STAGIONE 1934/35

 

La Virtus Bologna che il 27/12/34 affrontò vittoriosamente il Belgio.

Stallone, Marinelli, Vannini, Valvola, Girotti, Paganelli, Dondi, Ugolini

 

Virtus Bologna (A, B e C)/Virtus Bologna Sportiva

Divisione Nazionale: 2a classificata nel girone A a 6 squadre(8-10); 3a classificata nel girone finale a 4 squadre (2-6)

 

FORMAZIONE
Venzo Vannini (cap.)
Livio Brisco
Galeazzo Dondi Dall'Orologio
Gelsomino Girotti
Giancarlo Marinelli
Athos Paganelli
Bruno Pirazzoli
Nunzio Stallone
Napoleone Valvola
 
Allenatore: Vittorio Ugolini

 

Partite della stagione

Statistiche individuali della stagione

Giovanili

VIRTUS E BOLOGNA SPORTIVA: FUSIONE

tratto da "Il Mito della V Nera" 1871-1971 di A. Baraldi e R. Lemmi Gigli

 

Negli ultimi mesi del '34 maturano eventi decisivi per la nostra Società. Lo sport bolognese deve affrontare realisticamente i propri problemi, collegati in massima parte alla crisi involutiva in atto nella Bologna Sportiva, con particolare riguardo al settore calcistico, il pù nevralgico dello schieramento. Nella prima parte del campionato infatti la situazione della squadra rossoblù, precipitata nella zona bassa della classifica, si è fatta delicata, tale da richiedere urgenti provvedimenti di base che investono la struttura stessa della società, nel contesto più ampio della gigantesca organizzazione creata nel 1927 da Leandro Arpinati. Lo stesso dualismo venutosi fatalmente a determinare negli altri campi di attività fra Bologna Sportiva e Virtus, con relativo frazionamento di obiettivi e di energie, rappresenta l'altra faccia del problema, i cui molteplici aspetti convergono ormai verso l''unica soluzione possibile, quella dell'unificazione, da tempo e da molte parti auspicata.

Ma l'iniziativa, secondo il costume dell'epoca, non può avvenire se non nell'ambito del potere politico locale. Tocca quindi al Segretario Federale di Bologna. avv. Cesare Colliva, farsene autorevole promotore ed al suo fiduciario sportivo ing. Gustava Baracchi, nostro valente ex-atleta e dirigente (ed ora anche Commissario Straordinario della Bologna Sportiva), avviare le relative trattative tra le parti interessate. Così, nel dicembre 1934 la fusione fra i due sodalizi è già virtualmente concordata.

 

LA FUSIONE BOLOGNA SPORTIVA - VIRTUS

di Ezio Liporesi per Virtuspedia

 

Bologna Sportiva era la polisportiva voluta da Leandro Arpinati che riuniva gran parte delle società sportive bolognesi, con il suo apice nel Bologna Football Club. Arpinati, uomo di punta del fascismo bolognese, che dominava con ampi poteri la scena politica, economica e sociale della città, aveva capito che il potere non si poteva ottenere solo con la violenza, ma aveva bisogno di consensi e un ottimo strumento per ottenerli era anche lo sport. Nella pallacanestro Bologna Sportiva rivestiva un ruolo importante, tanto da arrivare a schierare nei primi campionati anche quattro squadre. Poi Arpinati si trovò a non godere più dei favori di Mussolini e perse di conseguenza, dapprima potere, poi le sue cariche e fu così che anche la sua creatura sportiva cominciò a defilarsi, fino a venire assorbita dalla Virtus. Una testimonianza diretta di questa fusione l’abbiamo nel campionato allievi 1935 a cui parteciparono Virtus, Bologna Sportiva, Fortitudo, Salus, Pro Juventute, Dopolavoro Ferroviario, con gare di andata e ritorno. Il girone di andata si concluse il 31 marzo 1934, con la vittoria della Virtus sulla Fortitudo per 28 a 7 e la sconfitta della Bologna Sportiva contro il Dopolavoro Ferroviario per 6-12. Dalla settimana dopo, quando era in programma la prima giornata di ritorno il 7 aprile 1935, la Virtus scese in campo con due squadre, infatti Bologna sportiva continuò il suo campionato come Virtus B, in seguito appunto alla fusione che vide confluire la Bologna Sportiva nella società Virtus. Per la cronaca quel campionato vide la vittoria della Virtus, davanti al Dopolavoro Ferroviario, terza la Fortitudo, quarta appunto la Virtus B e infine la Pro Juventute (la Salus si ritirò nel corso del girone di ritorno).

