STAGIONE 1951/52

 

 

Gambini, Dino Zucchi, Bersani, Ferriani, Vannini, Carlo Negroni

Rapini, Bencivenni, Ranuzzi, Battilani

 

Virtus Bologna

Serie A: 2a classificata su 12 squadre (17-22)

 

FORMAZIONE
Gianfranco Bersani (cap.)
Giuliano Battilani
Elvio Bencivenni
Sergio Ferriani
Germano Gambini
Carlo Negroni
Renzo Ranuzzi
Luigi Rapini
Venzo Vannini
Umberto Villani
Saymour Wiener
Nino Zacchi
Dino Zucchi
Riserve: Sandro Carestia, Paolo Occhialini, Paolo Zacchi
Solo amichevoli: Giuseppe BenchimolPaolo Guidastri, Giorgio Lanzarini, Giancarlo Marinelli, Franco Montagnani, Alfredo Savigni, Carlo Bontempi (in prestito dalla Victoria Pesaro), Rino Di Cera (in prestito dal Gira Bologna), Pier Luigi Fornasier (in prestito dalla Reyer Venezia) Giulio Geroli (in prestito dalla Reyer Venezia), Pietro Girardo (in prestito dalla Reyer Venezia), Carlo Muci (in prestito dal Gira Bologna), Carlo Pensalfini (in prestito dalla Victoria Pesaro)
 
Allenatore: Venzo Vannini poi Amerigo Penzo

 

Partite della stagione

Statistiche individuali della stagione

Giovanili

Tratto da "Virtus - Cinquant'anni di basket" di Tullio Lauro

 

Nel 1952 lo scudetto rimane a Milano al Borletti, dove esordisce, ragazzino, un altro nome che diverrà celebre: Sandro Gamba. La Virtus si riporta la secondo posto, avendo recuperato il figliol prodigo Ranuzzi, potendo contare sullo studente universitario americano Saymour Wiener e sugli esordienti Battilani e Gambini, In quella stagione fu epico lo scontro al Palazzo del Ghiaccio di Milano tra Virtus e Borletti, davanti a migliaia di persone che delirarono per una delle più belle partite di quegli anni, terminata con un punteggio, per l'epoca altissimo, di 64-52 per i milanesi. In tutto 5 sconfitte per i bolognesi contro le 3 dei milanesi di Bogoncelli, con 1031 punti all'attivo (46,8 di media) e 876 al passivo (39,8 di media).

Nella classifica dei marcatori spadroneggiano Stefanini e Romanutti, mentre al 3° posto c'è il virtussino Rapini con 283 punti (12,8 di media).

 

LA SALA BORSA SI FA STRETTA

Tre ad alta quota: anche l’Oare si affaccia alla Serie A

Tratto da “I Canestri della Sala Borsa” – Marco Tarozzi

 

Situazione, alla vigilia del campionato ’51-52: Milano adesso vince gli scudetti, Roma è sempre ai vertici, Varese e Pesaro sono realtà in divenire. Ma Bologna è l’unica città del basket a presentare tre squadre ai nastri di partenza del massimo campionato: Virtus, Gira e Oare. La Sala Borsa diventa un incrocio di derby. Non è solo gloria, naturalmente: tre squadre in Serie A diventano un bel problema organizzativo, e sul campo di via Ugo Bassi iniziano turni quasi sfibranti per allenarsi e certe partite devono essere giocate al sabato sera o addirittura alla domenica mattina.

