STAGIONE 1990/91

 

Messina, Richardson, Cavallari, Binelli, Gallinari, Johnson C., Setti, Pasquali

Portesani, Bon, Coldebella, Brunamonti

 

Knorr Bologna

Serie A1: 3a classificata su 16 squadre (19-30)

Play-off: semifinalista (3-6)

Coppa Italia: eliminata ai quarti di finale (3-6)

Coppa delle Coppe: eliminata nel girone (6-8)

 

N. nome ruolo anno cm naz note
4 Roberto Brunamonti P 1959 192 ITA  
6 Claudio Coldebella P 1968 196 ITA  
7 Pierluigi Portesani   1971   ITA fino al 04/05/91
11 Augusto Binelli C 1964 211 ITA  
12 Clemon Johnson C 1956 205 USA  
13 Roberto Cavallari   1963   ITA  
14 Vittorio Gallinari A 1958 200 ITA  
15 Lauro Bon A 1961 200 ITA  
18 Giovanni Setti C 1969 204 ITA  
20 Micheal Ray Richardson G/A 1955 195 USA  
  Massimiliano Romboli P/G 1971 192 ITA  
8 Davide Bonora P 1973 186 ITA dal 21/10/90 al 16/12/90
  Andrea Cempini A/C 1970 203 ITA dal 04/10/90 al 06/01/91
  Lorenzo Corradini   1971   ITA dal 16/12/90 al 16/12/90
5 John Douglas P/G 1956 185 USA dal 29/09/90 al 29/09/90
             
  Ettore Messina All     ITA  
  Renato Pasquali ViceAll     ITA  

 

Partite della stagione

Statistiche di squadra

Statistiche individuali della stagione

Giovanili

IL FILM DELLA STAGIONE

di Ezio Liporesi per Virtuspedia

 

La struttura della squadra rimane invariata e rispetto a quella che ha vinto l’anno prima Coppa Italia e Coppa delle Coppe vengono inseriti solo Cavallari, che arriva in serie A1 a 27 anni proveniente da Ferrara e il giovane Portesani, in arrivo da Brescia. Dopo le vittorie in precampionato nei tornei di Cagliari e Castrocaro e il terzo posto in quello di casa, proprio Brescia è il primo avversario in Coppa Italia, superato agevolmente vincendo in trasferta 81-88, con 23 punti di Richardson 21 di Bon e 20 di Binelli, ancora più nettamente in casa, 91-65, quando Bon con 20 punti è il migliore realizzatore, ma tutto il quintetto va in doppia cifra e Coldebella si ferma a 9. Inizia in maniera sfortunata il campionato a Torino: i bolognesi cominciano con un 1 su 10 al tiro nei primi tre minuti nei quali perdono anche Binelli per uno stiramento alla coscia destra. Nonostante ciò al 9’ sono sotto di uno, quando però subiscono un parziale di 21 a 2 che praticamente decide la partita. Nel secondo tempo poi al 24’ esce anche Sugar per un ematoma, un Richardson a dire il vero molto falloso al tiro fin lì, 1 su 7 da tre e 2 su 6 da due. La Knorr ha un sussulto che la riporta a meno nove, poi un tecnico a Coldebella frena la rimonta. Binelli e Richardson sono indisponibili anche per gli ottavi di Coppa Italia, nella trasferta contro Fabriano, nella quale la Virtus subisce una preoccupante sconfitta di 11 punti, che rende complicata la qualificazione. Richardson assente e Binelli inutilizzabile (anche se inserito nei dieci) all’esordio casalingo nell’anticipo del sabato contro Livorno e allora la società corre ai ripari gettonando per la partita contro i labronici John Douglas vecchia bandiera Fortitudo, sperando magari di avere lo stesso successo che ebbe due anni prima la sostituzione di Clemon Johnson con Marcellus Starks, che disputò nove partite, esordendo contro Venezia nei quarti di Coppa Italia, con un decisivo contributo alla vittoria ottenuta al supplementare, successo che spalancò le porte della final four, nella quale poi i bianconeri trionfarono, ottenendo il diritto a giocare l’anno successivo quella Coppa delle Coppe che rappresenta il primo trionfo europeo delle Vu nere. Douglas invece giocherà un solo incontro, molto meno significativo, visto che la Virtus ne esce sconfitta 70-80. Per John 11 punti, meglio di lui Johnson con 15, Brunamonti e Coldebella con 14 e Bon con 12. Fortunatamente Sugar rientra contro Forlì, nuovamente fra le mura amiche, ed è un ritorno sontuoso: segna 42 punti con 13 su 16 da due, 3 su 8 da tre, 7 liberi e 13 rimbalzi, ma soprattutto, dopo che la Virtus non era riuscita a capitalizzare il più sette ottenuto in apertura di entrambi i tempi, quando a pochi secondi dal termine l’ex Bonamico pareggia a quota 87, Micheal Ray firma la tripla della vittoria allo scadere: 90-87. La vittoria costa però il sacrificio di Richardson che deve nuovamente fermarsi per infortunio, ma risolleva il morale e due giorni dopo Binelli con 26 punti e Bon con 25 trascinano le Vu nere alla rimonta in Coppa Italia contro Fabriano, 100-81 il risultato che ribalta il meno 11 dell’andata. 

A Caserta marca visita anche Brunamonti, che da un po’ si trascina problemi ad una coscia, quindi regia a Coldebella e Romboli, rispettivamente 37 e 32 minuti in campo, ma la squadra, corta e priva di talento, rimedia una netta sconfitta 84-66, dopo essersi difesa nel primo tempo chiuso sul 40-33 per i casertani. Brunamonti rientra nel turno infrasettimanale contro Napoli, ma gioca solo 24 minuti segnando 14 punti, fortunatamente Coldebella con 28 minuti in campo e 12 punti e soprattutto Romboli, 26 minuti e 19 punti, lo supportano benissimo, conducendo la Virtus a un franco successo per 94-78, grazie anche ai 19 punti di Bon e ai 18 di Johnson. Guai fisici nuovamente anche per Binelli che gioca solo un minuto. Oltre a Richardson anche Gus e Brunamonti non partono per Pesaro. La Scavolini è anch’essa in difficoltà, appaia la Virtus in classifica con sole 2 vittorie in 5 partite, ma il primo tempo, 50-35, evidenzia le carenze d’organico dei bolognesi, che però reagiscono nella ripresa e contengono i danni, finisce 99-90. Bon con 27 punti e Johnson con 19 i migliori, bene anche Romboli con 14. Esordio europeo in Romania con Brunamonti che parte ma non metterà piede in campo; l’ostacolo viene comunque agevolmente superato, Johnson, 18 punti, Gallinari, 1 punto, Bon, 10 punti, fanno da chioccia a Cavallari e Coldebella, 21 punti a testa, Portesani, 16 punti, Setti, 8 punti, Romboli, 7 punti e Bonora, 3 punti. Rientrano Brunamonti e Richardson contro Reggio Calabria, ma mentre il capitano gioca solo 8 minuti, Sugar è ancora pregevole al rientro e segna 33 punti in 33 minuti. Ottimo anche Coldebella con 21 punti. Partita combattuta che Bologna fa sua per 78-74. Una formalità il 113-72 nel ritorno di Coppa, da ricordare soprattutto per i 27 punti di Portesani, i 18 di Romboli, i 10 di Cempini e Cavallari, gli 8 di Setti e Corradini, i 6 di Bonora. Senza Richardson, Brunamonti, Binelli e Gallinari, gli unici big a partecipare al banchetto sono Bon con 18 punti, Coldebella e Johnson con 4. Nella trasferta a Roma finalmente si torna al completo e i benefici sembrano vedersi nel primo tempo chiuso in vantaggio sul 36-41, ma nella ripresa i bianconeri pagano una condizione fisica ancora imperfetta in molti suoi protagonisti e cedono 88-82. Richardson sempre sugli scudi con 27 punti. Due giorni dopo si è di scena a Verona per i quarti di Coppa Italia, dove va registrata un’altra sconfitta, 91-82, ma con la speranza di recuperare il meno 9 nel ritorno. 

