LUIGI SEPULCRI

Stagioni in Virtus: 2001/02

 

PAROLA A LUIGI SEPULCRI, IL NUOVO PREPARATORE ATLETICO

Legabasket.it - 08/08/2001

 

«È come quando arrampichi in montagna. Fatichi, ti chiedi chi te l’ha fatto fare. Una volta in vetta, provi un’intima soddisfazione. Subito dopo pensi alla prossima arrampicata. In un’inesuaribile sete di rimetterti alla prova».
Luigino Sepulcri si rifà alle emozioni che gli dà il suo hobby preferito per trasmettere la sensazione di quel che prova nel passaggio dalla Snaidero alla Kinder, ormai imminente. Lunedì, Sepulcri ha fatto la prima riunione organizzativa a Bologna con coach Ettore Messina e i suoi vice Consolini e Molin. Oggi, sarà a Capodistria per fare conoscenza con Smodis. Dal 23 agosto sarà al lavoro nella Dotta, nella palestra dell’Arcoveggio, sudario per i successi della Virtus al PalaMalaguti, in Italia e in Europa.
«È stata una scelta difficile – dice della nuova avventura nata a metà luglio su chiamata dell’ex Ct Messina –. Difficile sul piano professionale, perché alla Snaidero e con i vari istituti con cui collaboravo, a Udine mi sentivo facente parte di un progetto. Difficile pure dal punto di vista familiare, perché ho due figli, e affettivo: fare risultati per la squadra della tua città ha sempre un sapore diverso. Ero ben radicato. Alla fine, però, ha prevalso la curiosità di misurarmi e, solo dopo avere parlato con la Snaidero, che ringrazio per avermi capito, ho accettato l’offerta».
Lascia una Snaidero che «ogni anno aggiunge tasselli per crescere in base a una programmazione seria, in cui Sarti saprà inserire il degno erede di Smith». Si consola con la vita parallela a quella di Messina, che nell’83 lasciò Udine – dove doveva restare – proprio per la Virtus Bologna e con il derby bolognese con Boniciolli e Comuzzo: «Dovremo mettere barba e baffi se ci capiterà di girare assieme per la città».

SEPULCRI: "MESSINA, TI RIPAGHERO'"

di M. Becca - Il Resto del Carlino - 25/08/2001

 

In questi primi giorni il coach Messina ha lasciato la guida del suo gruppo in mano a Sepulcri, il nuovo preparatore atletico che nei giorni scorsi ha contattato sia Francesco Cuzzolin, che l'ha preceduto lo scorso anno, che il “mitico” prof. Grandi, collaboratore dell'allenatore bianconero per ben 18 stagioni sportive. Abbio e compagni, da bravi professionisti, si sono presentati già col peso giusto, ma ugualmente temono le prime “cure”.
«Ci è stato presentato, ma non lo conosciamo bene», ci aveva dichiarato il giorno del raduno Alessandro Frosini. «Abbiamo davanti una stagione lunga e difficile, con squadre sempre più forti che ci aspettano. Che sono un po' sempre le solite. La Benetton ha cambiato allenatore e preso D'Antoni che conosce bene il campionato italiano avendolo già affrontato sia come giocatore che come allenatore e darà la sua impronta vincente alla squadra che sarà guidata in campo da un play che conosciamo bene, quell'Edney che ci giocò un brutto scherzo in Coppa Campioni. A Pesaro il coach Pillastrini ha inserito una pedina fondamentale come Blair e gli hanno affiancato Beric».
E la sua ex Fortitudo ?
«Hanno operato vari cambiamenti interni ed ora si presenteranno con gruppo base di grande valore formato dai nazionali, a loro si affiancheranno nomi nuovi ma di certo saranno forti e desiderosi di vincere. Il coach è giovane e bravo».
Chi dovrà entrare in forma molto presto per difendere il suo posto dai tanti concorrenti al ruolo di play dello squadrone bianconero è l'unico bolognese del team, ovvero Davide Bonora, che non vede l'ora di giocare con Sani Becirovic.
«E' un giocatore fenomenale e sarà veramente un piacere giocare con lui. Il suo arrivo mi ha fatto capire solo che dovrò lavorare di più per avere minuti in campo , ma sono ben felice che giochi con la nostra maglia, perché nel basket europeo è sicuramente una stella di prima grandezza».
Uno dei più fotografati nel corretto assalto ai propri beniamini nella Palestra dell'Arcoveggio è stato Paolo Barlera, il giovane pivot virtussino da cui tanti, fra tifosi e tecnici bianconeri, si aspettano grandi cose. Fresco del diploma come perito in telecomunicazioni è pronto a dedicarsi tutto al basket.
«Nella prima fase farò esercizi solo col prof. , poi lavorerò con gli juniores e quindi passerò nel gruppo della prima squadra. Secondo il programma dovrei essere in piena forma per Natale, ma il mio impegno è massimo e spererei di riuscire ad anticipare un po' i tempi per essere utile al coach che ha tanta fiducia in me».

MESSINA: "GRAZIE A SEPULCRI E TACCIANO I CRITICI: QUI SI CORRE FORTE"

di Walter Fuochi - La Repubblica - 14/01/2002

 

«E' stato più difficile che a Istanbul. Perché Cantù ha, più dei turchi, velocità e uno contro uno. E noi, in meno, avevamo due giocatori: Abbio e pure Smodis, che non doveva giocare e me l'ha chiesto lui. Buon segno, molto importante». Messina parla al telefonino dal pullman, dopo che lasciare Cantù è stato pure scomodo: insulti a fine gara, intorno al mezzo col motore già accesso, come ai bei tempi in cui si giocava per ben altro. «La squadra m'è piaciuta tantissimo continua , ho visto tenuta mentale nei più giovani e questo mi fa pensare che, puntando ancora a grandi risultati, quel che ci vorrà, psicologicamente, l'abbiamo. Poi, vedremo in situazioni di minor emergenza, ma lì avremo anche gli uomini per fare un altro gioco. Tutti mi hanno dato tanto, Brkic, per 32 minuti, ancora di più, ma il nome che vorrei fare oggi è quello di Luigino Sepulcri, il nostro preparatore. Visto come hanno corso e saltato per 40' i nostri cinque superstiti, direi che la squadra è preparata bene. Invece, in città, si sentiva di tutto sui nostri infortuni, dimenticando che i traumi e i recuperi lunghi sono una caratteristica da accettare nello sport moderno. Sepulcri s'è tappato le orecchie sulle critiche immotivate, ha lavorato e ci ha consegnato questa Virtus. Io stasera gli dico grazie. Per il lavoro, e per la pazienza».