VIKTOR SANIKIDZE

(Vikt'or Sanik'idze)

Una devastante schiacciata nel traffico, il marchio di fabbrica di Air Georgia (foto tratta da www.virtus.it)

nato a: Tbilisi (Georgia)

il: 01/04/1986

altezza: 203

ruolo: ala

numero di maglia: 13

Stagioni alla Virtus: 2009/10 -  2010/11  - 2011/12

statistiche indivi duali del sito di Legabasket

biografia su wikipedia

 

LA PRESENTAZIONE DI VIKTOR SANIKIDZE

di Enrico Faggiano – www.bolognabasket.it - 15/09/2009

 

Ultimo ad arrivare nel mondo Virtus, al Cierrebi si è svolta la presentazione di Viktor Sanikidze, reduce dalle ottime prestazioni con la nazionale georgiana.
Quali sono le tue prime impressioni da giocatore Virtus? “Sono molto contento di far parte di questa squadra e di questa organizzazione. Ricordo quando ero bambino di come la Virtus vincesse campionati e coppe europee, di come fosse al top, ed essere qua, ora, mi rende davvero felice ed emozionato, perché è un sogno che diventa realtà”.
E’ forse la sfida più grande della tua carriera. “Di certo questo è il team più forte in cui io abbia mai giocato, in attesa di provare l’esperienza NBA con i San Antonio Spurs. E’ sicuramente la mia sfida più grande, ed è qualcosa che per me ha un grande significato”.
Hai già parlato con il coach? “Oggi, dopo l’allenamento. Tutto è chiaro: giocherò da 4, con la possibilità di spostarmi anche nello spot di 3. Non sarà per me un problema, dato che ho già esperienza in entrambi i ruoli. Quando ero a Tartu, giocavo tranquillamente nelle due posizioni”.
Hai avuto una estate di soddisfazioni, con la nazionale della Georgia. “E’ stata una bella esperienza, sia per me che per la mia nazione. Ora in Georgia il basket è lo sport principale, abbiamo molta attenzione, e io sono davvero contento. Poi io ho avuto ottime cifre, sono stato il miglior marcatore e il miglior rimbalzista, tutte cose che mi rendono felice”.
Potresti essere il giocatore chiave di questa Virtus. “Prima di tutto è importante che ci siano risultati, e per questo è normale che ciascun giocatore debba avere un proprio ruolo fondamentale, non solo io. Se poi riuscirò a mantenere le cifre avute in nazionale bene, ma ci sono anche i miei compagni che potranno dare il proprio apporto”.
Hai avuto un infortunio che ha dato uno stop alla tua carriera, tempo fa. “Appena chiamato al draft da San Antonio ho avuto problemi con il ginocchio, mi avevano parlato di una lunga riabilitazione ma in Francia avevano bisogno che giocassi. Poi mi sono operato, sono stato fermo 6-7 mesi, ma adesso non ho più avuto fastidi”.

 

VIKTOR SANIKIDZE

di Roberto Cornacchia per Virtuspedia - Ottobre 2009


 
Viktor Sanikidze, per ora, non ha mantenuto le promesse che aveva generato alla soglia dei vent’anni: tutta colpa di Zaza. Ma procediamo con ordine. Nato il 1 aprile 1986 a Tbilisi, in una Georgia che all’epoca faceva ancora parte dell’Unione Sovietica, è un’ala di 203 cm per 89 kg, almeno questo era il suo peso al momento della scelta Nba avvenuta nell’estate del 2004. A vederlo ora, non pare aver messo molti chili in più. Per chi è a digiuno delle complicate questioni sugli stranieri, si sappia che trattasi di giocatore considerato europeo ai fini del tesseramento ma che costa ugualmente un visto da extra-comunitario in quanto la Georgia non fa parte della Comunità Europea. Espletate le formalità burocratiche, diamo un’occhiata più approfondita alla sua carriera.
Ha iniziato a calcare i parquet nella capitale del paese caucasico e poi, a soli 15 anni ha frequentato, e conseguentemente giocato, per il Globe Tech Junior College di New York. L’anno successivo è rientrato in Georgia a giocare per la squadra che l’aveva scoperto, l’Accademia di Tbilisi.
Nella stagione 2003-04 è emigrato nel campionato francese, firmando per il Digione con il quale ha preso parte alla Fiba Cup, competizione nella quale è giunto alle finali e per poi venir battuto dai tedeschi del Mitteldeutscher. A soli 17 anni, in uno scampolo di stagione, in campionato ha giocato quasi 6 minuti a partita con un high score di 10 punti contro i campioni del Pau, mentre in Europa è giunto a raddoppiare la sua permanenza in campo, arrivando a disputare una gara da 30 minuti.
Nell’estate seguente ha partecipato ai Campionati Europei Juniores dove si è messo in luce andando in doppia doppia di media (18,6 punti e 11,8 rimbalzi nelle cinque gare del Qualifying Round), esordendo con 25 punti e 10 rimbalzi proprio contro l’Italia.
Al termine di questa stagione è stato scelto, appena maggiorenne, dagli Atlanta Hawks al secondo giro col numero 42 ma i suoi diritti sono stati immediatamente scambiati con i San Antonio Spurs per una scelta al secondo giro dell’anno seguente e soldi. Ritenuto, giustamente, ancora acerbo, è stato lasciato parcheggiato in Francia. Nella seconda stagione, questa volta disputata per intero, ha giocato poco meno di un quarto d’ora di media, mettendo a referto 4,6 punti di media sfiorando il 60% nel tiro da 2 punti. Nell’ultima e sfortunata stagione in Francia non è sceso nemmeno in campo, a causa di un intervento al ginocchio.
Nella stagione 2006-07 è passato all’Estudiantes, nella prestigiosa lega spagnola, pure questa partecipante alla FIBA Cup. Una stagione poco produttiva, condizionata inizialmente da problemi ad ottenere il visto e poi da un’operazione di appendicite, durante la quale è stato in campo solo per 7 minuti a sera, non riuscendo a dimostrare granché. La stagione seguente è andata completamente persa, di nuovo a causa di un problema al ginocchio.
Nel luglio 2007, Sanikidze ha preso parte alla Summer League nello Utah, durante la quale la sua miglior prestazione è stata un losing effort di 15 punti contro i Sixers, mentre in media ha viaggiato a 2,7 punti per gara. Anche qui non ha potuto dare il meglio di sé a causa di un infortunio alla caviglia che ne ha limitato l’utilizzo, eppure non aveva sfigurato, mostrando qualche numero interessante e facendo ritenere agli astanti che, seppur in un ruolo di basso profilo, il suo mattone alla causa avrebbe potuto portarlo. Così invece non è stato: non è riuscito a strappare nessun contratto e, non essendo più stato invitato alle edizioni successive, se ne deduce che le porte della Nba molto difficilmente si riapriranno per lui. Adesso che il mai dimenticato Claudio Crippa è diventato responsabile dello scouting europeo per conto degli Spurs, chissà che quando capiterà a Bologna non gli dia un’occhiata interessata, anche se indubbiamente il georgiano rimane molto leggero per gli standard d’oltreoceano.
Nel 2007-08, dopo essersi allenato nel paese natale, durante un try-out con una squadra tedesca ha avvertito dolore al ginocchio e si è fatto visitare da medici teutonici che gli hanno intimato di fermarsi, poiché stava mettendo a rischio la propria carriera. I soliti problemi che però pare che stavolta siano stati definitivamente risolti.
La stagione scorsa ha giocato nel Tartu Rock della lega estone, che prendeva parte all’Eurochallenge. E proprio con la maglia del Tartu Rock, la Virtus se l’è trovato di fronte un paio di volte. Oddio, non pare questo il caso del giocatore che fa un partitone contro di te e tu l’anno dopo lo vuoi nelle tue file, come successe per Ekonomou, Stombergas e altri nomi che non hanno poi mantenuto quello che avevano fatto credere massacrandoci negli scontri diretti. Nella gara di andata, disputata in trasferta e vinta dalla Virtus BolognaFiere ai supplementari, ha “contribuito” con un mesto 0/0 dal campo in 8 minuti e rotti mentre nelle nostre fila si è registrata, a dimostrazione del livello della contesa, la miglior prestazione di Lestini, all’epoca del coraggioso tentativo operato da Boniciolli di ricavarne un giocatore di serie A. Il ritorno è coinciso con la partita dell’assenza, questa volta autorizzata, di Boykins per andare ad assistere all’operazione delle adenoidi del pargolo: e come il folletto di Cleveland, pure Sanikidze non ha messo piede in campo. Nella manifestazione poi vinta dai bianconeri in finale davanti al pubblico amico, ha viaggiato a 6 punti e 4 rimbalzi, nonostante un interessante 58% dall’arco dei 3. Meno anonima la sua stagione nella Lega Baltica, dove si è assestato sui 9,3 punti e gli 6,3 rimbalzi in poco più di 20 minuti a presenza, anche per merito della sostituzione di un coach che “non lo vedeva proprio” con uno che invece ne ha fatto uno dei cardini del gioco della squadra baltica nella parte finale della stagione, spostandolo dal ruolo di ala piccola a quello di ala grande nell'intento di svuotare l'area per creare spazio per il vecchio marpione Tanoka Beard.
Sanikidze fa parte della Nazionale del proprio paese, fin da quando era nelle giovanili. Ora è uno dei punti di forza della Nazionale maggiore che prende parte alla Division B e nei recenti turni di qualificazione ha spesso e volentieri ventelleggiato, assestandosi su un 18,6 punti, 11,1 rimbalzi e con ottime percentuali dal campo che ne mettono in risalto il ruolo importante, anche se la stella indiscussa della squadra rimane quello Zaza Pachulia che, di due anni più vecchio e scelto l’anno prima dagli stessi Hawks, fu forse uno dei motivi che spinsero i dirigenti della franchigia della Georgia (questa volta lo stato americano, non la nazione europea) ad investire sul nostro una scelta a ridosso della 40ma. Alcuni suoi conterranei, tendenzialmente tutti marcantoni, hanno calcato i legni dei palazzetti italiani: Nikoloz Tskitishvili che, partito da Treviso è andato in Nba addirittura come 5a scelta assoluta, per poi tornare in Italia, a Teramo, e non incidere particolarmente; Vladimir Boisa che ha indossato i colori di Siena nella stagione in cui disputò la finale scudetto contro i bianconeri di Markovski; Manuchar Markoishvili che, anche lui cresciuto a Treviso, è or ora tornato in Italia nelle fila di Cantù. Anche nel dorato mondo dei professionisti americani se ne sono visti di georgiani: oltre al già citato Pachulia, il colossale Vladimir Stepania nonché il granitico Tsakalidis, quest’ultimo, dotato anche di passaporto ellenico, visto spesso anche in Europa.

