STAGIONE 1991/92

 

Messina, Cavallari, Wennington, Binelli, Dalla Vecchia, Nadalini, Pasquali

Orsoni, Coldebella, Morandotti, Bon, Romboli, Zdovc, Brunamonti

 

Knorr Bologna

Serie A1: 4a classificata su 16 squadre (21-30)

Play-off: semifinalista (3-6)

Coppa Italia: semifinalista (6-7)

Coppa dei Campioni: eliminata ai quarti di finale (13-19)

 

N. nome ruolo anno cm naz note
4 Roberto Brunamonti P 1959 192 ITA  
5 Massimiliano Romboli P/G 1971 192 ITA  
6 Claudio Coldebella P 1968 196 ITA  
7 Jurij Zdovc P/G 1966 194 JUG  
9 Roberto Dalla Vecchia A/C 1964 206 ITA  
11 Augusto Binelli C 1964 211 ITA  
12 Bill Wennington C 1963 205 USA  
13 Riccardo Morandotti A 1965 200 ITA  
14 Roberto Cavallari C 1963 205 ITA  
15 Lauro Bon A 1961 200 ITA  
  Davide Diacci G 1974   ITA dal 18/04/92
  Enrico Corni   1972   ITA  
  Damiano Brigo C 1973 209 ITA  
  Michele Bertinelli G/A 1973 197 ITA  
             
  Ettore Messina All     ITA  
  Renato Pasquali ViceAll     ITA  

 

Partite della stagione

Statistiche di squadra

Statistiche individuali della stagione

Giovanili

IL FILM DELLA STAGIONE

di Ezio Liporesi per Virtuspedia

 

Nel reparto italiano arrivo di Morandotti, tra lui e la Virtus un reciproco inseguimento durato anni. Con Riccardo da Verona giunge anche Dalla Vecchia. Nel reparto starnieri bisogna sostituire Johnson e James Edwards due titoli con i pistons arriva nel ritiro di folgaria, ma poi va ai Clippers. Prima si erano inseguiti Theus, Mahorn, Scott Williams, dopo Richard King, poi si prende Wennington.  Arriva prima dell'amichevole persa a Pistoia, ma non gioca per via della stanchezza dovuuta al viaggio. Apppena finita la questione straniero...ne comincia un'altra: Sugar trovato positivo alla cocaina nei controlli effettuati dalla Virtus viene tagliato. Per sostituire Sugar si prova Tracey Moore, ma viene scelto Jure Zdovc, playmaker della nazionale jugoslava che proprio durante gli europei di Roma dovette rinunciare a giocare per il divieto proveniente da Lubiana che gli vietava di giocare sotto la bandiera jugoslava. Intanto il 7 settembre la Virtus, a tre giorni dalla Coppa Italia, scossa dalla vicenda Richardson si rifiuta di giocare il derby in programma contro la Mangiaebevi, sostenendo non esserci alcun accordo scritto; la Fortitudo chiede un risarcimento. Il neo presidente Cazzola non riconosce in pratica un accordo preso dal precedente presidente Francia.

Torneo di Bologna ben giocato poi esordio in Coppa Italia con la vittoria a Rimini, 70-79 con Zdovc già miglior realizzatore con 16 punti. Torneo di Castrocaro a Forlì con due brucianti sconfitte contro i padroni di casa e proprio la Marr Rimini. Sconfitta subito dimenticata con il ritorno di Coppa Italia,  una partita senza storia, dopo 14'30" punteggio record di 45-10, 118-71 il finale. Per l'esordio a Pavia strada in discesa, per la mancata concessione del tesseramento a Lock e Oscar, ma la Virtus si complica la vita. L'8-0 firmato Coldebella, che in estate ha partecipato in America al campionato under 2 metri, Bon e Zdovc porta la Virtus sul 30-25 e fa presagire una fuga che non ci sarà; infatti il tempo si chiude sul 47-43 con un'iniziativa di Coldebella, ma nella ripresa i locali restano in gara e a due minuti dalla fine sono avanti 78-77, qui esce però la freddezza di Zdovc e la Virtus vince 78-83, ma per il mancato tesseramento degli americani Pavia fa reclamo. Si va a Trapani per la Coppa, Morandotti e Binelli ne segnano 18 e già all'intervallo Bologna avanti di 14, che diventano venti alla fine, mettendo già un'ipoteca sul passaggio al turno successivo. Due giorni dopo a Bologna, si scende in campo dopo aver appreso che il ricorso di Pavia è stato respinto e, anche se non sussistevano molti dubbi al riguardo, la cosa destava più preoccupazioni che non la gara di ritorno di coppa: dopo essere andati sul più 14, i siciliani rientrano a meno due sul 79-77, ma vengono respinti indietro da una bomba di Bon, poi ritornano nuovamente a due lunghezze sul 90-88 e nuova giocata da tre punti, stavolta di Wennington con schiacciata e fallo: finisce 95-92. Bill e Lauro sono anche i due top scorer rispettivamente con 22 e 21 punti. La qualificazione era già in cassaforte dalla gara di andata, ma i bolognesi conquistano anche il successo parziale. Seconda di campionato in casa contro Livorno, con le Vu nere già sul 46-25 al 17'30, rilassamento dei bolognesi che porta il punteggio all'intervallo sul 48-37, ma al 30' sono nuovamente scappati sul 69-40 con il punto numero 4000 di Brunamonti e raggiungono il massimo vantaggio, 86-51 a 30" dalla sirena, il punteggio finale si fissa 86-53. 19 punti e 10 rimbalzi per Wennington.

Inizia l'Eurolega con la trasferta a Cipro; partita in iniziale equilibrio, poi un parziale della Knorr di 20-3 porta la Virtus sul 33-51, ma all'intervallo sono solo 11 i punti di vantaggio, 44-55, con Messina non contento. Zdovc firma un veemente avvio di ripresa che porta Bologna sul 46-66, prima di una nuova reazione cipriota che riavvicina a meno nove i padroni di casa sul 67-76. Finale tutto Virtus, che vince 88-109, Morandotti e Bon con 21 punti i migliori realizzatori, ma nel finale spazio per tutti. A Verona la Virtus soffre, va sotto 45-34, è ancora di rincorsa all'intervallo sul 58-53 e raggiunge la prima parità al 28' sul 74-74, mette la testa avanti al 35' sull'86-87 e nuovamente, quasi al termine, sul 93-95 con una tripla di Bon, prima che Kempton pareggi su rimbalzo d'attacco. Si va al supplementare che si indirizza subito verso la Knorr, grazie al general manager della Glaxo, Fadini, che mette il piede in campo per indicare ai suoi di accelerare il tiro quando stanno per scadere i 30 secondi. Fallo tecnico e Bologna subito avanti 95-99, Verona non si riprende più e gli uomini di Messina portano a casa il successo 106-114. Zdovc, 27 punti, 12 rimbalzi, 7 palle recuperate e 3 assist per un 40 di valutazione, giudica la sua gara come la migliore della carriera. Bene anche il capitano Brunamonti con 20 punti, Bon con 17 e Coldebella con 14; in doppia cifra anche Binelli con 12 punti e Morandotti con 10, mentre si ferma a 9 un utile Dalla Vecchia. Una Virtus ottima al tiro col 51,5 % da due, il 50% da tre e l'83,3% dalla lunetta. Una formalità il ritorno coi ciprioti che reggono fino al 14', quando sono avanti 11-13, ma sono sotto 50-39 all'intervallo, poi un secondo tempo record con 74 punti segnati e punteggio finale di 124-74 con tutti i 10 bolognesi a bersaglio dietro ai 28 punti di Bon. Arriva la Benetton di del Negro, ma orfana dell'infortunato Kukoc: salta la sfida tra lui e Zdovc, ma lo spettacolo è assicurato dalla Knorr. Del Negro (solo 6 punti alla fine) è braccato da Coldebella e la Virtus vola letteralmente e il finale di 103-69 è tenero nei confronti dei trevigiani, che sei minuti prima erano sotto di 41 sul 90-49. Venti i punti di Morandotti, 5 su 6 da due e 10 su 11 dalla lunetta, ma altri 5 sono in doppia cifra e Zdovc si ferma a 8. Turno infrasettimanale a Torino ed è una pesante sconfitta, 91-72 nonostante i 20 punti di Zdovc; dice tutto il commento finale del coach Messina: "Se nessuno dei dieci gioca una gara decente non si può vincere". Fatale il parziale di 11-0 che ha portato i piemontesi sul 24-16; mentre l'allenatore bolognese cercava invano di frenare Magee, 33 punti alla fine, provando invano quattro diversi giocatori a marcarlo e sul 39-24 anche il tentativo di zona produce soloun'illusoria reazione fino al 48-39. La Robe di Kappa finisce a +14 il primo tempo, quando Coldebella e Morandotti hanno già tre falli e continua nel secondo la sua marcia, solo lo sloveno della Virtus con nove punti consecutivi prova a portare i suoi più vicino, 79-68, ma è solo un velleitario tentativo di rimonta. Unica attenuante la distorsione al metatarso di Bon. Molto più bella la Virtus di Milano; Binelli doma Dawkins, alla fine 8 punti e 9 rimbalzi per l'americano e 14 punti con 14 rimbalzi per Gus; la Virtus soffre solo nella seconda parte del primo tempo, quando sul 22-26 esce Morandotti (starà tutta la ripresa in panchina con il ghiaccio sulla coscia destra): i bolognesi, sotto 42-37 alla pausa, partono forte nella ripresa con Bon, in quintetto nella ripresa al posto di Ricky, ed un grande Zdovc, che con 5 su 6 e tre triple porta i suoi sul 52-65, la Philips rientra sul 60-65, ma i bolognesi controllano e vincono 74-81. Il biondo sloveno è il migliore con 18 punti. Quarti di Coppa Italia a Verona senza Ricky, con una Virtus in grande spolvero, che parte sul 16-31, i locali rimontano parzialmente, 30-39, solo dopo un tecnico a Schoene che infiamma un po' la partita, ma già all'intervallo è 47-60, che si dilata in avvio di ripresa fino al 49-70; i locali provano ancora a buttarla sulla bagarre, ma anche dopo il quinto fallo di Zdovc, con Romboli in regia la Virtus controlla fino al 91-108 finale che lascia molto tranquilli per il ritorno.

