DANIELE CAVICCHI

 (foto tratta da www.virtus.it)

Nato a: Bologna

Il: 17/06/1980

Stagioni in Virtus (come viceallenatore): 2005/06 - 2006/07 - 2007/08 - 2011/12 - 2012/13 - 2013/14 - 2014/15 - 2015/16 - 2016/17 - 2017/18

DANIELE CAVICCHI

 (foto tratta da www.virtus.it)

Nato a: Bologna

Il: 17/06/1980

Stagioni alla Virtus (come viceallenatore): 2005/06 - 2006/07 - 2007/08 - 2011/12 - 2012/13 - 2013/14 - 2014/15 - 2015/16 - 2016/17

 

CAVICCHI DA "DEB" A TALLIN: "LA VIRTUS RIPARTIRÀ"

di Gianni Cristofori - Il Resto del Carlino - 14/02/2007

 

La prima volta di Daniele Cavicchi si consuma a migliaia di chilometri da Bologna e senza che nessuno, nel popolo bianconero, possa vederlo esordire, a 27 anni, come primo allenatore sulla panchina della Virtus che oggi affronta a Tallinn, in Estonia, il Kalev. «Sono felice lo stesso - dice - anche se la partita ha un valore relativo. In Virtus ho passato metà degli anni della mia vita, 5 da giocatore con un titolo tra gli allievi nazionali e 8 come allenatore del settore giovanile a partire dal Duemila, dopo una breve parentesi con il PGS Corticella. Guidare le V nere, anche se soltanto per una partita, è un grande onore».
Cavicchi avrà la responsabilità della squadra che arriva dalla delusione della Final Eight e che forse avrebbe fatto volentieri a meno di una trasferta lunghissima come quella estone, alla vigilia di un altro viaggio, tecnicamente ben più impegnativo, verso Cantù. Non esiste il concreto timore che coach Cavicchi esordisca alla guida di una squadra con la testa altrove e il morale sotto i piedi?
«Devo ammettere - spiega Cavicchi - in questi casi è sicuramente più utile ricominciare dalla palestra, cosa che potrà comunque fare, quasi mezza squadra. A lavorare con il preparatore Colombini sono infatti rimasti Best, Vukcevic, Davison e Lang. Ma la squadra, pur nella grande delusione, mi è sembrata ben disposta a non mollare e ad affrontare con grande volontà anche questa fatica europea. è vero che al ritorno non avremo molto tempo per preparare la partita di Cantù perché considero persa anche la giornata di giovedì, ma aspetto di consultarmi con Markovski per organizzare il lavoro al rientro».
Da una parte Un Kalev che ha ben poco da dire, essendo già fuori dalla lotta per il passaggio alla terza fase di FibaCup e dall’altra una Virtus dimezzata dalle assenze, non particolarmente euforica e, anche se non matematicamente, uscita dalla lotta per primato del girone. Che partita ne verrà fuori?
«Penso che sarà una sfida seria - spiega Cavicchi - perché gli estoni sul loro campo vogliono sempre fare bella figura. Non dimentichiamoci che, in casa, il Kalev ha retto molto bene anche l’urto con il Girona, cedendo soltanto nell’ultimo quarto. Gli estoni non hanno fenomeni ma sono una squadra ben inquadrata e se utilizzeranno anche l’americano Johnson, play-guardia dal buon tiro, aumenteranno la pericolosità offensiva».

LA SUA SCHEDA (STAGIONE 2013/14)

www.virtus.it

 

Daniele Cavicchi è nato a Bologna il 17 Giugno 1980 e si è laureato in Ingegneria Elettrica presso l’Università degli Studi di Bologna. Comincia ad allenare a 16 anni alla PGS Corticella, una piccola società di Bologna. Nel 2000 il passaggio al Settore Giovanile della Virtus Pallacanestro Bologna dove allena e recluta le annate del ’89, ’91, ’92 ed è assistente Cadetti e Juniores di Marco Sanguettoli vivendo l’esperienza di diverse Finali Nazionali e avendo la possibilità di allenare alcuni dei migliori prospetti italiani nati dal 1983 al 1992 sotto la supervisione tecnica di Giordano Consolini. Nello stesso periodo collabora con la FIP Emilia-Romagna essendo uno degli allenatori delle Selezioni Regionali degli atleti del 1990 e 1991. Nella stagione 2003/2004 comincia il percorso in Prima Squadra come assistente di Giordano Consolini, prima in B1 alla Virtus1934 e poi seguendo il lavoro della stagione successiva in cui la Virtus Bologna vince il campionato di LegaDue.

