MARIO SUTTINI

 

 

nato a: Bologna

il: 19/01/1926 - 11/07/2006

altezza:

ruolo:

numero di maglia:

Stagioni alla Virtus: 1942/43

 

 

SUTTINI E ORLANDINI, ARIA DI FAMIGLIA

di Ezio Liporesi per Virtuspedia

 

Mario Suttini giocò una partita nel campionato 1942/43: era la Virtus di Marinelli, Bersani, Calza, Girotti, capace di comandare la classifica per 19 giornate su 20, inseguita dalla Reyer Venezia ma proprio all'ultima giornata, nello scontro diretto di Venezia, i lagunari, dietro di un solo punto in classifica, battono i bolognesi, li scavalcano, costringendoli a rinviare l'appuntamento con il primo scudetto. Mario faceva inoltre parte della seconda squadra della Virtus, con compagni come Renzo Ranuzzi, Ferriani e i fratelli Rapini, Luigi e Raoul. Sposò poi una ragazza conosciuta in Sala Borsa, Giuliana, militante nella Fontana, e conobbe così la famiglia Orlandini, questo il cognome della moglie, la quale ha un fratello che giocò pure lui, più tardi, nella Virtus, disputando amichevoli nella stagione 1965/66 e militando anche nella squadra juniores, guidata da quel Sergio Ferriani, che era stato compagno di squadra del cognato. Giuliana e Paolo avevano uno zio, Cesare (fratello del nonno paterno), che fu negli anni '60 e '70 segretario della Virtus, nella storica sede di via Ercolani, finché non si ammalò lasciando la sua famiglia e quella della Virtus nel 1976. Questa ricostruzione è stata possibile grazie alla figlia di Mario e Giuliana, Serena, ecco dalle sue parole il racconto emozionante di quei tempi: "Mio padre ha amato la Virtus tutta la vita e la palla a spicchi ha avuto una parte molto importante nella sua esistenza. Conobbe mia madre, che militava nella Fontana in Sala Borsa. Il fratello di mia madre, Paolo Orlandini, giocò nella juniores. Un loro zio, fratello di mio nonno, si chiamava Cesare Orlandini e fece il segretario della Virtus. Da bambina/adolescente uscivo di casa con lo zio Cesare la mattina, andavamo in sede in via Ercolani, mangiavamo nella foresteria, e poi si andava al palazzo di piazza Azzarita, perché allora aprivano le biglietterie alle 14 e mio zio organizzava le cassiere; per me era una festa, mi divertivo molto, poi c'era la partita di apertura, a volte gli juniores a volte giocava la Zuccheri, e poi la Virtus, parlo degli anni 67 in poi. Nel 1975 Cesare si ammalò, un tumore allo stomaco e dovette abbandonare, e nel 76 ci lasciò, ma l'Avv. Porelli ha sempre avuto molto affetto per la mia famiglia, non ha mai permesso che pagassimo un biglietto anche dopo la scomparsa dello zio. Quando numerarono anche le curve, non ricordo in che anno, Porelli regalò a mio padre il primo abbonamento, il  n° 1, tramite lo zio Cesare (io andavo in tribuna stampa con Paolo) e decisero di premiare il primo abbonamento come ricordo dell'evento, fu in concomitanza di qualche ricorrenza che mi sfugge ora; chiamarono mio padre, gli consegnò il premio Meneghin che quel giorno giocava a Bologna; Dino gli regalò anche la sua maglia, la tenevamo come una reliquia, poi Gus Binelli aprì il suo locale e la prestai per appenderla insieme ad altre. quando la Virtus giocava nella chiesa sconsacrata di S. Lucia in via Castiglione, ai tempi del mio papà, prima di entrare in campo avevano un rito, si mettevano in cerchio e urlavano "par la mi bela bala am bala un occ un occ am bala" che vorrebbe dire per la mia bella balla mi balla un occhio un occhio mi balla...era un rito scaramantico per la vittoria...se mi metto a pensare mi vengono in mente tante cose..bei ricordi e tanta malinconia. Purtroppo la Virtus non attraversa un buon periodo, francamente la retrocessione è un'onta che avrei voluto le fosse stata risparmiata, ma troverà la forza di risollevarsi, chi ha fatto la storia della pallacanestro italiana deve per forza riprendersi il posto che le spetta ".