Arriva Trapani ancora a secco di vittorie e la partenza 9-2 lascia presagire la solita abbuffata casalinga, invece dopo poco è 13-18 e i siciliani conservano i 5 punti di vantaggio anche all'intervallo, sono ancora avanti fino al 25', poi la Virtus si porta avanti, grazie a Coldebella e Morandotti, 7 su 11 da due e 7 su 7 dalla lunetta per 21 punti complessivi il primo e 7 su 8 da due e 6 su 9 ai liberi per 20 punti totali il secondo. Finisce 93-81, qualcuno storce la bocca, ma non Messina che difende la squadra. Trapani, seppure in una partita accademica, aveva perso a Bologna di soli 3 punti anche nel ritorno di Coppa Italia e dopo la gara di campionato infilerà tre successi consecutivi, mentre la Virtus avrà nelle prime cinque gare casalinghe, nonostante i "soli" 12 punti rifilati alla Pallacanestro Trapani, una media di 30 punti di vantaggio a gara. Nel frattempo Richardson, dopo aver minacciato di portare la Virtus in tribunale, si è accasato a Spalato, anche grazie ai vecchi compagni che hanno espressamente chiesto alla società di concedere il cartellino gratuito al vecchio compagno, richiesta subito accolta dai vertici virtussini, forse non tanto per gratitudine, ma anche per evitare una lunga diatriba giudiziaria. Per uno scherzo della sorte è proprio la squadra croata la prima avversaria della Virtus nel girone di Eurolega l'ultimo giorno di ottobre: la notte di halloween è tutta per Sugar, accolto all'entrata da un'interminabile ovazione, con il tifoso Romano Bertocchi, ancora lontano dalla futura carica presidenziale, scatenato nell'applaudire il vecchio beniamino. Gli slavi partono bene, 25-36 al 15', Bon ricuce con 7 punti di fila e all'intervallo il distacco è accettabile, 38-43. Partenza a razzo dei bolognesi nella ripresa, 54-51, poi 59-52, ma con un parziale di 8-14 si ritrovano sotto 62-66 e solo grazie alla 1-3-1 riescono a riportarsi con Coldebella sull'81-75 che garantisce già il successo che arriva poco per 85-80. Richardson gioca 40 minuti e segna 17 punti, secondo realizzatore dei suoi dopo Naglic con 31; per le Vu nere Coldebella su tutti con 26. Bon non parte per Trieste, per uno stiramento agli adduttori, partono invece gli acciaccati Brunamonti e Morandotti e proprio Riccardo sarà il match-winner. Bologna sempre avanti, 43-49 all'intervallo, che diventa il massimo vantaggio sul 43-52 con una bomba di Brunamonti a inizio secondo tempo. Trieste si riporta sul 50-52 poi la Stefanel passa a condurre fino al 72-66 del 35'. Nel finale 8 degli ultimi 10 punti sono di Morandotti, che dopo l'uscita per falli di Binelli e Wennington va a giocare vicino alle tacche ottenendo prima due canestri, poi guadagnandosi i falli che converte nei punti decisivi dalla lunetta. Finisce 84-86. Morandotti, 26 punti, 9 su 12 da due, 1 su 2 da tre, 5 su 6 dalla linea del tiro libero, 4 rimbalzi, 5 recuperi e un assist, assoluto mattatore. In doppia cifra anche Zdovc con 17, Brunamonti con 13 e Binelli con 12 frutto di un percorso netto al tiro, 3 su 3 da due, 1 su 1 da tre e 3 su 3 ai liberi, in soli 20 minuti giocati a causa dei falli. Bon non parte per Tallin dove c'è anche un problema di magliette, visto che Binelli gioca con l'8 e Dalla Vecchia ha addirittura la tenuta da allenamento, ma la Virtus inizia bene e comanda 38 minuti su 40, i locali hanno l'unico momento di gloria sul 20-15, poi Virtus nuovamente avanti 29-33 al 14', poco dopo 33-40 e chiude sul 38-44 il primo tempo. Gli estoni si riportano sul 59-58 e ci pensa Binelli a ricacciarli indietro 65-58 ma al 13' ha tre falli,  rientra però negli ultimi due minuti per condurre i suoi in porto, si chiude sull'80-87 con una schiacciata di Coldebella. Male Zdovc, partito non bene Wennington, si riscatta nella ripresa con 10 punti (dei 12 totali) e 2 rimbalzi d'attacco (13 le sue carambole totali) nel momento decisivo della ripresa, con i quali si fa perdonare anche l'ormai classica schiacciata sbagliata. I già citati Binelli, 27 punti in 31 minuti, e Coldebella, 24 punti in 27 minuti, i grandi protagonisti della gara. Arriva Caserta e la Virtus è la solita macchina, nonostante al 15'30" abbiano tre falli Binelli e i due stranieri, il primo tempo finisce 52-37 con due triple di Bon e la ripresa comincia con un 10-0 che chiude i giochi. Morandotti è ancora quello di sette giorni prima, 7 su 9 da due, 8 su 8 ai liberi, 8 rimbalzi, 5 recuperi e 3 assist per 40 di valutazione. Sosta per l'all star game dove vanno Zdovc per la selezione stranieri e Brunamonti e Coldebella per la nazionale italiana.

Ritorno di Coppa Italia e Virtus che, ipotecata la qualificazione all'andata, prevale in volata anche nel ritorno 94-93, con 22 punti di un Morandotti sempre più protagonista: Glaxo quasi sempre avanti, 32-37 quando Binelli s'infortuna alla caviglia sinistrra e viene ben sostituitop da Cavallari, i veronesi sono raggiunti sul 50-50 da Cavallari alla fine del primo tempo, ma tornano a +10 a metà ripresa, nonostante i zero punti di Kempton in questa frazione. La squadra scaligera viene ripresa e superata sul filo di lana dai bolognesi che nel secondo tempo hanno cose notevoli da Zdovc e Coldebella, artefice del successo. Riprende il campionato con la sfida contro la Ticino, con le assenze per la Virtus di Binelli, infortunatosi contro la Glaxo, e Solfrini per Siena. Zdovc s'infortuna dopo 4'30", si teme la frattura dello scafoide, ma poi fortunatamente, il danno risulterà meno grave; tuttavia la Knorr non se ne preoccupa, parte 25-2 e Siena è giù sepolta, 53-26 all'intervallo e 106-63 alla fine. Nonostante l'infortunio di Zdovc e l'assenza di Gus, sono sette i bianconeri in doppia cifra: Wennington 18, con 7 su 11 al tiro (anche 15 rimbalzi e 2 recuperi), Brunamonti 17, Coldebella 15, Romboli 13, al suo massimo in serie A con 2 su 2 al tiro pesante, Dalla Vecchia, partito in quintetto 12, Bon e Morandotti 11, per Riccardo anche 11 rimbalzi e 3 assist; in totale 55,6% al tiro sia da due che da tre punti. Si va a Barcellona per la coppa, con i catalani in crisi e l'inizio sembra confermare il trend delle due squadre, Virtus avanti 14-20 al 9', 34-39 all'intervallo e 48-53 al 30' con due tap in di Coldebella e Cavallari, poi Bologna si siede e vincono gli spagnoli 71-67. Brutto anche il rientro in aereo, causa nebbia obbligato lo scalo a Genova, unico aeroporto aperto. Si va a Montecatini per incontrare il Messaggero che gioca in campo neutro; assenti Bon e Binelli, con Brunamonti e Zdovc acciaccati, Morandotti nel primo tempo subisce una ginocchiata, esce ma rientra e sarà decisivo. Primo tempo chiuso sul 42-33 per i romani e molti falli per i lunghi Knorr, al 26' è 52-40, poi Bologna con una zona press, rimonta grazie ai furti di Morandotti, 18 punti, e Zdovc, 20. Alla fine saranno 23 le palle recuperate dai bolognesi. I capitolini segnano solo 26 punti nella ripresa e solo 8 negli ultimi 8'30"; Roma dal 54-62 si blocca e al 35' Bologna aggancia gli avversari a quota 62, poco dopo, con un libero a testa di Brunamonti e Coldebella e un canestro di Zdovc è 62-66, chiudendo un parziale di 0-12. Si tratta dell'allungo decisivo, quei quattro punti le Vu nere li conservano fino al 68-72 finale. Di questa Virtus che fra Italia ed Europa ha vinto 20 partite su 22, l'emblema è il combattente Morandotti, il giocatore con anche la valutazione più alta. Si va a Caserta per l'Eurolega sempre senza Bob e Binelli, uno 0-12 porta la Virtus al 17' sul 35-29 grazie ai contropiedi di Zdovc e Brunamonti. Un 18-2 a cavallo dei due tempi porta i campani avanti 43-41 al 21'30", poi Zdovc, 21 punti e 9 su 14 alla fine per lui, supportato da Morandotti rilancia la Virtus, ma il protagonista principale è il capitano Brunamonti, che a 50" dalla fine segna la tripla del 70-75, prende il rimbalzo sul successivo tentativo disperato fallito da Gentile, infinei mette ancora due liberi, punteggio finale 72-77. Bene anche Wennington, 21 punti, di cui 14 nel primo tempo. Rientra Binelli, ma è ancora fuori Bon, contro Forlì, di McAdoo e Bonamico. La Virtus rincorre per tre quarti di gara, 4-11 al 3', 34-45 al 16', 45-52 all'intervallo, quando i romagnoli hanno 6 su 10 nelle triple e solo Brunamonti regge con 15 punti. Al 25' è ancora 56-61, ma Wennington ha già cominciato a convertire almeno le conclusioni facili, Zdovc è tornato ai suoi livelli e così, anche con il contributo di Romboli, la Virtus raggiunge i romagnoli sul 65-65, poi i bolognesi scappano e vincono 98-86. Per Binelli 10 punti al rientro. Ancora una volta la chiave è la difesa, che costringe gli avversari a 34 punti nella ripresa (e 10 sono realizzati negli ultimi 3 inutili minuti), dopo i 52 della prima parte.

