ANDREA CROSARIOL

Crosariol cerca di sfuggire al tagliafuori di Brandon Hunter (foto tratta da www.virtus.it)

nato a: Milano

il: 11/11/1984

altezza: 210

ruolo: centro

numero di maglia: 11

Stagioni alla Virtus: 2006/07 - 2007/08

statistiche individuali del sito di Legabasket

biografia su wikipedia

MICHELORI E CROSARIOL, LE DUE TORRI DELLA VIRTUS

www.bolognabasket.it - 01/06/2007

 

Conferenza stampa di coppia, per quelle che sono state definite le “Due Torri”. Michelori e Crosariol raccontano del momento Virtus e presentano gara 3.
Per Andrea Crosariol ”È bello, finalmente, giocare dopo non aver avuto opportunità a Treviso. è una rivincita, posso dimostrare di poter andare in campo quando in pochi ci credevano. Dopo un periodo in cui qui avevo pochi minuto, Markovski e io ci siamo chiariti, lui mi ha detto cosa si aspettava da me, abbiamo avuto un faccia a faccia e ci siamo venuti incontro".
"Anche a me piacerebbe avere più palloni e poter giocare in post basso, ma siamo un sistema costruito attorno ai piccoli, la cosa funzione, e non vedo perché lamentarmi. Io penso di poter giocare anche in altri modi, come ho fatto fin da bambino, ma intanto vado avanti così, senza pensare alle statistiche che nei playoff si sono alzate ma solo a cercare il canestro. E cercando di capire come mai ho questi problemi in lunetta".
"So che c’è sempre qualcuno scontento, anche se le cose vanno bene. Ma i risultati arrivano, noi non ci distraiamo, e io cerco di non ascoltare le voci in giro: giochiamo, e questi playoff saranno per me un’occasione per mettermi in luce anche in chiave Nazionale”.

Crosariol in Eurolega contro Splitter

 

«VOGLIO CONQUISTARE GLI EUROPEI, POSSO FARCELA»

di Andrea Beltrama  - Corriere di Bologna - 02/08/2007

 

Una partenza bruciante, senza paura. Andrea Crosariol non avrà il talento di Gallinari, Bargnani e Belinelli, ma ha avuto un impatto decisivo nell'amichevole di domenica dell'Italia con la Turchia, mentre tutti gli occhi erano puntati sulle stelle. Il centro della Virtus ha una grande occasione: conquistare un posto in Nazionale per l'Europeo, poi lanciarsi in Eurolega con i bianconeri. E per la maglia dell'Italia, le speranze di convocazione crescono giorno dopo giorno.

Crosariol, come procede il lavoro nel ritiro azzurro?

Sto vivendo un'esperienza straordinaria, l'ambiente è splendido. Ho legato con tutti, anche se ho un rapporto particolare con Fantoni, con cui abbiamo svolto un ritiro assieme, e Gigli, mio amico da tempo.

Come valuta la condizione attuale?

Siamo un po' appesantiti: abbiamo appena finito la preparazione atletica, dobbiamo salire di forma e brillantezza. Recalcati ha sempre detto di voler puntare al podio europeo per qualificarsi alle Olimpiadi. Credo che questa squadra abbia tutte le credenziali per farlo. Personalmente non sono al massimo, però prima di valutarmi voglio smaltire completamente il carico.

A giudicare dalla partita con la Turchia, tutto questo affaticamento non si è visto.

Ho delle fortissime motivazioni. Il mio obiettivo è entrare nei 12 e giocare l'Europeo. Ballottaggi? Deciderà il coach, io penso solo a dare il massimo.

Come si sente ad essere un centro, ovvero «specie in estinzione»?

Mi fa piacere quando mi sento dire di essere uno dei pochissimi centri puri in circolazione. Ogni tanto soffro contro giocatori più veloci o che tirano bene da fuori; però credo di portare più vantaggi che altro.

A proposito di centri puri, ne troverà uno anche alla Virtus l'anno prossimo.

