DANILO ANDUSIC

(Danilo Anđušić)

Andusic in allenamento (foto Schicchi - tratta dal Resto del Carlino)

nato a: Belgrado (Serbia)

il: 22/04/1991

altezza: 195

ruolo: guardia

numero di maglia: 33

Stagioni alla Virtus: 2012/13

statistiche individuali del sito di Legabasket

 

VIRTUS, ANDUSIC HA TALENTO E TIRO

di Massimo Selleri - Il Resto del Carlino - 14/02/2013

 

Come da noi anticipato, la Virtus Bologna ha ufficializzato l'ingaggio della guardia serba Danilo Andusic. Alto 195 centimetri, classe 1991, ci sono più dubbi su come il suo nome si trascriva dai cirillico serbo ai latino, con una 'j' ballerina che in realtà non dovrebbe esserci nella scrittura occidentale, che sulle sue doti di tiratore. In forza al Partizan Belgrado fino al dicembre del 2012, si è poi svincolato dal club del presidente Danilovic dove era finito fuori squadra per motivi extracestistici che non riguardavano né il suo comportamento né la sua capacità di convivere con i suoi compagni.

Con la squadra delia capitale slava, tra l'altro, Andusic si è aggiudicato il titolo di Mvp 2012 nella finale della coppa serba, dopo aver vinto il campionato europeo under 18 nei 2009 con la propria nazionale. «Tutte le volte che io abbiamo incontrato ci ha sempre fatto il mazzo», commenta Alessandro gentile che, sentito il nome di Andusic, immediatamente ha ricordato una serie di incontri/scontri tra lui e l'esterno serbo. «È un giocatore di grande talento - prosegue il cestista dell'Armani Milano - l'ultima volta che l'ho incrociato con la nazionale azzurra under20 ci stavamo preparando per i campionati europei di Bilbao e anche in quella occasione non ha mancato di farci vedere la sua caapacità di fare canestro».

Andando indietro nel tempo anche Alessandro Ramagli, ora sulla panchina della Tezenis Verona e nel 2009 coach della nazionale azzurra under18, ricorda le potenzialità offensive del giocatore serbo. «Ha tutti i movimenti e tutte le qualità dei tiratore. Doti che ha confermato durante la sua crescita. È un buon giocatore che ha ancora importanti margini di miglioramento». La Virtus ha già avviato tutte le procedure burocratiche per ottenere il visto prima possibile, ma difficilmente l'esterno serbo arriverà sotto le Due torri prima di martedì prossimo. Quando sarà a disposizione, coach Fineiii avrà uno straniero in più da inserire nelle rotazioni, e siccome la V nera non cambierà il suo assetto, questo significa che ci saranno 6 giocatori stranieri per 5 posti e verrà applicato il meccanismo del turnover. Fino a qui gli americani delia Saie3 non hanno brillato e non è detto che un po' di competizione non sia la molla giusta per far scattare motivazioni che sono apparse parecchio congelate nell'ultimo periodo.

 

"VIRTUS, CHE FASCINO"

di Massimo Selleri - Il Resto del Carlino - 27/02/2013

 

Primi giorni con la maglia bianconera per Danilo Andusic. L'esterno serbo è atterrato giovedì scorso a Bologna, ma tra visite mediche e il rinvio della gara con Avellino, causa maltempo, ha svolto solo un paio di allenamenti con i suoi nuovi compagni di squadra. Su di lui è caduta una responsabilità importante, quella di sostituire immediatamente Ricky Minard, anche se inizialmente doveva essere il sesto straniero da ruotare con gii altri cinque.

Ho scelto la Virtus - racconta Andusic - perché è un club con una grande tradizione e con una storia ricca di successi. Inoltre qui sono cresciuti e hanno giocati grandi campioni, tra cui credo che uno dei più famosi sia Danilovic (che proprio ieri ha compiuto 43 anni, ndr). Avevo diverse offerte, ma alia fine ho ritenuto che questa fosse la migliore per il mio futuro.

Che cosa è successo al Partizan Belgrado?