Sanikidze è giunto a Bologna abbastanza inaspettatamente, dopo che alcuni siti lo avevano già dato per accasato al VEF Riga e dopo un concreto interessamento da parte dell’AEK ma soprattutto di Biella, che alla fine gli ha preferito lo scozzese Achara di provenienza fortitudina. Un acquisto, il suo, che pare in controtendenza con gli altri operati in questo mercato estivo che ha visto i dirigenti virtussini, forse fin troppo scottati dall’esperienza-Boykins dell’anno precedente, inseguire e firmare giocatori preferibilmente con annosa esperienza alle nostre latitudini e possibilmente con accordi non troppo impegnativi come durata, quando non addirittura in prestito come Moss. Per Sanikidze invece l’accordo è triennale. Giocatore agile e spettacolare (ha vinto la gara delle schiacciate in Georgia, relativamente giovane nel senso che, pur essendo nei taccuini dei talent scout da quando era adolescente, ha saltato diverse gare quando non proprio delle stagioni intere, avrebbe tutto sulla carta per essere in grado di coprire degnamente gli spot dell’ala piccola e dell’ala grande: tiro da fuori, capacità di giocare nel traffico, buona propensione al rimbalzo, una verticalità non banale. Il suo possibile impiego in due ruoli potrebbe essere uno dei motivi per averlo voluto, visto il roster più scarno rispetto a quello della passata stagione, ma più verosimilmente sarà destinato a fare il cambio di LeRoy Hurd e gli verrà chiesto soprattutto di portare energia, qualche giocata sopra al ferro e un po’ di aggressività dalla panchina. Finora ha difettato di continuità, il suo tiro va e viene ed è atteso ad un banco di prova più impegnativo della Baltic League: insomma, la classica “scommessa”. A complicare le cose, incombe la spada di Damocle del passaporto di Moss che, quando diverrà realtà, consentirà alla Virtus di ingaggiare un altro extra-comunitario, presumibilmente un lungo col passaporto a stelle e strisce e pertanto, a meno di clamorosi declassamenti di Vukcevic e del costoso (e quindi tutelato) Koponen, il georgiano è il maggior indiziato a subire il turn-over, così come suggerito da un quotidiano molto vicino alla proprietà che lo prevede “mandato in giro per l’Europa a fare esperienza”.

SANIKIDZE: «UNA STOPPATA DA BRIVIDI. E PENSARE CHE FACEVO IL CALCIATORE...»

di Daniele Labanti – Corriede dello Sport – 03/11/2009

 

E alla fine anche Viktor Sanikidze si conquista un posto nei cuori dei tifosi virtussini. Basta un'azione, una stoppata a Diener allo scadere che regala alla Virtus la vittoria a Teramo. Lui già l'avevano battezzato «Vittorio», adesso chiunque potrà chiamarlo così. «Ma l'importante era che la squadra portasse a casa i primi punti in trasferta» s'affretta a dire, avendo già imparato bene le regoline da rispettare. «È stata una buona sensazione, mi sono accorto che in Italia andare a vincere in trasferta è difficile. Teramo è una buona squadra, batterli ci consente di stare nei primi posti e devo dire che senza una chiamata arbitrale un po' strana a Biella ora saremmo a punteggio pieno».

Flashback a Teramo: manca una manciata di secondi e le viene in mente di andare a stoppare Diener...

