripetutamente, mentre Stefano si costruisce e segna una bomba in solitaria.

Il fiato comincia a scarseggiare e qualche fallo é, ovviamente, dovuto a questo, ma si vedono sprazzi di intesa e buone cose, Umeh e Lawson confezionano un gioco a due che porta alla tripla del Californiano, che viene dimenticato all’azione successiva e bissa, bruciando la retina.

I ritmi scendono perché non c’é più carburante nel serbatoio di entrambe le compagini, Guido Rosselli ha la brillantezza e la classe di smarcare Kenny Lawson sotto il ferro, per due liberi a segno, prima di andarci a sedersi definitivamente.

Tutti sorrisi e battute in panchina, cominciano a entrare i giovani, Oliver Lafayette si prende la tripla e la mette a segno con sicurezza notevole, e poi serve l’assist che Slaughter schiaccia al volo per l’highlight di giornata, mentre Ndoja manca di un nulla il tiro da metà campo che conclude la terza frazione.

Coach Ramagli sfrutta ogni secondo per insegnare qualcosa ai suoi, chiede attenzione sui 40’ sempre (appunto per non aver gestito al meglio l’ultimo possesso del terzo quarto), si sincera delle condizioni fisiche del suo centrone col numero 44 e sottolinea un aspetto difensivo a Lafayette.

Slaughter fa vedere di esserci fisicamente andando altissimo, in recupero, a stoppare al vetro un contropiede di Molinaro.

Stefano Gentile esce e mima il gesto della maschera ad ossigeno, Klaudio Ndoja va a sedersi col la lingua a penzoloni, giocare il 27 di agosto con oltre 30 gradi non é facile per nessuno.

Petrovic si prende gli applausi convinti da parte di tutta la panchina per un paio di ottime giocate, il match si trascina stancamente verso la conclusione, Jurkatamm segna una tripla con personalità e poi é tempo solo di abbracci, autografi e selfie con i tifosi che invadono il campo, dopo le premiazioni.

La squadra con le nuove maglie il giorno della presentazione (foto tratta da bolognabasket.it)

LA PRESENTAZIONE DELLA VIRTUS 2017/18 E DELLA MAGLIA DA GIOCO

tratto da bolognabasket.it - 27/09/2017

 

Cierrebi (ex) pieno, e tifosi entusiasti – con ovvia presenza dei gruppi organizzati Vecchio Stile e Forever Boys – per la presentazione della Virtus 2017/18 e della maglia da gioco ufficiale.
La serata è stata presentata dalla giornalista Sky Marina Presello.

Le parole di Alberto Bucci – Sono emozionato, i ragazzi sono pronti e partite e voi che siete pronti a partire con noi. Spero sia un anno meraviglioso, la Virtus dove va porta qualcosa e noi vogliamo portare qualcosa fuori dal campo e in campo. Abbiamo iniziato un progetto l’anno scorso, con l’aiuto di Segafredo Zanetti, spero di esserci quando toccheremo di nuovo una coppa europea, perchè la Virtus ne ha giocate tante. Ho detto a Zanetti “non so quanto vivrò, ma vorrei tornare in Europa”, e lui ha risposto “ti manderò in Europa e ci sarai anche tu”.
Quanto ti metti la maglia della Virtus è qualcosa di speciale. L’anno scorso alla presentazione saremo stati in 47. I giocatori erano pronti a tutto. Quest’anno oltre ai giocatori che sono rimasti abbiamo preso bravi giocatori e belle persone, anche gli americani, quelli che avevamo e quelli che sono arrivati. L’avvio sarà forte, ma senza paura. Possiamo vincere o perdere, ma quando perdiamo dobbiamo sapere che abbiamo la possibilità di crescere.
La fotografia della stagione? Ho allenato tanti anni, ma un gruppo così bello non l’avevo mai visto. E poi il pubblico, ogni partita aumentava un po’. Senso di aggregazione e appartenenza, Porelli avrebbe riconosciuto il suo pubblico. Cambiano i presidenti e i giocatori, ma questo ci sarà sempre.