Lauro Bon rientra contro i francesi dell'Antibes, che partono bene, sono 11-14 al 6', quando Zdovc comincia il suo show, veronica e tripla per il 9-0 che lancia i suoi, fino al 43-25 del 16'. Al 37' il massimo vantaggio sul 101-73, 106-81 il finale. Per lo sloveno 28 punti, nonostante la mano sinistra fasciata. Incredibile bilancio per i bianconeri, 23 vittorie su 25 incontri tra Italia ed Europa. A Varese la Virtus conduce per buona parte della gara, 33-45 al 17', ma qui subisce un parziale di 8-0 che fissa il punteggio sul 41-45 all'intervallo. Al 29' Varese sorpassa con una tripla di Andrea Meneghin, 60-58, un minuto dopo Coldebella commette il quinto fallo e la Virtus soffre, però torna avanti 80-81 con Bon a 68 secondi dalla fine, Theus pareggia con un libero, a 23" Zdovc sbaglia e sulla sirena ancora Theus, che aveva 4 falli già al 31', ma che riesce a stare in campo fino alla fine, realizza il canestro decisivo, risultando il grande protagonista con 31 punti e 7 assist. L'inferiorità a rimbalzo, 49 contro 36, una delle cause della sconfitta. Si va a Puerto Real in Spagna ad incontrare il Cibona, in esilio a causa della guerra nella ex Jugoslavia. Virtus in sofferenza, dopo il 6-8 iniziale, 35-27 alla pausa, 77-56 al 36', quindi il finale di 87-74 è anche tenero nei confronti dei bianconeri, che hanno Brunamonti acciaccato e Zdovc sottotono contro molti suoi ex compagni di nazionale. Nella ripresa Messina si affida lungamente a un quintetto italiano con Romboli in regia e Bon, 20 punti, nel ruolo di finalizzatore. Da 13 mesi la Virtus non perdeva due partite cocnsecutive. Pronto il riscatto contro Pesaro, con la Virtus al comando per 40 minuti ma che soffre troppo nel finale. 49-37 al 20', 73-51 al 27', quando escono i grandi protagonisti, Binelli, autore di 20 punti, e Morandotti, 22 punti a referto, una grande difesa su Daye e anche una stoppata a Magnifico. Qui la Virtus si blocca, comincia a commettere 8 errori su 9 tentativi e Pesaro rientra, prima 80-70 al 34', poi 86-83 al 38', ma una tripla di Brunamonti, alla gara numero 300 in maglia Virtus, riporta Bologna a più 6 e il tecnico a Gracis sull'89-85 chiude i giochi, finisce 90-87. Virtus campione d'inverno con un turno d'anticipo grazie ai quattro punti di vantaggio sulla seconda. Sconfitta a Cantù, nonostante, come a Varese, una larga fetta di gara in testa, 37-40 al 20', che diventa 37-44 al 22', poi un parziale di 11-0 e notte fonda per la Virtus che va sotto, segna solo 8 centri su azione negli ultimi 18 minuti e perde 82-70. Si salva solo Zdovc con 19 punti. Si attende Pavia per la prima del 1992. I lombardi reggono a lungo, grazie a uno strepitoso Oscar, 46 punti con 10 su 15 nelle triple. Sul 44-44 un 12-2 porta la Virtus al riposo sul 56-46, che diventa 58-46 a inizio ripresa con un canestro di Zdovc, ma al 32' è ancora 76-71; ci pensa Dalla Vecchia con due rimbalzi d'attacco convertiti in canestro a portare i suoi sull'84-76. Alla fine prevale la squadra sul singolo, 101-87, Le 19 palle rubate suppliscono ai soli 32 rimbalzi (solo 10 per la coppia Wennington-Binelli). Bon solo 1 su 6 al tiro, ma la tripla che sul 33-31 regala un po' di respiro ai suoi. In coppa arriva il Maccabi e in 5 minuti Zdovc e Brunamonti confezionano il 12-4, vantaggio conservato al 9' sul 22-14 quando Binelli commette il terzo fallo, mentre Wennington ne ha fatti due nei primi due minuti e, nonostante un ampio lasso di tempo passato in panchina, commette il terzo al 15', ma la Virtus regge e Cavallari fissa al 20' il punteggio ancora sui canonici 8 punti di vantaggio, 46-38. Come d'abitudine i bianconeri si reggono più sulle palle rubate che sui rimbalzi, oggi ancor di più, visti i problemi di falli dei lunghi. Inizio ripresa veemente dei bianconeri e vantaggio raddoppiato al 25' sul 56-40, trascinati ancora da Brunamonti, Zdovc, a cui si uniscono Morandotti, un buon Coldebella, Bon segna 7 canestri consecutivi e il punteggio al 32' è 74-56 grazie a un canestro di Dalla Vecchia. Qui la Virtus rifiata, gli israeliani a 2'30" dalla fine sono sul 76-68 grazie a un parziale di 2-12, ma Bon, 20 punti per lui, trova un altro paniere e il finale è 96-83, Per la prestigiosa squadra di Tel Aviv quinta sconfitta a Bologna nei 5 incontri disputati. Il migliore dei bolognesi è Brunamonti con 22 punti. Anticipo televisivo al sabato a Livorno senza Zdovc infortunatosi in coppa, la Virtus parte forte, 0-7, ma poi con la prima uscita di Brunamonti dal campo le cose peggiorano, i toscani passano avanti 29-25 al 12' e sono ancora avanti all'intervallo 45-44. Wennington va a sprazzi ma alla fine avrà un buon 7-11 con 11 rimbalzi, anche se subisce troppo Carera, Morandotti si batte e segna 14 punti, Coldebella ha percorso netto dalla lunetta e sfrutta i tanti falli subiti con un 12 su 12 e 17 punti, Cavallari segna 6 punti, Brunamonti è strepitoso con 6 su 6 da tre punti fino al 36'30", quando il punteggio registra l'ultima parità 82-82, poi i bianconeri non reggono più e cedono 93-89. Decisivi i 18 rimbalzi d'attacco della Baker.

Si torna in Spagna, stavolta a La Coruna per incontrare un'altra compagine slava in esilio forzato, la Slobodna Dalmacija di Sugar e terza sconfitta per i bianconeri, dopo quelle con Cibona e Barcellona, terra iberica infausta per le Vu nere. I bolognesi partono forte, ancora privi di Zdovc, Brunamonti e Coldebella confezionano un gran primo tempo chiuso sul 50-53, ma al 24' Wennington commette il quarto fallo e Binelli lo imita subito dopo, entrano Cavallari e Dalla Vecchia che reggono il campo con autorità, tanto che con un parziale di 2-13 la Virtus si porta al 27'30" sul 59-70 e, considerato che anche Richardson e Perasovic hanno 4 falli le cose sembrano mettersi bene per Bologna. Invece con orgoglio Spalato si riporta sotto, 80-81 al 37', ci pensa Bon, l'asso di coppa, con due triple a riportare la Virtus sull'86-89 a 36 secondi dalla sirena, ma a 19" dalla fine Sugar riaggancia i vecchi compagni con una tripla e nel supplementare con un'entrata, una tripla e un libero è il grande artefice dello sprint che porta la squadra slava sul 97-92, ancora una tripla di Bon riaccende le speranze, ma dalla lunetta Spalato fissa il punteggio sul 99-95. Occasione persa e tribolato anche il viaggio di ritorno con scalo a Bergamo. Si riceve Verona, ancora privi di Jure e stavolta un supplementare è propizio per i bianconeri. Ottimo avvio 0-7, poi la partita è in equilibrio, anche se vede la Virtus più spesso avanti; all'intervallo è 39-41, ma al 22'30", dopo un parziale di 6-1, Verona conduce 47-41. A sprazzi Coldebella, Bon, Morandotti e Binelli fanno buone cose, ma è soprattutto Brunamonti a dominare, 19 punti, tanta difesa e anche 7 rimbalzi, di cui 5 in attacco, così la Virtus è 79-81 a 41" dalla fine, quando l'eroe di giornata, il capitano Brunamonti, alla partita numero 500 in serie A, rischia di rovinarsi la festa sbagliando l'1+1; Kempton pareggia, poi Verona, già senza Schoene e con lo strepitoso Minto, 27 punti e 9 rimbalzi, già a 4 falli, decide di non fare fallo, Coldebella sbaglia, ma nel supplementare la Glaxo non regge e Bologna vince 96-91. Andata e ritorno vinte dai bolognesi all'overtime e contando la coppa Italia, quarta sconfitta della Glaxo contro la Virtus. Negli spogliatoi Messina difende Wennington, dopo averlo tenuto in panchina nei minuti caldi dell'incontro, avendo schierato Morandotti da secondo lungo di fianco a Binelli. Rientra Zdovc contro Tallin e non è un rientro che passerà inosservato, invece è assente Gus per una distorsione. Il primo tempo si chiude sul 46-43 con gli estoni che hanno già un lungo in panchina per 5 falli dal 17'30". Nella ripresa sul 53-46 un parziale di 2-11 porta la Virtus sotto 55-57 e Morandotti e Cavallari hanno 4 falli, infatti le cose non migliorano, al 32' è 62-70. Le Vu nere si scuotono e raggiungono gli avversari. Sull'87-87 la Virtus ha l'ultima azione ma Brunamonti pasticcia e a 2" dalla fine è rimessa Tallin. Zdovc intercetta e da metà campo inventa un'incredibile parabola che termina nel cesto avversario per il 90-87 finale. Si pensava a una pratica più comoda da risolvere, ma la vittoria comunque arriva.

