MICHAEL UMEH

(Michael Daniel Chukwuma Umeh)

 

Umeh in lunetta

(foto tratta da www.virtus.it)

nato a: Houston, Texas (USA)

il: 18/09/1984

altezza: 187

ruolo: guardia

numero di maglia: 3

Stagioni alla Virtus: 2016/17

biografia su wikipedia

 

MARCO SPISSU

 

 

 

nato a: Sassari

il: 05/05/1995

altezza: 184

ruolo: playmaker

numero di maglia: 0

Stagioni alla Virtus: 2016/17

statistiche individuali

 

 

LA PRESENTAZIONE DI MICHAEL UMEH

tratto da bolognabasket.it - 06/09/2016

 

Nel museo Virtus all’interno della Unipol Arena è stato presentato Michael Umeh.
Ecco le parole degli intervenuti:

Julio Trovato – Presentiamo un giocatore di indiscusse qualità tecniche e persona di spessore che si inserisce in un gruppo di persone vere. E’ stata un’operazione lunga, lui era impegnato con le Olimpiadi, e aveva l’ambizione di giocare in una prima divisione. Ringrazio tutti, chi ha avuto la pazienza di aspettare e non si è fatto prendere dalla frenesia, il nostro AD, il CDA e tutta la società Virtus. Abbiamo fatto un ottimo gioco di squadra.

Michael Umeh – Sono felicissimo di essere qui, sono onorato di giocare in un club con una grande storia. Conosco molto bene l’allenatore, e sono felice di fare parte di questa squadra.

Le presenza di Ramagli è stata fondamentale per la scelta? Sì, è stato un fattore importante, lo conosco bene, ci siamo sentiti prima che io firmassi. Ho un bel ricordo di quella stagione a Verona, probabilmente la migliore della mia carriera.

Inizialmente cercavi offerte dal piano superiore. Venire in Virtus è un po’ come andare in serie A? Tutti i giocatori puntano a giocare al miglior livello possibile, e io dopo le Olimpiadi puntavo a un livello superiore. Quando si è presentata l’offerta della Virtus però ho accettato, sia per la presenza di coach Ramaglia, sia perchè da come mi è stata prospettata la considero una grande opportunità, per me e la mia famiglia.

Sarai la prima punta della squadra? E’ importante che la squadra lavori di gruppo, io porterò esperienza e conoscenza della pallacanestro all’interno del gruppo, che mi sembra già coeso.

L’esperienza alle Olimpiadi? E’ stata una grande esperienza, giocare al livello più alto. Non riesco a spiegare che cosa ho provato, ero affascinato come un bambino a vedere il villaggio olimpico.

La tua storia? Sono nato a Houston, i miei genitori sono arrivati lì dalla Nigeria, mio padre nel 1979, raggiunto due anni dopo dalla mamma. Ho sempre vissuto a Houston, ma andiamo spesso in Nigeria.

Il tuo modello? Michael Jordan, come tutti quelli della mia età, e poi Penny Hardaway.

Quanta differenza c’è tra il basket europeo e quello americano? In America il livello fisico è nettamente superiore, in Europa è la tattica a fare la differenza.

Qualcuno ti ha parlato del derby? Conosco un po’ la storia della rivalità tra le due società, sarà una grande opportunità giocarlo, e ovviamente lo farò per vincere.

Sugar Ray Richardson è stato un altro giocatore texano che qui ha lasciato il segno. Onestamente non lo conosco, mi documenterò sui giocatori che hanno fatto la storia della Virtus.

Il numero? Giocherò col 3, il numero che avevo quando ero al college.

Nel reparto esterni della Virtus ci sono tanti giovani. Spero di aiutarli con la mia esperienza, di insegnare loro cosa vuol dire essere professionisti e di contribuire al loro miglioramento.