Sinceramente è una cosa che anche io faccio fatica a spiegarmi. La scorsa estate sono stato impegnato con la nazionale nel girone di qualificazione ai campionati europei che si disputeranno a settembre in Slovenia. Quando sono tornato il coach mi teneva in panchina dandomi molto meno spazio rispetto alia passata stagione e a quel punto ho ritenuto fosse opportuno rompere il mio contratto con il Partizan.

ln questo modo, però, lei è rimasto fermo da fine dicembre a fine febbraio. Pentito di un gesto che può essere letto come una alzata di testa?

Non la ritengo una alzata di testa. Per continuare a far parte delia nazionale serba e disputare gii Europei bisogna giocare e con quel tipo di utilizzo avrei fatto fatica a ottenere la convocazione. Avevo bisogno di trovare un club fosse disposto a investire su di me e la Virtus lo ha fatto con un contratto lungo 4 anni.

Avrà già parlato con Alessandro Finelli, il suo ouovo coach. Che cosa le ho chiesto?

Non abbiamo avuto molte occasioni di confronto, anche perché sono arrivato a ridosso della gara con Avellino che poi non si è disputata. Vista la mia lontananza dai campi di basket per così tanto tempo, ha sottolineato come io debba essere pronto il prima possibile, in modo tale da essere al 100 per cento qualora la squadra avesse bisogno di me. È una richiesta che condivido, quando si arriva in una realtà nuova un ambientamento veloce è un fattore fondamentale per poter dare un contributo utile alla squadra.

Cooosce l'attuale situazione della squadra? Che cosa ne pensa?

Siamo a un bivio, se vinciamo le prossime due partite torneremo in corsa per i piayoff, altrimenti dovremo iniziare a preoccuparci per la nostra classifica. Io credo che il nostro gruppo abbia tutte le risorse per rialzarsi e per far bene da qui a fine stagione.

Quali compagni di squadra conosce?

Riccardo Moraschini l'ho affrontato diverse volte nelle varie nazionali giovanili dall'under16 all'under20, ho giocato anche contro Mason Rocca e Angelo Gigli, mentre Peppe Poeta l'ho visto diverse volte in televisione. Quando non mi alieno, mi piace seguire la pallacanestro in tv.

Farà il suo esordio domenica o Biella?

Lo spero. Penso di essere tra i dodici che saranno a disposizione del coach, poi spetterà a lui decidere chi va in campo e per quanto tempo. Dopo tanta attesa, ho voglia di tornare a giocare una partita vera.

SERBO VOSTRO

di Enrico Faggiano – VMagazine – Marzo 2013-11-18

 

Partiamo da un presupposto, senza se e senza ma. Nel basket, il razzismo non c’è, e se qualcuno volesse esserlo è pregato di andare a portare i suoi deliri altrove. Quindi, l’idea che qualcuno sia inferiore ad altri per diritto divino o di nascita – o, peggio, di tasso di melanina – qui non deve albergare. Detto questo, che è banale ma giova ricordare, va anche detto che il discorso deve essere fatto (e qui dai, torniamo un po’ meno seri) al contrario. Ovvero, guai a pensare che la nazionalità di un giocatore sia automaticamente una prova di qualità. Processo mentale che a qualcuno potrebbe anche sembrare ovvio, magari attuando percorsi di ricordi e memorie che, ahi noi, non è che possano sempre arrivare a buoni esiti. E, quando in città si parla di giocatori serbi, tornare con la mente a quel serbo, è più malinconia che altro.

Specie se l’arrivo di Danilo Andusic è quasi concomitante con il compleanno numero 43 di Lui, oggi visto come un’icona di quella Virtus che fum che tanto vinceva, e che oggi sembra lontana, lontana, lontana. Poi è chiaro, se le finanze di un tempo si potevano permettere Predrag Danilovic detto Sasha e oggi questo non è fattibile, non è colpa di nessuno

Ma, intanto, il giro di valzer dei ricordi è stato attuato e nessuno lo potrà fermare.

Santo cielo, dirà qualcuno un po’ più scafato, ma questo porta anche male, ricordando come… Ricordando come in casa Biancoblu qualcuno trovò un video in cui il carneade Drenoavc, appena firmato da Romagnoli e soci, festeggiava l’arrivo a Bologna facendo presente si essere l’ultimo di una serie di serbi che, al netto dell’araldica burocratica, in Fortitudo bene aveva fatto, anni fa: Djordjevic, Vujanic, Jaric, tanto per dire.