A Treviso rientra Binelli, ma potendo dare un contributo molto ridotto, fortunatamente Dalla Vecchia e Cavallari offrono un byuon rendimento e Wennington gioca la sua migliore partita italiana, con 24 punti e 7 rimbalzi, Morandotti gioca un buon primo tempo, ma non basta. Veneti avanti 41-34 all'intervallo, che diventa, dopo un 8-0, 49-34 al 23'. Grande recupero Virtus, 58-54 , poi ancora Virtus vicina ai locali sul 73-68 e finale di 81-74 che salva la differenza canestri. Contro Barcellona, assente all'ultimo momento Morandotti, male i due stranieri, solo 10 punti totali, ma la Virtus c'è, 33-24 al 12', a cui rispondono i catalani, che passano a condurre 36-37 al 17'30". Alla pausa 42-41 per le Vu nere. Binelli protagonista con 19 punti e 5 rimbalzi, affiancato da Brunamonti, 18 punti con 3 su 4 nelle triple. Sul 77-74 Montero sbaglia l'ultima tripla e Bologna vince. Morandotti accusa vertigini per una botta ricevuta a Treviso, questo il motivo dell'assenza in coppa. Arriva subito la diagnosi, Riccardo deve strare fermo almeno 40 giorni per aritmia. Contro la Robe di Kappa, Ricky in borghese viene festeggiato dal pubblico e la Knorr gli regala una grande prestazione. Incredibile 15 su 21 da tre, Brunamonti 5 su 6, Zdovc 4 su 5, Romboli 2 su 3, Coldebella 2 su 4, Bon 2 su 2, solo Dalla Vecchia fa 0 su 1, oltre il 71%, migliore del il 55% da due e del 60% dalla lunetta. Vinta anche la gara a rimbalzo, 37-23; buona la prova di Binelli, nonostante i 3 falli dopo 4'40", Augusto riesce a segnare 12 punti in 12 minuti. Dopo il problema Morandotti, si pensa a un possibile taglio di Wennington, candidati a sostituirlo Tolbert, Levingston, Sikma e torna d'attualità anche il nome di James Edwards. In coppa contro Caserta emerge il solito Bon con 17 punti. La gara viene risolta in avvio di ripresa da un break di 16-2 che porta la Virtus sul 65-45. Contro Milano, nello scontro al vertice,  dopo 14' Virtus sotto 26-36, Dalla Vecchia e Cavallari dalla panchina riescono a dare una scossa e con un 8-0 la Virtus chiude 40-44. Ancora sotto di quattro punti al 23' sul 46-50 le Vu nere soffrono il terzo fallo di Binelli e Wennington e precipitano nuovamente a meno 10 sul 56-66 al 30'30". I lombardi si bloccano e al 36' bolognesi a meno 3, 63-66, ma è l'ultimo sussulto, vince la Philips 69-79 e ribalta anche il doppio confronto. Senza Morandotti e con Bon acciaccato era difficile fare di più. Wennington viene per il momento confermato, prima della partenza per Antibes, dove il primo strappo è merito del protagonista europeo, Bon che con cinque punti filati porta la Virtus sul 21-26; al 18'30" Coldebella firma il 37-48, poi è un crescendo, 50-69 al 25' e 63-81 al 30'. Ottima la prova di Binelli con 26 punti. Trasferta a Trapani con un magistrale Coldebella, 5 su 5 da due, 2 su 3 da tre e 12 su 12 ai liberi, 28 punti in 32 minuti, 8 falli subiti, un rimbalzo, 4 recuperi e 2 assist per 37 di valutazione. Dopo un avvio sprint dei padroni di casa, 4-0 e 8-13, due bombe in sequenza di Zdovc e Coldebella portano Bologna avanti 19-21. La gara si chiude quando al 13', sul 24-28, le Vu nere con un break di 4-14 si portano sul 28-42. Il primo tempo si chiude sul 39-53, ma al 26' il divario è ancora aumentato, 50-70 e raggiunge le massime proporzioni al 38' sul 50-70. Finisce 91-111. Binelli accusa una botta alla caviglia destra, ma non sembra nulla di grave. Arriva in prova Irving Thomas ma non desta particolari entusiasmi, Wennington è ancora al sicuro. In coppa gara importante per il piazzamento nel girone, a Bologna arriva il Cibona. Al 5' è già in difficoltà la Virtus, 4-11 con all'attivo soli due canestri segnati da Wennington, che nella prima parte ha un ottimo 5 su 5, anche se in difesa è lacunoso e al 16', sul 25-39 ha già 4 falli. Messina prova a ruotare i giocatori, al 10' ne ha già provati 9, ma non riesce a ottenere una buona difesa dai suoi e solo due tecnici fischiati sul 38-48 a Radulovic e Mrsic permettono a Coldebella di tirare, grazie anche al fallo subito ben 6 liberi che riportano Bologna sul 42-48, dopo che era stata sotto all'11' anche 17-32, dopo un parziale di 0-11. Brunamonti con 14 punti in 7 minuti porta la Virtus all'80-83 al 36'30", il Cibona risponde riportandosi a più 10 sull'82-92, i bianconeri fanno un ultimo sforzo arrivando nuovamente a meno 3 a 33" dalla fine sul 92-95, ma è l'ultimo acuto, gli slavi vincono 92-95. Contro la Stefanel Bologna prova a scappare a metà tempo con un 13-0 aperto e chiuso dall'arco da Brunamonti che porta la Virtus sul 20-8, ma, dopo il recupero dei triestini, il break decisivo arriva nella ripresa, dal 35-35 del 22', la Virtus piazza un 18-2 che la issa sul 53-37 del 27'30". Finisce 82-55, con 39 punti della coppia Binelli-Wennington, con Augusto che arpiona anche 15 rimbalzi e Bill 9. Zdovc si applica su Middleton e lo costringe a un 2 su 11. Si va a Tel Aviv per l'ultima gara del girone. Parte malissimo la Virtus 32-15 al10', ma con la zona riesce a portarsi avanti all'intervallo 40-39. Equilibrio nel secondo tempo rotto solo sulla sirena dal canetsro di Zdovc: 81-83. Un incredibile intreccio di risultati porta la Virtus alla vittoria nel girone, giungendo pari al Barcellona sconfitto dal fanalino di coda Caserta e agli stessi israeliani, prevale per la classifica avulsa, mentre il Cibona sconfitto rimane indietro di due punti.

A Caserta i campani provano a scappare nel primo tempo, 37-31 al 16', ma all'intervallo è 40-39; poi sul 50-47 del 26' la Virtus opera un break di 0-23 che porta i bolognesi sul 50-70. Partita al sicuro e risultato finale di 72-88. Ottimo Binelli, 18 punti con 9 su 13 e 11 rimbalzi, Zdovc segna 18 punti facendo bottino soprattutto dalla lunetta con 10 su 10 e da due punti con 4 su 6, fallendo le 4 bombe tentate, Brunamonti realizza 16 punti con 7 su 10 da due, 0 su 2 da tre e 2 su 2 ai liberi, Coldebella è il top scorer con 19 punti frutto di un 7 su 13 da due, 2 su 4 dalla linea del tiro libero e 1 su 5 da tre, unica tripla messa a segno dai bianconeri sulle 11 tentate. Morandotti viene fermato per altri 40 giorni, mentre per Bon, con problemi da tempo di menisco, si decide che sarà operato dopo la final four di Coppa Italia. Al Palafiera di Forlì i 2000 tifosi delle Vu nere vedono i propri beniamini spegnersi alla distanza nella semifinale contro Pesaro. Primo tempo chiuso sul 42-37 per i bolognesi, ma nel secondo tempo si scatena Magnifico, latitante nel primo tempo e la Knorr non regge, è ancora 64-64 al 33', poi, con Daye, migliore realizzatore dei suoi, in panchina dopo un fallo intenzionale su Coldebella, la Scavolini stacca la Virtus 73-66 e i bolognesi non rientrano più, finisce 80-90 e finisce anche la Coppa Italia della Knorr. Ci si tuffa nuovamente nel campionato a Siena, dove gioca ancora Bon, che entrerà in ospedale il lunedì successivo per operarsi. A parte un buon avvio di ripresa con i bolognesi che si portano sul 40-45 (quando però Binelli commette il terzo fallo, tutti in attacco) al 28'30" la partita è una sofferenza e proprio da quel vantaggio la Virtus subisce un parziale di 22-4, durante il quale vanno anche annotati un paio di tecnici, a Messina e Zdovc. Partita modesta, ma il 5 su 25 da tre è una delle chiavi della sconfitta. L'operazione subita da Bon, rivela un'osteocondrite, che lo mette fuori causa per il resto della stagione. Si parla allora, visto anche il protrarsi dell'assenza di Morandotti, di un possibile taglio di Zdovc. Si parte per gara uno dei quarti di eurolega direzione Belgrado, dove fino a qualche giorno prima dell'incontro non si sapeva se si sarebbe potuto giocare. Oltre alle assenze di Morandotti e Bon, si aggiunge quella di Romboli, che essendo militare, non riceve il permesso dalle autorità militari per la trasferta. Partenza a razzo di Bologna che parte sul 3-10, ma con un parziale di 16-4 i serbi passano a condurre 19-14. La Virtus torna avanti 26-27 con una schiacciata di Binelli; alla fine del primo tempo Wennington e Coldebella hanno tre falli e Claudio commette il quarto al 24' ed il quinto al 35', ma al 29' il Partizan è già scappato 60-48. Le tante assenze, abbinate ai problemi di falli rendono la coperta Virtus troppo corta. In campionato si riceve il Messaggero, il 10-0 a metà primo tempo, porta la Virtus sul 27-22 e da lì è tutto un crescendo Knorr, va sul 40-29 grazie a tre canestri e due liberi di Dalla Vecchia. Al 27'30" il punteggio è di 74-45, poi si attende solo il finale. 90-71. Col Partizan necessario vincere per andare alla bella. Brunamonti stratosferico, suoi 12 punti dei primi 20 della Virtus e, considerando che il primo tempo termina 26-27, si capisce come l'apporto del capitano sia fondamentale. Nella ripresa la Knorr prova a correre per aumentare la produzione offensiva e la tattica sembra riuscire, con un 10-2 si porta sul 36-29, ma è un'illusione, perchè al 31' il Partizan è avanti 41-42. Un 9-0 con 5 punti di Romboli, porta le Vu nere avanti 50-45 al 34', ma non è finita, Danilovic con una tripla pareggia a quota 57 a 58" dalla sirena, risponde con la stessa moneta Zdovc ed è il canestro decisivo, Binelli puntella con un libero e l'ultimo canestro da tre di Danilovic è inutile per i suoi, vince la Virtus 61-60. Due giorni dopo gara decisiva, Virtus subito avanti 11-4 al 4'30", ma al 6'30" sul 15-9 dopo una schiacciata di Stefanovic, il danno procurato alla struttura impone 25 minuti di stop e alla ripresa è un'altra gara, la Knorr subisce il ritorno avversario. Romboli riesce a bucare la zona avversaria, tiene avanti i suoi e faticosamente al 22'30" Bologna riprende i 7 punti di margine, 41-34. Al 25'30" il Partizan passa a condurre e non lascerà più la presa. A 2'12" dalla fine la Virtus arriva a meno uno, 66-65, ma nel finale la Virtus non riesce a catturare i rimbalzi sotto il proprio tabellone, sugli errori degli slavi che alla fine segnano i punti della staffa 65-69.