Ranuzzi torna a casa Virtus in quell’estate e si porta dietro Battilani. Una querelle: il Gira la prende malissimo e inizialmente si rivolge alla Fip, che blocca il trasferimento. In campionato la Virtus se la gioca, al solito, con Milano per tutto il campionato, e all’ultima giornata arriva la sfida diretta al Palaghiaccio, tana del Borletti che un punto di vantaggio. Praticamente una finale. Il fattore campo premia ancora una volta i milanesi: 64-52 e terzo scudetto di fila. La Virtus di capitan Bersani si batte e si sbatte, ma deve capitolare. Una consolazione dal nuovo Ct della Nazionale, vecchia conoscenza: Giancarlo Marinelli, chiama alle Olimpiadi di Helsinki Ferriani, Rapini, Ranuzzi e Dino Zucchi. Il Gira oltre a Ranuzzi e Battilani ha perso “Gino” Strong, diventato Ct della Nazionale svizzera. Si attrezza con Presca, Flamini e Lelli, allenatore-giocatore. Ma soffre per buona parte della stagione. Vince il primo derby dell’annata con l’Oare, 36-31. “Rari i momenti di bel gioco, scarse le emozioni”, secondo le cronache dell’epoca. Andrà peggio al ritorno, quando un Gira in preda alle tensioni sarà sconfitto (41-31) dalla matricola della città. Senza contare che con la Virtus è ancora 0 a 2: 36-32 e 48-37 per Bersani e compagni. Si riprenderanno nel finale, gli arancioni: un calcio alle polemiche e sesto posto a pari merito con l’Itala Gradisca. L’Oare saluta la Serie A a fine stagione, undicesimo su dodici. A Varese, nella partita d’esordio, aveva debuttato con il botto. Anzi, con le botte: rissa in campo e sugli spalti, una rarità per l’epoca.

 

RANUZZI FIGLIOL PRODIGO (CON BATTILANI)

tratto da "Il Mito della V Nera" 1871-1971 di A. Baraldi e R. Lemmi Gigli

 

Alle XV Olimpiadi in terra finlandese la Virtus è presente con un poker di cestisti: Sergio Ferriani, Renzo Ranuzzi (tornato all'ovile dopo la parentesi girina), Luigi Rapini e Dino Zucchi. E non soltanto con essi, giacché della carica di Commissario Tecnico era stato investito sin dall'inizio di stagione Giancarlo Marinelli, la maggior gloria della pallacanestro virtussina, facendo così pendant con Achille Baratti, già da tempo commissario unico della femminile. Ma a Helsinki purtroppo la Nazionale non riesce ad essere la vera espressione del nostro gioco (che ha già attinto livelli considerevoli) e l'avventura azzurra si chiude malamente in fase di qualificazioni, deludendo le  molte speranze fiorite in aprile attorno ad un Trofeo Mairano magistralmente vinto dai nostri portacolori.

Aprile aveva anche concluso la lunga e appassionante vicenda di un campionato vissuto, interamente, si può dire, del dualismo Virtus-Borletti. Un motivo già tradizionale e che per diversi anni ancora caratterizzerà, a livelli sempre più alti di agonismo, la disputa tricolore. Il ritorno di Ranuzzi, come si è visto, ha dunque rilanciato la Virtus. E con lui riapproda ai vecchi lidi un altro ex di ritorno, Giuliano Battilani, il "marine", sino a ieri colonna del Gira, mentre affluiscono le giovani promesse Gambini e Bencivenni, prelevati dalla locale Liberta. Inoltre viene inquadrato lo studente americano Saymour Wiener e, in sostituzione di Dario Zucchi costretto a dare forfait per un incidente di gioco, si rivede l'anziano Venzo Vannini che, anzi, in collaborazione con Franco Lodoli, si accolla la direzione tecnica della squadra, fintanto che questa non viene affidata, nella parte conclusiva del torneo, al veneziano Amerigo Penzo. Il sestetto principale naturalmente è costituito da Bersani, Ferriani, Rapini, Ranuzzi, Negroni e Dino Zucchi, la cui perfetta fusione di gioco garantisce alla Virtus una bella partenza lanciata. Il girone d'andata (due sole sconfitte a Gradisca e Roma) si conclude in Borsa con una sonante vittoria 49-35 sui campioni del Borletti, raggiunt così in vetta alla graduatoria. Poi soprattutto la grande regolarità interna (tutte vinte in casa) consente alle V nere di mantenere i contatti con i lanciatissimi milanesi.

