GABRIELE SPIZZICHINI

Spizzichini in sospensione (foto tratta da corrieredibologna.corriere.it)

nato a: Roma

il: 16/12/1992

altezza: 196

ruolo: playmaker/guardia

numero di maglia: 7

Stagioni alla Virtus: 2009/10 - 2010/112016/17

biografia su wikipedia

 

MARCO SPISSU

 

 

 

nato a: Sassari

il: 05/05/1995

altezza: 184

ruolo: playmaker

numero di maglia: 0

Stagioni alla Virtus: 2016/17

statistiche individuali

 

 

GABRIELE SPIZZICHINI: SIAMO TUTTI MOLTO MOTIVATI. NEI PLAYOFF LA DIFFERENZA LA FA AVERE DIECI ELEMENTI.

bolognabasket.it - 20/08/2016

 

Gabriele Spizzichini è stato intervistato da Stefano Brienza su Stadio.
Ecco le sue parole:

È bellissimo vedere tutta questa gente, ci dà fiducia sapere che c’è chi crede ancora nella Virtus dopo tutto quello che è successo.
Conoscere questa serie può essere un bel vantaggio, e in questo gruppo c’è l’abitudine a giocare il genere di partite in cui c’è una certa pressione. Ma tutto dipende dalla coesione e da quello riusciremo a dare insieme.
Gli americani di Scafati erano persone fantastiche, ma nei playoff, ogni due giorni, ciò che conta è avere dieci elementi a disposizione. È vero, gli italiani possono fare la differenza.
Il coach? E’ contento di essere arrivato in un ambiente così, conosce la situazione e la piazza. Siamo tutti molto motivati.

 

SPIZZICHINI: CON QUESTA FORMULA PARLARE DI PROMOZIONE SAREBBE UN AZZARDO. PUNTIAMO A FARE IL MEGLIO POSSIBILE

tratto da bologna basket.it - 15/09/2016

 

Gabriele Spizzichini è stato intervistato dal Resto del Carlino.

Ecco le sue parole:
Siamo consapevoli che in questa fase tutte le prestazioni vanno prese con le molle, ma avere conferma del fatto che si sta camminando nella giusta direzione sicuramente aiuta a lavorare con maggior entusiasmo e attenzione.

Spizzichini, avendo vestito le maglie di Ferrara, Barcellona e Scafati, lei è uno dei giocatori bianconeri più esperti in questa categoria. Che cosa serve per navigare ad alto livello? Il gioco di squadra è un fattore decisivo. Se non si è abituati a giocare insieme, si corre il rischio di dipendere dalle condizioni di alcuni giocatori. Se invece ci si aiuta sempree si cerca il compagno per tenere tutti in partita, allora diventa più semplice gestire i momenti di difficoltà e i risultati diventano più continui.

Tra l’altro le statistiche dicono che in serie A non sale chi arriva primo in campionato. Che ne pensa? La formula è davvero pesante e speriamo che l’anno prossimo cambi, perchè quattro turni di playoff e una sola promozione su 32 squadre è qualcosa di molto difficile da affrontare. Ne parlavo con Michael Umeh e anche lui era perplesso su una stagione che inizia il 2 ottobre e finisce il 21 giugno.

Ma la Virtus punta alla promozione oppure no? E’ una domanda a cui non è possibile rispondere, perchè realisticamente farlo sarebbe un azzardo. Due mesi di playoff sono tanti e se hai qualche infortunio in quel periodo non puoi neppure sostituire chi deve rimanere fermo. Noi puntiamo a fare il meglio possibile, sapendo che per fare bene bisogna crescere come gruppo aiutando i nostri giovani a migliorare. Se si realizzeranno queste due condizioni sono convinto che faremo della strada.

C’è chi dice che la Virtus è più avanti degli altri club sul piano del gioco perchè ha due play che sanno passare la palla. E’ così? Io direi che siamo un gruppo di giocatori che conoscono bene l’importanza di essere squadra. Questo si vede di più in attacco e meno in difesa: la nostra è una maglia importante e nessuno può permettersi di fare la primadonna. Singolarmente nessuno può reggere il confronto con il passato, magari la squadra nel suo insieme può provare a essere all’altezza della storia del club.

Ed è così che dopo una retrocessione, state riconquistando i tifosi. Io l’anno scorso non c’ero, ma immagino che la difesa in serie A2 abbia provocato rabbia e delusione. Noi lotteremo in ogni partita e su ogni pallone: questo ci chiede Ramagli e questo proveremo a fare sul campo. Già ora il coach è molto attento all’atteggiamento e appena cala l’agonismo ci riprende. Lo ripeto, la mia sensazione è che siamo sulla strada giusta.

Spizzichini in palleggio contro Piacenza (foto tratta da bolognabasket.it)

SPIZZICHINI: TESTA BASSA E PEDALARE, POI A FINE ANNO ALZEREMO LA TESTA E VEDREMO DOVE SAREMO ARRIVATI

tratto da bolognabasket.it - 06/10/2016

 

Gabriele Spizzichini è stato intervistato da Alessio De Giuseppe su Radio Bologna Uno.
Ecco le sue parole:

L’importante è stata la partenza, non tanto dal punto di vista del gioco ma soprattutto da quello dell’atteggiamento. Kenny e Mike ci hanno dato una grossa mano dal punto di vista realizzativo, ma una grossa mano è arrivata da tutti quanti.