Matteo Lepore, assessore allo Sport – Noi c’eravamo anche nei 50 dell’anno scorso. Per noi è molto importante che la Virtus abbia scelto il PalaDozza, che per noi è la casa del basket, e tanti di noi sono cresciuti vedendo la Virtus lì. Abbiamo iniziato a fare del lavori e ne faremo altri, e vogliamo fare il museo del basket. Vogliamo investire sullo sport.
Credo che sia importante nello sport impegnarsi contro il razzismo, e questo vale per Umeh – e anche per tutti voi.

Susanna Zaccaria, assessore alle Pari Opportunità – Sarò brevissima e dico solo Forza Virtus.

Egidio Bianchi, presidente di Legabasket – Sono contento di esserci, non posso che essere felicissimo che la Virtus sia tornata in serie A, perchè la Virtus è la serie A. Ha struttura societaria, storia, pubblico e palazzo che ci mancavano tanto, e che abbiamo accolto con grande entusiasmo.

Luca Baraldi – Ho imparato cos’è il basket e cosa significa Virtus. E’ il piacere di vedere gioire tante persone per questo meraviglioso sport. Ringrazio i tifosi che ci hanno dato una risposta incredibile, e l’allenatore che ci ha portato fin qui, non l’avevo mai fatto pubblicamente. E tutti i protagonisti della promozione, chi è rimasto e chi è andato via.

Claudio Albertini – Lo sport è una metafora della vita e del lavoro. A me è capitato di cadere anche nel lavoro, ma bisogna ripartire. Io c’ero l’anno scorso in Sala Borsa, ma ero anche a Trieste, è stato un momento grandissimo. E’ un ritorno nel posto dove deve stare la Virtus. E ringrazio i giocatori che ci hanno portato qui e non ci sono più, Bruttini, Spissu, Spizzichini e Michelori.

Daniele Fornaciari – E’ una grande gioia. L’entusiasmo che ho trovato l’anno scorso e all’inizio di quest’anno mi riporta ai momenti più belli vissuti con la Virtus. Abbiamo iniziato una strada che può solo portarci ad avere grandi gioie.

Julio Trovato – L’idea parte dal progetto dell’anno scorso, di avere una squadra in cui tutti si possano identificare, con componente italiana importante e giocatori che sono soprattutto brave persone. Abbiamo deciso di tenere tutti i giocatori con contratto, perchè se lo sono meritato e sono ottimi giocatori. Poi abbiamo scelto di dare un’identità italiana alla squadra, cercando giocatori italiani di altissimo profilo. Bucci e Baraldi si sono incontrati con il presidente Zanetti, io speravo che potessimo avere il budget per prenderne almeno uno, invece Alberto è tornato col malloppo, e la risposta è stata “li prendiamo tutti e due”. E infine abbiamo completato la squadra con Oliver e Marcus.
Manca ancora un tassello? Vediamo. Bisogna fare attenzione a mettere il tetto, ma ci stiamo lavorando.

Poi un video per raccontare la trionfale stagione scorsa e la promozione in serie A, e il video-saluto di Andrea Michelori, per l’ideale passaggio di consegne con Guido Rosselli.

Poi la presentazione della squadra, giocatore per giocatore, arrivando a tutto lo staff tecnico e coach Alessandro Ramagli: Quando la bicicletta è dura bisogna pedalare di più, quando ci sono salite dure bisogna alzarsi sui pedali e spingere, ma bisogna lavorare di squadra, se vuoi vincere le tappe e arrivare dove vogliamo.
Il campionato? Ci sono squadre che si portano dietro il vissuto dall’anno scorso, vincente, i campioni d’Italia e i finalisti, Milano e Avellino. Ma ci sono tante squadre pronte a sgomitare, e noi tra poco – spero – avremo i gomiti belli appuntiti.

Poi la presentazione di tutte le squadre del settore giovanile, guidato dal responsabile Federico Vecchi. Ovazione per Giordano Consolini, coach dell’under 16.

Infine, la presentazione della maglia da gioco 2017/18, introdotta dall’AD di Macron Gianluca Pavanello e da Julio Trovato.
Sulla sopramaglia c’è la skyline di Bologna, sulla maglia ci sono tutti i loghi storici della Virtus dagli anni ’30 a oggi, e la scritta “Virtus pride”. Il nuovo top sponsor Umberto Cesari è sul retro, al posto di Gruppo Sabatini che non è più presente sulle maglie.

Infine, altre parole dei protagonisti, raccolte da Radio Bologna Uno e TRC. Tra le altre cose, Bucci ha confermato che la società è sul mercato in cerca del numero 4.

