MICHELE VITALI

Michele Vitali in rovesciata (foto tratta da www.virtus.it)

nato a: Bologna

il: 31/10/1991

altezza: 196

ruolo: guardia

numero di maglia: 3

Stagioni alla Virtus: 2005/06 - 2008/09 - 2009/10 - 2011/12 - 2012/13 - 2015/16

statistiche individuali del sito di Legabasket

biografia su wikipedia

 

«ASPETTO MIO FRATELLO IN A»

di Alessandro Gallo - Il Resto del Carlino - 07/06/2010

 

Spettatore d'eccezione, nonché tifoso doc. Anche perché bisogna sgomberare il campo dagli equivoci. Che il «piccolo» Michele Vitali fosse forte lo aveva detto e ribadito un ragazzo di 24 anni, che in comune ha lo stesso cognome. Stiamo parlando di Luca Vitali, oggi play di Roma e della Nazionale, ma cresciuto pure lui nelle giovanili bianconere.

Luca, suo fratello è al secondo titolo.

Diciamo che ha pareggiato. Anche se io, per vincere, sono dovuto andare in trasferta, a Siena. Con la Virtus ho due finali e altrettante sconfitte. La prima a Bormio, contro Varese, agli esordi. La seconda a livello cadetti, nel 2003, a Biella, contro Siena.

C’eravate lei e Belinelli.

Eravamo una bella coppia.

Lei ha sempre sostenuto che suo fratello è più forte.

Non ho cambiato idea. Sotto il profilo del talento naturale lui è più dotato. Io sono più forte di testa e, magari, pure un po’ più stron...

Giocherete mai in coppia?

A lui andrebbe di lusso. Io faccio il play, lui la guardia: segnerebbe sempre.

E' tornato a Bologna per Michele.

Glielo dovevo. Tante volte è venuto dietro di me. Volevo esserci per lui. Se lo merita.

Cosa gli dirà?

Penso che un abbraccio basti. Poi ora è il momento dei festeggiamenti. Pago da bere a lui e a tutta la squadra. Per parlare ci sarà tempo in futuro.

Michele più forte, dice lei, ma negli uno contro uno?

Lì non si scappa. E' ancora il mio momento. In campo cestistico subisce. Però sta crescendo.

Perché?

Essendo il fratello minore ha sempre subito. Ma dall’anno scorso ha cominciato a darmi la paga a ping pong. Prima o poi succederà anche nel basket. Ma dovrà sudare parecchio.

Prima lei, oggi Michele: non è che ci sono altri fratelli?

Due bastano e avanzano. E prima o poi riusciremo a giocare insieme. Saremmo davvero una bella coppia.

"E ORA CHIAMATECI FRATELLI VIRTUS"   

di Massimo Selleri - Il Resto del Carlino - 29/12/2012

 

Luca e Michele. Cinque anni di differenza, Luca è il più vecchio, Michele è il più giovane, stessa scuola cestistica e stessa professione: per entrambi la pallacanestro si è trasformata in un lavoro. Sono i fratelli Vitali che, a sorpresa, oggi giocano nella Virtus dove sono cresciuti, o meglio, dove uno sta crescendo e dove l'altro è tornato per rilanciarsi. Il merito è loro e di un club che non ha paura di far prendere il volo a propri giovani e di dare fiducia a chi ne ha bisogno per esprimere il proprio talento. Alex Finelli è stato chiamato proprio questo: creare le condizioni perché i giovani crescano e più vecchi completino la loro formazione. Il risultato è che Michele ha segnato i suoi primi quattro punti in serie A martedì contro la Benetton, in un quintetto dove era presente anche il fratello, evento con un solo precedente, vecchio di 63 anni: i fratelli Negroni, bolognesi in maglia Virtus.

«Nessuno in estate poteva pensare che a dicembre avremmo giocato nella stessa squadra - spiega Luca - e anche a noi fa uno strano effetto pensare di allenarci nella stessa squadra. È una cosa bella, che viviamo senza pressione, tra noi non c'è rivalità né competizione, c'è voglia di lavorare e di fare bene». «Non mi sarei mai aspettato di allenarmi con mio fratello - aggiunge Michele -, così come non credevo di andare in campo martedì. Sono momenti importanti e dì questo non posso che dire grazie a chi li ha resi possibili». Chi è il più forte tra i due? La domanda è naturale e non certo originale. Come le risposte: al campo e alle carriere a dire chi avrà fatto più strada. «A ping pong non c'è storia - racconta Michele - io sono il più forte. Giochiamo spesso a casa, la partita era un appuntamento fisso tutte le volte che Luca ritornava a casa. Non entro nel merito di chi sia più bravo a giocare a pallacanestro». «Giochiamo in ruoli un po' diversi e abbiamo età diverse - dice Luca -. Quando dico che non c'è competizione e rivalità è perché sono contento dei progressi che mio fratello sta facendo e farà, così come sono stato molto contento per la bomba che ha infilato contro la Benetton subendo anche fallo». Quattro punti 'costati' paste e Coca cola per tutti in spogliatoio.