MICHAEL UMEH: IL NOSTRO OBIETTIVO È CERCARE DI ESSERE COMPETITIVI PER TORNARE IN SERIE A. MI APSETTO DI ESSERE TRA I TOP TEAM

tratto da bolognabasket.it - 19/09/2016

 

Michael Umeh è stato intervistato da Luca Aquino sul Corriere di Bologna.
Ecco le sue parole:

La guardia, che ha compiuto 32 anni proprio ieri, è la prima punta dei bianconeri: Ho fiducia in me stesso e vedo che anche gli altri ne hanno. Mi prenderò delle responsabilità nei momenti cruciali delle partite, l’ho fatto per gran parte della mia carriera. Più si alza la posta in palio e più mi piace giocare. Segnare il canestro vincente o fare la giocata decisiva è qualcosa che sogni fin da bambino quando giochi in cortile.

Come procede il suo inserimento in questa Virtus? Mi trovo a mio agio. Conosco il modo di giocare di Ramagli mentre fra i compagni ho giocato con Ndoja, un buon giocatore che prende sempre le decisioni giuste.

Prima dello stop con Verona, la preseason della Virtus era stata perfetta. Vogliamo essere una squadra vincente e siamo più avanti rispetto a dove pensavamo. Ora sarà importante mantenersi su questi livelli e poi cercare di migliorare il più possibile.

Si è presentato dicendo che deve completare, con Ramagli, il lavoro interrotto a Verona due anni fa quando non arrivò la promozione. È questo l’obiettivo? Il nostro obiettivo è cercare di essere competitivi per provare a tornare in Serie A. La Virtus ha una storia prestigiosa e sono sicuro che nessuno sia contento della discesa in A2. Mi aspetto di essere fra i top team.

Sembra molto preparato sul passato di questo club. Ho fatto molte ricerche e ne ho sentito parlare molto. La cosa che mi ha più impressionato sono i tanti successi la cultura vincente di tutta la gente che ha a che fare con la Virtus. Noi speriamo di prolungare questa tradizione di vittorie in questa stagione.

Come è stata l’esperienza a Rio? Capita una volta nella vita. Era il mio sogno e sono riuscito a realizzarlo e si è trattato del momento più alto della mia vita sportiva.

Nel villaggio ha familiarizzato con qualche atleta di altri sport? Ho visto leggende come Phelps o Simone Biles, è bello essere a contatto con i migliori atleti del mondo.

Com’è il suo rapporto con la Nigeria, dalla quale i suoi genitori si sono trasferiti a Houston a inizio anni ’80? La Nigeria è casa, da bambino ci tornavo con i miei genitori. Mia moglie è nigeriana, la prossima estate ci torneremo perché ho molti parenti là e voglio fare conoscere a mia figlia i suoi nonni.

A Houston è cresciuto negli anni dei due titoli NBA. Sono stati i migliori anni nella storia del basket della città. I Rockets erano guidati dal miglior giocatore nigeriano di sempre, Hakeem Olajuwon. Per me è stato un modello.

Bologna è sinonimo di derby con la Fortitudo. La sfida torna dopo 7 anni. Ne ho sentito parlare molto e so quando sia alta la rivalità. Quelle sfide saranno fra i momenti più importanti della stagione, non vedo l’ora di viverle e mi sto preparando per questo. Vogliamo fare felici i tifosi.

Umeh vola a canestro (foto tratta da bolognabasket.it)

UMEH: OBIETTIVO PROMOZIONE? CERTO, ALTRIMENTI COSA SONO VENUTO A FARE?

tratto da bolognabasket.it - 29/10/2016

 

Micheal Umeh è stato intervistato da Stefano Brienza su Stadio.
Ecco le parole dell’esterno bianconero:

Mi sento molto bene. Sono arrivato qua con la forma derivante dalle Olimpiadi e ho cercato di mantenere la condizione. Negli ultimi due anni ho giocato tante, tante partite, e in qualche modo bisogna sempre tenersi in forma, essere pronti a giocare sempre. Sono due estati che non riposo, ma prendendosi cura di se stessi e del proprio corpo non è un problema.