Il diktat di Lardo era che se fossimo stati avanti di 4 punti avremmo lasciato tirare, altrimenti avremmo fatto fallo. Il problema è che siamo arrivati in ritardo e quando mi sono trovato a scalare su Diener stava per tirare, facendo fallo avrei concesso tre liberi. E allora sono andato per stoppare.

Un balzo prodigioso e bel rischio.

Un rischio, sì, ma calcolato, non sono mica pazzo. Ho saltato in verticale, avevo il tempismo e grazie alla mia altezza credevo di potercela fare. D'altronde l'alternativa era lasciarlo tirare da libero.

Fin lì, la notizia era che lei era in campo nei minuti decisivi.

Francamente pensavo di uscire prima. A pochi minuti dalla fine vedo che c'è un cambio e sto pronto a tornare in panchina, invece non toccava a me. Mi si è scaldato il cuore, ho capito che avrei finito la partita e mi s'è raddoppiato l'ardore e la concentrazione. Volevo dimostrare al coach che non aveva sbagliato lasciarmi su.

Lardo non l'ha tolta, e ha fatto tombola. Ora lei cosa può dare in più?

Se gioco di più è meglio per me. Non dico che voglio stare in campo trenta minuti perché farò 20 punti, dico che ovviamente un maggior minutaggio non può che farmi bene. Io do il massimo sempre, un minuto o quaranta, nessun problema.

Alla Virtus si fidano di lei?

Alla Virtus c'è un bel gruppo. Quando sono arrivato confesso che un po' di pressione la sentivo, non volevo fare errori perché entravo nel club più importante della mia vita. Lì il coach e i compagni sono stati molto bravi a dirmi cosa andava fatto e cosa non andava fatto.

Con Vukcevic vediamo un bel feeling.

Dusan è di quelli che hanno sempre un consiglio da darmi.

Dicevano su Sky che assomigliate alla coppia Danilovic-Nesterovic: il campione e il bimbo da svezzare...

Se lo dicono loro è una bella cosa.

Era preoccupato a catapultarsi in Italia, così lontano da casa?

Quello è sempre stato l'ultimo dei problemi. Ho iniziato a girare il mondo a 16 anni, la squadra diventa la vera casa. Qui a Bologna è una bella sfida.

Il basket è la sua vita?

Ora sì, ma ho iniziato a 13 anni, un po' tardi rispetto alla media. Prima giocavo a calcio ed ero bravo, sarei diventato sicuramente un calciatore se non fossi cresciuto così tanto da adolescente. I miei erano giocatori di basket, s'aspettavano che prima o poi sarei diventato così alto.

Il calcio le sarebbe piaciuto di più?

Ora è il basket lo sport nazionale in Georgia, quindi meglio così. Da bambino però non lo trovavo nemmeno un canestro, quindi era naturale prendere a calci il pallone. Così adesso il calcio lo gioco solo alla Playstation.

Sappiamo che in agenda c'è una sfida Finlandia-Georgia con Koponen...

Sì, siamo buoni amici e dovrei spiegargli un po' come si gioca. Ma con le nazionali ci siamo sfidati sul campo da basket, per davvero, e quello è stato davvero bello.

 

AIR GEORGIA

di Stefano Valenti - Superbasket - 15-21/12/2009

 

"Non sono io che l'ho stoppato. è stato lui che mi ha messo la palla nelle mani". Viktor Sanikidze ha anche il dono dell'umorismo. Probabile che sia già sulla strada giusta per capire come funziona da noi, vista la risposta alla domanda che lo riporta col pensiero al primo novembre scorso. Quel pallone deviato a Drake Diener, a fil di sirena, fu l'immagine della vittoria virtussina a Teramo. Il primo acuto del georgiano nel nostro campionato, nel primo successo fuori casa della sua nuova squadra, un'azione che lo ha lanciato all'attenzione generale. E che viceversa poteva costare carissima, se solo Diener, una macchina ai liberi, quel tiro l'avesse fintato attendendosi la franata addosso di Vittorio, come lo chiamano a Bologna. "Molti collegano quella giocata ad un momento importante della mia stagione, quello della svolta. Poteva essere un'azione rischiosa, ma io volevo solo saltare vicino a Diener, senza toccarlo, per rendergli il tiro più difficile". Quel che poi è realmente accaduto "Air Georgia" l'ha già spiegato, a modo suo.

"Come non si può cominciare a far sport giocando a calcio? Bastano un pallone ed un prato". Viktor ha cominciato così, come tanti altri. Poi però in casa c'era il fratello che andava a giocare a basket e la madre per non sentirlo piangere mandò anche lui. "L'allenatore vide in me qualcosa di interessante. è cominciata così". La storia di Viktor, nel basket, l'ha visto presto imbarcato su un volo transoceanico, accogliendo l'invito arrivatogli nell'estate del 2001 di un istituto scolastico di New York, il Globe Tech. "Chiamarono me ed il mio miglior amico, Irakli "Dato" Sakvarelidze (stessa età, guardia-ala 1,98, che l'anno scorso ha chiuso il ciclo accademico al Dominican College di New York). Andai perché ero certo che avrei avuto la possibilità di imparare cose nuove, nel poste dove il basket è nato. Fu un anno difficile ed importante al tempo stesso. Difficile per la lingua, avevo tra i 15 e 16 anni, tutto era molto affascinante ma anche complesso. E la scuola era poco organizzata, non avevamo neanche una palestra nostra. Ho pensato di restare in America, alla fine dell'anno, ma per cambiare college mi servivano dei crediti scolastici che non riuscivo ad ottenere. Ma sono convinto che quell'esperienza mi ha ugualmente aiutato".

Nel basket l'altezza conta e parecchio. Se sei un fenomeno, puoi essere anche 1,80; se invece sei attorno al paio di metri puoi essere un prospetto pure se con la palla in mano sai fare pochino. Viktor ha raggiunto presto l'altezza necessaria, unendola ad incredibili doti di salto. Oggi è il migliore in circolazione, nel nostro campionato, tra i pallidi. Doti naturali, come testimonia la struttura delle gambe: elastiche, quanto molto esili dal ginocchio in giù. Alla Virtus si sta lavorando per rendere Sanikidze più solido nei contatti, ma quasi esclusivamente sulla parte superiore del tronco, dove ha aggiunto già quattro chili di muscoli, con l'obiettivo di raddoppiarli entro fine stagione. Lasciando intatto quel che di cui la natura l'ha fornito e diventa prezioso in uno sport in cui si tende verso l'alto: il rimbalzo, la schiacciata, la stoppata. Viktor ne è uno specialista, nel curriculum ha la gara delle schiacciate all'All Star Game lèttone nel 2008 ed in quello estone nel 2009. "Come? La mia specialità è far passare la palla sotto le gambe mentre sono in aria". Da noi l'All Star game è morto e allora i suoi numeri li fa in partita, alla media di una schiacciata a gara. In relazione ai minuti giocati (20,7) è il secondo migliore, dopo Crosariol.

