BILL EDWARDS

(William Allen Edwards)

Bill Edwards in palleggio

nato a: Middletown (USA)

il: 22/09/1971

altezza: 200

ruolo: ala

numero di maglia: 15

Stagioni alla Virtus: 1998/99

statistiche individuali del sito di Legabasket

palmares individuale in Virtus: 1 Coppa Italia

 

CAZZOLA FINALMENTE CE L'HA FATTA: HA PRESO EDWARDS

tratto da Il Resto del Carlino - 22/01/1999

 

La Virtus l'ha inseguito per un paio di volte, mettendolo addirittura al primo posto tra i nomi sul taccuino. Ma BIll Edwards, 28 anni ad agosto, un passato remoto a Wright State, tre stagioni italiane a Verona, Varese e Roma, una in Grecia con l'Aek, è diventato bianconero quando nessuno più ci pensava. Complice l'infortunio a Danilovic e la quasi certa partenza di Olowokandi. Bill è atterrato ieri a Bologna e oggi, dopo le ultime visite mediche, meterà probabilmente la firma sul contratto che lo legherà alla Kinder fino al termine della stagione, Eurolega esclusa.

Condizionale d'obbligo prima del nero su bianco. Edwards, tatticamente, è proprio l'uomo che, almeno in campionato, serve alla Virtus. Cioè un numero 4 (che può giocare anche 3), un po' quello che era Russ Schoene nella squadra di Bucci che vinse il tricolore nel '94. Ma Bill, tradito da alcune erbe medicinali che lo fecero risultare positivo ad un controllo antidoping nell'aprile dell'anno scorso, è fermo da oltre 9 mesi e, pur giovane, dovrà dimostrare di essere fisicamente a posto. Solo allora, ci sarà l'ufficializzazione e se il contratto verrà depositato in Lega entro le 12 di oggi, Edwards sarà disponibile per il big match di domenica con Varese.

EDWARDS FIRMA E NON GIOCA

Accordo raggiunto ma il nuovo americano verrà tesserato la prossima settimana

di Alessandro Gallo - Il Resto del Carlino - 23/01/1999

 

C'è (si è allenato ieri pomeriggio all'Arcoveggio), ma non giocherà domani (la Kinder non l'ha tesserato entro le 12 di ieri). Ha già firmato, dopo le lunghe e accurate visite mediche. Intant da ieri pomeriggio Bill Edwards, brillantino al lobo sinistro, pizzetto, ed espressione simpatica, ha preso contatto con la nuova realtà, i compagni e il coach Messina - il "moro" è un suo pallino - se l'è preso sotto braccio e l'ha presentato al prof., a Enzo Grandi, che in questi giorni avrà il compito di rimetterlo in sesto, perché Bill non gioca ormai da diversi mesi. Prima di iniziare la seduta con i compagni, però, Bill s'è concesso ai taccuini, ecco il riassunto.

Bill e la Virtus. "Conosco diversi ragazzi, non conosco personalmente Messina, ma so che è un tecnico molto bravo e preparato. Sono sicuro che non ci saranno problemi particolari. La squadra è molto forte, lo sanno tutti, l'organico è di prim'ordine e ho già scambiato qualche parola con il coach. Sono felice che sia Messina ad allenarmi".

Bill e Varese. "La Kinder giocherà contro la mia ex squadra. E la stagione varesina è stata senz'altro la migliore che ho disputato in Italia. Di quel gruppo ricordo bene Pozzecco e Meneghin, che mi troverò ancora di fronte".

Bill e le sue condizioni. "Sto bene, In una o due settimane conto di trovare la condizione migliore. Ho firmato un contratto con la Kinder fino a giugno, ma non so quando potrò giocare, perché l'ultima decisione spetta comunque al club".

Bill Roma e il doping. "Una buona stagione, l'ultima, fino all'incidente. Il doping è stato solo un infortunio. Ho preso qualcosa (ginseng in erboristeria, ndr) che non dovevo prendere, ma l'ho fatto in buona fede. È tutto dimenticato.

