MICHAEL ANDERSEN

(Michael Dahl Andersen)

Uno dei pezzi forti del repertorio di Michelone Andersen: la schiacciata

 

nato a: Copenhagen (DAN)

il: 29/01/1974

altezza: 212

ruolo: centro

numero di maglia: 13

Stagioni alla Virtus: 1999/00

statistiche individuali del sito di Legabasket

 

 

INTERVISTA A SANDRO ABBIO

di Francesco Forni - La Repubblica - 15/08/1999

 

...

Michael Andersen?

È il mio compagno di stanza. Viene dopo Nesterovic, ma è completamente diverso: - meno verticale, mano meno morbida, ma una forza e una potenza nettamente superiori. Come Rascio è un pezzo di pane, non si lamenta mai. Sta lavorando molto a parte con Messina e Consolini per migliorare la tecnica: per sua stazza è piuttosto rapido e ha un discreto stacco.

...

 

IL GIORNO DI MICHELONE

di Francesco Forni - La Repubblica - 06/03/2000

 

Sotto praticamente per 40', vittoria a un secondo e due decimi dalla fine con due liberi. Un classico copione da Virtus e da Danilovic, invece il killer è stato Michael Andersen. Proprio lui, Michelone, eroe di giornata dopo una trama horror (per la qualità), ma di estrema sostanza. La Kinder esce da Reggio seconda in classifica, da sola. Treviso, a Rimini, ha fatto peggio, perdendo. Andersone ha preso il rimbalzo su un piazzato di Ansaloni, subendo una mazzata da Gorenc e poi giustiziando dalla lunetta. Sasha era negli spogliatoi glà da un pezzo, con la caviglia destra girata a 16’40" dal termine. Senza Rigaudeau, per problemi ad un adduttore, e Frosini, ginocchio, pareva tutto già scritto quando Gorenc ha messo la tripla del -7 (51-58) a 6 minuti dal termine. La Kinder invece non ha mollato e Reggio ha tremato, infilando solo 4 punti e un libero su 6. Abbio ha preso in mano la squadra, Binelli è stato il principale terminale, firmando il -1 (60-61) a 1’50" e poi subito il sorpasso con due liberi (62-61). Quattro punti a fila parevano, in quel deserto, un miraggio: Bologna ha segnato 18 canestri in tutto, 8 nel primo tempo, 10 nel secondo, ma se l'è cavata lo stesso. Il resto l’ha fatto la zona e un po' di fortuna. A Carra a 1'15" una bomba ha girato sul ferro. A 28" Damiao ha segnato un libero impattando a 62, poi l'ultima. azione: scarico di Abbio per Ansaloni, ferro, rimbalzo di Andersone che fin lì aveva patito Betts. La lunga rincorsa è finita bene, ma sono stati preoccupanti i primi minuti e disastroso il seguito. Subito equilibrio, più che altro perché nessuno la metteva dentro, a parte qualche tiretto di Ekonomou. 8-8 dopo 5' sulla proiezione, modesta ma esatta, i 62 punti finali. Da lì in poi Reggio ha inserito la freccia, piazzando un 12-0 in 3'30" di silenzio imbarazzante per la Virtus. Messina ha chiamato i due time-out, provando pure a rimescolare con molti cambi, ma senza esito. Il digiuno è durato 4'20", rotto da una sospensione di Andersino, ma intanto la Bipop continuava costante Il suo passo, con Betts a dominare dentro l'area, Moore attivo dal perimetro, e Gorenc, l'ex d'una estate, a chiudere in contropiede, sfruttando le sassate dei bianconeri. Proprio lo sloveno ha firmato l'umiliante doppiaggio (14-28) dopo 13', portando il parziale a 18-2. La Kinder è riuscita a prendere l’ultimo treno, piazzando un 15-5 (29-33 al 18') con qualche sussulto di Abbio, Sconochini ed Ekonomou, rientrando almeno in partita. Le stecche sono continuate anche dopo, nonostante la buona volontà. Due centri (di Stombergas) nei primi 8' del secondo tempo, problemi di falli e la Bipop (53-45 a 9' dalla fine) riallungava con Moore. Abbio era l’unico che stava a galla: tutti aggrappati alle sue triple. E alla zona, che ha fatto tremare le mani ai reggiani. Ma non c’è solo da sorridere: Danilovic, Rigaudeau e Frosini sono in dubbio per mercoledì a Valencia. E con tre pezzi in meno anche 24 punti sono una palizzata meno alta.