Nella stagione 2009/10 Michele ha vinto lo scudetto under 19 con la Virtus e la domenica seguiva il fratello che allora vestiva la maglia di Roma. «Io sono il primo tifoso di mio fratello. L'anno che ha vinto lo scudetto con Siena io era nella curva senese a sventolare la bandiera e a incitare la sua squadra. Quando andavo a vedere le sue gare non cercavo di carpirgli nessun segreto, ma ero lì solo per sostenerlo». Per Luca l'allenarsi con suo fratello è un ulteriore motivo di crescita, il suo ritorno a Bologna ha il sapore di un ricostruirsi magari limando anche alcuni aspetti del carattere. «Quando sono diventato un giocatore della Virtus ho detto che nei mesi di inattività ho cercato di lavorare investendo sul mio corpo. Questo comprendeva anche la comunicazione. Infatti, avevo un linguaggio del corpo che spesso esprimeva sensazioni e stati d'animo che io non provavo, per cui ero spesso frainteso. Ripartire significa anche cambiare in questi aspetti per rendere coerente il corpo con quello che provo».

 

LUCA E MICHELE VITALI

di Massimo Selleri - Il Resto del Carlino - 02/12/2015
 
 

Intervista doppia ai fratelli Vitali, che domenica saranno rivali a Cremona: Luca con la maglia della Vanoli, Michele con quella della Virtus.

Ecco le parole di Luca Vitali: Sia io che lui abbiamo girato un po’ per l’ltalia, lui adesso è tornato a casa, per cui al di là di quello che succederà sul campo, sarà l’occasione per vedersi. Il tutto dopo la partita, in campo saremo avversari.

Una qualità e un difetto di suo fratello. E’ un esterno completo con un talento offensivo che ancora non è riuscito a esprimere del tutto, ma che con il lavoro emergerà. Il difetto è che a volte pensa troppo.

Il suo giudizio sulla Virtus? E’ una squadra che ha un potenziale non indifferente e che fino a qui ha pagato l’assenza di Ray. Vedendo le cose da fuori dico che il grido d’allarme mi e parso prematuro. Ci e voluto un po’ ad abituarsi a questa nuova situazione, ma anche solo con tre americani hanno sconfitto Sassari, Penso sia mancata un po’ di pazienza: il gruppo non è nuovo, ma gioca in modo diverso e senza Ray, c’è voluto il tempo per individuare i nuovi riferimenti.

Cosa succede se domenica lei ruba la palla a Michele? Normale azione in cui lui commette un errore e ne approfitto.

E se è lui a rubare la palla a lei? Faccio subito fallo se non sono l’ultimo difensore, perche se lo lasci libero un canestro lo segna sempre. Basta che non mi schiacci in faccia, altrimenti qualcuno potrebbe farsi male.

Tra voi due chi è il più forte? Lui è più giovane, io sono più esperto. Per il momento l’uno contro uno lo vinco ancora io. ma lui ha il vantaggio di una maggiore freschezza, essendo nato dopo.

Chi vince domenica? Speriamo noi, ma non sarà facile. La classifica della Virtus non rispecchia il reale valore, è destinata a risalire la china.

A Cremona saranno presenti i vostri genitori. Per chi faranno il tifo? Credo che si godranno il fatto che i loro figli siano entrambi in A. Quei due bambini che insieme stavano nel cortile di casa e tiravano la palla per cercare di realizzare un canestro, oggi sono due professionisti. E’ un sogno che dopo essersi realizzato, oggi continua.

Ed ecco invece le parole di Michele Vitali: Non è la prima volta che siamo avversari, ma provo sempre una certa emozione nell’affrontario. Per me è sempre stato un esempio da seguire e una persona con cui confrontarmi per migliorare.

Una qualità e un difetto di suo fratello. Un pregio è la sua capacità di essere un leader trasmettendo positività ed energia. Il difetto è la generosità: non si risparmia anche quando dovrebbe fare un passo indietro e tirare il fiato. Per la squadra è sempre pronto a metterci la faccia, anche quando potrebbe non esporsi.

