BROCK MOTUM

(foto tratta da www.virtus.it)

nato a: Sunnybank (Australia)

il: 16/10/1990

altezza: 207

ruolo: ala/centro

numero di maglia: 11

Stagioni alla Virtus: 2013/14

statistiche individuali del sito di Legabasket

biografia su wikipedia

 

LA SUA SCHEDA (STAGIONE 2013/14)

www.virtus.it

 

Nato a Sunnybank, sobborgo di Brisbane, nel Queensland australiano. Figlio di Greg e Leonie, ha una sorella minore, Anna. Ala grande di 207 centimetri, dotato di grande atleticità e determinazione, buon tiratore. Si è fatto le ossa all'Australian Institute of Sports, e nel 2008 è stato nominato miglior giocatore giovane della South East Australian Basketball League, dopo una stagione da 15.8 punti e 5 rimbalzi a partita. Nel 2009 è approdato negli Usa, alla Washington State University, dove quest'anno si è laureato in Psicologia e sul parquet ha vissuto quattro stagioni in crescendo. Particolarmente significative le ultime due stagioni: quella da Junior, con 34 partenze in quintetto su 37 partite (ne ha perse tre per infortunio), una media di 18.0 punti e 6.4 rimbalzi, miglior realizzatore della Pacific Twelve Conference (Pac-12), nominato nell'All-Pac-12 First Team e come Most Improved Player della lega; quella da Senior (l'ultima) ancora da miglior realizzatore assoluto alla media di 18.7 punti e 6.3 rimbalzi. Ha chiuso la carriera universitaria nei Cougars con 1530 punti, diventando il quinto realizzatore di tutti i tempi nella storia di WSU.

A fine giugno scorso ha tentato la carta del Draft NBA, ma non è stato scelto. Ha potuto comunque mettersi in luce alla Southwest Airlines Orlando Pro Summer League con la canotta dei Philadelphia 76ers, e resta un "sorvegliato speciale" per il mondo Nba. Intanto, ha scelto di giocarsi una chance europea, in Italia, con la gloriosa canotta della Virtus Pallacanestro Bologna.

 

BROCK MOTUM: POSSIAMO ARRIVARE AL TOP. BOLOGNA E' FANTASTICA, MA MI MANCA LA SALSA RANCH...

www.bolognabasket.it - 17/10/2013

 

Brock Motum - australiano classe 1990 - è il “quattro” titolare della Virtus, e domenica ha dato un ottimo contributo con 13 punti e 3/4 da tre.
Il Corriere di Bologna l’ha intervistato. Ecco le sue parole:

Per me e per la squadra è stato il modo ideale per cominciare la stagione, la prima partita è la più difficile, soprattutto se giochi in casa, ma il sostegno dei tifosi e l’atmosfera è stata fantastica. La strada però è ancora lunga, per arrivare dove vogliamo arrivare.

Dove? Al top. Vogliamo vincere più partite possibili, arrivare ai playoff e poi vedere cosa succederà.

Come mi sto calando nel ruolo? Al college - Washington State - ho giocato soprattutto da cinque perchè ero il più alto e il più grosso della squadra, ma non era quello il mio ruolo. Giocare da quattro che apre il campo qui alla Virtus mi piace molto, fondamentalmente abbiamo due lunghi come King e Jordan che giocano sotto e quindi le botte le prendono loro…

Si è creato un bel gruppo? Stiamo bene insieme, lavoriamo da due mesi e si è creato un bel legame. Ci intendiamo in campo e anche fuori.

Come mi trovo a Bologna? La città è fantastica, la gente molto amichevole, il cibo eccezionale. È stato un adattamento facile.

Il mio posto preferito? Il “Me Gusta”, in via San Felice. Adoro i tortellini e la pizza, anche se mi manca una cosa dagli Stati Uniti: la salsa ranch da mettere sulla pizza.

Fuori dal campo? Ascolto musica, mentre in Australia vado spesso in spiaggia. Il ping-pong è un’altra mia passione, mi piacerebbe giocarlo anche qui ma non saprei dove e con chi farlo.

Come ho cominciato? Ho iniziato a sette anni e mi sono innamorato del basket pur avendo provato diversi sport, dal nuoto al tennis, dal cricket alla pallavolo. Sono cresciuto a Brisbane e andavo a vedere le partite dei Bullets, la stella della squadra era Ebi Ere, che affronterò quando incontreremo Varese.

All’inizio non andò bene? Venni scartato alle selezioni per la squadra statale del Queensland under 16, ma questa bocciatura mi diede solo ulteriori motivazioni per dimostrare a tutti che si erano sbagliati. Un anno dopo ero in Nazionale.