Certo, come no, visto e considerato come Drenovac di quegli altri là ha dimostrato di avere in comune solo il passaporto, l’appartenenza al genere umano e niente altro. Tradotto, puoi nahce essere serbo, ma questo non vuol dire diventare, per magia, un fenomeno.

E guai quindi, in Virtus, a credere che Andusic possa, solo perché è serbo (come Lui!), solo perché giocava nel Partizan (come Lui!), solo perché si chiama quasi come Lui, essere un giocatore come Lui. Tutt’latra roba. E, si potrebbe anche tristemente pensare, se così non fosse non sarebbe arrivato in Virtus, oggi che le dinamiche economiche non sono esattamente quelle di venti anni fa.

Danilo Andusic, sia chiario, non è Danilovic, e nemmeno jaric, e non è che ci volesse il genio del basket per dirlo. Nato cestisticamente nell’Hemofarm, nel 2009-17 ha giocato in prestito al Mega Vizura (quasi 11 di media), per poi tornare a casa e, nel2011-12, finire nel Partizan come tutti quei giocatori che, forse chissà , un ufturo davanti ce lo potrebbero avere.

Eppure le cose non sono andate benissimo, per il Nostro: 3 punti scarsi di media in Eurolega, tra l’anno scorso e questa stagione, e nemmeno in Adriati clEahue grandi occasioni per mettersi in mostra, fino alla decisione di salpare le ancore e guadare il mare fino a Bologna, che altri serbi – altri serbi , appunto – ha saputo valorizzare. 22 anni da fare ad aprile, e l’addio al partizan arrivato a fine 2012:

Non so cosa sia successo – ha detto il giocatore all’arrivo a Bologna – ma dopo le qualificazioni agli Europei di qeus’estate (dove il ragazzo non è andato malissimo, 7 punti di media e il 46% da 3) il coach al Partizan non mi ha più dato spazio, e a questo punto è stato opportuno salutare. Voglio far parte della nazionale serba, giocare gli Europei, e per questo serve qualcuno che investa su di me e che mi faccia giocare, per poi ottenere la convocazione.

Insomma, ricerca di spazi, in un ommento in cui la Virtus ha bisogno di tutto per risalire la china, anche di questo ragazzo coetaneo di Moraschini che in queste ultime partite di stagione, e per le prossime annate, dovrà non diciamo di riuscire a seguire le orme del suo quasi omonimo (troppa grazia), ma almeno dimostrare che qualche scelta, in Arcoveggio, la si può anche azzeccare, ogni tanto.

C’è poi l’effetto compagna, dato che in rete sono girate, nelle ore successive alla firma, foto non tanto delle evoluzioni atletiche del ragazzo, quanto della sua dolce metà, che tanto male non è, anzi. Jelena, il suo nome, diventata subito una star del web in attesa, chissà, di diventare una delle sagome più osservate e fotografate del parterre bianconero.

Poi chiaro, i gusti sono gusti – a chi scrive, tutto sommato, non fa né caldo né freddo, ma c9’ chi gli piace la crema e chi la cioccolata, chi la fragola e chi la menta – ma qui nasce la classica disquisizione sul fatto che avere bellezze al proprio fianco non aiute le prestazioni atletiche. Poiché, si presume, che gli allenamenti casalinghi, con cotanto splendore accanto, siani infiniti, e le compagne sempre pronte alle battaglie in orizzontale (ma anche in verticale, in diagonale, non poniamo limiti alla fantasia). Sfatiamo il mito, perché ci sono bellezze che sembrano uscite da ghiacciaie e – grazie al cielo – soggetti normali a cui il gioc a due piace tantissimo.

Per cui se Danilone alla fine non renderà come si spera, non diamo la colpa a potenziali sforzi extrasportivi: e se poi così fosse davvero, vagli te a dare torto.

 

DANILO ANDUSIC UFFICIALE A BILBAO

www.bolognabasket.it - 23/08/2014

 

Nel giorno in cui Viktor Gaddefors firma a Mantova la Virtus saluta anche un altro giocatore che fino a poco fa era sotto il controllo bianconero, uno degli ultimi retaggi della precedente gestione societaria. Danilo Andjusic ha firmato infatti un contratto biennale con il Bilbao Basket, pertanto bisogna dedurre che fosse libero da vincoli contrattuali con le Vu Nere.