Il suo giudizio su Cremona? Molti la considerano una sorpresa, per me non è così. E’ una squadra ben costruita, su un asse play-pivot italiano a cui hanno innestato giocatori di alto livello come Turner e McGee.

Cosa succede se domenica lei ruba palla a Luca? Credo che mi fermerebbe subito. Poi nelle azioni successive in un qualche modo si vendicherebbe e non per rivalità. Anche in questi aspetti si dimostra un leader, sa come evitare che un avversario prenda troppa fiducia.

E se è lui a rubare palla a lei? Ecco questo è un evento molto più probabile, dovrò stare molto attento perche preferirei non accadesse. Nel nostro sistema ogni pallone va giocato non solo nell’ottica di fare canestro, ma anche di evitare che gli altri possano trovare facile conclusione.

Tra voi due chi è il più forte? La camera tra club e nazionale parla chiaro: Luca è più forte. Ha avuto la forza di rialzarsi anche quando la fortuna sembrava avergli voltato le spalle.

Chi vince domenica? Spero noi. Abbiamo bisogno di tornare a casa da una trasferta con i due punti. Sabato siamo stati bravi ad aggredire subito Avellino, adesso dobbiamo portare la stessa intensità difensiva lontano dall’Unipol Arena, per essere continui.

A Cremona saranno presenti i vostri genitori. Per chi faranno il tifo? Tra noi c’è una regola non scritta per cui va sostenuto chi gioca in casa. Ma non significa che li avrò contro.

Luca e Michele Vitali in Nazionale (foto tratta da www.fip.it)

MICHELE VITALI: "QUANDO SI GIOCA A BOLOGNA È NORMALE AVERE PRESSIONE"

di Massimo Selleri - Il Resto del Carlino - 31/08/2015

 

Pressione. "Quando si gioca a Bologna è abbastanza naturale averne un po', però è anche bello che ci sia, perché è pur sempre uno stimolo a far meglio. La gente si aspetta che la squadra scenda in campo con l'atteggiamento giusto e credo sia una richiesta corretta"

Pubblico. "Bologna non è BasketCity solo per quanto è stato vinto, ma anche per la capacità che i tifosi hanno di capire quando una squadra ha dato tutto quello che poteva dare. In questo contesto il problema della pressione è minimo ed è bello essere così seguiti anche in precampionato"

Futuro di Michele Vitali in cinque anni. "Questo è un domandone. Come ho detto, io vivo alla giornata e ora la mia unica preoccupazione è quella di fare bella figura qui in Virtus, cercando di ottenere il meglio per questo club. Il resto lo vedremo strada facendo». Buone sensazioni «Abbiamo tutti voglia di lavorare Nessuno si tira indietro e così la fatica diventa divertimento".

 

VITALI: "MEGLIO DI COSÌ NON POTEVA ANDARE, GRAZIE ANCHE AL PUBBLICO. ORA AVANTI CON UMILTÀ"

tratto dal Resto del Carlino - 06/10/2015

 

All’inizio ero un po’ emozionato, poi sono entrato lentamente nella partita per finire alla grande, anzi alla grandissima. Meglio di così non poteva andare: non saranno tante le squadre che potranno dire di aver sconfitto Venezia.

Il pubblico ha fatto la differenza? Sì. I nostri tifosi ci hanno dato una grande carica. Noi siamo rimasti lucidi anche nell’ultimo quarto, quando la stanchezza poteva essere un problema, il pubblico ci ha dato energia.

Soddisfatto della prima gara da play? Posso solo ripetere quel che dico da questa estate: se Valli mi vede in questo ruolo, mi allenerò per provare a farlo nel migliore dei modi. Domenica è andata bene anche perchè facciamo cose semplici in attacco.

La difesa è un sigillo di questa squadra? Sono convinto che senza difesa non si faccia strada. Può succedere che tu possa vincere una partita senza contrastare l’iniziativa dei tuoi avversari, ma i problemi arrivano quando tu sei nella loro stessa situazione, vale a dire hai di fronte qualcuno che tira meglio di te se non provi a contrastarlo. La difesa ti dà la sicurezza di poter sbagliare qualche tiro e quando si è più sereni è più difficile commettere un errore.

Sì può dire che Pittman a volte a portato fuori ritmo gli esterni? Può essere, ma questo dipende dal fatto che siamo un pelo indietro. Abbiamo avuto tanti infortuni e questo ci ha impedito di arrivare alla prima con una buona amalgama, facendo cose semplici è stato più facile raggiungere l’intesa durante la partita.

Che idea mi sono fatto del campionato, viste le vittorie di Capo D’Orlando con Cantù e di Pistoia con Brindisi? I risultati confermano che il livello si è alzato e che ci sarà più equilibrio. Questo significa che sarà necessario farsi trovare pronti sempre, perchè non c’è un avversario che puoi sottovalutare.