Contro il fanalino di coda Firenze, in una partita più complicata del previsto, vinta per 90-85, i mattatori sono i due americani, Sugar con 25 punti e Johnson con 24. Richardson ne segna 36 anche nel ritorno di Coppa Italia, ma la Virtus è in balia degli avversari, che dominano e chiudono sull’88-110 eliminando con un divario complessivo di 31 punti i bianconeri dalla Coppa. A Milano, di nuovo senza Brunamonti appiedato da un virus, la Virtus regge nel primo tempo chiuso 38-37, poi alla distanza cede 82-73 nonostante i 23 punti di Richardson. Tre giorni dopo Binelli (23 punti) e Coldebella (21) trascinano la Virtus al successo sulla Benetton 85-75. Richardson allettato dalle offerte di Philadelphia, alla vigilia della trasferta a Varese, viene convinto a restare a Bologna da una promessa di un premio a fine stagione legato al suo rendimento in campo e al comportamento fuori e mai accordo fu così immediatamente messo alla prova, infatti il passivo subito a Masnago, 91-73, è il male minore. L’incontro ha visto la squadra lombarda dominare, 30-15 già al decimo, 54-35 all’intervallo poi Messina ad inizio ripresa toglie gli evanescenti stranieri e mette in campo un quintetto tutto italiano e giovanissimo, con Romboli, Coldebella, Portesani, Setti; il distacco lievita fino al 68-43 del 25’, quando i giovani bolognesi reagiscono fino al 74-65 del 33’, prima che Varese dia un altro colpo decisivo al match. Il peggio arriva a 2 minuti dalla fine, quando un gancio di Sugar a Rusconi scatena una rissa con 19 espulsi, per la Virtus sono 7 i giocatori (Richardson, Johnson, Binelli, Portesani, Romboli, Gallinari e Cavallari) e 4 i responsabili della panchina (Pasquali, Valli, Canna e Orsoni), chi coinvolto direttamente nello scontro, chi entrato in campo per sedarlo. Cinque le giornate di squalifica per Sugar, due per Johnson. 

Fortunatamente il campionato si ferma, pausa durante la quale Cazzola acquista il pacchetto di maggioranza, 70%, coadiuvato da Francia con il 25%, escono di scena il Presidente Gualandi e il gruppo facente capo a Porelli; per quanto riguarda il basket giocato si svolge l’All Star Game, al quale deve rinunciare Johnson per infortunio e dove Richardson, nell’occhio del ciclone per i fatti di Varese, non può brillare come nelle due edizioni precedenti. Alla ripresa del campionato la Knorr, priva ovviamente dei due americani e di Brunamonti ancora alle prese con il virus che lo ha costretto anche ad un ricovero in ospedale, deve affrontare Cantù, un’impresa disperata. Invece con un meraviglioso Binelli, 25 punti, 12 su 17 al tiro, 17 rimbalzi e 5 recuperi, supportato dai 23 punti di Bon, dai 12 di Coldebella, dai 10 di Cavallari e dal contributo di Portesani, Romboli, Setti e Gallinari, la Virtus ottiene una meritata vittoria, conducendo quasi sempre, 41-37 all’intervallo, 62-56 al 30’ e quando al 35’ i brianzoli sorpassano sul 65-64, sono Binelli e Bon a riportare Bologna sul 76-72 e anche se Cantù pareggia a quota 76, poi Bon segna l’ 1 più 1 e Binelli fissa con una schiacciata l’80-76 suggellando la sua splendida partita. Due giorni dopo inizia il girone di Coppa contro Mosca: una Virtus stanca soffre nel primo tempo chiuso sul 44-52, poi contando sulla freschezza degli inutilizzabili in campionato Richardson e Johnson, rispettivamente 22 e 17 punti, nonché su un’altra grande gara di Binelli, 21 punti, e sul top scorer Bon autore di 26 punti riesce a spuntarla 95-90. In campionato una squadra esausta e ancora priva dei suoi tre big viene travolta 93-66 a Trieste nonostante i 27 punti di Bon. Sette giorni dopo col rientro di Clemon Johnson, che ha scontato la squalifica, e quello di Brunamonti, la Virtus spazza via Reggio Emilia. I due rientranti segnano rispettivamente 14 e 10 punti, ma molto meglio fanno Coldebella con 22 e soprattutto un Bon in stato di grazia con 34. Il 29 dicembre, in uno dei due anticipi della prima giornata di ritorno, Bon segna 20 punti, Brunamonti torna sui suoi livelli con 28, ma la squadra subisce una brutta battuta d’arresto. Torino conduce il primo tempo, ma sul 35-44 i bianconeri hanno una reazione che li porta avanti all’intervallo sul 52-50. Nella ripresa riprende il dominio dell’Auxilium trascinata da Dawkins e il finale è senza appello: 89-101. Questa sconfitta relega la Virtus in una posizione che la lascerebbe fuori dai playoff e Messina si dichiara preoccupato al riguardo. 