Nel 2005/2006, sempre alla VidiVici Virtus Bologna, è assistente di Zare Markovski e nel 2006/2007 come sue vice conquista 3 Finali: Campionato, Coppa Italia ed EuroChallenge. In questa stagione ha anche la possibilità di esordire da capo allenatore sostituendo Markovski per una gara in EuroChallenge, il 14 Febbraio 2007 a Tallin. Nel 2007/2008 è ancora vice alla Fortezza Virtus Bologna, prima di Stefano Pillastrini e poi di Renato Pasquali, disputando l’Eurolega e raggiungendo una nuova finale di Coppa Italia. Ancora una volta è capo allenatore per una gara sostituendo Renato Pasquali nella gara VidiVici Bologna- Scavolini Pesaro del 24 Febbraio 2008. Dalla stagione 2008/2009 alla 2010/2011 è stato vice allenatore di Stefano Pillastrini, nel 08/09 e 09/10 alla Cimberio Varese vincendo un campionato di LegaDue (08/09) ed allenando nella seconda stagione anche l’U19, nel 10/11 alla Fabi Shoes Montegranaro dove ha inoltre collaborato con gli allenatori del Settore Giovanile. Nella stagione 2011-2012, da Novembre, ha ricoperto il ruolo di vice allenatore di Alessandro Finelli alla Canadian Solar Bologna. Nelle stagioni 2012/13 e 2014/15 è alla Virtus Bologna.

LE PAROLE DI CAVICCHI DOPO LO SCRIMMAGE DI IERI

di Luca Muleo - Stadio-Corriere dello Sport - 03/12/2015

 

Ecco le parole di Daniele Cavicchi, che ha sostituito l’influenzato Giorgio Valli:

Imola ci aveva chiesto la disponibilità e abbiamo accettato volentieri, per cambiare il menu e distribuire i minutaggi. Le amichevoli ci permettono di dare venti o venticinque minuti in campo a tutti.
Le indicazioni arrivano sempre? Ottime da Gaddy, che nel momento di difficoltà ha difeso e giocato da play vero, passando molto bene la palla e mettendo in ritmo i compagni. E anche Williams ci ha dato presenza in attacco e difesa
La cosa più positiva è stata la reazione della squadra a livello difensivo. Abbiamo giocato un secondo quarto eccellente dal punto di vista dell’aggressività. Una partita che ci è servita, Imola è davvero una buona squadra di Legadue, con giocatori esperti. E a noi servono questi confronti con chi conosce il mestiere, per acquisirlo a nostra volta. La reazione, e il fatto di giocare l’ultimo quarto fino in fondo sono le cose migliori.
Dopo il primo quarto è servita la strigliata? In generale non ci possiamo permettere cali, è un obiettivo che non possiamo farci scappare. Allenamento o amichevole che sia, bisogna sempre star lì con la testa. Essere aggressivo significa restare concentrato. Un’aggressività senza testa ti fa sbilanciare. Non possiamo prendere 28 punti in un quarto, anche se è un test. Poi però dopo ne abbiamo incassati 50 negli altri tre, vuol dire che il messaggio è arrivato.

STAFF TECNICO, PRIMI RINNOVI: CAVICCHI FIRMA UN 2+1

tratto da www.virtus.it - 08/07/2016

 

Procede la costruzione della Virtus che verrà, a partire dallo staff tecnico. Dopo la presentazione ufficiale di coach Alessandro Ramagli, in cui il Gm bianconero Julio Trovato aveva già anticipato rinnovi tra i professionisti in forza alla casa bianconera, oggi arriva la firma di Daniele Cavicchi, che sarà l’assistente del capoallenatore per i prossimi due anni, con l’opzione per una terza stagione.
Per Cavicchi inizia dunque la quattordicesima stagione nei ranghi tecnici della Virtus, l’undicesima con la prima squadra. La sua è una carriera strettamente legata alla V nera e alla palestra Porelli, nella quale entrò ancora ragazzo per seguire la trafila delle giovanili da giocatore, prima di scegliere un futuro da tecnico.

“Allenare è una cosa che amo da sempre” commenta Cavicchi, “e sono felice di poter continuare a farlo in una società come la Virtus, che rappresenta tanto nella mia vita professionale. Mi dà entusiasmo poterlo fare al fianco di Alessandro Ramagli, allenatore e persona di cui ho grande stima. La Virtus mi ha fatto crescere, mi ha insegnato i valori dello sport che oggi cerco a mia volta di trasmettere col lavoro sul campo. E’ stata per tanti motivi la mia storia, e sono contento perché continuerà ad esserlo. Sento di dover ringraziare la società, particolarmente il presidente Alberto Bucci, per la stima e la fiducia che mi ha dimostrato facendomi firmare un contratto pluriennale”.

“E’ una grande soddisfazione per noi”, spiega il presidente Alberto Bucci. “Un segnale di continuità per un lavoro che parte da lontano, dal settore giovanile di cui questi allenatori hanno fatto parte. Continua, insomma, questa idea importante che abbiamo in mente, che tiene legati a filo doppio il settore giovanile e la prima squadra”.