Domenica la Virtus va a Imola, e negli ultimi 18 mesi si è vinto in trasferta solo due volte. Il problema delle trasferte dello scorso anno è ben noto. Imola ha un campo piccolo, difficile, ed è una buona squadra con un nucleo di giocatori che gioca insieme da un po’ di anni. Noi andiamo lì per fare la nostra partita di intensità, tattica e difesa, e vedremo cosa ne esce fuori.

Puoi portare l’esperienza della categoria ai più giovani? Questo è il nostro compito, di sicuro Rosselli, Michelori ed Ndoja sono gente molto più esperta di me di questa categoria: penso che il nostro compito sia quello di aiutare i giovani ad esprimersi al massimo. Noi li stiamo aiutando, e loro stanno capendo molto bene.

Che ambiente hai ritrovato? Non mi aspettavo così tanta gente, mi ha molto colpito vedere l’Unipol Arena piena di gente e di passione. Vuol dire che la passione per la Virtus è ancora viva in tutti quanti, nonostante la delusione evidente dello scorso anno.

Come va con coach Ramagli? Molto bene, sa qual è l’obiettivo, sa cosa vuole la gente e la società. Noi dobbiamo continuare così, facendo quello che lui ci chiede.

Cosa ti aspetti da questa annata? Tanto lavoro, testa bassa e pedalare. Non bisogna mai né esaltarsi per una vittoria né deprimersi per una sconfitta. Il campionato è lungo, bisogna sempre continuare a lavorare, poi si alzerà la testa a fine anno e si vedrà dove siamo arrivati.

SPIZZICHINI: NON GUARDO LE MIE STATISTICHE MA CERCO DI ESSER UTILE ALLA SQUADRA. SIAMO UNITI, MA È BENE NON GUARDARE TROPPO AVANTI

tratto da bolognabasket.it - 12/01/2017

 

Gabriele Spizzichini è stato intervistato dal Resto del Carlino.
Ecco le sue parole:

Io non scommetterei sul fatto che siamo la formazione più in forma, perché nell’ultimo periodo non ci siamo allenati con la frequenza che avremmo voluto e allo stesso tempo dobbiamo fare i conti con l’assenza di Klaudio Ndoja, un giocatore molto importante, per non dire è uno dei leader. Siamo una squadra unita, altrimenti non avremmo vinto a Roseto, nel derby e a Piacenza.

Nelle ultime due gare lei è risultato tra i protagonisti. Prima non c’era spazio, oppure sta crescendo? Forse prima non si vedeva e magari non si vedrà neppure domenica con Imola. Non gioco per le statistiche, ma devo dare un contributo alla squadra, cercando di essere sempre utile.

Ad agosto si era presentato come play, ma da regista non gioca quasi mai. Qual è il suo ruolo? Nella passata stagione ho giocato prevalentemente play, ma venendo qui sapevo che le cose sarebbero un po’ cambiate perché nei progetti c’era quello di dare uno spazio a Lorenzo Penna. Allo stesso tempo mi era stato detto che sarei stato valorizzato e sapevo di parlare con persone che mantengono quello che dicono, per cui cerco di dare il meglio in quello che Ramagli mi chiede.

Si dice che essendo l’unico giocatore di «mezza età» Spizzichini sia un punto di contatto tra giovani e vecchi. E’ così? Sì. I ragazzi non hanno l’esperienza per capire subito se c’è qualcosa che non funziona e allo stesso tempo chi gioca da tanti anni viene vissuto come un compagno distante dai giovani. Basta una parola o un gesto per ricordare che stiamo giocando a pallacanestro e abbiamo la fortuna di fare un lavoro bello e che può essere divertente.

Nessuno si aspettava una Virtus così brillante. Ci spiega il vostro segreto? Avere persone di un alto valore morale. Michelori nel finale del derby ha detto a tutti che quella era una partita che si vinceva con il cuore e non con la tecnica, Klaudio si è reso disponibile nonostante il dolore alla caviglia, tutti hanno cercato di giocare per la squadra. Una rotazione in più, una difesa in più, la voglia di sacrificarsi perché la squadra arrivi al traguardo per cui è stata costruita.

Bucci ha detto che siete tra le formazioni che lotteranno per la serie A. Cosa ne pensa? Non ho la sua esperienza, perché non ho mai giocato in una squadra che ha ottenuto 10 vittorie consecutive. Quello che dico è che è bene non guardare troppo avanti perché si corre il rischio di non vedere dove si mettono i piedi e pestare una… Anzi, scivolare su una buccia di banana per non essere volgari. Quello che dobbiamo fare è pensare a domenica, senza andare oltre.

Quindi la vostra finale è la gara con Imola. Esatto. Contrariamente a quello che si può pensare sarà una gara difficile per noi e spero che ci sia un calore simile a quello del derby perché ne abbiamo bisogno.

IL SALUTO

di Gabriele Spizzichini - 07/07/2017

 

Sono arrivato così, un bambino che sognava di giocare con la Virtus tra i "grandi".

Vado via avendo contribuito a riportare la Virtus tra le "grandi", dove è sempre stata. Ancora una volta le nostre strade si dividono.

Questa volta pesa di più. Lascio a Bologna un pezzo del mio cuore. Un pezzo di cuore che tiferà Virtus. Per sempre.

Grazie a tutti quelli che hanno aiutato quel bambino a realizzare il proprio sogno.