Non ho mai giocato con Chiacig, ma sono contentissimo del suo arrivo. È ancora uno dei migliori pivot d'Italia, e sono convinto che allenarmi con lui mi darà la possibilità di migliorare molto.

Ha parlato di miglioramenti. Quali sono stati quelli più significativi dal suo ritorno in Italia?

Sono progredito soprattutto tatticamente nella lettura del gioco. Credo però di dover lavorare moltissimo su vari aspetti tecnici: gioco spalle a canestro, tiro da fuori, e soprattutto tiri liberi.

Che aspettative ripone nella prossima stagione con la Virtus?

Ora penso solo a migliorare e ad essere utile alla squadra, magari sperando di far strada in Eurolega.

Che sensazioni prova nel pensare a questa competizione?

Bellissime. Giocherò contro le migliori squadre d'Europa e darò battaglia ai migliori nel mio ruolo. Sono carico e per nulla impaurito, bisogna essere orgogliosi di partecipare a una simile vetrina.

Con Pillastrini ha già parlato?

Non ancora. Non ho mai giocato con lui, ma ricordo bene le partite contro Montegranaro. Giocavano un basket veloce, frizzante e divertente, non vedo l'ora di mettermi al lavoro. Le differenze con Markovski? Ci saranno, certo: credo che giocheremo in maniera più libera, mentre l'anno scorso attaccavamo contro la difesa schierata usando tanto pick and roll.

Sogni cestistici?

Vincere l'Eurolega e approdare in Nba, in questo ordine.

Progetti fuori dal campo?

Mi piacerebbe tornare al college americano a Fairleigh Dickinson, dove ho studiato per tre anni criminologia. Potrei laurearmi e nel frattempo respirare un po' di quella magica atmosfera, quando passavo le giornate a studiare e giocare con i miei compagni. Sarebbe bello vedere anche in Italia un po' della passione e dell'entusiasmo del campus, sia nei palazzetti che fuori.

CROSARIOL MULTATO DI 2000 EURO: "HO CHIESTO SCUSA A TUTTI"

www.virtus.it - 08/10/2007

 

Si chiude con duemila euro di multa devoluti in beneficienza all’Ageop e con le scuse rilasciate in conferenza stampa, la vicenda di ieri tra Pillastrini e Crosariol. E’ lo stesso giocatore a scusarsi:
“Ho già chiesto scusa sia al coach che alla società che ai tifosi per quanto accaduto. Il chiarimento c’era già stato durante l’intervallo, e non credo che il mio gesto sia stato fatto contro di lui. La causa? Era la prima partita in casa, eravamo già sotto di venti punti, avevo sbagliato due canestri facili ed ero arrabbiato con me stesso per come stavano andando le cose. Un gesto figlio della frustrazione, che non dovevo fare, e penso che le mie scuse siano state capite: Pillastrini mi ha messo una mano in faccia, forse per attirare la mia attenzione in un momento in cui ero veramente arrabbiato con me stesso".
"Durante l’intervallo ci sono state soltanto le mie scuse, e sono stato contento che il coach mi abbia rimesso in campo, dove ho cercato di reagire per dimostrare di aver recepito la cosa: giusto così, perché cose così non si devono legare al dito, quando invece si deve cercare di vincere. E’ stata la scossa dopo un inizio molle, mio come di tutta la squadra. Forse non eravamo pronti a giocare contro Biella, malgrado Pillastrini avesse preparato la partita nel migliore dei modi. Li abbiamo sottovalutati, forse perché venivano da una sconfitta casalinga, e sarebbe servito tutt’altro approccio.
La differenza tra questo episodio e quello dell’anno scorso? In quella occasione ci fu uno screzio tra me e Vukcevic, l’allenatore non sapeva bene cosa fosse successo e giudicò alla cieca. Questa volta è stata una vicenda chiara, e Sabatini può aver avuto modo di parlare con il coach per capire bene cosa fosse veramente successo”.