La strigliata ha effetto in campionato, perché arrivano due vittorie esterne contro Enimont e Filanto (saranno l’inizio di un periodo felicissimo in patria), molto meno in coppa, dove la Virtus subisce pesantemente a Cholet e Mosca. A Livorno il giorno dell’epifania, dopo aver chiuso sotto di un punto il primo tempo, i bianconeri vengono fuori nel secondo e con 24 punti del solito Bon, 20 di Coldebella, 18 di Brunamonti e 15 di Johnson, hanno la meglio 80-89; poi un viaggio infausto in Francia, sconfitta a Cholet 104-82, ma a Forlì ancora 24 di Bon, 22 di Coldebella e 21 di Binelli fanno volare le Vu nere, dopo un brutto primo tempo chiuso sul 54-47 per la Filanto; nella ripresa la squadra reagisce, chiude la difesa e lo testimonia l’88-101 finale. A Mosca un’altra batosta europea, 98-78, ci provano Bon con 20 punti e Brunamonti con 16 a difendersi, ma invano. Le ultime due pesanti sconfitte di Coppa rendono problematica la qualificazione, che rischia di decidersi in base alla differenza canestri. Contro Caserta, come sua abitudine al rientro, Sugar firma un’ottima gara, segna 26 punti e, insieme a Binelli, 25 punti, trascina i suoi, finalmente al completo, al successo per 96-84. Agevole successo sui portoghesi dell’Ovarense, 88-68, il migliore Sugar con 23 punti. A Napoli la Virtus domina, poi al 16’ Johnson cade a terra in seguito a un malore che ne consiglia l’immediato ricovero all’ospedale San Paolo di Napoli e poi in serata al Maggiore di Bologna. La squadra sembra non risentirne, chiude sul +13 il primo tempo e al 27’ è sul + 14, ma qui subisce la rimonta avversaria: la gara va ai supplementari vince Napoli 97-93. Virtus che con Brunamonti e Johnson ha vissuto, in poco tempo, due ricoveri all’ospedale, per problemi non inerenti a traumi dovuti al gioco, ma fortunatamente Johnson, per cui si temeva inizialmente un problema cardiaco, viene dimesso due giorni dopo, una volta attribuita la causa del malore ad un semplice colpo di freddo, deve però disertare la sfida con Cholet, decisiva per l’ammissione alle semifinali. L’impresa già ardua di dovere vincere di 32 punti per ottenere la qualificazione, diventa improba. La Virtus ci prova, riesce ad arrivare a +25 al 33’, ma non riesce a fare di più, finisce 103-80, con tutti i bolognesi a referto e sei in doppia cifra dietro i 22 punti di Binelli, ma non basta, Mosca, Cholet e Bologna finiscono a 8 punti, ma ad andare avanti sono francesi e russi. Contro Pesaro rientra Johnson, che era in odore di taglio già prima del suo malore, per il suo rendimento, molto inferiore alle due stagioni precedenti, ma Clemon sfodera una partita stupenda, 24 punti, 10 su 12 al tiro, era 8 su 8 nel primo tempo, 4 su 4 ai liberi 3 recuperi e 5 rimbalzi allontanando ogni pensiero di avvicendamento. Sotto canestro non è il solo ad eccellere di fronte ai pesaresi, Binelli segna 21 punti e cattura 10 rimbalzi, elargisce anche 3 stoppate e tutto il quintetto dà il suo contributo, Bon pure a 21 punti, Brunamonti a 17 e Richardson a 15 con 5 assist, come 15 sono anche queli di Coldebella inserito in quintetto al posto di Bon, i tre piccoli come grande novità tattica. Più dieci dopo otto minuti e mezzo, 64-53 all’intervallo, più 17 nel corso della ripresa e anche se la Scavolini non crolla mai, alla fine è un corposo 115-105 per i bolognesi, che hanno tirato col 73,21 % da due e sono riusciti anche a ribaltare la differenza canestri essendo stati sconfitti all’anadta di 9. 

Vittoria in volata a Reggio Calabria 95-96 con 26 punti di Brunamonti (8 su 10 da due e 3 su 4 da tre), 20 di Bon e 18 dei due americani, con confermata la novità di Coldebella nei primi cinque. Virtus avanti nei primi 9 minuti, poi alternanza di vantaggi fino all’intervallo, chiuso 51-49 per i locali. Nella ripresa sembra prevalere la Panasonic, che a 2’49” dalla fine è sul 93-80 e Binelli è già uscito per un quinto discutibile fallo in attacco. Qui succede l’inverosimile, Brunamonti segna il 93-82, poi Messina ordina la 1-3-1, errore di Bullara per i calabri, tap-in di Richardson su tiro fuori misura d Brunamonti per il 93-84, poi due tiri sbagliati da Young per i locali e Sugar per i bolognesi, il quale poi segna un libero su due a 1’12” dalla conclusione, 93-85; altro errore di Young, imitato da Richardson, ma Coldebella su rimbalzo segna e prende fallo, converte il libero e porta la Virtus a meno cinque, 93-88 a 57” dal termine. Il reggino Sconochini fallisce l’1+1, nuovo errore di Richardson e stavolta è Johnson a prendere il rimbalzo e segnare subendo fallo, sbaglia l’aggiuntivo, ma Sugar rende il favore catturando la carambola e servendo lo stesso Clemon che realizza per il 93-92. A 23” dalla sirena Sconochini segna due liberi, 95-92, Richardson subisce fallo sulla tripla, realizza però solo il primo e terzo libero, portando i suoi a meno uno sul 95-94, poi ruba palla sulla rimessa, sbaglia il tiro ma trova Gallinari a rimbalzo che subisce fallo, ma riesce comunque a segnare il canestro del sorpasso, 95-96, fallendo poi il tiro libero, ma rimedia subito  andando a stoppare Santoro e regalando l’insperato successo alla Knorr. Sette giorni dopo la Virtus affronta la capolista, Il Messaggero Roma: gran partita di Sugar, 24 punti, 9 rimbalzi, 4 recuperi, 5 assist in un giorno in cui si limita nei tiri presi, 3 su 6 da due e 3 su 5 nelle triple, ma converte 9 liberi su 10, grazie ai 12 falli subiti, mai aveva superato i 10 nei suoi tre anni italiani. Primo tempo chiuso sul 45-37, poi il vantaggio lievita fino al 51-40, Roma rimonta e sorpassa 55-56, qui i bianconeri reagiscono e si riportano sul 68-60, conservando poi il comando delle operazioni, fino al 90-81. A Firenze un ottimo Coldebella, che si trova benissimo nella nuova veste di titolare, segna 19 punti, mentre il solito Richardson tuttofare non solo realizza 22 punti, ma cattura 9 rimbalzi, recupera 6 palloni e confeziona anche 3 assist; partita vinta 84-91, ma già archiviata al 16’ sul 25-41. Il 4 marzo Sugar contro Milano si migliora ancora, 24 punti, 16 rimbalzi, 5 recuperi, 6 assist, supera i 2000 punti realizzati in Italia, cancella dal campo Pittis nel primo tempo e Riva nel secondo. Ottimo anche Coldebella, 10 su 15, ma da segnalare anche la mossa di Messina, che nel finale inserisce un fin lì opaco Bon, il quale realizza due triple fondamentali, quando la Philips sotto 56-45 al 24’30” si rifà sotto; Lauro riceve l’elogio dell’allenatore, che sottolinea la sua importanza nella nuova veste di sesto uomo. Finisce 93-82, sistemando anche la differenza canestri dopo il meno 9 dell’andata. 

