IAN VAN BREDA KOLFF

(Jan Michael van Breda Kolff)

Il coach in panca e il coach in campo

nato a: Palos Verdes (USA)

il: 16/12/1951

altezza: 200

ruolo: guardia/ala

numero di maglia: 9

Stagioni alla Virtus: 1983/84 - 1984/85

statistiche individuali del sito di Legabasket

biografia su wikipedia

palmares individuale in Virtus: 1 scudetto, 1 Coppa Italia

 

CHIEDETE, CHIEDETE. QUALCOSA RESTERA'

(parte di un articolo sulle richieste, più o meno fantasiose, dei giocatori americani in Italia) di Luigi Parodi - Giganti del Basket - Novembre 1984

 

(...)

La più recente è quella di Jan Van Breda Kolff, confermato per la stagione 1984-85 dalla Granarolo Felsinea di Bologna. Il giocatore è sposato e ha due figli che da quest'anno dovrebbero cominciare gli studi. Il desiderio di papà e mamma è di dare loro un insegnamento in sintonia con quello delle scuole americane, anche perché una volta terminata l'esperienza italiana, la famiglia rientrerà negli Usa dove i piccoli Van Breda Kolff dovranno inserirsi nella scuola locale. Il problema è che a Bologna non c'è una scuola americana come a Milano o a Roma, sicché l'alternativa era di mandarli alla scuola italiana. Quello dell'educazione dei figli è un problema serio per gli americani che vengono in Italia. Lello Morbelli, general manager della Jollycolombani Cantù dice che se le trattative per confermare Brewer sono andate male, un certo peso l'ha avuto anche il disagio che avrebbe dovuto affrontare per mandare i suoi piccoli a scuola da Cantù a Milano tutti i giorni.

La famiglia Van Breda Kolff ha risolto il caso portandosi dagli Usa un "teacher", un insegnante. Il quale viene pagato dal giocatore, non dalla società. A quest'ultimo è stato chiesto invece di trovare un appartamento per sistemarlo a Bologna. "Non ho trovato niente di particolarmente strano", dice l'avvocato Porelli, "nella richiesta di Van Breda Kolff. E ho trovato anche abbastanza facilmente la soluzione del problema; infatti gli abbiamo dato uno dei mini-appartamenti della società, cinquanta metri quadrati. Sono appartamenti che in genere servono a sistemare i giovani o comunque giocatori della squadra che non sono di Bologna o che non è certo che si fermino a lungo nella nostra città. Ho aderito di buon grado alla richiesta dell'americano prima di tutto perché il suo mi sembra un problema serio e non una stramberia come qualcuno ha voluto farla figurare. In secondo luogo, come dicevo, perché la società aveva la soluzione pronta. Sinceramente non credo da parte mia di aver favorito richieste o atteggiamenti strani dei giocatori americani con i quali ho avuto a che fare. Ricordo di aver perso parte, per conto della Reyer Venexia, alle trattative per portare in Italia un grande campione come Spencer Haywood, che certamente è anche un personaggio estroso. Ma anche in quell'occasione ricordo che nel contratto di parlò di soldi e basta. Non c'erano clausole particolai. Se poi una volta a Venezia la società si è trovata di fronte ad altri problemi, non se so nulla".

L'avvocato Porelli è saggio e magari anche fortunato. Ma a volte capita di dover affrontare anche argomenti contrattuali ed extra-contrattuali che mettono un po' in imbarazzo.

(...)

Van Breda Kolff in entrata

POCO PLATEALI, MA DI SOSTANZA

di Claudio Limardi - Superbasket - 21/03/1985

 

(...) Cominciamo col parlare di Van Breda Kolff, osservando il caso della Granarolo, la sua squadra, che è riuscita a salire nuovamente sul gradino più alto del podio del nostro campionato quando, per l'appunto, ha sostituito il solista Fredrick con il "collante" Van Breda Kollf, un giocatore, un uomo d'ordine che ha saputo fungere da "trait d'union" fra la cabina di regia e il reparto degli avanti, facendo divenire un autentico collettivo una formazione che in passato era apparsa troppo frequentemente priva del necessario amalgama.

Certo, erano diversi anni che la Granarolo non toccava determinati fondali della classifica a stagione avanzata, ma adesso, in vista dei play-offs, sta prepotentemente risalendo la china, grazie soprattutto a Van Breda, un giocatore che non si è mai perso d'animo, sputando sempre sangue, com'è suo costume, nonostante le condizioni fisiche non ottimali.

Van Breda Kollf marcato da Antonello Riva