VIRTUS, CON EDWARDS SI SDOPPIA

di Luca Chiabotti e Simone Stella - La Gazzetta dello Sport - 24/01/1999

 

Ci sono settimane fortunate. Vinci a Samara anche senza Danilovic, trovi il nuovo americano, prenoti il tuo futuro con la rivelazione degli ultimi Mondiali, ti godi i frutti di un tiro di tabellone entrato sulla sirena che schiena il tuo avversario numero uno e ti rilancia verso il secondo posto europeo. Ettore Messina ha una faccia diversa, l’inverno di Gorizia e Salonicco lascia il posto a nuove certezze anche se, contro Varese, non ci saranno nè Bill Edwards, che debutterà mercoledì a Rimini, nè Gianluca Basile, atteso solo per la prossima stagione. I varesini non hanno mai perso in trasferta, la Virtus è imbattuta in casa, assieme hanno vinto diciannove delle ultime 20 partite di campionato. L’importanza della sfida supera la classifica attuale: se Varese andasse a +6, il primo posto finale e la qualificazione all’Eurolega 2000 sarebbero decisi. "Ho fatto il primo allenamento con Edwards - dice Messina -, sono contento, è l’uomo adatto per noi. Giocando solo in campionato, dove le avversarie utilizzano soprattutto quintetti bassi, anche noi con Bill saremo meno potenti ma più rapidi e duttili. Come Varese, il Benetton con Nicola o la Teamsystem quando sposta Karnisovas vicino a canestro. Le sue condizioni fisiche sono buone, sul giocatore non ho dubbi: non dovrà essere il nostro principale terminale offensivo ma, in attacco, viene dopo Danilovic e Rigaudeau e dovrà considerarsi alla pari di Abbio o Nesterovic". Quando rientrerà Danilovic, Edwards, che è alto solo 2 metri, giocherà al fianco di Nesterovic. La sua firma avvicina il momento dell’addio a Olowokandi. Un’operazione che non riuscirà mai a convincerci fino in fondo, soprattutto per aver lasciato la Kinder priva di un extracomunitario in Eurolega: "Per giudicarla bisogna tornare a Natale, quando la scelta è stata fatta. Ero favorevole anche se perfettamente consapevole delle difficoltà. E, alla fine, i due punti che davvero ci mancano sono quelli di Gorizia, quando lui non c’era. Adesso Olowokandi, nonostante il problema al ginocchio, s’è allenato bene e a Samara ha inciso. Non può giocare assieme a Nesterovic, ma partendo dalla panchina non sposta gli equilibri tattici e ci dà minuti di grande qualità . Decideremo dopo Varese se resterà con noi fino alla scadenza del 15 febbraio, o solo dopo la coppa Italia". Scommettiamo sulla seconda ipotesi, la voce "nuovi stranieri" è costerà finora alla Virtus almeno un miliardo e mezzo. Altre cose importanti sono state chiarite: quando Messina voleva sostituire Paspalj pensò subito di farlo con un centro, spostando Nesterovic ala. Non ha funzionato: "Nesterovic può e potrà giocare ala, ma i tempi per farlo sono stati troppo ristretti e l’inesperienza di Olowokandi, che non ha senso della posizione in difesa, ha complicato la cosa. Rascio ala è nella situazione dell’anno passato al suo esordio alla Virtus: in allenamento fa tutto benissimo, ma in partita, sotto pressione, non riesce ad esprimersi. Ci riuscirà : nella Nba, sa che non potrà fare a spintoni con Mutombo". La Virtus è diventata due squadre con caratteristiche diverse: "Siamo abituati ai cambiamenti in corsa, essere più alti e lenti in Europa, con Frosini al posto di Edwards, si adatta al basket che si gioca li". Ma oggi l’americano non c’è e Varese corre: "Sono una squadra che ci crea dei problemi ma, Fortitudo a parte, fuori casa non hanno mai vinto le sfide di livello europeo. Sono tranquillo: la Virtus, quando è consapevole dei problemi, reagisce sempre".