Deluso per la mancata chiamata NBA, dopo le ottime medie a Washington State? Inizialmente sì, ma anche queste sono motivazioni. Non era il momento giusto. Al college il mio compagno di stanza era Klay Thompson, ora a Golden State. Lui ce l’ha fatta, siamo amici e io lo sento spesso chiedendogli consigli. Sono qui per diventare un giocatore migliore e conquistare l’NBA, ma prima viene la Virtus.

Il mio nome in bolognese significa qualcuno negato per il gioco? Non lo sapevo, però lo striscione (“Brock di nome ma non di fatto”) è simpatico. Il sostegno dei tifosi è stato fantastico domenica, giocare con quell’atmosfera è eccezionale.

Motum in tiro in allontanamento contro Siena (foto tratta da www.ilrestodelcarlino.it)

VIRTUS, LA CERTEZZA È BROCK MOTUM

di Daniele Labanti - http://boblog.corrieredibologna.corriere.it - 03/12/2013

 

Brock Motum è la certezza della Virtus. Ora una certezza-bersaglio di chi sostiene che la Virtus non abbia un 4 e di chi non lo ritiene all’altezza del campionato italiano. Ma i numeri parlano chiaro: con Motum si vince, senza Motum si perde. E quindi è l’australiano la certezza: squadra e allenatore devono fare in modo che possa giocare bene.

Quando si parla di Motum, spesso si dimentica che si tratta di un rookie del ’90. A 23 anni, alla prima esperienza in Europa, difficile attendersi una stagione fatta di “continuità”. Più normale registrare degli alti e bassi. Ma è illogico sparare su Motum quando gioca male e parlare di “scudetto” quando gioca bene. Motum è l’ago della bilancia della Virtus: buona mano, buona comprensione del gioco, baricentro basso ma grande concentrazione, capacità di imparare e aggressività. Non sarà mai un formidabile rimbalzista, ma ha caratteristiche offensive e difensive interessanti da sviluppare. “Da sviluppare”, appunto. “La Virtus non ha un quattro” è un’affermazione falsa.

Su 8 gare, quando Motum ha avuto impatto la Granarolo ha sempre vinto. Le sue cifre non lasciano margine a dubbi. Nelle cinque vittorie sta in campo quasi 27 minuti, sfiora la doppia cifra (9,8 punti di media), tira col 56% da due e il 35% da tre, prende 4,6 rimbalzi. La valutazione è 8,2 ma soprattutto il plus/minus è un (clamoroso) +6,6. Significa che in quei 27 minuti la Virtus vince di oltre 6 punti di scarto. Nelle tre sconfitte sta in campo appena 15 minuti per un complessivo 3/14 al tiro (14% da due, 28% da tre), la miseria di 1 rimbalzo, 0,7 di valutazione e un pauroso -11,3 di plus/minus. La morale? La Virtus deve mettere Motum nelle condizioni di essere produttivo. Nelle ultime due gare non è accaduto (complici i falli contro Venezia, ma più generale a causa di una pessima gestione del pallone da parte di Ware, Walsh e Hardy).

Una riflessione allargata: non è (solo) colpa di Motum e di Aristide Landi se la Granarolo ha più difficoltà nel ruolo. Un classe ’90 e un classe ’94 sono stati un azzardo, una ponderata scommessa: il club ha scelto di cominciare la stagione così. Probabilmente a Motum – la scelta della Virtus per lo spot titolare – servirebbe un veterano alle spalle, che possa comprirne i vuoti, le partite storte e magari anche sfidarlo in allenamento. Non sorprendetevi se, fra un mese, questa pratica tornerà concretamente d’attualità.
 

VIRTUS, MOTUM: "STAREI MEGLIO SE VINCESSIMO"

Corriere dello Sport/Stadio (tratto da www.tuttobolognaweb.it) - 07/03/2014

 

Brock Motum e Dwight King, giocatori della Virtus e arrivati l’estate scorso a Bologna, sono stati intervistati da 'Stadio'. Tra gli argomenti trattati, la gara di domenica contra Venezia, l’arrivo di Ware e il rapporto di King con Ebi.

Motum, negli allenamenti, cosa vi chiede Valli?

La prima cosa è la difesa, contro il Siena lo ha evidenziato, è la strada che dobbiamo seguire. È una questione di sistema più che di individualità, anche se è arrivato Ebi. Abbiamo perso molte partite in volata. Dobbiamo cercare di rissolvere meglio gli schemi nei minuti finali, difendendo meglio per evitare di subire canestri nei momenti importanti quando siamo punto a punto.

Come si trova a Bologna?

Mi trovo molto bene, la città è fantastica, la gente straordinaria, ma starei molto meglio se vincessimo qualche partita.

Che gara sarà domenica contro Venezia?

In trasferta in Italia è sempre difficile. Quella di Venezia sarà un’opportunità per vincere una gara fuori e andremo là per fare la nostra partita. Lavoriamo per questo.

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