Ancora con i segni della bruciante sconfitta in coppa che ha fatto svanire al fotofinish la final four europea, la Virtus va Forlì. Il primo tempo termina 40-39 e al 22'05" sul 42-41, una moneta lanciata dal pubblico colpisce Zdovc che esce e non rientrerà più. Il resto della gara si gioca per onor di firma essendo scontato lo 0-2 a tavolino. Da segnalare solo una buona gara di Romboli, l'1 su 13 di Binelli e un tecnico curioso fischiato a Brunamonti: l'arbitro di spalle sente un insulto proveniente dal pubblico e girandosi lo attribuisce al capitano bianconero. Il finale è 85-72 ma viene poi convertito come previsto in 0-2, permettendo alla Virtus di mantenere la testa insieme a Benetton e Scavolini. Arriva Varese nel turno infrasettimanale. Lombardi avanti 32-42, ma con un parziale di 11-2, la Knorr rientra, 43-44 e sorpassa anche e a 1" dall'intervallo sul 53-51 Theus riesce a prendere un incredibile tecnico e la Knorr va al riposo sul 55-51. Varese riparte con uno 0-9 e mantiene il comando  e sull'82-87 a 26" dalla fine sembra finita, ma Zdovc aggancia gli avversari, 87-87, mettendo a bersaglio l'unica delle sue sei triple tentate. Nel supplementare Varese di nuovo avanti, sul 100-98 Theus fa infrazione di campo a 43" dalla sirena, Zdovc sbaglia da 4 metri, ma Brunamonti recupera il rimbalzo, viene inseguito da tutta la Ranger, ma è imprendibile e da lontanissimo scocca la tripla della vittoria: 101-100. Ottimo Binelli con 29 punti e 11 rimbalzi, magnifico Brunamonti con 25 punti e il gol della vittoria. Cade Treviso, quindi Virtus ancora al comando insieme a Pesaro e la penultima giornata prevede lo scontro diretto a Pesaro, dove ci si gioca il primo posto. Scavolini avanti 61-51 al 26' e la gara sembra compromessa, considerato che Wennington ha quattro falli e Binelli tre, ma la Virtus recupera, sotto la direzione di Brunamonti, con l'apportio positivo di Zdovc, con Coldebella che si fa sentire anche in attacco e a 11" dal termine sull'86-83 Zdovc tira dall'arco per il pareggio, insacca ma pesta la linea, quindi solo due punti e Knorr a meno uno. Lo sloveno è costretto al fallo, Pesaro non sbaglia dalla lunetta e Coldebella fallisce il tiro da metà campo, vincono i marchigiani 88-85. Da sottolineare la bella gara di Wennington, 7 su 9 e 19 punti. Ultima giornata contro Cantù, con ancora la possibilità di arrivare primi. La Virtus paga subito gli accoppiamenti difensivi sfavorevoli Coldebella - Mannion e Zdovc - Bosa, va sotto 11-20, poi con un parziale di 20-2 si trova 31-22; all'intervallo Bologna avanti 38-34 con 14 punti di Wennington (saranno 20 alla fine), con 6 su 8 al tiro. Faticoso inizio di ripresa, 40 pari al 25 e sul 51-46 quarto fallo di Binelli, che è anche vittima di un infortunio. Le Vu nere reggono fino al 34' quando, sul 64-57, subiscono un 17-0 che li condanna alla sconfitta, figlia soprattutto della sconfitta ai rimbalzi, 29 contro i 42 dei lombardi e dell'1 su 17 al tiro pesante. La sconfitta relega i bolognesi al quarto posto, mentre una vittoria avrebbe garantito la prima poltrona, in virtù della sconfitta di Pesaro a Trapani. La quarta posizione, se non migliorata nei playoff significherebbe anche non qualificazione per l'Eurolega dell'anno successivo. Per Binelli stiramento al legamento collaterale mediale, con interessamento del menisco, necessaria un'operazione, però si può tentare di recuperarlo e rinviare l'intervento a fine campionato.

La notizia che rende tutti felici è soprattutto il rientro di Morandotti, che ottiene l'idoneità per tre mesi. Dopo 76 giorni di assenza, il suo rientro, nei quarti dei playoff, di nuovo contro Cantù, è significatico, cinque punti e 7 rimbalzi in 15 minuti di gioco. Ne traggono beneficio soprattutto Coldebella e Zdovc riportati ai loro ruoli naturali. Con un parziale di 23-13 Bologna si porta avanti 23-13, ma i brianzoli rimontano e passano a condurre 31-33 e solo con un ultimo guizzo la Virtus è avanti 34-33 alla pausa. Sette punti filati di Coldebella portano la Virtus sul 64-56 al 36'; la quota 64 nell'ultima gara di fase regolare era stata fatale ai bianconeri, che si fermarono a lungo su quel punteggio, al contrario in questa occasione continuano la loro marcia e Zdovc realizza la tripla del 68-60, che diviene poi 72-60. A Cantù gli esterni della Virtus partono forte, 1-6, ma poco dopo i padroni di casa conducono già 21-12 e al 10' Binelli ha già tre falli. All'intervallo Bologna ancora in scia 43-40, più vicina al 25' sul 51-49, ma qui si blocca e la Clear vola sul 60-49. Al 35' Binelli esce a braccia, dopo un'ulteriore danno al suo ginocchio. Con la difesa la Virtus arriva a meno sei a 2'32'' dalla sirena, ma sei saranno anche i punti di distacco alla fine sull'89-83. Gus è indistruttibile e riesce a scendere in campo per gara tre. 8-3 al 2', poi canturini avanti 25-27 al 13'30", ma qui Binelli sale in cattedra e porta i suoi sul 40-33 al 18'; all'intervallo è 44-38 con 25 punti del duo Wennington - Binelli, che alla fine avranno 18 punti a testa. Sprint targato Coldebella in avvio di ripresa e Bologna avanti 52-42 al 23'30", passano 30 secondi e Zdovc commette il quarto fallo, esce e per otto minuti la Virtus segna solo tre punti, Cantù pareggia, ma al rientro Jure firma la tripla del 58-55, bissata subito da Morandotti. Cantù non molla e sorpassa a 28" dalla fine, Brunamonti non trova lo spiraglio per il tiro, allora scarica a Binelli che in sospensione dal vertice sinistro della lunetta firma il 73-73 che porta la Virtus in semifinale. L'eliminazione di Milano ad opera di Roma, costituisce anche un passo verso l'Eurolega per la Virtus: se i capitolini non elimineranno Treviso, la Virtus sarà qualificata anche perdendo la semifinale contro Pesaro. Gara uno comincia con un 7-2 che però sarà il massimo vantaggio dei pesaresi nell'incontro, la Virtus infatti passa in vantaggio e al 7' è sul 15-20 con già 11 punti di Wennington. Al 12' una tripla di Brunamonti porta Bologna sul 26-34, ma con un parziale di 12-2 la Scavolini pareggia sul 39-39 e si va al riposo sul 41-41. La ripresa comincia con Wennington che sbaglia una tripla, commette il terzo fallo e fa infrazione di passi, al 23' è Binelli a incorrere nella terza penalità. Pesaro ne approfitta e al 7' è avanti 52-48, la Virtus però non si disunisce, otto punti filati di Coldebella e una tripla di Zdovc la issano nuovamente al comando e al 35' Brunamonti firma il 66-73. A questo punto il pesarese Workman, all'asciutto fino a tre minuti prima,segna 14 punti negli ultimi 5 minuti e porta i suoi al successo 89-86. Nel ritorno Virtus subito avanti 25-12, poi una progressione fino all'81-61 firmato dall'undicesimo punto di Romboli, uno dei migliori, entrato per fermare Workman, ha tirato con 4 su 5 da due punti e 2 su 3 da tre punti. Bene anche Morandotti, 13 punti, Binelli, 6 su 11 e 7 rimbalzi e Brunamonti, 20 punti, 6 su 7 da due, 2 su tre nel tiro pesante e 2 su 3 ai liberi. Gara tre subito in salita, 36-26 al 14', 51-39 all'intervallo, poi al 23' quarto fallo di uno spento Zdovc, nessun punto per lui, ma trascinata da Coldebella, autore di 29 punti, la Virtus si avvicina 77-71 al 35' con una tripla di Brunamonti;  non riesce però a fare di più, anche a causa delle venti palle perse; finisce 97-83 ed è la fine del campionato concluso al terzo posto. Considerato che i bianconeri hanno giocato solo 14 partite al completo, la qualificazione all'eurolega, ottenuta in virtù dell'eliminazione di Roma da parte di Treviso, non è un risultato disprezzabile. La federazione impone alla Virtus di pagare un risarcimento di 50 milioni alla Fortitudo per il derby non giocato a settembre. L'entusiasmo comunque torna subito, il 13 maggio viene presentato Danilovic ed inizia una nuova era.

Tratto da "il Mito della V Nera 2"

 

Il campionato '91-'92 inizia sotto il segno delle novità straniere; Clemon Johnson lascia la Virtus dopo tre anni di onorata milizia, e dal valzer estivo di centri che la Società tratta esce il canadese Bill Wennington, lungo atipico, più portato al tiro da fuori e al contropiede che non al lavoro "sporco" sotto canestro. Mentre si sta consumando, in Società, la separazione tra Francia e Cazzola (quest'ultimo assommerà, al ruolo di proprietario effettico, anche quello di presidente) esplode il "caso Richardson"; e cioè, suo malgrado, la Virtus, deve privarsi dell'asso texano. Sugar termina così la sua splendida avventura virtussina e resta per sempre nel cuore dei tifosi.

Messina cerca un giocatore che si adatti maggiormente al suo tipo di pallacanestro. Lo trova in Jurji Zdovc, il playmaker della Nazionale jugoslava fresca vincitrice dell'oro europeo a Roma contro l'Italia. Nella Knorr, peraltro, Zdovc non riuscirà mai a prodursi nel suo vero ruolo, "naturalmente" chiuso da Brunamonti e Coldebella. Nel finale di stagione, poi, complice l'infortunio di Bon, sarà spedito, per necessità, addirittura all'ala. Il campionato ha un andamento opposto a quello dell'anno prima; girone di andata trionfale, concluso al primo posto, e ritorno peggiore, con la sconfitta nell'ultimo turno di regular season in casa contro Cantù a compromettere un possibile primato. In effetti la Virtus arriva quarta. In Coppa Italia la Final Four di Forlì, questa volta, è appannaggio della Scavolini, che in semifinale batte la Knorr.