Alberto Bucci – Ci vuole tempo e pazienza. Abbiamo iniziato da un mese e mezzo, ma abbiamo la pazienza di fare tutto.
Il gruppo confermato? Saranno utili, sono giocatori validi e possono dare un contributo importanti. Credo che ci siano tutti i presupposti per fare bene.
La cosa più bella è che avevamo perso tutti i giovani, e li abbiamo recuperati. E grazie ai giovani abbiamo avuto 3700 persone con la maglia nera. Io non l’avevo mai visto, e nemmeno Ettore Messina, che avevo invitato io. Neanche quando abbiamo vinto la Coppa dei Campioni.
Dobbiamo far bene, che non è vincere subito, ma costruire per andare avanti.
Il pubblico? Come una bella donna, l’abbiamo conquistato, non lo vogliamo perdere, dobbiamo continuare a corteggiarlo.
Abbiamo un inizio difficile, ma il gruppo si allena bene, non so se vinceremo o no, ma l’importante è non vedere una differenza enorme.
Un altro tassello: l’abbiamo deciso con l’allenatore e la proprietà, dovrà aprire il campo, un’ala.
Ma abbiamo tanti giocatori, bisognerà capire che gli spazi sono meno.
La maglia? Per me la bianca è più bella della nera, quest’anno.

Guido Rosselli – Stiamo bene, ci stiamo preparando lavorando. E’ stata una preparazione “complicata”, c’è stata la scavigliata di Ale, Pietro è arrivato mercoledì, dobbiamo inserire nuovi giochi e meccanismi difensivi, siamo al completo da una settimana, con sole due partite in cui si sono viste cose buone e altre meno. La strada è solo quella del lavoro, lavoro, lavoro.
I confermati? Noi partiamo avvantaggiati, perchè conosciamo gli schemi e la mentalità di Ramagli, ma gli altri sono giocatori di spessore.

Stefano Gentile – La preparazione è bella all’inizio, poi è pesante. Stiamo lavorando da tanto tempo per essere pronti, non vediamo l’ora di cominciare. Giocare insieme? Ci possiamo completare molto bene, ci capiamo dentro e fuori dal campo. Siamo cresciuti insieme guardando il nostro papà, questo ci accomuna.

Ale Gentile – Un campionato combattuto, competitivo, speriamo di approcciare nel migliore dei modi. Giocare insieme. Per me è una fortuna, ci conosciamo bene e possiamo completarci.

Klaudio Ndoja – Trento è una delle squadre più toste come energia, abbiamo visto l’anno scorso cosa hanno fatto Milano e in finale. Noi dobbiamo fare le nostre cose e migliorare rispetto all’ultimo torneo, dobbiamo pareggiare la loro intensità e la loro energia, e allora il nostro talento verrà fuori. Se ci facciamo travolgere dal loro entusiasmo diventa molto difficile.
Slaughter e Lafayette? Sono giocatori esperti, hanno vinto tanto, e hanno capito dove sono. Ci siamo aiutati a vicenda. Siamo gruppo da poco, è ora di fare quadrato e lavorare. Noi dobbiamo solo pensare al nostro e basta.

Pietro Aradori – I giocatori ci sono, la voglia e la chimica anche, dobbiamo solo trovare il modo di giocare bene di squadra. Trento è una squadra particolare, difficile da incontrare, dal 2 al 5 sono circa della stessa altezza. Giocare in casa loro sarà molto difficile, noi ci giocheremo le nostre chance.
Io? Porto le mie caratteristiche e la mia esperienza, il mio modo di far gruppo. Sono arrivato da una settimana, ci vorrà tempo ma credo ci sarà modo di fare una bella annata, siamo sulla buona strada. Ho impressioni positive, ho toccato con mano quello di cui mi avevano parlato. Giocare “sold out” tutte le partite sarà incredibile, giocheremo con una grandissima adrenalina in corpo.


 

VIRTUS BOLOGNA BATTE CAPO D'ORLANODO 88-52

Al PalaDozza gara dominata con una grande prestazione di Alessandro Gentile.

di Alessandro Gallo - www.ilresstodelcarlino.it - 08/10/2017

 

Dopo ventuno anni torna al PalaDozza dalla prima (interna) di campionato. E la Virtus di Alessandro Ramagli, approfittando anche della debolezza degli ospiti, regala un successo netto, sul quale non ci sono dubbi fin dalle prime curve.

