OLIVER LAFAYETTE

(Oliver Lafayette jr.)

Lafayette il giorno della presentazione (foto tratta da www.virtus.it)

nato a: Baton Rouge, Louisiana (USA)

il: 06/05/1984

altezza: 188

ruolo: playmaker

numero di maglia: 20

Stagioni alla Virtus: 2017/18

biografia su wikipedia

nato a: Sassari

il: 05/05/1995

altezza

PIETRO ARADORI

 

 

nato a: Brescia

il: 09/12/1988

altezza: 196

ruolo: guardia

numero di maglia: 21

Stagioni alla Virtus: 2017/18

biografia su wikipedia

nato a: Sassari

il: 05/05/1995

altezza

 

VIRTUS SEGAFREDO, IL PLAY È OLIVER LAFAYETTE

tratto da www.virtus.it - 31/07/2017

 

Virtus Pallacanestro Bologna comunica di aver raggiunto un accordo con Oliver Lafayette, playmaker di 33 anni, statunitense con passaporto croato, che ha giocato in Italia nella stagione 2015-2016 con i colori dell’Olimpia Milano vincendo scudetto e Coppa Italia. Nella scorsa stagione ha giocato a Malaga, in Spagna, vincendo l’Eurocup. Nella sua seconda avventura italiana vestirà i colori di Virtus Segafredo.

OLIVER LAFAYETTE JR. è nato il 6 maggio 1984 a Baton Rouge in Louisiana. Playmaker di 1.88, cresciuto alla Capitol High School di Baton Rouge, inizia la carriera universitaria nei college di Blinn e Brown Mackie, per poi approdare da junior alla University of Houston, dove si mette in luce viaggiando alla media di 15.1 punti a partita nella stagione da junior, a 14.3 in quella da senior, finendo due volte nel secondo quintetto della Conference. Inizia la carriera professionistica a Correcaminos, in Messico, per trasferirsi nel 2008-2009 in D-League agli Erie Bayhawks (oggi Lakeland Magics), e l’anno successivo ai Fort Wayne Mad Ants, dove produce una stagione da 17,1 punti, 4,6 rimbalzi e 6,5 assist a partita, meritando l’attenzione della Nba. Nel 2010 debutta infatti con i Boston Celtics in quella che resta la sua unica apparizione nel basket delle stelle Usa: 22 minuti con 7 punti, 4 rimbalzi e 2 assist. Nella stessa stagione varca l’oceano per il suo primo contratto europeo, al Partizan Belgrado, sei gettoni di presenza (e debutto in Eurolega, con altrettante presenze) prima di chiudere l’annata nuovamente a Fort Wayne.

Divide l’annata 2011-2012 tra Maccabi Ashod in Israele e Prokom Gdynia in Polonia, e in quella successiva indossa i colori dell’Anadolu Efes in Turchia, ma la svolta della carriera arriva nel 2012-2013, con l’approdo allo Zalgiris Kaunas, con cui vince il campionato lituano. Nel 2013-2014 è in Spagna, al Valencia, franchigia con la quale debutta in Eurocup, vincendo il trofeo. L’anno seguente il suo viaggio europeo lo porta in Grecia, all’Olympiacos (6.8 punti per gara con il 40.4% da tre, 6.7 in campionato), con cui vince il campionato nazionale approdando alla finale di Eurolega, persa contro il Real Madrid. La prima esperienza italiana arriva nella stagione 2015-2016: Lafayette approda a Milano, per conquistare con l’Olimpia scudetto e Coppa Italia. Una stagione da 9 punti, 2.3 assist, 2.8 rimbalzi in 23.4 minuti di utilizzo a gara, tirando col 37.6% da tre e con l’83.7% ai liberi. Nel 2016-2017 è ancora in Spagna, all’Unicaja Malaga con cui vince la sua seconda Eurocup.

A livello europeo, ha collezionato 84 presenze in Eurolega (con 7.9 punti e 2.7 assist a partita) e 51 in Eurocup (6.9 punti e 3.2 assist a gara).
Oliver Lafayette ha ricevuto il passaporto croato per meriti sportivi e ha quindi giocato i Mondiali del 2014 con la Croazia guidata da Jasmin Repesa.

 

LAFAYETTE SI PRESENTA: "VIRTUS SEGAFREDO SONO ORGOGLIOSO DI ESSERE QUI"

 tratto da www.virtus.it - 21/08/2017

 

Professione vincente. Non lo dice Oliver Lafayette, certezza in campo e uomo estremamente tranquillo fuori dal parquet. Lo dicono i numeri: negli ultimi cinque anni, dalla stagione allo Zalgiris a quella di Malaga, passando per Valencia, Olimpiacos e Olimpia Milano, il play di Baton Rouge che si è guadagnato un passaporto croato (e una vetrina mondiale con quella Nazionale) per meriti sportivi, ha vinto un titolo in Lituania, uno in Grecia, due Eurocup con le sue due squadre spagnole, e con Milano scudetto e Coppa Italia. Se la prima esperienza italiana è stata a Milano, la seconda è in casa Virtus. Un viaggio nella storia della pallacanestro italiana. “E ne sono felice. Qui ho trovato grande organizzazione, una società perfetta e sono orgoglioso di essere stato chiamato. Sono a disposizione del gruppo e del coach, e non mi importa quanto tempo sarò in campo, ma la qualità che potrò mettere quando ci sarò”. Pure, Lafayette sa essere giocatore decisivo nei momenti “caldi” delle partite, non soltanto uomo-squadra. “E’ vero che la pressione di certi momenti mi esalta, mi ci trovo a mio agio. Se avrò la possibilità di avere la palla in mano in certe situazioni, non mi tirerò indietro.Il coach mi ha chiesto di essere il playmaker di questa squadra, io farò quello che devo per riuscirci al meglio”. Nel basket europeo ha già vinto tanto. Se c’è una ricetta, meglio chiedere a lui. “Una squadra deve essere sempre tale, giocare insieme è fondamentale. E bisogna saperlo fare quando le cose vanno bene come nei momenti difficili. Tutto qui”. A Milano, Oliver ha giocato accanto ad Alessandro Gentile. Ora lo ritrova in bianconero. “Un bravissimo giocatore, e anche un grande amico. Ha una stazza che gli permette di giocare a qualunque livello. Sono sicuro che sarà un valore aggiunto per la Virtus”. Ha scelto, anche qui, il numero 20, che lo accompagna da sempre. E c’è un perché. “Lo indossava mio padre quando giocava a basket. Ci sono molto affezionato, per questo motivo”. “Come ho già ricordato”, spiega il general manager Julio Trovato, “terminato il mercato degli italiani ci occorreva un giocatore con caratteristiche diverse da Stefano Gentile, in grado anche di giocargli accanto in un quintetto basso. Oliver ha esperienza e personalità, può giocare momenti-chiave delle partite, può stare in regia o giocare da combo. Per questo ho preso in mano la trattativa in modo deciso, e l’operazione l’abbiamo conclusa in una giornata”. “Di Oliver mi ha colpito”, aggiunge il Ds bianconero, Valeriano D’Orta, “il modo semplice e naturale con cui ha approcciato il gruppo in palestra. Appena arrivato, è andato a salutare tutti i nuovi compagni, uno dopo l’altro. Facendo capire anche che tipo di persona è”.