La Kinder ha rotto gli indugi e venerdì notte ha messo nero su bianco con Bill Edwards. Il contratto stipulato è fino al termine della stagione (circa 300.000 dollari l’ingaggio); nei programmi di Messina, Edwards sostituisce come ala piccola Danilovic e, al rientro della guardia ad inizio marzo, farà l’ala forte al posto di Olowokandi. Il mancato tesseramento di Edwards per il match-clou di oggi con Varese ha la sua spiegazione. Bill è arrivato a Bologna giovedì ed essendo l’ultimo taglio a disposizione la Kinder ha voluto agire con cautela prima di ufficializzare l’accordo non riuscendo però a rispettare i tempi canonici di tesseramento in Lega (venerdì entro le 12). Ma dopo le assicurazioni pervenute da accurate visite mediche (aleggiavano dubbi sulle condizioni della schiena) e definito nei dettagli il contratto, la firma di Edwards è arrivata istantanea e il suo debutto in campionato è previsto per mercoledì a Rimini. "Mi fa piacere essere tornato in Italia visto che l’avevo lasciata con uno spiacevole incidente - racconta Edwards riferendosi alla squalifica per doping (efedrina da medicinale) subita a Roma -. Commisi un errore, assunsi delle sostanze illecite, ma in buona fede". Roma a parte, guardando al passato nel nostro Paese, di Edwards si può solo parlare bene. "Verona fu la prima a darmi la possibilità di mettermi in mostra in Italia. Poi venne Varese, la stagione più bella che abbia mai avuto. Se il Poz non si infortunava avremmo fatto molto meglio". Il presente ora è con una big: "Alla Kinder dovrò dare un contributo diverso rispetto all’Edwards che avete visto in passato. Verona, Varese e Roma erano delle outsider e su di me c’era molta pressione, dovevo accollarmi molte responsabilità. Qui alla Kinder invece sarà tutto più semplice, ci sono diversi buoni giocatori e non graverà tutto sulle mie spalle. So che organizzazione e difesa sono i punti forti della Virtus per vincere, Messina mi ha già spiegato cosa vuole da me sia in attacco che in difesa e credo di essere all’altezza della situazione e di saper applicare i suoi dettami. Datemi solo un po’ di tempo, diciamo una ventina di giorni, per recuperare la forma migliore". A 27 anni il suo futuro potrebbe essere tutto in Europa. "L’Nba è il massimo obiettivo per tutti noi americani ma lì non ho avuto ancora molta fortuna - recita Edwards -. Forse il mio futuro da giocatore sarà stabilmente in Europa ma sono uno che vive le situazioni giorno per giorno e non faccio programmi. Qui mi sono sempre trovato bene".

E ORA EDWARDS SI SCOPRE UNO DELLA VIRTUS

Verso l'appuntamento delle semifinali l'americano sembra finalmente inserito nel gruppo: "Non è facile quando si entra e si esce dalla squadra. Sono felice perché nella mia carriera non ero mai arrivato così in alto e i compagni hanno fiducia in me"

di Alessandro Gallo - Il Resto del Carlino - 12/04/1999

 

Per la prima volta, da quando è il Italia, raggiunge le semifinali. Effetto Kinder, verrebbe da aggiungere, perché prima di scoprire il bianconero Bill Edwards, pur avendo raccolto mille elogi, non aveva mai vinto nulla nel Bel Paese. Invece appena sbarcato a Bologna ha potuto mettere in bacheca una Coppa Italia da protagonista.

Per la prima volta in semifinale e, come chiedevano lui e i suoi compagni, più coinvolto in un gruppo che per forza di cose - il giovanotto di Middletown non poteva essere impiegato in Eurolega - ha dovuto sdoppiarsi. Edwards, come si sente ora?

"Bene. Sono felice perché per la prima volta nella mia carriera arrivo così in alto. Poi sono soddisfatto perché avremo una settimana per lavorare tutti assieme".

Una situazione, quella passata, che l'ha penalizzata.

"Qualche volta ha creato più di un problema non solo a me ma a tutta la squadra. Fuori, dentro e ancora dentro, fuori. Ha rappresentato una difficoltà maggiore per tutto il team. Adesso, invece, la situazione è diversa. Ci sarà Monaco, d'accordo, ma sarò là con i miei compagni a sostenerli. E lavorando di più assieme si possono raggiungere ottimi risultati".

Dopo un periodo di appannamento, coinciso con garauno, è tornato a essere importante.

"Non riuscivo nemmeno a spiegarmi il perché. Ma sapevo che non poteva essere cambiato tutto di un colpo. Adesso la situazione è tranquilla".

Non è che sentisse troppo la sfida con Roma?

"E perché?".

Per quello che è accaduto l'anno scorso. Perché in garauno lei si è beccato con Calvani.

"Ma il passato non conta. In quel momento ho detto qualcosa al coach della Pompea perché aveva mormorato cose poco piacevoli. Allora gli ho risposto. Ma tutto è finito lì. Gico per la Kinder e il mio pensiero è concentrato solo su Bologna".

Pronto per Varese?

"Sì. Campo difficile, lo conosco bene. Parquet ancora più insidioso  perché i Roosters costituiscono un ottimo club".

La Kinder ce la può fare?

"Secondo me sì".

Perché lei si sente parte di questo gruppo?

"Anche per questo. Non mi hanno sorpreso le difficoltà di ambientamento. Sono arrivato a fine gennaio e mi sono inserito in un gruppo che lavorava assieme già da cinque mesi. Anche di più perché l'ossatura della Kinder è insieme ormai dall'agosto 1997. Ci ho messo un paio di mesi, ma adesso credo di aver trovato il feeling giusto. I compagni hanno fiducia in me, io in loro. E sul campo diventa più facile riuscire a parlarsi. Sono convinto che questo gruppo possa andare lontano, molto lontano".

Fino al titolo?

"Prima battiamo Varese. Poi riparleremo con più calma, a suo tempo".