Domenica prima trasferta a Brindisi? Non sarà una partita facile, noi inizieremo oggi a concentrarci su questo impegno. Ci presenteremo con la voglia di dimostrare che la vittoria con Venezia è arrivata per i nostri meriti e non per i loro demeriti. Non potremo concederci distrazioni.

E’ difficile rimanere umili dopo aver sconfitto Venezia? Sappiamo che l’unica strada che possiamo percorrere è quella dell’umiltà. Non ci sono altre vie per una squadra che vuole crescere: dobbiamo rimanere coi piedi per terra quando vinciamo così come non dobbiamo abbassare la testa dopo una sconfitta. Dobbiamo rimanere uniti come lo siamo stati contro Venezia e non pensare che siamo arrivati se battiamo una squadra che sulla carta è più forte di noi.

Vitali esulta dopo un canestro (foto tratta da www.virtus.it)

VITALI: MAI SEGNATO UN TIRO COSI’

www.bolognabasket.it - 18/11/2015

 

Michele Vitali – uno degli eroi della vittoria Virtus con la tripla che ha chiuso la sfida con Sassari – è stato intervistato da Luca Aquino sul Corriere di Bologna. Ecco le sue parole.

Michele, come è stata la nottata dopo quel tiro? «È più bello andare a dormire dopo una vittoria».

Quante volte l’ha rivisto? «L’ho rivisto ma non bisogna fare l’errore di focalizzarsi solo su quello. Siamo stati bravi a rimanere concentrati all’inizio del supplementare per prendere quel vantaggio che ci ha fatto stare più tranquilli anche se alla fine abbiamo rischiato. Però, dopo Caserta, avevamo già dato, stavolta l’abbiamo portata a casa».

Sassari è rientrata da -9 a -2 in meno di un minuto, poi è arrivata la sua tripla. Cosa si pensa in quei momenti prima del tiro? «Hai poco a cui pensare, ho solo cercato in una frazione di secondo di mettere a posto i piedi».

Aveva mai realizzato un canestro del genere? «Solo a livello giovanile, sempre in Virtus. A livello senior è il primo, il più importante fin qui. Sono molto contento, è una grande emozione ma ora non dobbiamo esaltarci proprio come ci siamo depressi dopo le sconfitte».

Un messaggio particolarmente gradito? «Quelli delle persone che mi sono state vicine nei momenti bui. È facile farsi sentire solo quando le cose vanno bene».

Come avete affrontato questo momento nel quale i risultati non arrivavano? «Siamo stati bravi a rimanere concentrati e a lavorare senza sbracare anche nella serie negativa. La ricetta è questa anche ora, restare concentrati e continuare a lavorare».

Adesso trasferta a Varese per svoltare definitivamente. «È quello che vogliamo. Servirà una partita solida difensivamente per 40 minuti. In attacco dovremo muovere la palla e cercare di rubare qualche canestro in contropiede. Sarà un’altra gara in volata».

La ritrovata salute di Pittman vi dà una bella spinta? «L’infortunio gli ha tolto ritmo, ora sta tornando al 100% e si vede. Dobbiamo servirlo nel miglior modo, vicino a canestro e in movimento perché anche lui fa fatica ad attaccare da fermo venendo raddoppiato».

 

MICHELE VITALI: SIAMO TALMENTE ARRABBIATI CHE VORREMMO TORNARE SUBITO IN CAMPO.

www.bolognabasket.it - 16/02/2016

 

Michele Vitali è stato intervistato dal Resto del Carlino. Ecco le sue parole.

Siamo talmente arrabbiati che vorremmo tornare in campo subito Vorrei giocare già oggi il nostro prossimo impegno di campionato. Quando perdi negli ultimi secondi, come è successo a noi domenica a Caserta, hai talmente tanta rabbia in corpo che vorresti subito trasformarla in energia tornando immediatamente in campo.

Il campionato, però, si ferma per la Coppa Italia. Un bene o un male per voi? Per forza un bene, perché anche se fosse un male non ci potremmo fare nulla. Noi, adesso, da tutte le situazioni dobbiamo trarre il positivo, perché non possiamo nasconderci dietro a nulla e cercare alibi: dobbiamo provare a vincere le partite che ci aspettano da qui alla fine. Non importa come.

Nel ritorno da Caserta che clima si respirava in pullman? Non c’era rassegnazione, ma tanta rabbia. Erano due punti che dovevamo portare a casa, per noi, per la nostra classifica e per i nostri tifosi che si sono sobbarcati un viaggio lungo centinaia di chilometri e che meritavano un altro risultato.