Bon rientra in quintetto a Treviso, a causa dell’assenza di Brunamonti, vittima di uno stiramento; l’occasione viene festeggiata con una prestazione maiuscola, 26 punti, 4 su 7 da tre e 12 punti nei primi 4 minuti della ripresa dopo che i bolognesi avevano chiuso il primo tempo sul + 4, facendo lievitare il vantaggio della Knorr fino al +14e sembrano lanciarla al successo, ma la Benetton sorpassa 63-62 e si arriva in volata: allo scadere sul 69 pari è Sugar a siglare dall’angolo i due punti della vittoria. Rientra Brunamonti contro Varese e risulta decisivo, 5 su 7 da tre punti e 7 recuperi, ma soprattutto le triple che ricacciano indietro la Ranger che, sotto 44-29 quasi allo scadere del primo tempo, era stata capace di riportarsi a ridosso dei bianconeri, forse un po’ troppo appagati, sul 63-61. Ottimo anche il primo tempo di Binelli, 8 su 9, 5 rimbalzi e 4 recuperi nei primi 20 minuti. Nel 1991 la Virtus vanta a questo punto in campionato 10 successi e una sola sconfitta, quella di Napoli, una partita a lungo dominata, nonostante l’uscita prematura di Johnson e persa solo al supplementare. Anticipo televisivo a Cantù (anche se in tv passano solo 9 minuti globali tra un’interruzione e l’altra) e sonora sconfitta, 89-70, ma era già 51-33 all’intervallo. Nella partita in casa contro Trieste, la Virtus soffre nel primo tempo, chiuso sul 46-47, poi dilaga nella ripresa, 95-78. Strepitoso Bon, 6 su 8 da 2, 4 su 8 da tre, 5 su 5 ai liberi per un totale di 29 punti, 6 rimbalzi, 1 stoppata e 2 recuperi, 32 di valutazione. A Reggio Emilia, assente Richardson, colpito da gastroenterite, con un parziale di 0-11 la Knorr si porta avanti 14-22, che poi diventa 16-28; nella ripresa i locali rosicchiano qualcosa, 48-51, ma a decidere l’incontro, sul 63-67 sono due triple di Brunamonti che danno il 63-73 della sicurezza, l’incontro termina 70-81. Le 12 vittorie nelle ultime 14 partite permettono a una Virtus decima dopo la prima di ritorno, quando aveva un record di 7 vinte su 16, di raggiungere il terzo posto, con accesso diretto ai quarti. Nel periodo di sosta, test amichevoli significativi, due contro Milano e uno a Salonicco. 

Al debutto nei playoff, vibrante successo su Cantù, nonostante l’assenza di Brunamonti, 38 di febbre a causa di una tracheite. E’ Bon il protagonista, che esplode quando rientra in quintetto e in generale è in ottimo periodo di forma, 27 punti, 6 su 8 da 2, 4 su 9 da 3, 3 su 3 ai liberi, 5 rimbalzi, 1 stoppata, 2 recuperi e 1 assist, 32 di valutazione e 22 punti già all’intervallo. Bene anche Richardson, 20 punti, molto meglio da tre, 5 su 7, che da due, 2 su 11, ma anche 7 rimbalzi e Binelli, 14 punti, 6 su 7 da due, 2 su 2 ai liberi, e 8 rimbalzi. Partenza sprint, 24-9 al 7’, quando Cantù passa a zona e qui comincia a grandinare sui malcapitati lombardi, dopo altri 7 minuti il punteggio è 52-25 e la gara chiusa, il +20 dell’intervallo e il + 22 finale sono solo dati statistici. In gara 2, sempre privi di Brunamonti, i bolognesi sembrano replicare, seppure in maniera meno clamorosa, e chiudono il primo tempo sul 27-35 e al 22’30” con una tripla di Richardson vanno sul 31-42, ma, forse convinti di aver già esaurito la pratica, a quel punto si bloccano, a metà tempo vengono raggiunti sul 50-50, provano a resistere ma perdono 73-67. Non bastano i 22 punti di Sugar e i 15 di Coldebella. Non ancora in condizioni ottimali, Brunamonti rientra per la bella (giocherà 22 minuti con 4 punti segnati): rispetto alle precedenti gara più in equilibrio nel primo tempo, chiuso sul 40-33. Cantù non molla e quando arriva nel finale a meno 3 sul 71-68, si teme il peggio, anche perché la situazione falli è complicata e Richardson ha una caviglia fuori uso, ma proprio Sugar fornisce l’assist a Coldebella per il 73-68 che apre il parziale finale di 9-3 che permette ai bianconeri di chiudere vittoriosi 80-71 e di accedere per le semifinali, seppur con qualche patema, nonostante nelle 3 gare siano stati al comando 110 minuti su 120. 22 i punti di Richardson e 21 quelli di Binelli, 9 su 11 al tiro e 3 su 4 dalla lunetta, con un gran secondo tempo, dopo un primo abulico, zero rimbalzi, una palla persa e il medio della mano destra schiacciato in una schiacciata, ovvero nell’unica sua azione offensiva della prima frazione. Gara 1 a Caserta vede le Vu nere soffrire nel primo tempo, 43-30, poi rimontare con Bon e Richardson fino al 55-54, ma con l’uscita per falli di Coldebella al 31’ e Lauro al 34’30”, Caserta riprende dieci punti di vantaggio, Bologna non è ancora doma, rientra per giocarsi la vittoria in volata, mettendo anche la testa avanti 79-80 a 24 secondi dal termine con la sesta tripla di Sugar, poi prevalgono comunque i casertani 82-80, anche se con zero secondi da giocare Portesani avrebbe i liberi per pareggiare, ma fallisce nell’impresa. Ottimo Sugar con 28 punti e 6 su 10 nelle triple e bene anche Bon, 20 punti, 5 su 9 da due, 2 su 3 nelle triple e 4 su 4 ai liberi. Andamento speculare in gara 2, Bologna avanti 45-35 all’intervallo ma erano stati 23 punti di vantaggio al 15’30” sul 41-18 anche grazie ad un parziale di 18-0 mentre Gentile è fuori per infortunio; nella ripresa continua la rimonta di Caserta che sorpassa sul 69-70 a 5’ dal termine e, dopo che la Virtus è ripassata a condurre, ha nelle mani la tripla del sorpasso allo scadere, Esposito la fallisce e finisce 75-73. Bon 18 punti e Brunamonti 17, i migliori, ma vendemmiano soprattutto dalla lunetta, 8 su 8 Lauro e 8 su 9 lo spoletino. In doppia cifra anche Binelli, ottimo 6 su 7 e 12 punti, Richardson e Johnson, rispettivamente 11 e 10 punti, ma i due hanno percentuali insufficienti nei 37 minuti giocati, 4 su 12 complessivo dal campo e 1 su 3 ai liberi Sugar e 4 su 10 da due e 1 su 3 dalla lunetta Clemon. 