L'impegno nell'Europa dei canestri ha visto la Virtus di quest'anno lottare nel Campionato Europeo per Club, che ha sostituito la Coppa dei Campioni, al quale si qualificano le prime tre classificate del campionato precedente, e cioè Phonola Caserta, Philips Milano e Knorr Bologna. Le V nere hanno la soddisfazione, si fa per dire, di essere eliminate dal Partizan Belgrado di Djordjevic e Danilovic, che vincerà a Istanbul la Final Four. Viene intanto adocchiato il giustiziere Sasha Danilovic per la stagione successiva. E torniamo al campionato. Nei quarti c'era la Clear, sconfitta alla bella con un "gaol" miracolo di Binelli sulla sirena. In semifinale la Virtus sfiora la vittoria in gara 1 a Pesaro, batte senza difficoltà la Scavolini nel ritorno, e perde nettamente gara 3. Alla fine sarà terza, riconquistando il diritto di giocare l'Euroclub.

 

BASKET, ZDOVC A BOLOGNA AL POSTO DI SUGAR

La Repubblica – 12/09/1991

 

Sarà Jure Zdovc, lo sloveno costretto dal suo governo a saltare le ultime finali europee di Roma, il sostituto di Richardson alla Knorr. Dopo 5 giorni di allenamenti e il buon esordio in Coppa Italia a Rimini, la 25enne guardia ha firmato ieri un contratto poliennale rescindibile per circa 400.000 dollari a stagione. A questi vanno sommati i 150.000 corrisposti dalla Knorr all'Olimpia Lubiana per lo svincolo dell' atleta.

ZDOVC CANCELLA DEL NEGRO, BOLOGNA E' SOLA IN VETTA

di Luca Bottura - L'Unità - 14/10/1991

 

Mica vero che le partite durano sempre 40 minuti. Alcune, magari proprio quella da cui ti asptti l'arrivo in volata, possono addirittura fermarsi a 25. Come norr-Benetton, la cui etichetta di spareggio-primato ha resistito poco più di un tempo. Poi è stata mattanza.

Deduzione obbligata: tutta questione di «k» più o meno nobili, tutta colpa del pedaggio che Treviso ha pagato alla forzata sostituzione di Kukoc con Keys. Ma limitarsi a «leggere» così la sfida sarebbe un torto troppo grande per i bolognesi, aggressivi e lucidi come non mai, talmente dirompenti da tappare la bocca anche ai più scettici.

Che i padroni di casa avessero nella difesa la propria arma migliore lo si sapeva in partenza, ma che impartissero lezioni di «corri e tiro» e contropiede agli avversari davvero non c'era da aspettarselo. Per metà del primo tempo la Knorr ha fotocopiato lo scialbo gioco avversario, limitandosi a francobollare Del Negro (alla fine 3/12 al tiro) con Zdovc. Poi, al bivio importante della partita, ha preso la strada giusta spedendo gli avversari in un deserto di pochezza tattica.

È successo che verso il 10° Zdovc e Binelli sono andati a sedersi in panchina con tre personali, aprendo teoricamente uno squarcio nello scacchiere arretrato dei bianconeri. Così perlomeno deve aver pensato la squadra di Skansi, che già aveva dato segni di difficoltà cambiando un paio di volte (prima Jacopini poi Mian) la marcatura su Brunamonti. E così forse ha sperato Del Negro. Ma l'illusione è durata poco: il paisà s'è ritrovato addosso un altro annullo postale, Coldebella, e anziché barcollare la Knorr ha preso (sul 31-19) il massimo vantaggio.

Se il tracheggiamento sui 5-6 punti di vantaggio era stato merito di una supremazia netta, con Binelli e Wennington impegnati a svolgere un compitino poco scintillante ma efficace, il break che ha deciso l'incontro è venuto tutto o quasi dagli esterni. Brunamonti, impiegato con parsimonia eppure decisivo coi suoi colpi di acceleratore, si è incaricato di innescare le polveri di Bon e Morandotti. Da quel punto è iniziata la discesa virtussina verso il largo successo e quella biancoverde verso minimi storici di reattività e concentrazione.

Nella ripresa, iniziata sul 44-29 per Bologna, Skansi ha provato a togliere Keys dal quintetto sostituendolo con Vianini. Ma il giovane centro, mille volte meglio in altre occasioni, ha dato disco verde prima a Morandotti e poi a Binelli, dando il suo personale contrbituo ad una Caporetto le cui responsaiblità ricadono in egual misura su titti i «colori uniti». Quando Zdovc ha cominciato anche a segnare da tre, è quasi sembrato che la panchina veneta issasse bandiera bianca. E il segnale è venuto all'8° quando PEllacani, imitando analoga reazione di Rusconi nel primo tempo, è andato a beccarsi un tecnico. È finita lì, con tutte le riserve della Benetton in campo, forse a mo' di «punizione» per chi c'era stato fino a quel momento.

Pensando a ciò che Del Negro e compagni avevano combinato fino al turno precedente, un po' tutti al termine del match hanno voncenuto che quella vista a Bologna sia stata una Benetton troppo brutta per essere vera. Questo non significa però che il ruolo della Knorr in questa stagione da oggi in poi non possa essere considerato. Con zdovc la squadra di Messina ha trovato il miglior sostituto possibile di Richardson (che alcune voci dell'ultima ora vogliono in partenza per Spalato), mentre anche il vituperato Wennington sembra poter crescere (e imparare fondamentali che neppure nella Nba gli hanno insegnato) grazie al lavoro di Ettore Messina. SUl valore degli italiani si poteva scommettere anche ad inizio torneo. Vuoi vedere che è nata una stella?

Il quintetto base come raffigurato da Giganti del Basket

BIANCONERI CONTRO

di Tullio Lauro - Giganti del Basket - 5-11 Novembre 1991

 

Le partite tra bianconeri della Virtus Bologna e i bianconeri della Juventus Caserta si trasformano spesso in vere e proprie corride che coinvolgono assieme ai giocatori e al pubblico, anche il front office, i dirigenti, che non hanno ancora smesso di guardarsi a muso duro fino a negarsi ogni possibilità di scambi e favori sul mercato. Bianconeri contro, insomma, alle prese con scommesse e situazioni eccitanti al punto giusto. I bolognesi di Ettore Messina arrivano da uno dei periodi societariamente più arruffati della storia e dalla decisione, più obbligata che cercata, di ricorrere alla serietà e alle certezze di atleti motivatissimi come Jure Zdovc e Bill Wennington, uno sloveno e un canadese, vista l'impossibilità di arrivare a stelle di prima grandezza (due fra tutti: James Edwards e Reggie Theus). E poi, il trauma Richardson, trasformato in telenovela infinita con finale a sorpresa, in una città che - sacrosantamente - amava Sugar al di sopra e al di sotto dei suoi numeri in campo.

Dall'altra parte i campioni d'Italia della Phonola Caserta di Franco Marcelletti, reduci dalla stagione della grande vendemmia, durante la quale il coach, dopo aver ingoiato amaro a lungo per la impopolare decisione di rinunciare al principe Oscar, ha potuto ballare cento giorni felice prima di dover ritornare al futuro. Via i due americani dello scudetto, l'oscuro Franke, l'extraterrestre "Shack", infortunato Enzino Esposito, le premesse erano poco rosee. Due americani così così, all'inizio addirittura insoddisfacenti: taglio l'uno, taglio l'altro, taglio tutti e due. Alla fine a far le valige è Kennedy e arriva nientemeno che Mychal Thompson tra lo stupore di molti americanologi ("Ha una proposta da Pat Riley per i Knickerbokers, figuriamoci se viene a Caserta"sentenziò un famoso personaggio dell'ambiente) e Caserta comincia a metter la testa a posto. Rientra, alla grande, anche Esposito e chi considerava Caserta già scesa dal piedistallo, deve ricredersi e cominciare a riconsiderare la Juve senza spocchia nordista. Domenica dunque Messina contro Marcelletti, bianconeri contri bianconeri. Vediamo i duelli, uno per uno, percentuale per percentuale.

1. Brunamoni vs Gentile. Splendido duello in chiave azzurra tra il commovente e insostituibile "Agonia" Brunamonti e Gentile, ancora sregolatezza, ma sempre un po' più genio ora che può giocarsi della saggezza di un vecchio lupo Nba come Thompson. Il duello al Madison potrebbe risolversi a favore della Knorr soprattutto perché Messina potrà far respisare il suo playmaker alternandolo con Coldebella e persino Zdovc. 55% Knorr.

2. Zdovc vs Esposito. La favola dello sloveno che non ha potuto giocare la finale degli europei per colpa della guerra, contro la favola di Enzino che ha rischiato di non giocare più e che è rientrato almeno due mesi prima del pronosticato. C'è materiale per riempire un intero floppy disk. Tornando al campo sarà stimolante vedere la velocità di tiro e la razionalità del bolognese contro la creatività sfrontata e spesso irrazionale del casertano. 55% Knorr.

3. Morandotti vs Dell'Agnello. La faccia nuova del Madison contro il (quasi) vecchio pirata, ormai, un po' come Brunamonti, tenuto assieme coi cerotti e le bende. Il biondo Ricky sotto le cure di Bucci era cresciuto e ora sotto quelle di Messina sta mettendo altro materiale alla sua fisionomia di giocatore importante in una squadra che punta in alto. Il duello è da copertina: e le prime file (femminili) del palasport avranno occhi solo per loro due. 51% Knorr.

4. Binelli vs Avent. Qui possono cominciare le note dolenti per i padroni di casa di Bologna: Avent (che ha rischiato di essere tagliato!), è primo nei rimbalzi (totali e difensivi), settimo nelle stoppate e cresce di partita in partita accanto ad un "professore" come Myhal Thompson. Dall'altra parte l'eterno Gus Binelli, eterno nel bene e nel male, a far tremare il cuore ai tifosi delle V nere. Come sempre, se gioca lui... 55% Phonola.