C’è un bel colpo d’occhio al PalaDozza. La sconfitta di Trento (soprattutto per come è maturata, non certo per il valore dei vice campioni d’Italia) non lascia strascichi nel mondo della V nera. PalaDozza da tutto esaurito o quasi, con tante maglie nere e l’immancabile V bianca sul petto. Danno il senso di un’appartenenza e identificazione al club che, di fatto, è quello che Alberto Bucci va predicando da alcune stagioni.

E per rafforzare il concetto, sul parquet, vengono srotolate pure le canotte ritirate per sempre, con i decibel che si alzano, dalla 10 di Renato Villalta alla 4 di Roberto Brunamonti, fino alla 5 di Sasha Danilovic. C’è il presidente Alberto Bucci che rende omaggio al capitano della promozione, Andrea Michelori, con un robusto abbraccio. C’è anche Alfredo Cazzola, il presidente degli anni Novanta, che questa creatura non l’ha mai dimenticata.

C’è la BasketCity di una volta al PalaDozza, perché insieme con Claudio Crippa, oggi stimato scout dei San Antonio Spurs, ci sono Teo Alibegovic(che segue il figlio Mirza, così come Nando fa con Alessandro e Stefano Gentile) ed Emilio Kovacic. Sembra una rimpatriata di vecchi amici, sul campo, però, anche senza Stefano Gentile (a referto, ma senza nemmeno fare riscaldamento per non aggravare il problema muscolare che l’ha fermato già a Trento), è una Virtus che comincia a conoscersi e prova ad azzannare la partita.

Chi la azzanna da subito è il più giovane dei Gentile, Alessandro, che firma 7 dei primi dieci punti che danno il 10-1 con cui si presenta la Virtus. Capo d’Orlando fa fatica, per gli impegni di coppa e perché, comunque, la Virtus in difesa si sbatte. Con i “vecchi” Ndoja e Rosselli che sembrano dei giocatori di biliardo: tra carambole si trovano a meraviglia e danno alla squadra quello di cui ha bisogno.

Lawson parte di rincorsa, ma si presenta con un 3/3 dalla lunga distanza che è quasi una sentenza. Lafayette forse fatica più del dovuto, ma deve prendere i tempi di una squadra che ha cambiato le “punte”. Il baby Pajola entra in campo con personalità, senza strafare, ma facendo le cose che Ramagli vuole da un giovane. Pulizia nel gioco, ordine, precisione. La Segafredo ha solo un momento di stasi all’inizio del secondo quarto: con le triple di Atsur Capo d’Orlando rientra fino al -8, 32-24, ma è un fuoco di paglia, perché Ndoja e Rosselli ci sono. Perché Slaughter magari non si vede, ma si sente e dà sicurezze ai compagni. E il divario si allarga fino a toccare le 20 lunghezze sul 46-26 firmato proprio da Slaughter.

Nel terzo quarto Capo d’Orlando (che avrà qualcosa da ridire sullo scarso numero di liberi a favore) impiega sei minuti per trovare il primo canestro e viene addirittura doppiata sul 68-34. Tocca anche il +36 la Virtus sul 78-42, dopo è solo accademia con il baby Alessandro Pajola che ne approfitta per mettere minuti ed esperienza nelle gambe. Gambe da serie A.

 

LA VIRTUS VINCE A PESARO 81-75

Le V nere espugnano l'Adriatic Arena nella seconda vittoria consecutiva e prima in trasferta dal suo ritorno in serie A

di Filippo Mazzoni - www.ilrestodelcarlino.it - 14/10/2017

 

Seconda vittoria consecutiva, prima in trasferta dal suo ritorno in serie A, per la Virtus Segafredo che viola la Adriatic Arena imponendosi 81 a 75. Di fronte a circa 500 tifosi bianconeri accorsi nelle marche, la Virtus conferma quello che aveva fatto vedere una settimana fa contro Capo d’Orlando imponendosi con merito in un campo difficile come quello pesarese.