Scelto nel 2004 da Atlanta e subito girato agli Spurs, alla visita medica gli dicono che ha un ginocchio un po' a rischio. Per lo staff di San Antonio due mesi di terapia senza basket l'avrebbe rimesso in sesto, lui nel frattempo firma a Digione dove ben prima della scadenza gli dicono entusiasti: "Viktor, sei già pronto!". Passa poco tempo ed ecco il dolore forte, lui che tiene duro ma il tormento che si fa largo, "... perché mi riempivano di medicine da prendere tutti i giorni". E quando a fine stagione Sanikidze si ripresenta dai medici americani il verdetto è crudele: "In realtà mi proposero di fermarmi più o meno un anno, ma dicendo che nello stesso tempo mi sarei potuto operare e risolvere il problema. Mi operai subito". Era l'estate del 2005, Viktor si trasferisce a San Antonio, gli Spurs lo trattano come uno di loro, gli danno l'appartamento, lo seguono nella rieducazione. Ho trovato lì un grande amico, Sam Presti. Ai tempi era quello che curava le necessità dei giocatori agli Spurs (poi nel 2007 andò a Seattle, divenendo a 30 anni il quarto più giovane manager nella storia dell'NBA, alla vigilia del trasferimento della franchigia ad Oklahoma City). Per me è stato una persona fantastica". Si ripresenta in Europa con la maglia dell'Estudiantes ed è evidente che, oltre ad essere pienamente recuperato, ha forgiato una discreta scorza. l'Estudiantes si qualifica per la Final Four di Eurocup a Girona, ed a meno di due settimane dall'evento Sanikidze viene operato di appendicite. Ma in campo va lo stesso, giocando anche nella finale per il terzo posto contro la Virtus.

Definisce questo momento della carriera come quello decisivo. "Ho 23 anni, mi trovo alla Virtus, un club storico, ben organizzato, ho la possibilità di imparare, ho venti minuti usl campo. E Bologna è fantastica, il miglior cibo della mia vita...". A 23 anni, tra l'altro, Viktor parla inglese, se la cava col francese, poi un po' di spagnolo, che con le sue similitudini lo aiuta a fare i primi passi con l'italiano. Con la Virtus ha firmato un triennale fino al 2011. Fin lì non ci saranno separazione, insomma. "Riconosco che mi piacerebbe lavorare per un po' di tempo con Viktor, perché ha il desiderio, l'intelligenza e le potenzialità per diventare un giocatore devastante nei due ruoli di ala, un'arma tattica di primo livello" dice Lino Lardo. "Il suo obiettivo deve essere una maggior disciplina tattica pur mantenendo vivo l'istinto e l'esuberanza. Che tra l'altro in questo momento a noi fa anche comodo, perché quando entra dà sempre energia alla squadra, è un ragazzo molto positivo". Così nel sistema di Lardo, che predica concentrazione, rigore nell'applicazione e rispetto delle regole a Sanikidze, che alle tre voci si prende qualche pausa, è stata però concessa un po' di sana anarchia. "Me la ripaga con la voglia di imparare e la capacità di essere prezioso in tante cose: tocca i palloni, sporca i passaggi, intimidisce".

Arrivato per essere alternativa a Hurd, il georgiano rappresenta ora l'altra metà della seconda linea virtussina, quando Lardo schiera la 3-2 e con la forza di Hurd e l'atletismo di Sanikidze si può creare vantaggio se i rivali di turno non hanno un centro importante in post basso. "Difensivamente Sanikidze può tenere le ali piccole. In attacco ha un tiro affidabile piedi a terra, ma deve crederci di più. Palla a terra ha un primo passo difficilmente fermabile, ma è chiaro che deve crescere nei fondamentali di ball-handling. Fisicamente è una presenza, magari anche merito di Hurd e di tutte le botte che gli dà in allenamento... All'inizio Viktor era quello giovane ed è finito un po' in mezzo ai veterani. Lui ha risposto facendosi valere sul campo e questo viene apprezzato da tutti" è il profilo tracciato da Lardo.

Ha un buon carattere, Viktor, la battuta non gli manca. Gioca pure col look, aveva capelli lunghi e barba folta, recentemente è arrivata un po' di morigeratezza più consona allo stile-Virtus. "A volte arriva il tempo di cambiare..." dice lui. Che si gode le doppie-doppie di questo primo scorcio (due, più una sfiorata), la fiducia di Lardo ("faccio quello che mi chiede e serve alla squadra, non solo salti ma anche tagliafuori"), i problemi minori col metro arbitrale ("magari mi sono guadagnato un po' di credito, prima non mi conosceva nessuno"). Pure se le scene di esultanza dopo un numero vanno calmierate in trasferta, dove sono più a rischio di sanzione. Si gode tutto anche perché, in fondo, Viktor è uno che nell'estate del 2008 ha visto il sud del proprio Paese invaso dai carri armati russi, nei cinque giorni di guerra per i moti in Ossezia. "Ci stavamo preparando per le partite di qualificazione con la Nazionale, alla notizia siamo rimasti in casa, senza sapere cosa fare. I miei compagni con famiglie erano molto preoccupati, hanno lasciato la città, abbiamo ricevuto proposte di ospitalità in Austria e Turchia, ricordo. è durato poco, ma ti senti davvero impotente". Anche per questo Viktor si diverte a saltare in testa a tutti, presenza ormai abituale della Top10 negli highlights di Lega. E forse il meglio non è ancora arrivato: a Tallin un canestro si ripiegò su sé stesso, dopo il suo passaggio. Ma non l'anello: tutto il traliccio.

 

SANIKIDZE: "ENERGIA E GIOVENTÙ, È UNA VIRTUS DA AMARE"

di Massimo Selleri - Il Resto del Carlino - 11/09/2010

 

Playoff con la Virtus, raduno e qualificazione agli europei 2011 con la nazionale georgiana, e da lunedì scorso nuovamente a sudare con la maglia bianconera durante questa preparazione estiva, in altre parole Viktor Sanikidze non conosce soste.

Non mi sento affatto stanco. Ad aprile ho compiuto 24 anni, mi sento ancora giovane e quando sono arrivato non ho accusato stanchezza. Anche ora dopo qualche giorno di allenamento mi sento già pronto ad iniziare una nuova stagione sportiva.

Ritornando dall'esperienza con la Nazionale, che Virtus ha trovato?

Molto diversa da quella che avevo lasciato. È una squadra molto più giovane, e quando in un gruppo ci sono tanti giovani si respira un'aria di energia e di entusiasmo. Conosco qualche mio compagno solo per averlo affrontato da avversario, ma appena sono arrivato ho avuto l'impressione di un ambiente molto positivo e allenandomi ho avuto la conferma di queste mie impressioni».

Velocità ed energia dovrebbero adattarsi benissimo alle sue qualità cestistiche. Che ne pensa?

È vero, ma io punto a essere un giocatore completo e un giocatore è completo quando sa adattarsi e adattandosi dà un contributo importante al risultato della squadra. Con il lavoro vorrei raggiungere questo obiettivo, essere migliore rispetto alla passata stagione.

Ha parlato già con Lardo? Partirà in quintetto?

Con Lardo ho scambiato solo qualche battuta e penso che un allenatore prima di decidere chi partirà in quintetto voglia vedere la
sua squadra allenarsi insieme per un po' di tempo. Essere migliore rispetto all'anno scorso significa giocare più minuti in una squadra competitiva come lo era quella dell'anno scorso.