5. Wennington vs Thompson. Bill "Carabina" Wennington avrà le mani piene di Mychal Thompson e ci mancherebbe altro. A Bologna amano Wennington come si ama un amico sfortunato, dimenticando che gioca in prestito in un ruolo che non è il suo: infatti tira molto meglio da fuori che da sotto. Mychal Thompson nel suo atterraggio morbido nella Lega italiana si sta dimostrando (oltre che più piccolo, piùbasso, più leggero) anche più bravo e disponibile di quanto si potesse prevedere. Tra i due insomma c'è in teoria un abisso. 60% Phonola.

Panchina vs Panchina. Non ci son storie, quella di Bologna è più assortita e varia: dietro Coldebella e Bon possono dare estro e punti, davanti Dalla Vecchia e Cavallari garantiscono esperienza e chili. Per contro Caserta oppone Donadoni e Fazzi più Rizzo e Brembilla. 60% Knorr.

 

I TEMI TATTICI

di Roberto Martini

 

Bologna presenta il migliore reparto dietro del campionato e farà leva, come di consueto, sull'intensità difensiva, che raggiunge l'apice quando Coldebella subentra a Brunamonti. Assieme a lu, Zdovc e Morandotti, l'anticipo difensivo, eseguito con particolare meticolosità nel dettaglio del braccio proteso verso la linea di passaggio, diventa tentacolare. E attiva un contropiede ad altissima pericolosità, specialmente se Dell'Agnello non impegnerà costantemente a rimbalzo Morandotti. A difesa schierata la Knorr punta molto sulla pericolosità interna di Binelli. Altrimenti per la difesa casertana alzare di qualche metro la pressione difensiva sarà un gioco da ragazzi. Caserta presenta il migliore giocatore dell'anno, Ferdinando Gentile, un vincente. Marcelletti deve solo evitare che si innervosisca fino a produrre forzature. Le condizioni fisiche di Esposito sono una chiave importante dell'incontro non tanto per il tiro, nel quale Donadoni può rimpiazzare Enzo, ma per il gioco a campo aperto, al quale la Phonola non deve assolutamente rinunciare.

 

DAL BASKET AL PUGILATO

Partita calda per tradizione, quella fra Caserta e Bologna: e in almeno un paio di occasioni, negli ultimi anni, le cronache extrasportive l'hanno fatta da padrone, relegando in secondo piano le vicende agonistiche. Campionato 1988-89, semifinali: a Bologna due partite tiratissime, alla fine risolte dalla formazione emiliana in entrambi i casi per un solo punto (93-92 e94-93 bela "bella"). Già rivali nella finale di Coppa Italia, le squadre di Bob Hill e Marcelletti usano più il bastone che il fioretto e in uno scontro ravvicinato Oscar si spacca un labbro: "L'hai fatto apposta", grida il brasiliano all'indirizzo di Sylvester (uno a cui Caserta, fin dai tempi di Pesaro, piaceva poco o nulla), dando il via a un'interminabile serie di polemiche. Primavera 1990, a campi invertiti, "bella" dei quarti di finale. La Knorr ripresenta, dopo un infortunio, Brunamonti e proprio sul capitano bianconero Oscar va a commettere, nel supplementare, un fallaccio che tutti, meno l'arbitro Duranti, giudicano intenzionale. Caserta vince di un solo punto (84-83) e al fischio di chiusura si scatena una maxi rissa, con Clemon Johnson colpito al capo da un tifoso e Mike Sylvester che ingaggia un match di pugilato con un agente di polizia (in borghere). Nuova serie di insulti e ripicche... E se da ora finalmente il passato rimanesse tale? (f.m.)

Wennington e Zdovc: nuova coppia di stranieri (foto Giganti del Basket)

CASERTA È GIÀ FUORI DAL GIOCO

di Walter Fuochi – La Repubblica – 06/12/1991

 

Non c'è più Europa per la Phonola, arrivata alla quarta sconfitta consecutiva (72-77). Ce n'è ancora tanta, invece, per la Knorr, bella anche quando è incompleta, spietata in retta d'arrivo, come tante volte ha dimostrato quest'anno, quando la sua difesa rapace toglie respiro e idee agli attacchi altrui e i suoi "piccoli", capitan Brunamonti in testa, ieri sera lucidissimo autore dei gol-partita, la trainano sulla sponda vincente.

Splendido Brunamonti dopo un primo tempo di tormenti (6 su 12); un martello Zdovc, sia in attacco (9 su 14) sia in difesa su Gentile; travolgente anche Wennington, che di solito è il brutto anatroccolo del gruppo: 7 su 12 per lui e una partita viva, contro una Caserta che invece aveva troppi guai fisici per fare partita, a cominciare da quelli di un irriducibile, ma stremato e sventato Gentile (4 su 18). L'unica nota felice di questa notte casertana, amara come un addio, resterà la riscoperta di un Esposito molto simile al vero: 8 centri su 18, l'ultimo ad arrendersi a una difesa che sempre più soffocava i suoi compagni. Fra le due armate dimezzate (Flori, Dell'Agnello, Binelli e Bon, in campo mezza dozzina di Gibaud), parte meglio la Knorr, cercando soprattutto Wennington, contro la statica zona casertana. 11-6 per Bologna dopo quattro minuti, la sua "uomo" morde di più, soprattutto Zdovc è colla sulle mani di Gentile. Anche la Knorr schiera a tratti la zona e arma il contropiede: vola Zdovc, meno Brunamonti, rilevato da Coldebella. Bologna domina i rimbalzi e sta in vantaggio: 23-16 a metà tempo, quando Caserta ha cucito gioco labilissimo, tentato soprattutto tiri da lontano, senza mai imbeccare i pivot. Wennington fa canestro da quattro metri e sbaglia da uno: 12 punti in altrettanti minuti però non li aveva mai fatti, ed è lui, assieme a Morandotti, a far più male alla Phonola, tenuta in piedi dalle "bombe" di Esposito e da qualche zampata di nonno Thompson.

Marcelletti deve togliere uno stremato Gentile, dopo l'ennesimo tiro corto. Caserta è sull'orlo dell'abisso, ma riesce a regalarsi un intervallo meno cupo, 35-41. Comincia la ripresa e Gentile butta la sua prima bomba, imitato da Esposito: 43-41, è il sorpasso. Ma soprattutto c'è un altro spirito, in campo e sulle tribune, piene a metà. Replica Zdovc, Gentile rischia tutto in entrata, perché i tiri non entrano proprio, però sale a quattro falli al 7', sul 50 pari. La stanchezza fa fiorire gli errori, la partita non è bella, ma intensissima. Più organizzata la Knorr, più ruspante la Phonola, che segna l'ultimo vantaggio al 12', 61-60, quando a quattro falli sale anche Zdovc, ma è troppo indispensabile per rinunciarvi. La Knorr regge in difesa, ruba palloni e due entrate di Brunamonti le danno il 70-66 a 4' dalla fine. Caserta però ha ancora vita, due falli bolognesi in attacco le ridanno qualche chance. Ma chiude tutto una bomba di Brunamonti a 50": la replica di Gentile muore sul ferro, Bologna finisce con la palla in mano.

KNORR IN COTTURA

di Luca Bottura - L'Unità - 30/12/1991

 

«E chi se ne frega». L'interesse di Messina e della sua Knorr per il titolo di campione d'inverno sta tutto nella frase di cui sopra, specie dopo la batosta rimediata a Cantù. II coach dei bolognesi ha altro a cui pensare, alla stanchezza fisica e mentale dei suoi, ad un difficile che viene adesso dopo aver meritatamente raccolto allori e applausi nella fase iniziale della stagione. Contro la Clear i primi della classe hanno balbettato basket per 20 minuti, assecondati dai problemi altrui. Poi si sono ammutoliti, zittiti dalle poche «frasi» di senso compiuto articolate dagli avversari. Arrivati al riposo sul +3, hanno gettato al vento i sette punti di vantaggio accumulati nei primi respiri della ripresa, permettendo all'incredula squadra di Frates di acquisire via via il dominio assoluto dei tabelloni e del match.

Questione di gambe e cervelli più molli del solito, forse. Nel primo tempo Wenninglon e Binelll prendevano iniziative, lottavano e segnavano di fronte al solito «Caldwell» e al suo amore per il gioco del nascondino. Nella ripresa il canadese è semplicemente sparito, il collega italiano ha segnato un solo canestro gettando troppo presto la spugna, entrambi si sono caricati di falli aprendo al centro dell'area bianconera i varchi nei quali Cantù avrebbe stappato lo champagne nel finale di gara.

Incapace di sfruttare a rimbalzo il 3/14 da tre di Cantù, priva del fosforo offensivo di Morandotti e malamente aggrappata alle bombe del solo Zdovc, Bologna è anche riuscita, a metà della ripresa, nella difficile impresa di gettare via cinque palloni consecutivi. Cinque assist che Tonut ha sfruttato al meglio, chiudendo a chiave il match. Ma la grande prova dell'ex livornese, inseguito invano da Binelli e Morandotti, non è scaturita solo dall'opportunismo: i giochi a due costruiti insieme al rientrante Bosa - era fuori da 7 turni - e a Caldwell sono stati tra i momenti più «alti» del match. Una vera boccata d'ossigeno per gli spettatori, tutto ossigeno tolto a una Knorr che dalla panca ha spremuto punti col contagocce ed errori in grande quantità.

Resta solo da chiedersi quale sia i l reale valore d i questo verdetto. Cantù ha vinto, ma in molti uomini (Rossini, Gianolla, al tiro anche Mannion che pure ha confezionato 5 assist) non ha certo superato la lunga impasse che dall'inizio dell'anno priva il torneo di una protagonista. Bologna... beh,
quella vera ieri avrebbe certamente sbancato il Pianella. Ma quanto ci metterà a rifiatare?

Binelli fa assaggiare i gomiti a Rogers nella trasferta vincente a Milano che valse la temporanea

leadership del campionato (foto Giganti del Basket)

I MOTIVI DELLA CRISI VIRTUS

di Franco Montorro - Giganti del Basket - 25/02-03/03/1992

 

Fra le prime quattro del campionato, nelle Final Four di Coppa Italia, nei quarti di finale dell'Euroclub: a questo punto della stagione il bilancio della Knorr è ancora tutto positivo, specialmente tenendo conto delle perplessità e dei dubbi estivi. Però, da qualche tempo, il motore virtussino ha cominciato a perdere colpi. La squadra appare in chiaro declino atletico: una situazione probabilmente prevista, tenuto conto dell'arrembante (e magari forzato) inizio, quando solo i risultati avrebbero potuto spegnere il fuoco delle polemiche; una situazione poi aggravata dal prolungarsi della latitanza di Wennington, ma soprattutto dall'assenza di Morandotti.