La vittoria di Milano a Roma, con relativa eliminazione dei capitolini, regala già alla Virtus come minimo risultato il terzo posto e la qualificazione alla nuova eurolega, erede della vecchia coppa dei campioni, che rispetto ad essa, ammette non solo la vincitrice del campionato nazionale, ma anche le migliori piazzate. I due americani si riprendono in gara 3, nella quale sono i migliori dei bolognesi, 22 punti la guardia e 18 il pivot, ma la Virtus non regge, sotto 46-38 all’intervallo, rientra sul 58-57, ma cede nettamente 91-76. L’amarezza per l’uscita di scena, fa parlare di ribaltoni, escono notizie relative a possibili cessioni di Binelli e Brunamonti, poi fortunatamente rientrate. Stagione d’addio per un ormai affaticato Johnson e, ma lo si saprà solo all’inizio della stagione successiva, per Sugar, ma per motivi totalmente extra-tecnici. La stagione è stata caratterizzata dalle tante assenze, tra infortuni e squalifiche, sulle 50 partite Sugar ne ha saltate 17, Brunamonti 13, Johnson solo 3, ma il suo malore nella fase cruciale della stagione ha tagliato le residue speranze europee. Alla fine, comunque, grazie a una serie di vittorie nel girone di ritorno, la Virtus ha conquistato quel terzo posto che, mantenuto nei playoff eliminando Cantù e cedendo solo di fronte a Caserta squadra che poi ha conquistato il titolo, le ha garantito l’accesso alla principale coppa europea nella sua veste rinnovata.

Tratto da "Il Mito della V nera 2"

 

La formazione per il campionato '90-'91 cambia poco. I giovani Portesani e Cavallari vengono inseriti al posto di Righi e Sylvester, Richardson e Johnson sono confermati. L'inizio di stagione è poco brillante. Tre rovesci nelle prime quattro giornate, di cui uno casalingo con Livorno, fanno venire i brividi agli appassionati. Al termine del girone d'andata la Knorr è nona, ma in quello di ritorno perse solo tre partite su quindici. Alla fine della stagione regolare è terza, dietro Milano e Caserta.

La Coppa Italia era andata male: nel periodo peggiore della stagione, tra il 6 e il 13 novembre 1990, la Knorr viene eliminata dalla Glaxo. Non va meglio la Coppa delle Coppe: nei quarti la Clear Cantù, battuta a Bologna nella bella dopo un successo per parte nelle prime due gare. In semifinale la Phonola Caserta, che vince di due punti l'andata, perde con identico scarto il ritorno in Piazza Azzarita, e passa agevolmente in gara 3 (91-76): è il 4 maggio '91; qualche giorno dopo, a Milano, arriverà il primo scudetto meridionale della storia cestistica.

 

RICHARDSON TORNA SUGAR E RIABBRACCIA BOLOGNA

di Franco Vannini - L'Unità - 08/10/1990

 

Un immenso Richardson firma la vittoria scacclacrisl per la Knorr (90-87 sulla FIlanto) con una «bomba» a fil di sirena. Sugar è stato l'indiscusso protagonista del derby emiliano-romagnolo, la sua prestazione si sintetizza con cifre eloquenti: 42 punti (13/16 da due; 3/8 da tre oltre a sette tiri liberi) e ben 13 rimbalzi.

Knorr-Filanto ha offerto un basket agonisticamente interessante proponendo un finale combattutissimo: a 1' dalia conclusione punteggio 87-85 per i bolognesi, McAdoo sbaglia il possibile aggancio fallendo l'uno più uno, poi tenta Sugar dall'angolo di chiudere, ma il suo tiro è fuori. Attacco della Filanto concluso con un'entrata di Bonamico: 87-87 ad una manciata di secondi dalla fine. A questo punto parte in palleggio Richardson che superata di qualche metro la metà del campo, proprio allo scadere del tempo realizza li 90-87 che esalta la Knorr senza però cancellare i problemi che la condizionano.

Un derby avvincente che i bolognesi sembrano poter agevolmente vincere alle prime battute grazie alla concretezza di Richardson che si esalta vivendo il duello col suo amico-nemico McAdoo. Dopo 3'30" 13 a 6 per la Knorr: in buona evidenza anche Bon che trova con continuità il canestro. Ma dall'altra parte comincia a crearsi i suoi spazi un Fox rapido sotto il tabellone in attacco: segna a ripetizione, «coprendo» un po' anche un McAdoo che inizialmente sbaglia troppo (1 su 6 nel tiro alla fine del primo tempo; alla distanza però crescerà). Sospinta da un Fox che ruba il tempo ai lunghi bolognesi e con un buon Mentasti, ecco la Filanto agguantare il pari a circa metà tempo. La Knorr che ha Binelli in non buone condizioni fisiche e un Johnson piuttosto lento, soffre in quello che avrebbe dovuto essere la sua forza, cioè sotto i tabelloni. Dall'altra pane migliora McAdoo che carica di farli gli avversari. Punteggio in equilibrio e il tempo finisce con la Filanto in vantaggio 46-44.

Nella ripresa Blnelll rimedia il quarto fallo dopo due minuti e i problemi sotto canestro aumentano per i bolognesi anche perché cresce dall'altra parte McAdoo. Comunque sospinta dalle invenzioni di Richardson, Knorr sul 60-53 al 5' ma la Filanto non si arrende; si fa concreta la prova di Bonamico che con «diagonali» pesca McAdoo che realizza. Poco dopo metà tempo ancora parità: 70-70. Da questo punto sino alla fine in campo c'è gran battaglia: anche il generoso Brunamonti (acciaccato ad una coscia) tenta di dare il suo contributo. Esce Binelli per cinque falli e decisiva è l'uscita a 2'21 di Fox. Poi l'elettrico finale che dà morale alla Knorr che dovrà recuperare fisicamente Binelli, Brunamonti e il generoso Gallinari. E punisce una Filanto che forse doveva aspettarsi qualcosa di più da Fumagalli e che ha avuto in Fox (12 su 15 e 8 rimbalzi) il suo elemento migliore.