Si arriva così all'ultima giornata con le due squadre separate solo da un punto e lo scontro diretto, al Palazzo del Ghiaccio di Milano, assurge praticamente al valore di una finale. La Virtus si batte al meglio delle proprie forze, ma non riesce a rovesciare lo svantaggio del fattore campo né a contenere la complessiva superiorità degli antagonisti. In ogni caso partita memorabile - lo dice anche il risultato 64-12 - che corona degnamente un campionato di prim'ordine. La Virtus accetta il ruolo di vice-campione, senza cioè le recriminazioni che avevano accompagnato la sua abdicazione di due anni prima. Inoltre piazza ancora Gigi Rapini al terzo posto assoluto tra i tiratori (283 punti, esattamente come nel 50-51) dietro al prestigioso tandem Stefanini-Romanutti, mentre anche Ranuzzi (208 p.) è compreso fra i dieici migliori. Altro motivo di soddisfazione la vittoria nel secondo tornea Coppa Città di Bologna , organizzato dalla nostra società in Sala Borsa le sere del 20 e 21 febbraio con la partecipazione di una Selezione Svissera, degli American Tigers e del Club de Futbol Barcelona, vincitore della prima edizione, su cui la Virtus, trascinata da un grande Ferriani, si prende una netta rivincita nell'incontro decisivo: 54-44.

Un altro trofeo internazione la Virtus va a vincerselo in giugno a Mentone (31-30 in finale sul Semailles belga) arrivando poi seconda a Bruxelles nel torneo del Centenario con una formazione messa insieme coi prestiti di Muci e Di Cera (Gira), Pesalfini e Bontempi (Pesaro), Fornasier, Geroli e Girardo (Reyer). A quel tempo infatti i titolari virtussini sono quasi tutti assorbiti dalla preparazione olimpica che poi come abbiamo visto, si risolve nel fiasco di Helsinki. Molto meglio la Nazionale vittoriosa a Milano nel Trofeo Mairano col concorso di Ferriani, Ranuzzi e Rapini. Dal canto loro Carlo Negroni e Dino Zucchi avevano partecipato all'inizio di stagione (ottobre 1951) alla spedizione italiana ai Giochi del Mediterraneo ad Alessandria di Egitto (Italia terza). Poi anche capitan Bersani aveva indossato la sua 24a maglia azzurra in Francia-Italia a Parigini, assieme a Ferriani, Ranuzzi e Rapini, quest'ultimo rimpiazzato successivamente da Dino Zucchi nell'incontro col Belgio a Bari. Nel quadro dell'attività internazione 1951-52 anche due amichevoli della Virtus in Sala Borsa contro l'Olympique Marsiglia (vittoria per 55-48) ed il Partizan Belgrado (senza Rapini, sconfitta per 54-38).

Intensa l'attività delle formazioni minori affidate alla cura di Giuseppe Palmieri: la squadra B con Paolo Zacchi, Benchimol, Costa, Nino Zacchi, Occhialini, Chelli, Carestia, Benati, Villani e Parisini in lizza nel campionato di Serie C; la squadra juniores con Comastri, Carpani, Verasani, Pini, Guidastri, Baietti, Cuppini, Di Sandro, Pozzati, Breviglieri, Ferrari e Concetto, campione emiliana al pari della squadra allievi. Costernazione infine in tutto l'ambiente cestistico per la dolorosa scomparsa di Luciano Martini, giocatore dell'OARE cresciuto nella squadra ragazzi della Virtus. In sua memoria il 7 febbraio viene allestita in Borsa una partita fra una Rappresentativa Bolognese (comprendente Bersani, Battilani e Dino Zucchi) ed il Pesaro, vinta 51-32 dalla prima.