A 32 anni tanti giocatori iniziano a saltare allenamenti, a gestirsi. Mi è capitato un paio di volte, quando ero appena arrivato, ma solo perchè avevo dei problemini. Ancora non sono arrivato a quella fase, fortunatamente. Merito di dieta e fitness: devi sentirti bene quando performi. La mia personale chiave è riposare bene di notte. La seconda mangiare bene. Con queste basi mi sento sempre pronto.

A proposito di mangiare bene, come va a Bologna? Non sono ancora riuscito a provare molto cibo bolognese, ciò che ho assaggiato finora è ottimo. Non sono ancora del tutto cementato anche se mia moglie e mia figlia sono qui con me. Sono riuscito a visitare il centro ed è molto, molto bello. E non solo quello. Sicuramente è una delle città più belle da vedere nelle quali ho giocato.

Che non sono poche. Esatto. Non è un riconoscimento scontato.

Il gruppo ha appena subito la prima sconfitta ufficiale. Come l’avete presa? Se vogliamo essere onesti, domenica ci hanno preso a schiaffoni in faccia. Sì, l’hanno fatto. So che ci sono tante aspettative per questa squadra, ma è presto, mi aspetto di perdere partite. Perdere è utile, soprattutto all’inizio di un percorso. Ti fa capire più o meno dove sei, su cosa devi lavorare. Si può imparare tanto. In particolare per i ragazzi più giovani. Se vuoi vincere un campionato o comunque essere al top devi imparare a essere disciplinato per trovare consistenza.

Quindi l’obiettivo è quello, il titolo, la promozione? Certo, altrimenti cosa sono venuto a fare? Credo che il mio record in seconda divisione in Spagna e Italia sia ottimo, le mie squadre sono quasi sempre andate bene. Quindi non mi aspetto altro.

E dalla sua esperienza la Virtus che credenziali può avere in questa A2? Siamo in una fase in cui chiunque può battere chiunque e i veri valori non sono ancora del tutto definiti. Andando verso gennaio ci saranno 3-4 squadre che naturalmente si staccheranno e dimostreranno alla lunga di essere le migliori. Noi vogliamo essere una di quelle.

Oltre a vincere si pensa a crescere i giovani, che possono imparare da voi veterani. Il futuro è luminoso per questi ragazzi. Mi danno l’impressione di essere precoci, più avanti di quello che ci si aspetterebbe alla loro età. Anzi, mi ha sorpreso quanto già sappiano di basket e possano dare in campo. Sono felice di poter dare loro una mano mentre acquisisono esperienza.

Ma chi è il miglior tiratore? Spissu, Penna, Umeh… Miglior tiratore? Non scherziamo neanche (ride, ndr)… Non ho bisogno di rispondere, lo sapete già.

Dopo tre gare da 57% da tre, ha tirato 2/8 contro Ravenna. Un caso? Stavo tirando bene, mentre domenica ho sbagliato anche vari tiri aperti. Vorrei che non capitasse mai, ma nel corso di una stagione capita. Ma è un gioco di squadra, se un giorno non entra aiuterò i compagni più in vena.

Cosa va aggiustato dopo la prima sconfitta? In settimana ci siamo concentrati molto sulla difesa. Ravenna ci ha proposto un basket molto intelligente, fatto di scelte giuste e ponderate. Finora non ci era mai capitato su questi livelli, ci hanno sorpreso. E ci sarà chi farà tutto questo ancora meglio. E’ stata una lezione importante, che ci spinge a salire di livello.

Cosa sapete di Ferrara? Ho giocato contro entrambi gli americani sia in Italia che in Israele, sanno essere determinanti. Roderic è uno che cambia le partite. Sarà un bel test.