Ha una idea di dove potrà arrivare questa Virtus?

No, perché la nostra squadra è profondamente diversa rispetto a quella della passata stagione e perché come noi sono cambiate
tutte le nostre avversarie. Non dipende solo da noi, anche se la voglia di far bene spesso porta il gruppo a produrre un risultato superiore rispetto alle aspettative.

Il 10 ottobre disputerete la SuperCoppa. Koponen e Poeta vanno in campo per vincere. Lei?

Naturalmente anche io giocherò per aggiudicarmi il trofeo. Non la vedo una cosa così straordinaria anche se può risultare presuntuosa. Quando si gioca si va sempre in campo per vincere, con la consapevolezza che ci sono anche gli avversari e che anche loro non giocano per perdere. Noi poi siamo un club che ha una tradizione vincente, per cui dobbiamo essere ancora più motivati.

 

SANIKIDZE, DA SOGNO NBA A UOMO VOLANTE CHE VUOLE EMULARE DR. J

di Claudio Limardi - Corriere dello Sport - 08/03/2011

 

Nelle ultime cinque partite ha segnato 72 punti e catturato 47 rimbalzi. Di più: ha fatto 18/22 da due e 8/14 da tre. Viktor Sanikidze, georgiano spettinato, dal volto stanco con il quale maschera invece un carattere goliardico e un'energia contagiosa, è diventato una delle storie più belle del campionato ma anche il motivo principale per cui la Virtus Bologna ha vinto 4 delle ultime 5 gare, insediandosi di forza al quarto posto. Dopo un girone di andata altalenante per colpa di un infortunio al ginocchio (4 gare di assenza) e uno al gomito (doveva star fermo un mese, è rimasto seduto un giorno!), Sanikidze è esploso. È il miglior giocatore della Serie A nei rimbalzi catturati per minuto giocato (6,8 in 20,1 minuti di media ma nelle ultime due gare Lardo ha scoperto quanto sia difficile giocare senza di lui e gli ha garantito 63 minuti su 80), tira da due con il 70% e da tre con il 45,2%: da fuori tira poco e solo con i piedi per terra, però lo fa bene. Lardo dice che diventerà importante se si abituerà a dormire assieme alla palla per migliorare i fondamentali. Ha ragione, però come energia e atletismo è già spettacolare. Domenica all'All-Star Game di Milano proverà a vincere la gara delle schiacciate staccando dalla linea di tiro libero come faceva Julius Erving. Ma Sanikidze è soprattutto un'ala forte con un grande avvenire alle spalle.

LA STORIA - Georgiano di Tbilisi, a 15 anni i genitori lo mandarono a studiare in un liceo di New York. Viktor imparò l'inglese e si innamorò dell'America cui deve tantissimo: nel 2004, dopo aver trascorso un anno insignificante in Francia a Digione, i San Antonio Spurs lo scelsero, 18enne e sconosciuto, nei draft Nba. L'estate successiva lo portarono alla summer league scoprendo che aveva un problema serio al ginocchio. Lo fecero operare in Texas e poi lo seguirono per un anno intero. Quando nel 2007 si infortunò al ginocchio cadendo dalle scale a Colonia, dov'era in prova, furono ancora gli Spurs a rimetterlo a posto. Ma in quel momento era un giocatore morto per il mercato europeo: non solo era stato utilizzato poco a Digione e poi all'Estudiantes ma due infortuni avevano sollevato dubbi sulla sua integrità. L'esperienza spagnola fu la più dura: l'Estudiantes lo soffiò a Castelletto Ticino (Legadue) quintuplicando l'offerta dei lombardi ed estendendola su due anni dopo l'esplosione agli Europei Under 20 del 2006. Il secondo non glielo fecero fare e neppure lo pagarono (la transazione è stata risolta la scorsa settimana dopo quattro anni di silenzi). Dopo un anno di recupero a Tbilisi, venne chiamato a Tartu in Estonia dall'amico playmaker Tsintadze, compagno di Nazionale. Era il 2008/09 e Sanikidze tornò ad essere un giocatore.

L'ITALIA - Dopo il flirt con Castelletto, nel 2009 era destinato a Biella. Contratto triennale soggetto all'approvazione dello staff tecnico. All'ultimo momento gli preferirono Achara. Decisero di firmarlo e mandarlo un anno a Riga. Stava per accettare quando intervenne la Virtus. Contratto triennale, con clausola di uscita alla fine di questa stagione che il club non eserciterà di sicuro. L'idea è che il 25enne georgiano volante che con i suoi compagni di Nazionale sogna un Europeo da protagonista (alle qualificazioni dell'estate scorsa le gare interne si giocavano davanti a 11.000 spettatori), «perché a casa siamo la squadra più popolare e ci trattano come rock-star», diventi una specie di bandiera delle Vu nere. Oggi però più che sventolare, salta. In testa a tutti.

 

Schiacciata con effetti speciali

 

VIRTUS-SANIKIDZE, PROVE DI ROTTURA

di Daniele Labanti - Corriere di Bologna - 05/07/2011

 

Quando pareva che la situazione di Petteri Koponen sarebbe stata quella attorno alla quale tutto il mercato della Virtus avrebbe girato, ha fatto irruzione un nuovo tema, legato a Viktor Sanikidze. Per mancanza di reali pretendenti, infatti, Koponen è oggi destinato a restare. Claudio Sabatini lo aveva già confermato «come guardia titolare», andando chiaramente contro alle volontà del giocatore, ma successivamente sono cambiati anche i piani di molte squadre di Eurolega a causa della smobilitazione (parziale o totale) di Panathinaikos e Olympiacos. Nikos Zisis, ad esempio, che avrebbe potuto lasciare il posto al finnico andando al Pireo, non si muoverà da Siena. Con tutto questo non c’entra nulla Sanikidze, il cui futuro però è legato alle trattative per il rinnovo di contratto che fra qualche settimana entreranno nel vivo. A Bologna da due anni, con uno stipendio da circa 100 mila euro — bassissimo rispetto ad altri elementi simili che giocano in Italia — e una clausola rescissoria da 100 mila, Sanikidze entra nel suo ultimo anno di contratto e sia lui sia la Virtus stanno facendo dei ragionamenti. I primi abboccamenti non sono stati confortanti: la proposta bianconera è molto al di sotto delle aspettative del giocatore, che sperava in un piccolo riconoscimento per i due anni vissuti a Bologna a prezzo «scontato». La scommessa Sanikidze può essere considerata doppiamente vinta: dal club, che ha rivitalizzato un atleta di valore perso nei meandri di gravi infortuni, e da Viktor che è stato un elemento importante. Oggi però le parti sono lontane, perché Sanikidze e il suo entourage vorrebbero trattare con la Virtus a cifre molto differenti: se Valerio Amoroso era stato firmato a 180 mila euro, il georgiano ritiene di meritare la stessa cifra. La sua priorità è la Virtus, ma la Virtus mette Sanikidze come priorità per quel ruolo? L’impressione è che il club stia ragionando su una clamorosa cessione del georgiano — tutto da vedere il prezzo, perché oggi trovare chi sborsa 100 mila euro di buyout è dura — per far spazio a un nuovo lungo europeo con caratteristiche diverse. Da qui l’offerta bassa, «fatta per non essere accettata», che se le cose non cambiano porterà alla rottura. Lo stipendio di Viktor, più un po’ di buyout, più le risorse stanziate per convincere Angelo Gigli (che nicchia), danno una somma attorno ai 400 mila euro: ci si prende un bel quattro titolare, un vero «colpo». Poi però i cambi dei lunghi saranno ragazzini italiani. È un’opzione rischiosa, che la Virtus sembra pronta a concretizzare.