 

100.000 DOLLARI A RICHARDSON: RESTERA' A BOLOGNA

La Repubblica - 24/11/1990

 

Richardson resta alla Knorr. Forse non era più così sicura l'offerta di un milione e mezzo di dollari per due anni da parte di Philadelphia, forse l'ha convinto il premio speciale che la società gli riconoscerà a fine stagione, se rendimento in campo e comportamento fuori glielo faranno meritare. L'accordo è stato raggiunto stamane, tra il giocatore e il presidente Paolo Gualandi, assistito dall'avvocato Porelli in qualità di consulente. Il premio, secondo la società, non supererà i 100.000 dollari, mentre Richardson non ha fatto commenti, dicendosi soddisfatto della soluzione. Nessuno ha vinto e nessuno ha perso ha detto: "Qui, tolte le tasse, guadagno di più e posso avere una carriera più lunga". A Bologna hanno tirato un sospiro di sollievo visto che l'apporto di Richardson potrà essere decisivo per trarre fuori la squadra dalla situazione non brillante in campionato. Domani la Knorr giocherà a Varese.

Sugar: gioie e dolori della Virtus

L' ULTIMA FOLLIA DI SUGAR

di Walter Fuochi - La Repubblica - 27/11/1990

 

Diciannova espulsi, al saloon di Masnago. 5 giganti di Varese (Rusconi, Frank Johnson, Ferraiuolo, Brignoli, Conti) e 7 di Bologna (Richardson, Clemon Johnson, Binelli, Portesani, Romboli, Gallinari, Cavallari). 3 dirigenti della Ranger (Crugnola, Lucarelli, Galleani) e 4 della Knorr (Pasquali, Valli, Canna, Orsoni). Tutti in campo, disperatamente, nella rissa accesa da un gancio sinistro al volto sferrato da Richardson a Rusconi, dopo tante scintille: a 2' dalla fine, col risultato scolpito per Varese, senza più motivi di tensione. Non tutti in campo a picchiare, si giustificano ora le due società, davanti all' indecoroso primato. Molti a dividere e a sedare, soprattutto a placare la pantera Richardson, rientrato due volte nel mucchio a farsi giustizia. 19 espulsi sono un record anche perchè il basket si è dato quest'anno norme severissime. Chi va in campo a far risse è da cacciare, dice la legge: poi il giudice (che si pronuncerà stamane sul referto degli arbitri Zanon e Zancanella) dividerà colpe gravi e peccati veniali.

Non è vero che il basket ne esce male, anzi dice Toto Bulgheroni, presidente di Varese e vice di Lega. Ha avuto il merito di varare una norma rigida, di spirito preventivo. E di applicarla con serietà. Cosa rischino i pugili era ieri un pronostico vago, appunto per l'inedito caso. Richardson, non nuovo a risse nei campionati scorsi, è il più nitido nel mirino, seguito dai due Johnson e Rusconi. Gli altri potrebbero cavarsela con poco o niente, dopo una zuffa che, lo pensano a Varese e anche a Bologna, non sarebbe scoppiata senza le lune storte di Richardson. Così, è diventato questo l'ultimo capitolo del romanzaccio scritto da Sugar in settimana, dopo i soldi chiesti, sventolando l'offerta di Filadelfia, e ottenuti: a fine anno, come premio, in cambio della promessa di rigar dritto. Non male, questo patto stipulato di venerdì e frantumato di domenica, dentro una partita moscia, nervosa, giocata male e irosa contro tutti. Dopo aver provato a difendersi sul pullman del ritorno (Non ho niente da rimproverarmi, sono stato provocato), Sugar ieri mattina è volato in America con Johnson, come da tempo era stato loro concesso: torneranno per l'All Stars Game di sabato, se la Lega non avrà nel frattempo deciso di far saltare al ribelle la sua partita-immagine. Ma a qualcuno Richardson avrebbe parlato di un viaggio senza rientro. L'ipotesi fa supporre un accordo (improbabile) già raggiunto nella Nba, ma va ricordato che la Knorr ha in mano un inattaccabile contratto italiano, da lui stesso ribadito venerdì (ma questo peserebbe meno, davanti a una plausibile voglia di levarselo di torno). E circolano pure voci di taglio.

L'11° posto e una situazione a rotoli potrebbero indurre la Knorr a usare il bisturi, e già ieri s'è avviata la ricerca in America di giocatori disponibili. Di tutti i ruoli: guardie, ali, centri, coinvolgendo nel rischio entrambi i mori. Per Richardson il profilo è disciplinare, soprattutto nel caso di una maxisqualifica, che già inciderà sul suo portafoglio in forma di multa. Ma chi si prenderà la briga di cacciare il giocatore più amato a Bologna negli ultimi 10 anni, anche se negli ultimi 10 giorni la squadra l'ha sopportato malissimo? Con le impennate di Sugar, che fu sospeso dalla Nba per problemi di cocaina, si va poi sempre a scavare nella vita che fa. Ma da quest'anno il basket fa l'antidoping (una partita a sorte ogni turno, 4 giocatori, 2 per parte, estratti); e a parte quello, ci sono i periodici test antidroga cui la Virtus lo sottopone, senza che Sugar vi si neghi mai. Il guaio sono le sue lune, legate pure ai malanni fisici e alla forma scadente, ma a rischiare di più è Johnson, ottima persona, ma pivot in largo declino, 17 punti nelle ultime tre trasferte, un calo fisico che denuda il limitato bagaglio tecnico. Alla Knorr, la squadra che segna meno in A1, serve un pivot più prolifico, ma il mercato offre poco, ed è infine difficile capire chi, in società, pagherebbe il taglio, perchè la nota faida azionaria resta l'ultimo capolinea di tutti i guai della Virtus, una società assente almeno finchè non si sia fatta chiarezza.

 

Tratto da La Repubblica – 29/11/1990

 

Cambia padrone Il pacchetto azionario della Virtus spa, la finanziaria che controlla la società sportiva di Bologna, appartiene da ieri per il 70% alla Promotor di Alfredo Cazzola, patron del Motor Show, e per il 25% a Paolo Francia, che tornerà a fare il presidente (era stato destituito 4 mesi fa), e ai suoi amici. Hanno ceduto l'attuale presidente Gualandi, ma soprattutto il gruppo storico che, col suo 54%, faceva riferimento all'avvocato Porelli, per vent'anni padrone poi ago della bilancia della Virtus.

BOLOGNA È FANTASTICA ANCHE SENZA TRIO

di Franco Vannini - L'Unità - 10/12/1990

 

Succede anche questo: la Knorr priva di Richardson, Johnson e Brunamonti le suona alla Clear 80-76. Certo, il demerito maggiore della squadra canturina è di avere sbagliato l'approccio mentale al match. Forse la Clear pensava ad un'agevole successo contro una formazione incerottata. Solo così si possono spiegare le tante palle perse, le ingenuità difensive. E un brutto esempio è venuto proprio dai suoi uomini più rappresentatvi: Mannion, ad esempio nel primo tempo segna la miseria di sette punti, perde quattro palloni, non incide minimamente nella manovra della sua formazione. Ma se vanno sottolineati i demeriti degli sconfitti, bisogna subito evidenziare le virtù della Knorr e della sua partita capolavoro. Messina che in questi quindici giorni ha portato la squadra a giocare un paio di tornei e a sostenere una dura preparazione per sollecitare i giovanotti della panchina che avevano di fronte la grande occasione, l'ha preparata alla grande. E, infatti, ecco venir fuori l'arcigno Cavallari che nella seconda parte del primo tempo azzecca due liberi quando tutti i suoi compagni sbagliavano a ripetizione, poi piazza un 4 su 5 e arraffa 3 rimbaizi; anche nella ripresa se la cava egregiamente. Poi Portesani che, dopo un primo tempo modesto, si fa notare alla distanza.