L'indisponibilità di Ricky ha fatto sì che in campo scendesse una squadra sbilanciata, con una sola ala di ruolo e alle prese con numerosi guai fisici, Lauro Bon. Per il resto, una bella batteria di guardie e un reparto lunghi nel quale si è segnalato il muscolare ma redditizio Cavallari. A complicare le cose ha contribuito poi il ritmo martellante dell'Euroclub, quelle continue trasferte o partite casalinghe di metà settimana che hanno privato coach Messina di una delle armi da lui predilette: le lunghe ore di studio e di perfezionamento in palestra. Quello della Knorr non è, non è ancora, un calo irreparabile e comunque società e squadra stanno cercando, contemporaneamente, un rimedio. Il mercato americano è stato dragato a fondo, finora senza esiti: forse arriverà un sostituto di Wennington da impiegare per la Coppa Italia e forse, entro fine marzo, un big per il campionato. Non è detto che il secondo sostituisca il primo. Zdovc, infatti, risulta il giocatore più penalizzato dall'assenza di Morandotti e le sue ultime prestazioni più che inutili sono state quasi dannose. "Zdovc è in discussione?", abbiamo chiesto a Messina e la risposta del coach è stata accompagnata da un sorriso amaro: "E con chi lo sostituiamo, con Magic Johnson?". Il che, in teoria, poteva significare "non ci pensiamo neppure", ma che secondo la nostra interpretazione (ripetiamo, interpretazione personale) poteva anche sottintendere un "e con chi, visto che in giro non c'è nessuno?". Certo, tagliare Zdovc per cinque o sei serate storte può apparire ingiusto, ma è il suo apporto globale che, in questo momento, non è più così indispensabile; almeno fino a quando (e se...) rientrerà Morandotti. Perché questa Virtus adesso non può più provare compassione per nessuno. Neanche per sé stessa.

UN CANESTRO IN EXTREMIS DÀ IL PRIMATO A BOLOGNA

di C.P. - La Stampa - 28/02/1992

 

Nel campionato europeo di club, giunto ieri sera all'ultimo turno degli ottavi, successi esterni per la Philips contro gli olandesi del Commodore Den Helder (78-82) e della Knorr contro il Maccabi di Tel Aviv (81-83). E a Caserta la Phonola ha sconfitto a sorpresa il Barcellona (82-75). In virtù di questi risultati (e di quelli delle altre squadre), la Philips si classifica al 3° posto nel girone B e dovrà incontrare nei quarti il Barcellona (formula di andata e ritorno, con l'eventuale sparéggio in casa degli spagnoli). Nel girone A, dove la Phonola era ormai da tempo fuori gioco, la Knorr conquista incredibilmente il 1° posto grazie ai successi dei casertani e della Slobodna Dalmacjia Spalato contro il Cibona Zagabria. I bolognesi nei quarti incontreranno il Partizan Belgrado, con il non trascurabile beneficio dell'eventuale «bella» in casa. Gli altri match saranno Joventut Badalona-Cibona Zagabria, Estudiantes Madrid-Maccabi Tel Aviv.

(...)

Nella bolgia di Tel Aviv, la Knorr era partita malissimo, tanto da favorire il netto vantaggio iniziale degli israeliani (32-15 al 10'). Bologna non riusciva ad arginare con la difesa individuale i lunghi avversari e soprattutto il cecchino Jamchy, inarrestabile anche per il mastino Zdovc. Intanto in attacco stentavano Wennington e Binelli (quest'ultimo presto gravato di 3 falli), ma provvidenzialmente il coach bolognese Messina ordinava la difesa a zona, che dava frutti immediati.

Il Maccabi non segnava su azione per 7 minuti consecutivi e la Knorr otteneva un break di 19-4 che la riportava in partita grazie soprattutto a Coldebella, Zdovc e Dalla Vecchia. Si andava così al riposo con i bolognesi in vantaggio di misura (39-40) e la partiva restava in equilibrio praticamente per tutta la ripresa. Rovente il finale: 77-77 a 1'20", 79-79 a -59", 81-81 a -8", quando la Knorr tentava l'ultimo tiro e otteneva la vittoria a fil di sirena con Zdovc, fra la rabbia del pubblico.

Brunamonti contro la Benetton (foto Giganti del Basket)

CHE FATICA PER BOLOGNA

di Walter Fuochi – La Repubblica – 18/03/1992

 

61 punti, il buco più nero di una stagione spesso malata di quest'avarizia. Ma 61 punti felici e vincenti, perché il Partizan s'è fermato a 60: e dunque ci sarà la 'bella’, domani, fra Bologna e Belgrado, due squadre padrone di una fantastica difesa, ma che dovranno ripensare proprio a spremersi dalle dita qualcosa di più. Partita alla scacchiera, tiri quasi sempre all'esalare dei 30 secondi, molti falli: e molti fischi arbitrali, in un solco abbastanza noto in Coppa, discretamente vicini alla squadra di casa. Due fiammate in più, in quell'eterno, equilibrato masticare basket, ha avuto la Knorr: e per quelle ha meritato di vincere. La prima in avvio di ripresa, l'unico momento in cui ha saputo suonare lo spartito tracciato alla vigilia: col contropiede, dal 26-27 della pausa al 36-29 del massimo vantaggio. La seconda nelle curve finali, quando il Partizan pareva padrone (45-41 all'11') dopo un lungo inseguimento, ma prima di incassare un 9-0 che avrebbe ridato fede.

Lo sprint dell'ultimo minuto partiva però alla pari, su una 'bomba' di Djordjevic (57-57). A 30' replicava Zdovc, con uno dei suoi due introvabili canestri: da tre, 60-57. Fuori la 'bomba' di Danilovic a 12', dentro un libero di Binelli a 9', sul fallo tattico (61-57), inutile la 'bomba' di Danilovic alla sirena. Si doveva cominciare a raccontarla dalla fine, questa lunga traversata fra errori di mira ed alchimie tattiche, e si deve continuare col solo uomo capace di un percorso netto: Roberto Brunamonti, capitan coraggio nel primo tempo dei tormenti (12 punti dei primi 20 bolognesi), uomo di ghiaccio nel finale (6 su 10), bravo anche a provocare la peggior partita di uno slavo, quel Nakic costretto a 3 su 14. Dopo aver chiuso il primo tempo senza avere un solo canestro dai suoi 4 lunghi, la Knorr li ha ritrovati nel secondo: Wennington, 12 rimbalzi, è diventato una piovra, Binelli (3 su 5 più 6 liberi su 9) ha segnato i canestri-partita dopo averne sbagliati di orribili. Più utile dietro che davanti Zdovc, come sempre (2 su 5), bravo in difesa e a correre Coldebella (4 su 9), canestri pesanti anche da Romboli (2 su 2) dopo un avvio tremebondo. Cronaca.

Marcature tutte diverse, da parte dei due coach. Buone quelle di Messina, che comunque cambiano su tutti i blocchi: Brunamonti segue Nakic, Zdovc toglie idee a Djordjevic, Coldebella aguzza i gomiti contro Danilovic. 12 a 6 per la Knorr dopo 8': saranno le cadenze di tutta la partita. Coi falli, i primi a rischio, quota 3, sono Stevanovic, Zdovc e Binelli, mentre Romboli va addirittura a 4 nel primo tempo. Ripresa. Finalmente la Knorr vede i pivot, corre in contropiede, prova a svellere così il Partizan. Che rimedia 4 falli di Djordjevic e Stevanovic, vacilla ma non cade, tenendo il match sui suoi ritmi blandissimi e addirittura sorpassando. Il finale è una lunga corsa a gomito: Belgrado segna 5 degli ultimi 7 tiri, quasi perfetta malgrado lo stress. La piccola Bologna, cuore splendido, fa perfino di più. Domani sera, il treno per Istanbul.

IL BASKET DEI GRANDI

La Repubblica – 25/04/1992

 

Il basket entra oggi nelle sue prime semifinali dei play-off senza squadre lombarde, bocciatura d'una regione che ha perso leadership soprattutto perdendo energia d'investimenti. E vara due semifinali (Pesaro Bologna e Treviso-Roma) che, non ci fosse Roma, sbrigherebbero lo scudetto come un affare di provincia. "Storica" come Bologna, di recente nobiltà come Pesaro, di prepotente emersione come Treviso: ma sempre provincia, come lo fu Caserta, campione un anno fa. Dall'89 manca un titolo di Milano, dall'83 uno di Roma, la stessa Bologna s'è fermata all'84. Treviso è nata da poco, la Scavolini è stata il club più presente nell'ultimo ciclo; ed è la favorita, almeno per il fattore campo. Il primo posto nella prima fase le ha dato già una certezza: giocare l'anno prossimo il campionato europeo. Le altre, adesso, sarebbero Treviso e Bologna: ma Roma, andando in finale, ne sfratterebbe una.

Curiosità: se tanto va di moda il basket slavo, ce n'è tanto pure qui, almeno un pezzo per squadra, tranne Pesaro. I croati Radja e Kukoc innervano Roma e Treviso, lo sloveno Zdovc Bologna. Come ad ogni vigilia, si pensa più ai controgiochi che ai giochi. Meglio, nell'attacco si confida "normalmente", inventarsi qualcosa in difesa può essere la leva per rompere sottilissimi equilibri. La Knorr può credere ad esempio che Morandotti, assente nelle due ultime sfide con Pesaro, possa diventare, anche in debole condizione, una sagoma tosta per Daye, che comunque incrocerà inizialmente Coldebella. Messina metterà Zdovc su Workman, Bucci ha spesso irretito Brunamonti con Gracis, destinando Daye su Zdovc. Ma il gran ballo di centrocampo non scioglierà tutta la sfida tra le due squadre tatticamente più rigorose: tra il polpaccio di Costa, la ritrovata fiducia di Binelli e Wennington, l'abitudine di Magnifico a punire spesso Bologna, uscirà un altro capitolo decisivo.

(…)