 

BURIANI PRESIDENTE, NEGRONI SEGRETARIO GENERALE

tratto da "Il Mito della V Nera" 1871-1971 di A. Baraldi e R. Lemmi Gigli

 

Per renderla operante non mancano che le formalità di dettaglio. La sera del 12 marzo 1935 l'assemblea straordinaria dei soci della Virtus, riunita alla S. Lucia, la vota all'unanimità dopo aver approvato la relazione del presidente Buriani e del segretario Negroni. Ormai è tutto deciso. La società unica - con esclusione della sezione calcio che si costituisce in associazione autonoma - si chiama "Virtus Bologna Sportiva". Il suo atto di nascita appare su Il Resto del Carlino del 6 aprile 1935 nelle colonne dedicate alle comunicazioni del Segretario Federale. Esso dice: "In data odierna ho ratificato la fusione delle società sportive cittadine Virtus e Bologna Sportiva. Tutte le attività a tutt'oggi svolte dalle due società saranno mantenute in efficienza. Il Bologna Calcio si costituisce in associazione autonoma. Le due nuove formazioni faranno capo all'Ufficio Sportivo della Federazione". F.to il Segretario Federale avv. Cesare Colliva.

In verità più che di una fusione si tratta di un assorbimento della nostra società che, oltre ad imporre la priorità del proprio nome e dei propri emblemi, si assume le maggiori responsabilità direttive concentrandole nelle persone del gran ufficiale Alberto Buriani e del dott. Mario Negroni (padre dei giocatori Carlo e Cesare - ndrc), nominati rispettivamente presidente e segretario generale del nuovo organismo. Con l'eredità della Bologna Sportiva, alle sezioni atletica leggere, ginnastica, pallacanestro e tennis, se ne aggiungono quattro nuove e precisamente quelle di atletica pesante, nuoto, pugilato e rugby. La Virtus Bologna Sportiva diventa la più grossa polisportiva operante in Italia. Oltre che della S. Lucia e del campo Ravone, essa dispone anche delle installazioni del Littoriale e della palestra di via Maggia.

 

Girotti, Dondi, Valvola, Brisco, Ugolini - Paganelli, Marinelli, Vannini (foto tratta da "100mila canestri")

 

Tratto da "100MILA CANESTRI - Storia statistica della Virtus Pallacanestro" di Renato Lemmi Gigli

 

Parte forte la matricola. Otto vittorie nei primi dieci incontri battendo anche il Borletti e la Ginnastica Roma. Questa si laurea nel girone finale dove la Virtus è onorevolissima terza superando due volte i rivali concittadini del GUF Bologna. Squadra notevolmente irrobustita (la dirige l'arbitro Vittorio Ugolini) con gli innesti di Dondi, Girotti e dello studente italo-americano Stallone. La rivelazione però è Marinelli che va in Nazionali agli Europei di Ginevra.