Vero e che il protagonista in assoluto della partita è stato Binelli: vigoroso, pronto nel proporre iniziative, chiude una prestazione ad altissimo livello:
12 su 19 nel tiro. 17 rimbalzi, 5 palle recuperate. Rilevante anche la prova di Bon che ha si sbagliato parecchio nelle conlusioni, però ogni qual volta la Clear s'avvicinava eccolo piazzare la bomba vincente o comunque il canestro che rilanciava la sua squadra. Buono anche l'apporto di Coldebella nel proporsi in regia, anche se certe conclusioni sono apparse affrettate e forzate.

Una Knorr comunque generosissima, determinata, che ha colto questo successo, «regalandolo» a Francia e Cazzola, nuovi padroni della società, che iI 17 dicembre verranno ufficialmente «incoronati». Brava Virtus, dunque e brutta Clear. Si sono salvati Bosa, in parte Bouie e Pesslna nella ripresa, per il resto è meglio girare pagina.

Nel primo tempo è la Knorr a condurre quasi sempre e chiude sul punteggio di 41 a 37. Un vantaggio che la squadra difende sull'avvio di ripresa;
al decimo 62 a 56. Si sveglia Mannion e a cinque minuti e mezzo dalla fine la Clear passa addirittura a condurre 65 a 64. Ma sono ancora Binelli e Bon a trascinare la squadra bianconera. A poco meno di due minuti dalla fine 76-72 per la Knorr, Coldebella sbaglia il passaggio che poteva portare la squadra bianconera al successo. Recupera invece la Clear: 76-76 a 17" dalla fine quando Bon realizza l'uno più uno. Ma a due minuti dalla fine, Bosa tenta di vincere la partita sbagliando però la bomba. Quindi Binelli suggella la sua straordinaria prestazione con una schiacciata che infiamma il Palasport.

NON È STATO UN INFARTO: JOHNSON OGGI DIMESSO

di Emilio Marrese – La Repubblica – 29/01/1991

 

Clemon Johnson, 34enne pivot della Knorr, sarà dimesso oggi dall'ospedale Maggiore, dove era stato ricoverato domenica notte dopo il malore che lo aveva colto sul campo di Napoli, durante la partita con la Filodoro. Una diagnosi definitiva sarà stilata solo tra tre o quattro giorni, una volta completati gli accertamenti necessari. Ma già da ora lo staff medico della Virtus tende ad escludere qualsiasi patologia cardiaca alla base del malessere che ha fatto cadere Johnson, dopo 16' di gioco. Il pivot, che avvertiva un forte dolore al petto ed era in lieve stato confusionale, era stato accompagnato immediatamente all'ospedale San Paolo di Napoli. I primi tracciati lasciavano aperta la possibilità di un'ischemia, un problema cardiaco che avrebbe significato la fine della carriera. Secondo Rimondini, medico sociale, si sarebbe invece trattato di una nevrite intercostale, un dolore di tipo muscolare-nervoso dovuto ad un colpo di freddo. In tal caso il giocatore non correrebbe alcun rischio, tornando sul parquet. Johnson, che sta bene e vorrebbe riprendere subito l'attività, salterà invece l'impegno di stasera contro lo Cholet in Coppa Coppe e anche la partita di domenica in casa con la Scavolini. A questo punto è probabile, aldilà della possibilità di recupero e delle smentite della società, che Johnson venga tagliato. Già in precedenza la sua posizione era a rischio, visto il rendimento insoddisfacente. La Knorr starebbe cercando un'ala-pivot nella Nba.

LA LEGGE DELLE DUE TORRI

di Franco Vannini - L'Unità - 04/02/1991

 

Qualcuno aveva sussurrato, dopo iI colpo di freddo rimediato a Napoli che l'aveva fatto svenire in campo, che Clemon Johnson poteva essere «tagliato». Anche qualche prestazione non proprio entusiasmante aveva alimentato il sospetto che si arrivasse a questo provvedimento. Vista l'aria che tirava l'arcigno pivot bianconero ha pensato bene di cavar fuori proprio contro la titolata Scavolini, una prestazione sostanziosa che si sintetizza: 24 punti con una percentuale eccellente (10 su 12: addirittura nel primo tempo aveva tirato con 8 su 8), 4 su 4 nei liberi, 3 palle recuperate e 5 rimbalzi. È un po' calato alla distanza, ma la sua partita è stata di quelle che convincono a lasciare le cose come stanno.

Dunque, un grande Johnson per la Knorr che le suona (115 a 101) alla Scavolini. Secondo tempo vigoroso anche quello di Binelli che ha chiuso con 21 punti, 10 rimbalzi, 3 stoppate. Insomma, la Knorr ha costruito il suo successo facendo lavorare parecchio sotto i tabelloni la coppia Johnson-Binelli come Messina pretende. Ben serviti da Brunamonti e da un «normale» Richardson (5 assist) i due lungagnonl hanno costituito un pericolo pressante per una Scavolini che senza Magnifico (il pesarese ha «provato» solo per qualche secondo) ha avuto troppo presto Costa condizionato dai falli. Una Scavolini che non ha trovato Cook molto ispirato al tiro (4 su 10 da 2 e 1 su 5 da 3) ; addirittura anonimo nel primo tempo. Una sostanziosa mano a Daye sono riusciti a darla Grattoni e Zampolini. Può avere influito nella prova pesarese anche il match di Coppa ben più impegnativo di quello sostenuto dalla Knorr martedì. Comunque una Scavolini che a dispetto del punteggio finale, è stata in partita fino a due minuti dalla line.

La cronaca. Il match si era messo bene all'avvio per la Knorr che proponeva in quintetto CoLDebella (con Bon in panchina): 24-17 dopo sette minuti e mezzo. Nelle conclusioni Johnson appare inarrestabile; da parte pesarese gli risponde un ordinato Gracis. Brunamonti imbecca con bella continuità Johnson; Bon si presenta con una bomba che alimenta le speranze virtussine: dieci punti di distacco dopo otto minuti e mezzo. «Entra» in partita anche Daye, ma la Knorr è davvero ispirata dalla coppia Brunamonti-Coldebella e alcuni guizzi di Richardson fanno il resto.