DERBY, UMEH: "MAI VISTA UNA PARTITA COSÌ. CLIMA E INTENSITÀ SENZA PARAGONI"

L'uomo decisivo: "Mi parlavano del'98 da sei mesi, giornata che passa alla storia"

tratto da corrieredibologna.corriere.it - 07/01/2017

 

«Ragazzi che partita. Che ambiente. Che energia. Me l’avevano detto ma non ci credevo. Fantastico». Michael Umeh è l’ultimo a uscire, si sistema con calma l’orecchino seduto nello spogliatoio ormai vuoto e tranquillo.

Qualche minuto prima, attraverso la porta chiusa, si sentiva distintamente tutta la squadra urlare «chi non salta è Fortitudo» come nelle grandi, grandissime occasioni. Il derby di A2 non l’ha vinto il primo che passa, ma uno che ha giocato da poco un’Olimpiade e vinto un oro ai Campionati Africani del 2015: dei 24 giocatori quello con il pedigree internazionale più prestigioso. «Non posso fare confronti. L’Olimpiade, il titolo con la Nigeria, sono una cosa completamente diversa, troppo importante per la mia carriera. Parlo di basket di club, sono professionista da dieci anni, ho girato il mondo, ma un rivalità così, un’intensità così, per una partita di regular season è una cosa pazzesca. No, non mi era mai capitato, mi aspettavo qualcosa del genere ma non così. Sì, lo metto al primo posto della mia carriera, mai vissuto una vittoria del genere. È abbastanza assurdo ma è così».

Canestro e fallo col primo pallone del supplementare. Il derby forse l’ha vinto lì: aveva sbagliato l’ultimo pallone dei regolamentari, ma è andato dentro a segnare e prendere fallo da Knox, spedendolo nelle fauci di Boniciolli, inferocito col suo centro. Oppure l’ha vinto con la tripla dell’82 pari, a rispondere a quella di Candi in un momento in cui l’inerzia stava per l’ennesima volta girando verso la Effe. O forse l’ha vinta con la seconda tripla dell’overtime, 87-85. Insomma l’ha vinta tre volte. «La partita ha cambiato padrone moltissime volte. Impossibile dire quale azione l’ha deciso, ce ne sono state troppe. Io me ne ricordo anche un paio di Spizzichini, un canestro nei regolamentari e una difesa nell’overtime ».

Umeh però ci ha messo 9 punti nel supplementare dei suoi 29, in 39 minuti in campo, 5/11 da due, 5/10 da tre, 4/5 ai liberi. L’mvp del #104 è il nigeriano di Houston, non si discute. «Di questo derby ho sentito parlare per mesi. I tifosi, il coach, i ragazzi, tutti lo volevano vincere. Mi hanno tanto parlato di questa sfida dal primo giorno in cui ho messo piede a Bologna, quella del ‘98 l’avrò sentita nominare mille volte. Non so questa vittoria a che punto si piazzi, nella storia del derby. Credo comunque molto in alto».

 

UMEH: "POSSO ESSERE LA GUIDA DI QUESTA SQUADRA E MI PIACEREBBE RESTARE"

tratto da bolognabasket.it - 14/01/2017

 

Dopo il gol di Piacenza, e dopo la prova nel derby, Luca Muleo di Stadio ha sentito Michael Umeh.

“Avevo il pallone tra le mani e la possibilità di fare la cosa giusta. In quei momenti hai poco tempo per pensare ad altro”.

Due volte in tre giorni, non capita sempre. “Non so se sto vivendo un momento magico. Non me lo chiedo mai. Io cerco sempre di fare quello che occorre per vincere le gare, e anche in queste due occasioni mi sono comportato come ho creduto fosse giusto”..

Quasi 18 punti a partita col 42% da tre. Sta succedendo di nuovo con Ramagli, come a Verona, una delle stagioni migliori della sua carriera. Qual è il segreto del feeling speciale che c’è con l’allenatore? “Credo si tratti di rispetto e fiducia. Sento fortissimi questi sentimenti nei suoi confronti”..