 

«SONO DA EUROLEGA, COME LA VIRTUS»

di Massimo Selleri - Il Resto del Carlino - 09/12/2011

 

Con il 42 nella casella valutazione, Viktor Sanikidze è stato il miglior giocatore della nona giornata: 27 punti e 16 rimbalzi sono la doppia doppia conquistata contro Sassari, a dimostrazione di come il lungo sia il giocatore più in forma nelle fila della Virtus.

Domenica era importante vincere per diversi motivi. Dovevamo ottenere il terzo successo consecutivo, dovevamo farlo. Anche se non c'è più Mclntyre perché la squadra è cambiata ma l'obiettivo resta sempre lo stesso: chiudere tra le prime quattro nella  stagione regolare per poi giocarci le nostre carte nei playoff. Per farlo la Virtus deve vincere con regolarità anche in trasferta.

Domani andate a Biella in un campo non facile.

Ci aspettiamo tanta difesa a zona, ma questa volta noi saremo più preparati. Questo è un campionato dove non ci sono partite
facili, sia quando giochi in casa sia quando sei in trasferta. Biella è una buona squadra, ma per arrivare nelle prime quattro non basta giocare alla pari con Siena o con Milano, bisogna provare a vincere anche in campi come questi.

La squadra al completo stentava mentre in emergenza ottiene tre vittorie consecutive. Come mai?

Oltre alle partenze di Homan e Mclntyre, vorrei segnalare quella di Martinoni che non ha avuto lo spazio che avrebbe meritato. Quando si è in pochi ognuno si sente più responsabilizzato, e nei breve periodo la squadra può anche avere risultati migliori, ma nei lungo periodo questo schema non funziona. È importante che la società abbia subito operato sul mercato per rimpiazzarli.

Il prossimo aprile lei compirà 26 anni. Si sente maturo?

In queste stagioni ho acquisito molto esperienza, ma non mi sento arrivato. Un giocatore non può mai sentirsi arrivato. Ci sono degli aspetti dei gioco che uno deve sempre migliorare: ad esempio, quest'anno sto lavorando per essere più efficace quando sono spalle a canestro. Quando avrò finito questo ci saranno altre situazione da curare nei dettagli.

A giugno scade il contratto con la Virtus. Si è fatto qualche idea di dove sarà l'anno prossimo?

Per quello che ritengo essere un normale processo di crescita, vorrei far parte di una squadra che militerà in Euroiega. Mi piacerebbe molto che questo club fosse la Virtus perché significherebbe che abbiamo raggiunto i nostri obiettivi.

Dovendo scegliere, come play chi porterebbe con sé. Poeta o Koponen?

Tutti e due. Peppe è un ottimo playmaker, Petteri è una guardia che può giocare playmaker. La presenza sul campo di uno dei due non esclude quella dell'altro.

Nell'ipotesi in cui a giugno dovesse andar via, cosa le mancherà di Bologna?

Mi mancherà la Virtus, il club italiano che tiferò sempre. Ci sono tante cose che mi piacciono di questa città, ma l'assenza più difficile da colmare sarà quella dei tanti amici che qui ho trovato e il calore di un ambiente che mi ha accolto nei migliore dei modi fin dai primo momento in cui sono arrivato.
 

SANIKIDZE: IL VOLO DI AIR GEORGIA

di Claudio Limardi - SuperBasket - 03/01/2012
 
Viktor Sanikidze parla italiano con gli italiani e inglese con gli americani. Anche se ha più familiarità con la lingua anglosassone, questione di sopravvivenza in un'esistenza da giramondo, comunicare è l'ultimo dei suoi problemi, che sia su twitter (@viksan13 per chi è interessato), su facebook o scambiandosi insulti con il suo "fratello" campano, Peppe Poeta, amico inseparabile da due anni. E il feeling tra i due si consuma anche sul campo, nella ricerca uno dell'altro. Poeta ha la palla in mano, Sanikidze le gambe per volare laddove il playmaker può alzare la palla. Alzatore e schiacciatore: se fossero giocatori di pallavolo sarebbero una coppia perfetta. Ma lo sono anche su un campo da basket. "Ha impiegato un po' di tempo - scherza Sanikidze - ma infine ha capito quando e dove voglio la palla". Poi festeggiano insieme: no, non nei locali che pure a Bologna non mancherebbero (e poi sono tutti e due fidanzatissimi), ma lì, sul campo, saltando e spingendosi spalla contro spalla. È a Bologna da tre anni, Viktor Sanikidze: se non interverranno miracolose sorprese, questa è la sua ultima stagione alla Virtus. Questione di obiettivi, di aspirazioni, di contratto. Sanikidze oggi è qualcosa di molto simile alla miglior ala forte del campionato.
 
ALA PICCOLA, ALA FORTE
Non bisogna dirgli che sia migliorato e non bisogna dirgli neppure se si sente un'ala piccola o un'ala forte, la domanda più odiata dalle "combo forward", Stefano Mancinelli in testa. Non è migliorato "perché non ho imparato a tirare da fuori quest'estate, ho sempre saputo farlo - spiega -. Migliorato? Giusto un po', resto in palestra a lavorare sul tiro da tre, ma la chiave è sentirsi addosso la fiducia di tutti. Se l'allenatore e i compagni hanno fiducia, io gioco con fiducia e sono un altro giocatore". Anche con licenza di sbagliare. Il sistema di Lino lardo, con cui comunque giocò momenti splendidi, non era forse il migliore per un cavallo pazzo che chiede di ricevere palla e sbizzarrirsi sulle praterie, succeda quel che succeda (spesso succede che schiaccia) e vuole giocare con il semaforo verde per tirare da fuori, prendersi insomma qualche licenza. Non è solo un'ala grande anche se in Italia ha giocato sempre e solo in quel ruolo. "In Nazionale, nella Georgia, gioco solo da ala piccola - spiega -. Gioco dove l'allenatore mi mette e dove sono più utile. Da ala forte gioco contro avversari più grossi ma sono più veloce, da ala piccola fatico in difesa contro giocatori piccoli ma ho un vantaggio di statura. Pro e contro in tutte le situazioni". E non vuole nemmeno chiedersi se ci sia un'ala forte migliore in Italia, "perché tanto le statistiche arrivano sempre dopo i risultati di squadra. Se vinci allora va bene guardare le statistiche, altrimenti non sono importanti". Ma oggi Sanikidze lotta contro Linton Johnson per il titolo di miglior rimbalzista del torneo, segna costantemente in doppia cifra e solo di recente si sono abbassate un po' le percentuali di tiro da tre. Poi piace alla gente perché corre, si batte, salta, schiaccia e qualche volta vuole anche strafare. ma va bene così: è energia allo stato puro.
 