A lei che cosa pesa di più in questa sconfitta? C’è sempre un errore che potevi non commettere e quando si perde per un episodio pensi sia quello determinante per il risultato. Ecco perché vorrei tornare subito in campo: per riscattarmi. Vale per tutti, non solo per me.

Non è la prima partita che perdete per un episodio. Tra Torino, Venezia e Caserta, qual è il successo che più vi manca? Tutti, perché la squadra era stata costruita con un obiettivo superiore alla salvezza, ma guardarsi indietro non serve.

La Virtus sembra dover combattere con la mancanza di áducia nei propri mezzi, condivide? Quando lavori tanto e non porti a casa il risultato è normale chiedersi se c’è qualcosa che non funzioni. La risposta a questa domanda non è nella qualità del lavoro che stiamo svolgendo, ma dobbiamo capire che le partite si vincono anche grazie alla solidità mentale. Noi a volte su questo piano perdiamo dei punti.

Che cosa fa nel tempo libero? Sto studiando per prendere la patente nautica e contemporaneamente sto imparando a suonare la chitarra. Poi ci sono la famiglia e gli amici.

Vitali al tiro in acrobazia contro Wayns e Kuksis dell'Open Jobs Varese (foto Serra)

«VIRTUS, IO NON MI ARRENDO»

di Massimo Selleri - Il Resto del Carlino - 19/04/2016

 

«Con Torino e Reggio Emilia dovremo giocare con il sangue negli occhi», dice Michele Vitali. La voce baritonale dell'esterno virtussino tradisce un mix di sentimenti che vanno dalla rabbia alla delusione passando per il dispiacere. La V nera è ultima, precipitata in quella posizione dopo una serie di prestazioni negative più sul piano del carattere che su quello tecnico o del talento.

«Adesso è inutile chiedersi perché abbiamo affrontato le ultime tre gare con un atteggiamento sbagliato - prosegue - quello che conta è che non siamo ancora retrocessi e c'è la possibilità di rimediare. È chiaro che bisogna andare in campo con l'idea di buttarsi su ogni pallone e di non concedere neppure un centimetro ai nostri avversari. Dovremo essere cattivi sportivamente e avere quella voglia di lottare tipica di chi sa che non può più sbagliare nulla».

È sicuro che la cattiveria sia nel dna di questa squadra? «La cosa che posso dire è che fino a qui è mancata. Se poi non l'abbiamo messa in campo perché non l'abbiamo dentro di noi o perché non siamo riusciti a esprimerla, questo penso sia un importante criterio di giudizio una volta che la stagione sarà terminata. Adesso siamo ultimi, ma siamo ancora in corsa e sappiamo che l'unica maniera per portare a casa queste due partite è quello di tirare fuori le palle. Chiedo scusa a tutti se sono volgare, chi mi conosce sa che non è mia abitudine usare le parolacce, ma, a me per primo, serve una scossa».

Con che spirito affrontate la gara di domenica contro Torino? «Intanto dobbiamo riconquistare la fiducia dei nostri tifosi. Hanno ragione a essere arrabbiati: nessuno si aspettava che fossimo in questa situazione e noi siamo i più delusi. Lavoriamo tanto, ma non riusciamo a ottenere i risultati che vogliamo per cui non siamo in grado di ripagare un pubblico che è sempre stato esemplare. Capisco che abbiano perso la pazienza, ma a tutti sta a cuore la Virtus e per questo penso che ne usciremo. Sarà dura, ma ce la faremo».

Questo suo ottimismo è di facciata oppure è fondato? «Io so che bisogna crederci e non posso dire che ci sia qualcuno tra noi che non ci creda. Dobbiamo lottare senza fare troppi ragionamenti. Qui non ci sono tabelle di marcia da rispettare o sistemi alternativi per non arrivare ultimi. Ci sono due partite da vincere e per farlo non possiamo permetterci neppure la più piccola delle distrazioni. In questo momento tutti i nostri avversari sono più forti di noi, spetta a noi dimostrare che non è così».

Quanti anni di vita ha perso in questa stagione? «Tanti. Neppure il peggior pronostico prevedeva la nostra attuale situazione. È stata ed è veramente dura, anche perché non siamo stati sempre fortunati e fai fatica a guardare avanti quando all'improvviso spunta un ostacolo che non dipende dal tuo controllo e che condiziona tutto il lavoro di un gruppo. Non sono scuse, ma è la realtà. Sono, però, convinto che si possa uscire da questo tunnel e noi faremo di tutto per riuscirci».