DANIELE CAVICCHI: LA VIRTUS È UN INTERESSANTE MIX DI GIOVANI, ESPERIENZA E TALENTO. RIPARTIAMO COL GIUSTO ENTUSIASMO

bolognabasket.it - 12/08/2016
 
 

Daniele Cavicchi – assistant coach della Virtus che ha rinnovato con un 2+1 qualche tempo fa – è stato intervistato da Luca Muleo su Stadio.
Ecco le sue parole:

Sicuramente ripartiamo dalla voglia di rivincita. Col giusto entusiasmo, corroborato da un nuovo progetto. Sono stato protagonista come altri, e perciò sento molta voglia di ripartire, far bene, cancellare la scorsa stagione.

E’ stato anche uno dei motivi per cui è rimasto? Penso che in questo momento ci siano altri cento allenatori disposti a venire a lavorare in una società come la Virtus, sarebbe stato folle non sfruttare un’occasione come questa, al di là del fatto che io sia di Bologna e per me sia speciale.

Dopo i primi confronti con Ramagli, che Virtus avete disegnato? Intanto spazio ai nostri giovani, mentre a dare equilibrio saranno i veterani. Gli americani ci porteranno l’estro, sarà un interessante mix di gioventù, esperienza e talento. Ramagli è un tecnico che allena, le sue sono squadre destinate a migliorare, a maggior ragione questa che è in buona parte molto giovane.

Penna e Oxilia li abbiamo già visti in serie A, Pajola e Petrovic potranno essere utili? Lo sono già stati in allenamento l’anno scorso, poi sarà la palestra a fare da cartina di tornasole. La base è buono, siamo convinti possano aiutarci.

In attesa del secondo americano, che tipo deve essere? Un buon realizzatore, capace di giocare assieme agli altri, dentro il sistema. Una qualità non semplice da trovare: dovrà valorizzare i compagni e al tempo stesso – quando la palla scotta – costruire da solo.

Per qualcuno, questo è un gruppo poco atletico. Se per atletismo s’intende saltare due salti sopra il ferro, posso essere d’accordo. Se invece si considera la durezza del gioco, i contatti fisici, credo che gente come Rosselli o Michelori abbia più da insegnare che da imparare. O Ndoja e Spizzichini non mi sembra siano mai andati in difficoltà. Se intendiamo, ancora, giocare a tutto campo e pressare la palla, Spissu e Penna possono mettere in difficoltà gli avversati. Insomma, credo che uno dei nostri punti di forza possa essere proprio sul piano atletico.

Lawson? Ha esperienza italiana, ed è già importante. Tecnicamente ci sarà molto utile, potendo giocare sia con Ndoja che con Michelori.

Cosa ricorda del derby? Un’emozione speciale, sia in casa che fuori. Mi vengono in mente le coreografie di entrambe le tifoserie. O il mio primo da vice: ero un ragazzino, salire le scale del PalaDozza ed essere coperto di insulti, io che ero nessuno. I litigi e le baruffe scherzose con gli amici, un mix di emozioni speciale, soprattutto per chi è di Bologna, ma non solo.

Sarà difficile isolarsi fino a dicembre? Non credo. Chiaro che, essendo nello stesso girone, la domenica quando guarderemo gli altri risultati sarà naturale buttare l’occhio subito lì.

In questa A2, cosa conterà di più? Guardo a noi: riuscire ad amalgamare il prima possibile il gruppo, trovando quel mix di cui parlavamo.

CAVICCHI: "LA SCELTA DI CERCARE PERSONE DI ALTO PROFILO MORALE HA DATO GRANDI RISULTATI, CONTINUEREMO COSÌ"

tratto da bolognabasket.it - 24/06/2017

 

Daniele Cavicchi – assistente allenatore Virtus – è stato intervistato da Luca Muleo su Stadio.
Ecco un estratto delle sue parole

Sulla scelta di giocatori che avessero anche un alto profilo morale. E’ la prima qualità ricercata dello scorso mercato. L’idea di Ramagli, del GM Trovato e del presidente Bucci era creare prima di tutto un gruppo di persone, riavvicinare la gente alla Virtus. Dunque era necessario mandare in campo giocatori che mostrassero attaccamento alla maglia.

Una scelta che ha portato grandi risultati, credo si continuerà anche in serie A con questo ragionamento. Certo ci sarà da inserire qualche straniero in più, però cercare bene le persone resta una necessità. Come è stato anche nel caso di Umeh e Lawson.

Su coach Ramagli. Lavorare con lui è stato come fare un clinic giornaliero per 12 mesi, sia sul piano umano che professionale. Di allenatori italiani scarsi ce ne sono pochi, la differenza la fa la qualità delle persone. Quella di Ramagli è sotto gli occhi di tutti, per come ha allenato, comunicato, per come è stato disponibile con le persone.