VIA DA BOLOGNA
Andrà via. Andrà via perché è normale che sia così, perché le regole dovrebbero cambiare e chi ha tanti italiani come la Virtus troverà probabilmente più produttivo riempire il roster con cinque americani. Andrà via perché vorrebbe giocare l'Eurolega e potrebbe farlo anche a discreti livelli anche se di recente persino i San Antonio Spurs si sono scomodati: "Se parliamo di ambizioni realistiche dico una bella Eurolega, se parliamo di sogni, aspirazioni, speranze, chiaramente vorrei anch'io andare nella NBA", dice ricordando di essere stato scelto a 18 anni proprio dagli Spurs. E da lì per alcuni anni è successo di tutto, infortuni, operazioni, rapporti lacerati con il Digione e con l'Estudiantes dove stava bene ma non lo facevano giocare perché era arrivato tardi e la rotazione considerata inscalfibile. A San Antonio lo misero a posto, lo fecero operare forse salvandogli la carriera. Adesso sta bene. Sta bene da anni. Tre anni fa era offerto sul mercato da ala piccola. Lo provò Biella ma cercava un'ala forte fisica e prese Vanja Plisnic. Arrivò la Virtus e lo portò a casa: contratto triennale, due anni più un'opzione per una terza stagione. Soldi? Pochi. Diciamo che il rapporto qualità/prezzo oggi è agghiacciante. È stato un colpo per Bologna e un investimento del giocatore. In estate gli avevano proposto di restare per altre tre anni ma era un contrattone lungo da 600.000 euro totali, distante dalle sue aspirazioni. Di recente ha anche cambiato agenzia di rappresentanza passando sotto l'ombrello di Mira Poljo e trovando un buon feeling con il suo braccio operativo Diego Pastori, un ex-giocatore che probabilmente ne comprende gli umori. Alla fine dedicherà alla Virtus una stagione che ha tutto per essere importante e poi spiccherà il volo.
 
IL MIGLIOR TRIPLISTA DEL MONDO
Il volo avrebbe potuto spiccarlo anche su una pedana. Fortuna che in Georgia l'atletica leggera non è così popolare e nessuno ha mai pensato di spostare un duemetri dal parquet alla pedana. Ne avrebbe trovato terreno fertile: "Mai pensato di fare nulla di diverso dal basket - ammette - ma chi lo sa? Da ragazzo una volta alla settimana ci allenavamo in pista e c'erano anche le pedane. Mai provato seriamente". Quando stacca dalla linea di tiro libero, con palla in mano, sembra un triplista da 18 metri. Resterà uno dei grandi dubbi dello sport mondiale: se i giocatori di basket più atletici saltassero come cambierebbero le graduatorie mondiali? Sanikidze è l'esempio di cosa significhi questo ma intanto si gode l'ondata di popolarità che l'ha travolto in patria. "Noi giocatori di basket oggi siamo gli sportivi più popolari", dice. Merito della Nazionale che in due anni è passata dalla Division B alla Division A, alla qualificazione diretta agli Europei alle Top 12 in Lituania. L'apice? "Non credo, possiamo fare meglio ma ci manca esperienza. Con la Russia eravamo pari a sei minuti dalla fine, con la Macedonia avremmo vinto se avessimo gestito meglio l'ultimo possesso difensivo contro Bo McCalebb". E nonostante l'infortunio che ha colpito Zaza Pachulia, il centro titolare, il giocatore più titolato della squadra. La Nazionale quando gioca a Tbilisi lo fa davanti a 10.000 spettatori e i giocatori sono un po' eroi nazionali, tengono alto l'onore della repubblica. "Mi è capitato di andare in ritiro sentendo il rumore della guerra in sottofondo anni fa", racconta sorridendo al pensiero. Sarà per questo che ogni estate non è estate ma è basket per Sanikidze, come per gli altri "italiani" Manuchar Markoishvili e Giorgi Shermadini. "Non mi fermo mai e qualche volta sarei anche stanco ma da noi funziona così: se la Nazionale chiama ci vai. Non è neanche immaginabile rinunciare, per qualsiasi motivo. Io non ho mai visto rinunciare nessuno. Non lo farò neppure io. Giochiamo perché siamo orgogliosi di difendere la maglia della Georgia. E lo facciamo di puro entusiasmo. Abbiamo un bonus se arriviamo a certi risultati ma di base nemmemo la diaria. Può anche capitare di stare via due mesi senza intascare un euro. Non è nemmeno il caso di parlarne. Non voglio paragonare quanto succede da noi a quello che accade in altri posti. Se qualcuno si ferma un anno lo capisco. Ma noi non ci fermiano".
 
GRAZIE HOMAN
Non si ferma nemmeno quando gioca in maglia Virtus. Sanikidze è uno di quelli che hanno beneficiato di alcune situazioni. La prima: il cambio dello stile di gioco, da un attacco costruito per andare al tiro negli ultimi 6-7 secondi del possesso ad uno disegnato per andare al tiro nei primi 10 secondi e con grande ricerca del contropiede, senza dimenticare che Sanikidze il primo anno di Bologna era una riserva, nel secondo era il primo cambio dei titolari all'inizio e uno starter alla fine mentre quest'anno è una delle stelle della squadra. La seconda: gli Europei giocati a livello altissimo gli hanno trasmesso fiducia, la stessa che ha lui in coach Finelli e che ha il suo più grande estimatore italiano, il general manager Massimo Faraoni. La terza: la partenza di Jared Homan ha cambiato un po' il modo di giocare della Virtus, passata da un centro di posizione ad uno di movimento, che gradisce correre in contropiede come Angelo Gigli, il che ha accentuato la natura velocista della squadra. In più Homan - che stava giocando molto bene, va precisato - occupava spazio in area togliendolo alle penetrazioni di Poeta, dalle quali nascono opportunità per lo stesso Sanikidze. E infine Homan catturava dieci rimbalzi a partita e se li prendeva lui non poteva prenderli Sanikidze. Secondo i numeri, Sanikidze con Homan segnava 10.5 punti dimedia con 7.3 rimbalzi. Senza Homan sono 15.6 e 11.3 rimbalzi. "Jared era un centro che stava sempre dentro l'area e andava servito - spiega Viktor -. Era una grande parte del nostro attacco. Senza di lui le responsabilità sono suddivise, muoviamo di pià la palla e secondo me siamo una squadra migliore". E lui soprattutto è un giocatore migliore.
 

VIRTUS, NO SANIKIDZE NO PARTY

di Claudio Limardi - Corriere dello Sport - 10/03/2012


BOLOGNA - Toglietele tutto ma non Viktor Sanikidze. Analizzando la stagione della Virtus sembra proprio lui, Air Georgia, il giocatore meno sostituibile della Virtus. In questa stagione lunga finora 23 partite sono solo tre i giocatori sempre presenti, Petteri Koponen, Deividas Gailius e Angelo Gigli. Quest'ultimo però due volte ha giocato in condizioni fisiche imperfette se non proprio precarie. Ma nessuno è sembrato mancare alla Virtus più di Sanikidze. I motivi sono numerosi, il primo è la qualità della stagione dell'ex seconda scelta di San Antonio - quando un giocatore si esprime così bene, lui è primo assoluto nella valutazione, è arduo pensare di farne a meno - e il secondo è la conformazione del roster bianconero che non presenta un pariruolo di caratura paragonabile.

