STAGIONE 1949/50

 

Marinelli, Dino Zucchi, Setti, Ferriani, Rinaldi, Bendandi

Rapini, Bersani, Ranuzzi, Carlo Negroni (foto tratta dal libro "Il mito della "V" nera")

Virtus Bologna

Serie A: 2a classificata su 14 squadre (20-26)

 

FORMAZIONE
Giancarlo Marinelli (cap.)
Mario Bendandi
Gianfranco Bersani
Sergio Ferriani
Carlo Negroni
Renzo Ranuzzi
Luigi Rapini
Rinaldo Rinaldi
Paride Setti
Dario Zucchi
Dino Zucchi
Riserve: Mauro Serrazanetti, Venzo Vannini
Solo amichevoli: Giorgio BenatiGiuseppe Benchimol, Paolo Zacchi, Mario Zaniboni
 
Allenatore: Renzo Poluzzi

 

Partite della stagione

Statistiche individuali della stagione

Giovanili

Tratto da "Virtus - Cinquant'anni di basket" di Tullio Lauro

 

"... nuove esigenze premono su una Virtus che" come scrive Adalberto Bortolotti su Giganti del Basket del mese di aprile di quest'anno "ha fatto sin qui leva sulla forza, sulla classe e l'esperienza dei singoli più che su un'autentica organizzazione... Si afferma l'esigenza di un cambista e intanto lascia la scena Marinelli, a 36 anni dopo un'interminabile e mitica carriera".

La Virtus abdica a favore dei milanesi del Borletti. Il campionato non è limpidissimo, c'è una lunga teoria di polemiche, di recriminazione, di incontri ripetuti. Ma tant'è, lo scudetto prende la via della Lombardia dove rimarrà per un lustro. La Virtus - che ha per la prima volta in Dino Fontana un vero allenatore - è comunque seconda, a soli 2 punti di distanza dal Borletti (il primo abbinamento della storia della pallacanestro italiana) e termina il torneo con 6 sconfitte, 954 punti segnati (36,6 di media) e 759 subiti (29,1 di media). Fra i marcatori i virtussini si inseriscono al 10° posto con 2 atleti classificati alla pari. Ranuzzi e Rapini mettono entrambi a segno 194 punti (7,4 di media).

 

TEMPO DI DERBY

Virtus e Gira: che sfide in Sala Borsa

Tratto da “I Canestri della Sala Borsa” – Marco Tarozzi

 

Nell’estate del ’49 i bolognesi che vogliono mettersi in mostra giocano al campo dei Ferrovieri, in via Serlio, il “Palio cestistico Petroniano”, nato dalla infinita passione di Achille Baratti. La Virtus campione d’Italia aggiunge poco, inserendo Bendandi e la riserva Serrazanetti. Il Gira si rafforza con Bongiovanni e Di Cera, prelevati dall’Assi in Serie C. Le V nere mancano il poverissimo per colpa di un fatale calo di concentrazione. In Sala Borsa, durante la stagione ’49-50, passa solo Varese (32-34), sul campo della quale Marinelli e compagni vanno a pareggiare a tre giornate dalla fine. La giornata successiva si trasforma in un clamoroso autogol, con sconfitta a sorpresa sul campo di Gallarate. Poi il pari con Varese viene annullato per errore tecnico, i bianconeri vincono la ripetizione dell’incontro e all’ultima giornata l’Olimpia Milano viene sconfitta. Troppo tardi: lo scudetto è comunque dei milanesi. Il Gira fa un passo avanti, è quinto nella classifica finale. Ma con orgoglio mette in archivio la vittoria sui futuri campioni d’Italia, ancora imbattuti al momento della sfida. La Sala Borsa è addirittura troppo stretta per contenere la folla delle grandi occasioni: si gioca alla piscina dello Stadio, il Gira vince 38-35 e Bongiovanni va in doppia cifra (10) punti guadagnandosi la maglia azzurra. I derby dell’anno sono ancora marcati V nera: 33-30 all’andata, nonostante l’espulsione di Ranuzzi e dopo quaranta minuti di emozioni forti; 38-29 al ritorno, quando già corre voce del prossimo addio di Giancarlo Marinelli, che si concretizza a fine stagione. Ma quel giorno, Giancarlone si batte come un leone.