Sfida sempre sul filo dell’equilibrio, che la Virtus guida per larghi tratti, ma che vede i padroni di casa di Pesaro rimanere sempre attaccati al match.
Virtus sempre senza Stefano Gentile, ma con la sontuosa prestazione del fratello Alessandro, autore di 27 punti a cui aggiunge anche 7 fondamentali rimbalzi.

Rosselli e compagni perdano la battaglia sotto le plance (36 i rimbalzi di Pesaro, 25 per la Virtus) ma tengono botta con la fisicità dei pesaresi e alla fine hanno la meglio al termine di una sfida decisa proprio nel finale. Esemplificativo proprio l’ultimo minuto di gioco a cui le squadre arrivano con la Virtus avanti di 2, sul 77-75. Aradori stoppa Ceron, Lafayette recupera palla e a 30” dalla fine mette a segno il canestro del +4. La Virtus difende con il coltello tra i denti, mentre in attacco Aradori non sbaglia i liberi della staffa, per il +6.

“Stiamo crescendo, questo è il segnale, stiamo maturando - conferma al termine della sfida l’ 'uomo mascherato' Klaudio Ndoja – la serie A è questa non ti puoi rilassare un attimo, ma quella che abbiamo ottenuto è una vittoria molto importante un successo che conta e che conferma quello che abbiamo fatto vedere con Capo d’Orlando. Adesso godiamoci questa vittoria per una giornata e poi inizieremo a pensare da lunedì alle prossime sfide”.

 

La panchina Virtus nella vittoriosa trasferta di Pesaro (foto tratta da www.virtus.it)

LE CONVOCAZIONI PER LA NAZIONALE. CI SONO ARADORI E GENTILE

tratto da bolognabasket.it - 18/10/2017

 

Aradori e Gentile nei 24 della lista del ct azzurro Sacchetti

Confermata, dopo la partecipazione all’ultimo Europeo, la presenza di Pietro Aradori, la novità della prima convocazione da Ct di Meo Sacchetti è il ritorno nell’orbita della Nazionale di Alessandro Gentile. I “volti nuovi” di Virtus Segafredo, protagonisti del mercato della scorsa estate, porteranno dunque, insieme, i colori bianconeri nell’ambiente azzurro.

Aradori e Gentile faranno parte della rosa di 24 giocatori della prima “finestra” con cui Sacchetti inizierà la marcia di avvicinamento alla World Cup 2019, che si svolgerà in Cina. Sono nella lista resa pubblica pochi minuti dal Commissario Tecnico, che ha fissato il primo raduno per il prossimo 20 novembre a Torino. Quattro giorni dopo, la prima sfida di qualificazione, quella in cui l’Italia si confronterà con la Romania. Il 26 novembre, a Zagabria, l’Italia sfiderà la Croazia.

 

 

LA VIRTUS STRONCA SASSARI CON UN GRAN FINALE

Rimontata da +18 a +1, la Segafredo s'impone 89-72 con un 21-5 finale, fatto di difesa e contropiede. Gentile a tutto campo (15 punti, 9 rimbalzi, 6 assist), risolutivi Umeh, Aradori e Lafayette

di Walter Fuochi - bologna.repubblica.it - 22/10/2017

 

La Virtus la vince due volte. Forse tre, quattro. Sassari ha il merito di non affondare mai e il torto invece di fermarsi, quando pare veleggiare bene, in mare aperto, col vento in poppa. Non sfrutta l'attimo, due, tre, quattro volte: nel basket è un peccato mortale. La Segafredo inanella la terza di fila con una prova d'orchestra sontuosa, ancorchè attraversata da lunghe pause: somiglia sinistramente allo scialo di Trento, sua unica sconfitta, il finale che la vede dissolvere un +18 e mantenere fra i denti un +1. Stavolta però va a rovescio. Un 21-5 finale, intriso di difesa, bei passaggi, buoni tiri, la premia di nuovo con larghezza.