PROBLEMA RIMBALZI - Senza Viktor la Virtus ha perso a Varese e battuto Montegranaro. In entrambe le partite è stata battuta a rimbalzo, non travolta ma battuta quando normalmente accade il contrario. Sanikidze è giocatore da 10,7 rimbalzi di media. Senza di lui, andrebbero ridistribuiti sul territorio ma è più facile dirlo che farlo. Gigli nelle due partite incriminate (anche se non stava bene) ha catturato 13 rimbalzi complessivi, 6,5 di media, esattamente quello che fa di solito, nulla di più. Kris Lang ha catturato 9 rimbalzi globali ma giocando 52 minuti in due partite, molti più del solito quasi il doppio. In pratica è come se una parte dei quasi 11 rimbalzi di Sanikidze fossero evaporati nel nulla. «Quando gioco con lui - dice Lang - devo solo fare il tagliafuori poi a prendere la palla ci pensa lui». Ma se non c'è lui deve iniziare e finire l'opera. Sintetizzando: se la presenza di Jared Homan toglieva rimbalzi sia agli avversari che a Sanikidze, la presenza di Sanikidze toglie rimbalzi solo agli avversari e semmai facilita il lavoro dei compagni.

PROBLEMA SOSTITUZIONE - La Virtus ha in Dan Werner il sostituto naturale di Sanikidze come ruolo. Ma la caratura dei due giocatori è diversa così come l'esperienza. Werner è stato utile contro Montegranaro e incoraggiante contro Varese ma non è Sanikidze. È un giocatore di complemento, teoricamente il quarto lungo o il nono uomo della rotazione. È normale che passando da 10 minuti massimo di impiego non possa passare a 24 (nelle ultime due partite) sostituendo un giocatore come Viktor. In altri ruoli la Virtus è messa meglio. Coach Alex Finelli sperava di poter ovviare meglio con i due centri ma la formula pare funzioni solo come alternativa. «Con Gigli e Lang insieme diventiamo più pesanti e lento, non siamo altrettanti efficaci nell'uso del pick and roll con il centro. Sono sfumature ma incidono», ammette il coach. Sanikidze apre il campo, dà energia, stoppa perché è atletico e può difendere sul perimetro.

E GLI ALTRI? - Peppe Poeta non ha giocato contro Teramo (vittoria) ma anche a Torino in Coppa Italia (sconfitta). Finelli lo ritiene essenziale per sviluppare il gioco virtussino ma i fatti dicono che senza di lui si può giocare con Petteri Koponen da playmaker (in Coppa l'ha fatto alla grande) e c'è anche la soluzione Luca Vitali. «Alla fine, abbiamo tre potenziali playmaker», rileva Finelli. Una volta la Virtus ha giocato senza Chris Douglas-Roberts (contro Treviso) e ha vinto. Ma a Biella giocò poco e senza energia e perse. Però era il periodo di adattamento mentre oggi pensare di fare a meno di CDR sarebbe catastrofico. Tuttavia la verità è che finora nessuna assenza ha inciso più di quella di Sanikidze.

SANIKIDZE AL CORRIERE: CON L'EUROLEGA RESTO A BOLOGNA

www.bolognabasket.it - 17/03/2012

 
L’ala della Virtus Viktor Sanikidze, intervistato dal Corriere di Bologna, ha fatto il punto della situazione sua e della squadra. Sanikidze ha ribadito che se la Virtus dovesse conquistare la qualificazione all’Eurolega è sua intenzione rimanere a Bologna. Ecco le parole del georgiano:

Quella con Sassari è una delle tante partite importantissime che ci aspettano da qui a fine regular season. Dobbiamo migliorare in trasferta, in casa siamo la migliore squadra del campionato, numeri alla mano, e anche fuori dobbiamo cercare di trovare il passo giusto. Sassari è una squadra che gioca come noi, corre e va ad alto ritmo, servirà grande determinazione e intensità da parte nostra, altrimenti là non si vince.

Non ci possiamo distrarre, possiamo arrivare secondi ma con qualche passo falso si può anche rischiare di precipitare al settimo-ottavo posto. Decisive saranno le ultime due partite di stagione regolare, a Siena e in casa con Cantù. Il Montepaschi è sicuro del primo posto, per il secondo Cantù è la più attrezzata ma noi siamo lì per giocarcela con loro e con Milano.

Il mio calo nel tiro da tre? Se tiravo con quelle percentuali vuole dire che posso tornare a farlo e tutti dobbiamo alzare la nostra precisione dall'arco. Ho belle statistiche, è vero, ma senza i buoni risultati di squadra le buone cifre non contano niente.

Il mio futuro? È vero che questo è il periodo in cui si comincia a parlarne, ma per il momento sono concentrato solo sul campionato. La NBA è il sogno di tutti, ma sarei contentissimo anche di potermi misurare a livello di Eurolega. Se dovessimo qualificarci, Bologna sarebbe il posto perfetto per giocarla, se ci fosse la possibilità di farlo qui trovando un accordo con la società sarebbe sicuramente la situazione ideale per me.
 

I GUAI DI SANIKIDZE

di Daniele Labanti - http://boblog.corrieredibologna.corriere.it - 11/04/2012

 

Viktor Sanikidze sta attraversando un pessimo momento. Cosa e’ successo?

Il peggioramento dei risultati della Virtus è anche dovuto al calo di Viktor, ma occorre approfondire per capire meglio cosa è accaduto. Nel girone d’andata Sanikidze viaggiava a 13,8 punti di media, con il 60% da due, il 39,4% da tre, 9 tiri di media a partita e 4,4 tiri liberi. Nel girone di ritorno si ferma a 9,4 punti, tira con il 13% da tre, prende meno tiri, ha meno tiri liberi e addirittura nelle ultime quattro partite le sue cifre dicono appena 6,8 tiri presi, 3,5 liberi e solo 8 punti di media. La valutazione è scesa da 21,7 a 15,7. Bisogna ammettere che per le sue caratteristiche, era sorprendente quando tirava con regolarità da tre attorno al 40%. Ma nemmeno è accettabile il 13%. Senza un lungo che possa aprire il campo col tiro da fuori, l’attacco della Virtus si è intoppato. L’impressione è che Viktor stia vivendo un momento difficile coinciso in parte con la perdita di fiducia al tiro (non guarda più il canestro), in parte con l’infortunio patito settimane fa, in parte con la situazione contrattuale. Dopo lo straordinario girone d’andata e la corte di alcuni club con proposte da 300 mila euro, una serie di vicissitudini hanno messo in stand by il suo futuro. Il rendimento attuale sta facendo evaporare quelle opportunità e sembra che lui se ne sia accorto. I progressi mostrati in autunno/inverno, frutto del grande lavoro in palestra, non si vedono più. Ora Sanikidze è un problema per la Virtus, ma anche per sé. Bisogna uscirne con forza, per il bene di entrambi.