Se l’aspettava una Virtus così in alto dopo metà stagione? “Se penso a quelli che erano gli obiettivi iniziali del gruppo, dico di sì. Mi aspettavo che fossimo competitivi. Lavoriamo duro ogni giorno e abbiamo costruito un buon progetto, qualcosa in cui crediamo davvero”.

Crederci è alla base delle dieci vittorie consecutive. Eppure le ultime tre non vi hanno soddisfatto, perché vi siete espressi al di sotto del vostro standard. Che segnale è in questo momento? “No, non è un buon segnale in realtà. Ma quello che ci trovo di positivo è che tutti noi abbiamo la possibilità di vedere bene anche le cose che non sono andate per il verso giusto, e in questo modo possiamo fare di tutto per migliorare le nostre prestazioni”.

A Bologna che casa ha trovato? “Amo questa città. Davvero, non potevo trovare un posto migliore. Appena posso vado a fare belle passeggiate in centro, mi piace l’ambiente e l’atmosfera. E devo dire che ovunque mi fermi trovo sempre un buon piatto di tortellini. Ho imparato ad amarli, ne vado pazzo”.

Sta dimostrando di essere il leader di questo gruppo. E’ un ruolo di cui si sente investito? “Sì, mi sento in grado di essere una guida per questa squadra. E la cosa bella è che nel nostro spogliatoio ci sono veterani che allo stesso modo possono ricoprire questo ruolo nei momenti importanti”.

Le piacerebbe giocare in serie A con questa Virtus? “Non mi ci vedo proprio ad andare altrove. Mi piace giocare per questa società e con la V nera addosso, se avranno voglia di andare avanti con me, nel caso le cose andassero per il meglio, mi piacerebbe moltissimo restare qui”.

La promozione è un traguardo possibile? “Il campionato è lungo, tanti fattori possono condizionarlo. Dove potremo arrivare lo sapremo solo strada facendo, e più avanti nel tempo. Ma come ho detto, abbiamo un buon progetto da seguire, e la volontà di seguirlo. Questo è l’importante”.

UMEH: "NONOSTANTE LE NOSTRE DIFFICOLTÀ SIAMO RIUSCITI A FARE BENE. LAVORIAMO PER ESSERE PRONTT AI PLAYOFF"

tratto da bolognabasket.it - 20/04/2017

 

Michael Umeh è stato intervistato dal Resto del Carlino.
Ecco un estratto delle sue parole:

Sulle difficoltà della Virtus in trasferta: Mi sembra che anche i nostri avversari abbiano le nostre stesse difficoltà in trasferta e che questo sia diventato nel girone di ritorno un campionato molto equilibrato. Noi abbiamo avuto qualche problema fisico che ha limitato il nostro rendimento. Quando perdi esci sempre dal campo con il dispiacere, ma poi questo sentimento deve trasformarsi in determinazione per fare meglio durante la settimana e nella gara successiva.

Sui problemi difensivi della squadra. Io non direi che nella partita di Forlì la nostra intensità difensiva non sia stata sufficiente, quello che penso è che da una parte il nostro gioco è stato meno efficace, dall’altra che certe partite se le avessimo giocate in casa le avremmo vinte noi. Oggi siamo secondi in classifica e se vinciamo con Roseto confermiamo questa posizione o saliamo al primo. Questo significa che nonostante le nostre difficoltà siamo riusciti a fare bene e questo non possiamo dimenticarcelo, così come il fatto che abbiamo alzato la Coppa Italia vincendo tre partite in tre giorni.

Sui playoff. Intanto sono qualcosa di diverso rispetto, e non è detto che quella formula sia più adatta a noi rispetto al campionato. Noi lavoriamo per essere pronti sapendo che le sconfitte hanno un peso maggiore. Non parlo di promozione o altro, sappiamo che disputeremo i playoff e passare gli ottavi diventerà il nostro principale obiettivo. Prima però c’è Roseto.
Da noi la gente si aspetta un risultato importante, cerchiamo di accontentarla e poi vedremo che cosa fare.