Ale Gentile, atteso alla prova del nove, la supera di slancio senza pensare al primato dei cannonieri. Gioca a tutto campo, segna 15 punti senza eccessive golosità (6/14), unendovi 9 rimbalzi e 6 assist, ossia momenti di autentica onnipotenza. Ai canestri provvedono Aradori (6/13), dopo un avvio lento, e soprattutto Umeh (5/9), che li infila quando più servono: sul +5 sassarese nel primo tempo, a smorzare un accenno di fuga, sul +3 a 5' dalla fine, che è ancora la partita in bilico: due suoi gol, di discreta rapina, chiudono i conti. La Virtus si fa poi dare una mano da tutti, vecchi e nuovi. Stefano Gentile, al rientro, ha gamba breve (17 minuti), ma strappa subito con forza. Gioca un gran finale Lafayette (7 assist, oltre ai canestri), rassoda sempre, intorno a sè, una bella difesa Slaughter (7 rimbalzi e 5 assist). Dei veterani il più utile è Ndoja (3/7, 4 rimbalzi), contro l'etereo Polonara, e anche Rosselli e Lawson, malgrado qualche svagatezza (il primi) e mollezza (il secondo) si fanno trovare per segnare cesti importanti, in momenti delicati. Nove a segno, cioè tutti. Non è un caso.

Una targa a Spissu, eroe indimenticato dell'anno andato, prima di partire e, se serve stasera una difesa che morda, la Virtus ci prova subito, causando due palle perse a Sassari e schizzando 7-0. Proprio Spissu segna da tre il primo gol ospite, di là le triple aperte non entrano (1/6) e i sardi rientrano, anzi sorpassano: 11-9. Stefano Gentile esordisce rilevando il fratello, a riordinare attacchi affannati. Meglio la Dinamo nel primo quarto: 21-18, con 4/4 di Randolph, contro una Vu troppo periferica davanti e, anche dietro, presto piuttosto tenera.

Secondo quarto. Tre perse quasi filate di Rosselli lasciano l'attacco in preda ai balbettii e l'area devastata da Planinic vede avanti Sassari, che ritocca il +5 dopo un tecnico a Gentile, che protesta perchè Devecchi, in entrata, lo cura con soverchia energia. La Dinamo potrebbe partire lì, invece si ferma. Umeh ne mette 5 a fila, Rosselli scippa la rimessa e sorpassa e, anche pagando le mollezze di Lawson a rimbalzo, la Vu poco per volta si riprende il match, di nuovo alzando l'intensità difensiva. Si sblocca Aradori (35-32), nono virtussino a segno, un assist da Stefano ad Ale propizia il +6 che Planinic lima allo scadere, dopo un passi del Gentile vecchio. 41-37 al tè, il 2/10 e l'1/10 da tre (meglio, si fa per dire, la Segafredo) fanno pensare che chi sistemerà la balistica alzerà la voce, poi.

Ripresa. Eccole, le triple. Bianconere. Le quattro ruote motrici di Alessandro propiziano in percussione il primo break (+8), baciato subito da una tripla di Aradori (48-37), che lucra su un errore uno contro zero di Stefano. Aradori fa il bis, Ndoja ne somma un'altra, sempre imbeccati da AleGent, che si delizia anche di passaggi al miele. 54-37 con un 13-0 in 3' scarsi. Pasquini ne leva quattro su cinque, vedendo il primo canestro dei suoi (Randolph) dopo 4', sul -18. Prova pure la zona, il coach ferrarese, mentre rivede una bomba (Hatcher, -12), ma anche la Vu non perdere la pazienza nel giro di palla. Deflagra Aradori, l'arco dice, fin qui nella frazione, 5/7, ma il +17 a 13' dalla fine viene eroso da un paio di pigri rientri difensivi, che Ramagli vuole dibattere subito in un time out. Non funziona, e la Dinamo che si mette a pigliarci da tre, fino al -6, ricorda sinistramente alla Virtus cosa accadde a Trento, da uno stesso +18.

Ultimo giro, dal 66-60. La Virtus affretta i tiri, quasi per levarsi il pensiero. E i primi li sbaglia. Hatcher segna da tre e smazza assist, fino al -1 (68-67). Ribattono Rosselli e Lawson, su due assist di Lafayette e lui, in entrata, va a scrivere il +6. Sul +3, a 6', torna AleGent. Sassari butta occasioni, da vicino a da lontano, anche una Virtus poco lucida e poco centrata riesce a starle davanti. Di 5 con Umeh in transizione, di 7 con lo stesso in tap-in, di 9 con Aradori in contropiede, a 3'17". Pasquini riprova la zona, Lafa la strazia dall'angolo: +10. E +13 di Umeh, dopo una stoppata del Gentile totale da 15 punti, 9 rimbalzi, 6 assist.