PAOLO GUALANDI

Paolo Gualandi, patron virtussino per pochi mesi

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Stagioni alla Virtus: presidente da luglio a novembre 1990

 

GUALANDI PRESIDENTE DELLA VIRTUS

La Stampa - 18/07/1990

 

La Virtus ha un nuovo presidente: è Paolo Gualandi, industriale della cosmesi, eletto lunedì notte a maggioranza dall'assemblea della società sportiva. Sconfitta prevista per il presidente uscente Paolo Francia, protagonista di una battaglia societaria negil ultimi mesi con Gualandi, fino a lunedì suo vice. Francia e il suo "alleato" Giacomo Giovannetti, che hanno il 23% delle azioni della Virtus, non sono entrati neppure nel consiglio direttivo.

 

DALLAS SU UN PIATTO DI TORTELLINI

di Leonardo Iannacci - L'Unità - 10/11/1990

 

Una vecchia e antipatica storia di provincia. L'ex feudatario (Paolo Francia) del latifondo, scalzato dal giovane rampante e ambizioso valvassore (Paolo Gualandi), torna alla carica senza esclusione di colpi e trascina in tribunale il suo successore. Tutto quanto fa spettacolo sta diventando il motivo dominante della telenovela infinita di casa-Knorr, una società considerata fino a pochi anni fa un modello di serietà e stile. I nomi dei protagonisti di questa storia fatta di congiure e di pugnalate alle spalle, sono sempre gli stessi. 1) L'avvocato Gianluigi Porelli, vicepresidente della Lega, da un ventennio padre-padrone della società e ispiratore occulto di tutti gli intrighi di palazzo Virtus; 2) Paolo Francia, direttore della Polipress del gruppo editoriale Monti, a suo tempo braccio destro (poi caduto in disgrazia) di Paolo Galgani ai vertici della FederTennis e presidente della Virtus fino a pochi mesi fa; 3) Paolo Gualandi, imprenditore emergente e attuale numero uno della Knorr, l'uomo che ha fatto le scarpe a Francia con il «placet» dell'onnipotente Porelli. Sul piatto, naturalmente, la poltrona presidenziale della società di pallacanestro, simbolo a Bologna di potere non solo sportivo, ma anche economico e sociale.

Di ieri l'ultima puntata della poco edificante vicenda. Paolo Francia (che da tempo medita di rilevare tutto insieme a Cazzola, l'organizzatore del Motorshow), ha annunciato in una conferenza stampa che citerà in giudizio la Virtus Spa (la cassaforte finanziaria della società di basket) per alcune irregolarità del consiglio d'amministrazione. «Mi risulta che quattro assemblee tenute fra il '79 e l'88 - gli anni in cui Porelli era amministratore unico della società - siano state convocate irregolarmente. Questo mi fa pensare che anche nei passaggi di azioni ci possa essere stato qualcosa di poco chiaro. Ma con questo non voglio sfidare né Porelli né Gualandi: lo faccio per il bene della Virtus, per regolare la situazione».

Durante le assemblee «sospette» furono decisi aumenti di capitale (nel '79 da 250 a 400 milioni e nell'88 da due miliardi e mezzo e altre) che secondo Francia sono irregolari. «Ci sono molte cose che non ho capito di Gualandi quando sono uscito dalla società - ha proseguito l'ex presidente - . II caso-Coldebella è stato gestito male; il nuovo palasport di Casalecchio è diventato un'iniziativa privata di Gualandi, un suo "affare", invece che un fatto pubblico come deve essere un impianto polivalente per tutta la città».

La controffensiva di Francia, che nelle prossime settimane pubblicherà persino un libro su questa intricata vicenda, ha preso in contropiede Porelli che durante la conferenza stampa ha chiesto più volte la parola, senza essere accontentato. «È vero, ho sbagliato. In quelle assemblee ho peccato di superficialità - ha detto poi in privato ai giornalisti -. Ma se con questa azione Francia spera di modificare la maggioranza e di rientrare in consiglio si sbaglia». Per ora, il nuovo capitolo della vicenda Knorr finisce qui anche se congiure e vendette, colpi bassi e ricatti - a sentire i suoi protagonisti - non sembrano affatto esaurirsi. La «Dallas » delle Due Torri rischia davvero di diventare un serial infinito.

 

È DI NUOVO FRANCIA IL PRESIDENTE DELLA VIRTUS

L'Unità - 29/11/1990

 

Paolo Francia torna sulla poltrona presidenziale della storica società di basket. Dopo le battaglie societarie degli ultimi tempi, la Virtus è stata ceduta definitivamente (il 71% delle azioni) alla Promotor Alfredo Cazzola (l'inventore del Motorshow) mentre il 25% della società è nelle mani di Francia e dei suoi soci della Finvirtus. Spariscono dalla scena il presidente Paolo Gualandi che deteneva il 23% delle azioni societarie e poteva contare sull'appoggio del gruppo storico (54% della società) guidato da Porelli. Sembra cosi chiudersi l'era dell'avvocato Gianluigi Porelli, patron dei bianconeri per quasi un ventennio, che comunque manterrà suoi incarichi in società.