Si ha l'impressione che i bolognesi possano agguantare la grossa vittoria. 49-36, poi 53 a 39, ma nel finale i pesaresi recuperano e rientrano in partita. Il tempo si chiude con Bologna in vantaggio di undici lunghezze: 64-53.

Rosicchia ancora qualcosa la Scavolini 74-66 al 5' minuto nel quale Costa rimedia il quarto fallo. Arriva ancora da Bon un buon contributo nel tiro, mentre Binelli cresce e distribuisce stoppate che danno ossigeno a una Knorr che allunga ancora: 88-71. Ma Pesaro non ci sta, cresce Cook, Grattoni trova buoni punti assieme a Daye e la Scavolini ritorna in partita. Esce per 5 falli Costa poco dopo metà tempo. La Scavolini riesce sempre a galleggiare; deve rimediare dieci punti. La Knorr non ce la fa a dare il colpo decisivo per agguantare il successo fino al 18' quando Brunamonti azzecca una bomba portando il punteggio sul 108-95. A questo punto l'incontro è davvero finito.

La Knorr rimedia il successo importante per il solo obiettivo che gli è rimasto, il campionato. E la Scavolini aspetta di poter recuperare al meglio Magnifico.

Capitan Brunamonti (foto Archivio L'Unità)

BOLOGNA RISCOPRE 'SUGAR'

La Repubblica - 28/04/1991

 

Quaranta minuti sempre in testa per correre in semifinale. Ma Cantù sempre addosso, indomabile, capace di issarsi a -1 (68-69) quando mancavano meno di 4' e per infrangere un dominio costante, ma leggero, potevano bastare un paio di palloni. La Knorr ha vinto chiudendosi nel bunker della difesa, costringendo Cantù a sprecare due tiri impossibili: ha avuto cervello e gambe, in quelle svolte, oltre a un quintetto lucido in campo, arrivato allo sprint attraverso una sfilza di cambi che Messina non ha azzeccato tutti, anche se gli va ascritto il merito, alla fine, di aver avuto gli uomini giusti al posto giusto.

Bologna è stata soprattutto Richardson e Johnson, e per chi l'ha vista solo in tv, anche Binelli: 2 punti nel primo tempo, una schiacciata che gli ha ammaccato il polso sul ferro, rendendolo poi un automa, 19 nella ripresa, uomo-partita di una Knorr che ha scelto i pivot per scardinare la fortezza nemica, perché a Bon (2 su 5) tremava la mano, Brunamonti (1 su 5) era stremato dagli antibiotici, e Coldebella ha sgobbato troppo in difesa per produrre anche punti. Richardson ha fatto sempre qualcosa d'importante per la squadra, soprattutto nei momenti bui (8 su 15, 7 rimbalzi, 5 recuperi, 6 assist), regalandole i canestri per infrangere l'onda in rimonta di Cantù. Johnson (7 su 12, 15 rimbalzi) ha travolto l'imbelle Bouie (2 su 6, 6 rimbalzi), il 9 su 11 di Binelli ha infine schiantato la partita di Cantù, brava a credere sempre alla sua rincorsa. E se Gianolla (0 su 4) e Dal Seno (2 su 5) avessero avuto la pazienza di dare la palla a chi segnava, anziché sparacchiare, forse sarebbe pure finita bene. Rossini ha avuto birra per depistare tutti, e non si capisce perché, per la terza volta in 3 partite, Cantù abbia regalato punti iniziali d'handicap (5-17) schierando il fantasma di Marzorati. Mannion (12 su 17) ha tirato bene, pure Pessina (5 su 9, 13 rimbalzi) era vispo, prima di arrendersi alle spallate di Binelli. La Knorr è la prima semifinalista, oggi gli altri spareggi.

 

SUD CHIAMA NORD

di Leonardo Iannacci - L'Unità - 08/05/1991

 

L'ultimo «kolossal» in bianco e nero tra Phonola e Knorr ha il ghigno beffardo di Nandino Gentile, lo scugnizzo di Caserta che ha preso per mano la
sua squadra trascinandola al terzo appuntamento tricolore della sua storia. Era andata male al casertani nel 1986 e nel 1987 quando sul trono dei
canestri siedeva Mike D'Antoni con la sua imbattibile Milano. E, per una sorte di fatale contrappasso, sarà ancora lui, l'«Arsenio» milanese - questa volta in giacca e cravatta e dalla panchina - a cercare di sbarrare il passo dei casertani verso lo scudetto. Sabato il primo atto di una sfida che si preannuncia già ad altissimo livello.

Caserta, dunque, in finale, Bologna in purgatorio a meditare sui suoi limiti di squadra, e, soprattutto, sulla sua incapacità di tradurre sul campo l'enorme potenziale di cui dispone. Un pianto greco la prestazione di Gus Binelli, il pivot della nazionale, un giocatore che anche ieri ha confermato di avere paura della sua ombra e di non essere ancora uscito - a 27 anni - dal suo bozzolo di eterna crisalide. Imbarazzante il suo «score» finale 0 su 6 al tiro, qualche rimbalzo ininfluente, molti i palloni persi nella giornata più grigia per lui e per la sua squadra. Lo hanno imitato Brunamonti e Bon nei momenti «caldi» della partita. Persino Messina ha avuto esitazioni fatali nel momento di attaccare Caserta quando Shakleford era uscito per tre falli.

La Knorr, che dopo cinque minuti si era già aperta unai finestra sul vuoto (5-17) con una serie distacchi scriteriati e una difesa di burro perforata in più occasioni proprio da Gemile e Esposito, è riuscita nonostante tutto a rimanere a galla fino al decimo del secondo tempo. Il suo ritardo si era stabilizzato sui dieci punti quando, approfittando di qualche minuto di rilassamento dei casertani, è riuscita a portarsi addirittura a -1 (57-58). Ma è stato allora che Gentile, con due «arcobaleni» da tre punti, e un Dell'Agnello riemerso dopo un primo tempo grigio, hanno scolpito la parola fine sulla stori adi questa partita. A nulla sono serviti 22 punti di un Richardson commovente per dedizione in difesa e tenacia in attacco, e i 18 di Clemon Johnson, che ha resistito a Shackleford ai rimbalzi (9) e ha flrmalo i canestri della momentanea rimonta bolognese. L'Oscar quale miglior attore protagonista di Caserta va, come detto, a Gentile (8 su 15 al tiro, 4 assist) nonostante l'altra «nomination» per Esposito (15 punti, 5 su 10). Ma la statuetta di miglior attore non protagonista deve essere senz'altro assegnata a Tellis Frank, l'americano poco spettacolo e tutta sostanza che ha fatto la parte del boia e dell'impiccato quando il suo «gemello» nero Shacklelord era inguaiato dai falli. Anche lui fa parte dei segreti di questa Phonola che, nel primo anno dell'era del dopo Oscar, è tornata a rivedere le stelle.