 

PALLACANESTRO: MARINELLI IN NAZIONALE

tratto da "Il Mito della V Nera" 1871-1971 di A. Baraldi e R. Lemmi Gigli

 

Più che lusinghiero l'esordio dei cestisti nel massimo campionato, esordio preceduto nel dicembre 1934 da un significativo successo alla S. Lucia sulla Rappresentativa belga per 41-32, prima affermazione internazionale del giovanissimo basket virtussino. In campionato dunque la Virtus Bologna Sportiva vince a Napoli, Genova e Torino, in casa batte il Dop. Borletti di Milano (22-21) e la Ginnastica Roma (26-20) qualificandosi per il girone finale a quattro dove però la stessa Ginn. Roma e la Ginnastica Triestina, le due formazioni avvicendatesi negli ultimi anni nella conquista del titolo (stavolta il turno è dei romani), le sbarrano inesorabilmente il passo. La Virtus si classifica così al terzo posto assoluto davanti al Guf Bologna battuto 19-14 e 27-23 in quelli che sono, per la storia, i primi due derbies petroniani a livello di Serie A. Formazione di quest'anno: Vannini (cap.), Dondi, Marinelli, Paganelli, Girotti, Valvola, Stallone (un italo-americano studente a Bologna), Girotti, Valvola, Brisco e Pirazzoli; la guida Ugolini. La maggiore rivelazione è Giancarlo Marinelli che difatti va in nazionale agli europei di Ginevra dove l'Italia si classifica al settimo posto. per il nostro campione sono le prime quattro presenze di una lunga serie azzurra. Ai Littoriali, il Guf Bologna, costituito nella quasi totalità da virtussini, registra un'ottima prestazione.

La squadra del Comando Federale di Bologna vincitrice del campionato di pallacanestro dei Giovani Fascisti a Bari

In piedi: Casanova, Tedeschi, Girotti, Pirazzoli - Accosciati: Baggioni, Marinelli, Buldrin. - ritaglio fornito da B. Sughi

 

PALLACANESTRO: TRIESTINA B. VIRTUS: 22-21

da un quotidiano dell'epoca*

 

Un'altra partita disgraziata per i colori bolognesi! Non è bastato che i giocatori cittadini buttassero nella lotta tutte le loro energie, per prevalere sui prestanti triestini, perché un po' la stanchezza ed un po' l'orgasmo, hanno stroncato molte azioni dei virtussini. Rimane la soddisfazione di aver combattuto da pari a pari con una squadra veramente forte come è apparsa la Triestina, e di averle sino all'ultimo contrastato il passo.

Gran bel giuoco non se n'è visto, tuttavia dobbiamo segnalare l'ottimo lavoro svolto dal classico Dondi, certamente il migliore di parte bolognese, e la combattività di Vannini e Girotti, quest'ultimo marcatissimo. Dei triestini Giasetti e Premiani sono stati i migliori, per quanto il primo abbia spesso abusato di scorrettezze, non sempre frenate dall'arbitro. Buona la direzione dell'attento signor Antonini di Milano.

Assiste molto pubblico, fra cui il gr. uff. Buriani, presidente generale della Virtus Bologna Sportiva.

Le prime azioni sono a favore della Virtus Bologna Sportiva, che segna due canestri a seguito di alcune brillantissime azioni, che fanno scattare il pubblico. I triestini ottengono due canestri con tiri da lontano, e pareggiano così le sorti della partita. Da questo momento sino alla fine del tempo, che si chiuderà in parità (9 a 9), nessuna delle compagini riesce ad imporre all'avversaria il proprio giuoco, ché le azioni si alternano sui due campi, mettendo in pericolo ora l'uno ora l'altro dei canestri.

La ripresa, per alcuni minuti, non ha una fisionomia diversa dal primo tempo, sino a che i triestini riescono, con alcuni fortunati tentativi, a portarsi in vantaggio di alcuni punti. Furioso ma disordinato contrattacco bolognese, per annullare la distanza. Ma l'orgasmo arraffa le idee ai concittadini, che non trovano la strada buona per segnare, anche perché gli ospiti, assillati dalla necessità di guadagnare tempo, continuano a sostituire gli uomini. Un ultimo tiro di Girotti saltella sul canestro avversario, ed esce, soffocando il grido di vittoria che stava uscendo dalle gole dei sostenitori. La fine.

 

(*) i quotidiani dell'epoca (di cui non risulta testata e data) sono stati forniti da B. Sughi.