 

L'AMARO DI GALLARATE

tratto da "Il Mito della V Nera" 1871-1971 di A. Baraldi e R. Lemmi Gigli

 

Campionato all'ultimo respiro nella pallacanestro. La Virtus, con la stessa formazione campione l'anno prima (nomi nuovi sono quelli di Bendandi e Mauro Serrazanetti che fanno da decimo) tenta il colpo del quinto scudetto consecutivo. Ma la concorrenza si è rafforzata notevolmente in Lombardia dove, oltre ad un Varese ad alto livello, è risorto con Rubini, Stefanini, Sforza, Pagani ed il povero Miliani lo squadrone del Borletti plurititolato degli anni trenta. La lotta si fa subito serrata ed è purtroppo la Virtus la prima a perdere colpi cadendo a Milano, Pavia (un campo che anche in avvenire riuscirà fatale) e anche in Sala Borsa, espugnata 34-32 dal Varese. Al termine del girone d'andata i bolognesi sono in ritardo di 4 punti dal Borletti e di due dal Varese. Ma poi anche le altre accusano battute d'arresto e la Virtus, vittoriosa 38-29 sul Borletti, si riporta sotto. A tre giornate dalla fine la situazione è la seguente: Borletti 38 punti, Varese e Virtus 36. Nella palestra varesina lo scontro diretto fra le due seconde si conclude in un nulla di fatto, 32-32, favorendo così i milanesi che con tre punti di vantaggio hanno via libera. Anche la Virtus si rassegna perdendo nella maniera più scialba la domenica dopo a Gallarate (21-18!). E a questo punto il colpo di scena: la partita di Varese, inficiata da errore tecnico, viene annullata. Nella ripetizione Marinelli e compagni si prendono la rivincita per 26-17, ma si tratta ormai di un risultato platonico e c'è solo da mordersi le mani perché l'ingloriosa partita di Gallarate ha pregiudicato ogni possibilità di raggiungere in testa il Borletti, battuto difatti a Varese nell'ultima giornata (col titolo però già in tasca). Campioni dunque i milanesi e Virtus seconda a pari punti coi varesini, in una scia di polemiche e di recriminazioni interne. Il distacco dallo scudetto insomma non poteva riuscire più amaro.

In ogni caso non si tratta di una stagione negativa anche per la vasta attività internazione della squadra e dei suoi maggiori atleti. Già in precampionato la Virtus compie una tournée in Francia vincendo a Bellegarde e Montbrison e pareggiando a 41 in Alsazia con l'Auboué. Poi grossa partita in Borsa, ospiti i campioni jugoslavi della Stella Rossa surclassati di 15 punti (37-22). A Natale (1949) le V nere sono di scena nel Torneo Internazionale di Bruxelles assieme a Partizan Belgrado, Racing Bruxelles ed Entente Brabançonne. Al termine delle due giornate sono tutte a pari punti con una vittoria e una sconfitta a testa: decide allora la differenza canestri, favorevole al Partizan che ha +8 contro +3 della Virtus che ha battuto la rappresentativa di Brabante per 43-35 e perduto col Racing 33-28. Con la stessa formula belga viene varata in Borsa il 12 e 13 aprile, la 1a Coppa Città di Bologna che impegna separatamente le due squadre di casa - la Virtus e il Gira - contro lo stesso Racing Bruxelles ed il C.d.F. Barcelona. Con i belgi la rivincita è cosa fatta (31-28), ma gli ossi più duri si rivelano gli spagnoli che vincono 46-45 l'incontro risolutivo. Primo quindi in Barcelona, seconda la Virtus, terzo il Racing, quarto il Gira il cui primo tempo col Barcelona (basket scintillante) rimarrà memorabile a Bologna. Dopo il campionato la Virtus batte il C.T.B.B. Nizza (36-23) sul campo aperto di via Maggia, poi vince il Torneo di Ginevra sulle due formazioni locali dello Stade Français e del Servette, infine chiude la sua stagione al Torneo di Barcellona, a metà luglio, riscattando le due sconfitte iniziali contro la Rappresentativa Catalana ed il Borletti con una larga vittoria (35-21) sulla Rappresentativa Madrilena. In campo azzurro Gianfranco Bersani, Carlo Negroni e Luigi Rapini sono con la nuova Nazionale di Van Zandt vittoriosa nel Trofeo Mairano a Napoli e nel Torneo Internazionale di Nizza, mentre Sergio Ferriani e Renzo Ranuzzi si aggregano a Parigi nella partita dominata stavolta dalla Francia (45-32).