STAGIONE 1933/34

Paganelli, Valvola, Vannini, Pirazzoli, Palmieri, Marinelli - Giuli (all.) (foto fornita da B. Sughi)

 

Virtus Bologna

Divisione Nord-Est: vincente eliminatoria (2-2); 1a classificata a pari merito girone di qualificazione (3-4); 1a classificata finali a Firenze (2-2); Promossi in Prima Divisione Nazionale

FORMAZIONE
Venzo Vannini (cap.)
Francesco Cao
Giancarlo Marinelli
Athos Paganelli
Giuseppe Palmieri
Bruno Pirazzoli
Lino Rossetti
Napoleone Valvola
Riserve: Gualberto Faglioni, Guido Ornati
Solo amichevoli: Guidobaldo JahierMario Reggiani
 
Allenatori: Filippo Giuli (tecnica) e Giuseppe Palmieri (atletica)

 

Partite della stagi one

Statistiche individuali della stagione

Giovanili

Tratto da "100MILA CANESTRI - Storia statistica della Virtus Pallacanestro" di Renato Lemmi Gigli

 

Febbraio 1934. Virtus finalmente fuori dal confine cittadino. Inizia l'avventura in 1a Divisione che sarebbe la seconda categoria. Quintetto giovanissimo: fra Valvola (25), Pirazzoli (21), Paganelli (20), Vannini (20) e Marinelli (19), fanno 21 anni di età media. Cura la parte atletica Filippo Giuli e quella tecnica Peppino Palmieri. Partite molto intervallate e finali nella canicola, in luglio a Firenze sul campo della Giglio Rosso. Due incontri da cardiopalma vinti di un punto sulla Ginnastica Roma e di due sull'US Milanese, con canestro decisivo proprio di Palmieri  (Virtus ridotta in quattro) tirando da metà campo a pochi secondi dalla fine. Più rocambolesco di così...

Reggiani, Pirazzoli, Giuli (all.), Marinelli, Vannini - Paganelli, Valvola, Jahier (foto fornita da B. Sughi)

 

LA VIRTUS VINCITRICE DEL CAMPIONATO DI 1a DIVISIONE DI PALLACANESTRO

da un quotidiano dell'epoca*

 

La vittoria del campionato di 1a divisione della "Virtus" ha avuto larga eco nell'ambiente nazionale dei cultori della pallacanestro destando ad un tempo ammirazione e sorpresa. Le affermazioni degli atleti della "Virtus" sulle squadre dell'A.C.E.G.A. di Trieste, della Società Ginnastica "Roma" e della Unione Sportiva Milanese, anche se conseguite con uno scarto minimo di punti, hanno dimostrato tuttavia gli enormi progressi effettuati in pochi mesi prove dalla squadra bolognese grazie all'insegnamento del campione Giuseppe Palmieri che ha saputo dare alla squadra stessa una concezione tecnica dell'emozionante giuoco. Le doti atletiche dei giocatori della "Virtus" hanno potuto supplire a qualche deficienza immancabile in una compagine che da troppo breve tempo si è trovata a competere con squadre affiatatissime, perfette conoscitrici di ogni segreto della pallacanestro.

La vittoria assoluta nel Campionato di Prima Divisione ed il passaggio della squadra bolognese nella Divisione Nazionale induce a ritenere che, con i frequenti incontri con squadre omogenee e in possesso di una tecnica superiore, i giocatori virtussini sapranno fra breve migliorare in guisa da accrescere la fama della nostra città in questo ramo dell'attività sportiva nazionale.

La Virtus Bologna Campione d’Italia 1934 di I Divisione, schierata sul campo di Firenze.

Giuli (all.), Paganelli, Valvola, Pirazzoli, Vannini, Marinelli, Palmieri (foto tratta da "100mila canestri")

 

LA VIRTUS NEL CAMPIONATO ITALIANO

da un quotidiano dell'epoca*

 

La pallacanestro bolognese, pur nell'ancor breve periodo di sua esistenza, vanta già un passato di vittoriose affermazioni ottenute sia in confronti internazionali, che in tornei a carattere nazionale.

Dalle prime faticose esperienze contro avversari ricchi di esperienza e di tecnica, il giuoco bolognese è giunto grado a grado e velocemente ad una posizione di avanguardia, acquistando una propria netta caratteristica. In cui pur riscontrandosi le tracce evidenti dei vari stili che gli furono maestri, si nota l'imporsi di un sistema tutt'affatto nuovo, e, quel che più conta altamente redditizio. Per esso infatti si è giunto alla conquista, nell'anno XII, di due titoli nazionali: di Prima Divisione  e dei Giovani Fascisti. Più bello il primo, perché meno atteso e rappresentante il primo luminoso ascendere del giuoco bolognese; più significativo il secondo per il perfetto e dimostrativo amalgamarsi di vari giocatori, cresciuti sotto diverse guide, e segnante con ciò l'imporsi di una scuola. Ed il merito, diretto ed indiretto, spetta alla Virtus. Questa Società, che in altri rami di sport vanta una antiche e gloriose tradizioni, non primissima venuta agli inizi dell'attività cestistica bolognese, ha saputo riguadagnare velocemente il terreno perduto in partenza e farsi in breve l'alfiere del movimento italiano.

In un periodo immediatamente successivo ai primi tentativi in campo nazionale, che nel loro insuccesso parevano segnare il tramonto definitivo del giuoco bolognese, la Virtus chiamava a raccolta i giocatori rimasti in balìa di loro stessi, e, serrate le file, armata di passione e di buona volontà, partiva alla conquista delle posizioni di avanguardia. Dopo un paio d'anni di attività regionale, che hanno valso alla società per acquistare una salda inquadratura ed un chiaro indirizzo tecnico, era deciso il passaggio alla categoria superiore. Sbarazzatasi con relativa facilità dei competitori locali, spente, dopo appassionata lotta, le velleità dei triestini, la Virtus conquistava il diritto di battersi nel girone finale. Le tre giornate fiorentine, in un seguito di partite combattute sino al limite delle energie, sancivano la definitiva vittoria dei bianchi bolognesi.

Una fase della partita finale contro l'U.S. Milanese - foto fornita da B. Sughi

 

CESTO VINCENTE DI PALMIERI, VIRTUS IN A

tratto da "Il Mito della V Nera" 1871-1971 di A. Baraldi e R. Lemmi Gigli

 

Per la pallacanestro il 1934 è l'anno della promozione alla maggiore serie nazionale. La direzione di Filippo Giuli assicura un eccellente fondo atletico alla squadra che parte nel campionato di 1a Divisione formata da Vannini, Rossetti, Marinelli, Paganelli, Pirazzoli, Valvola e Cao. Il titolo emiliano è guadagnato con le due vittorie sui concittadini del Guf Galvani, 27-17 nella prima e 18-14 nella seconda. Quindi nel girone Nord-Est, superato il Guf Firenze, l'ostacolo dell'A.C.E.G.A. di Trieste (una vittoria per parte) richiede lo spareggio di Venezia che le V nere si aggiudicano nettamente per 33-20. Frattanto l'inserimento di Giuseppe Palmieri è valso a dare una nuova concezione tecnica al gioco del quintetto che in luglio affronta le finali di Firenze. Sue avversarie sono la società Ginnastica Roma e l'Unione Sportiva Milanese. Due finali all'ultimo respiro. Contro i romani, la Virtus, in svantaggio 8-10 nel primo tempo, la spunta per 17-16 con 9 punti di Pirazzoli, 3 di Vannini e Marinelli e 2 di Valvola. Ancora più emozionante l'ultima e decisiva partita con i milanesi: 6-6 a metà gara, 14-14 a pochi secondi dalla fine allorché, con la squadra già ridotta in a quattro uomini, proprio Palmieri realizza da metà campo il canestro della vittoria: 16-14- Gli altri punti li hanno segnati Valvola 6, Pirazzoli e Vannini 3, Marinelli e Rossetti 1. la Virtus si laurea così campione italiana di 1a Divisione e passa in Serie A. Poi Vannini, Marinelli, Pirazzoli, insieme a Cao, Renzo Baggioni e Casanova vanno a vincere a bari anche il campionato nazionale dei giovani fascisti. Sono le prime tappe di un luminoso cammino.

La formazione bolognese che ha conquistato la promozione a Viareggio (foto fornita da B. Sughi):

Marinelli, Vannini, Rossetti, Pirazzoli, il Presidente comm. Buriani, il Segretario Dott. Negroni, x, Palmieri, Valvola, x, Paganelli, Ornati.

 

VIRTUS E BOLOGNA SPORTIVA: FUSIONE

tratto da "Il Mito della V Nera" 1871-1971 di A. Baraldi e R. Lemmi Gigli

 

Negli ultimi mesi del '34 maturano eventi decisivi per la nostra Società. Lo sport bolognese deve affrontare realisticamente i propri problemi, collegati in massima parte alla crisi involutiva in atto nella Bologna Sportiva, con particolare riguardo al settore calcistico, il pù nevralgico dello schieramento. Nella prima parte del campionato infatti la situazione della squadra rossoblù, precipitata nella zona bassa della classifica, si è fatta delicata, tale da richiedere urgenti provvedimenti di base che investono la struttura stessa della società, nel contesto più ampio della gigantesca organizzazione creata nel 1927 da Leandro Arpinati. Lo stesso dualismo venutosi fatalmente a determinare negli altri campi di attività fra Bologna Sportiva e Virtus, con relativo frazionamento di obiettivi e di energie, rappresenta l'altra faccia del problema, i cui molteplici aspetti convergono ormai verso l''unica soluzione possibile, quella dell'unificazione, da tempo e da molte parti auspicata.

ma l'iniziativa, secondo il costume dell'epoca, non può avvenire se non nell'ambito del potere politico locale. Tocca quindi al Segretario Federale di Bologna. avv. Cesare Colliva, farsene autorevole promotore ed al suo fiduciario sportivo ing. Gustava Baracchi, nostro valente ex-atleta e dirigente (ed ora anche Commissario Straordinario della Bologna Sportiva), avviare le relative trattative tra le parti interessate. Così, nel dicembre 1934 la fusione fra i due sodalizi è già virtualmente concordata.

 

(*) I quotidiani dell'epoca (di cui non risulta testata e data) sono stati forniti da B. Sughi.