GUIDO ROSSELLI

Rosselli proiettato a canestro (foto tratta da corrieredibologna.corriere.it)

nato a: Empoli (FI)

il: 25/05/1983

altezza: 198

ruolo: Ala

numero di maglia: 14

Stagioni alla Virtus: 2016/17 - 2017/18

biografia su wikipedia

 

MARCO SPISSU

 

 

 

nato a: Sassari

il: 05/05/1995

altezza: 184

ruolo: playmaker

numero di maglia: 0

Stagioni alla Virtus: 2016/17

statistiche individuali

 

 

LE PAROLE DI ROSSELLI SUL DERBY

tratto da bolognabasket.it - 23/09/2016

 

“A trentatré anni avrò la fortuna di giocarlo”, ha detto Rosselli, “e se penso ai tempi in cui mi incantavo davanti alla tv per vedere le partite della Virtus in campionato e in Eurolega, posso dire che è un traguardo che mi rende felice. Farò di tutto per dare una soddisfazione ai nostri tifosi, e so bene che come me la pensano tutti i miei compagni”.

ROSSELLI: ABBIAMO LAVORATO BENE, NOI VETERANI AIUTEREMO I GIOVANI. MANCINELLI È UN AMICO, MA IL GIORNO DEL DERBY NON CI GUARDEREMO IN FACCIA

tratto da bolognabasket.it - 30/09/2016

 

Guido Rosselli è stato intervistato da Luca Sancini su Repubblica.
Ecco le parole dell’ala toscana della Virtus: Danilovic era Danilovic, ma a me è sempre piaciuto di più Rigaudeau. Poi andavi in palestra e provavi a imitarli.

Rosselli, coach Ramagli alla presentazione l’ha definita “pietra angolare” della squadra. Credo che lui volesse dire che noi veterani dovremo, in settimana e in partita, mettere la nostra esperienza al servizio soprattutto dei più giovani. Noi che ci siamo passati, sappiamo che a volte ti scappa di fare su e giù in campo, di farti prendere la mano da foga ed entusiasmo. Lì servirà qualcuno che metta ordine: rallentare il ritmo, ricordare di eseguire i giochi. Capire se è meglio andare a giocare in post basso o continuare con il pick n’roll.

Un po’ come Rigaudeau. Sì, con tutto il rispetto. Aveva un talento clamoroso, è stato uno dei primi play di due metri. Agevolava il gioco dei compagni, ma alla fine metteva pure punti, assist, rimbalzi. Io venti punti nelle mani, come lui, non li ho tutte le domeniche. Mi servirà anche mettermi al servizio degli altri.

Si diceva: finalmente alla Virtus. C’è arrivato dopo averla affondata: voi di Torino salvi, la Vu in A2, retrocessa per la prima volta nella sua storia. Ci sono arrivato anzitutto per Ramagli. Lo conosco sin da ragazzino, fu lui a convocarmi nella rappresentativa toscana al Trofeo delle Regioni, quando non avevo ancora 14 anni. Poi conosco il GM Trovato dai tempi di Torino. Col coach avevamo fatto una chiacchierata al camp di Pillastrini a Cesenatico, poi sono venuto a giocare ai playground dei Giardini Margherita. Non ci ho pensato troppo a dire sì, è stata una trattativa facile.

Che Virtus sta nascendo? Abbiamo lavorato bene, e credo che il coach sarà una parte fondamentale della squadra. E’ uno pane al pane, toscano come me, sa cosa vuole e va dritto al punto. Così si semplifica il lavoro di tutti. C’è un buon clima e quando ci saranno difficoltà starà a noi veterani aiutare il gruppo dei giovani, che comunque hanno tutti talento.

Poi c’è il derby… Ci ha già pensato Mancinelli a parlarmene, giocavamo insieme a Torino. E’ un amico, ma non ci guarderemo in faccia, quel giorno. Lo sento nei discorsi della gente quanto è importante questa partita, ma va affrontata senza paure. Anzi, per un giocatore è un sogno avere cornici così. Giocare a Natale e a Pasqua aggiungerà spettacolo.

Avete una nuova maglia, lo scorso anno fece rumore quella con una Vu minuscola. Le piace questa? Moltissimo. Quest’anno il simbolo della società si vede, eccome. Anzi preferisco la versione nera, dove la Vu risalta ancora di più. Ed è giusto così, è il nostro stemma, giochiamo per la Vu.

 

Rosselli in palleggio contro Piacenza (foto tratta da bolognabasket.it)

ROSSELLI: OGNI GIOCATORE DOVREBBE AVERE COME TRAGUARDO GIOCARE PER QUESTA MAGLIA E UN PUBBLICO COME QUELLO DI DOMENICA

tratto da bolognabasket.it - 06/10/2016

 

Guido Rosselli è stato intervistato dal Resto del Carlino.

Ecco le sue parole: La vittoria di domenica scorsa contro Piacenza vale qualcosa in più dei due punti in palio. Siamo partiti un po’ contratti e questo non ci ha consentito di chiudere il primo tempo col vantaggio che avremmo dovuto avere. Nella ripresa però ci siamo definitivamente sbloccati, e il dato ancora più positivo è che Lorenzo Penna ha tenuto molto bene il campo, dando un contributo importante. Anche gli altri giovani hanno avuto i loro spazi e questo per noi è fondamentale, soprattutto quando non c’è Ndoja che ha un ruolo fondamentale nel nostro sistema.

4000 persone alla Unipol Arena sono un piacere o una responsabilità? Entrambi. Aggiungo anche che ogni giocatore dovrebbe avere come traguardo quello di avere un pubblico così numeroso e vestire una maglia così importante. Chi è venuto a vederci ha visto una squadra che sul campo ha dato il 100% e questo penso sia il modo migliore per ripagare chi è venuto a vederci.

Il pubblico però vi chiede di giocare il campionato per vincere e non per partecipare. Ci è stato chiesto di vincere e su questo io sono d’accordo: noi si deve sempre giocare per vincere. C’è differenza tra dire questo e dire che si deve essere promossi in serie A: su 32 squadre ne sale solo una, chi dice già ora che vuole avere quel posto parte col piede sbagliato. La stagione è lunghissima e i playoff hanno un turno in più rispetto al passato.

E’ una stoccata alla Fortitudo? No. Premesso che io penso solo alla mia squadra e che non mi preoccupo di quello che fanno gli altri, è la storia dei playoff che dice che bisogna essere prudenti. Nessuna delle due squadre della finale della passata stagione aveva finito al primo posto il campionato, due anni fa quando io fui promosso in serie A con Torino, Verona aveva dominato il campionato e fu fermata da Agrigento che in quel momento era in gran salute.

I due derby sono l’altro obiettivo della stagione. Quando ci avvicineremo a quelle due date ci penserò, adesso credo sia giusto concentrarsi sulla trasferta di Imola. Essendo stato compagno di Mancinelli per due anni, so bene quanto sia importante la gara contro la Fortitudo.

Non ci penserà ancora, ma legge i messaggi di Mancinelli… Certo. Spesso mi manda immagini di un’aquila che aggredisce un coniglio, ai quali da buon toscano rispondo con messaggi che è bene non riportare.

Quali le insidie di domenica? E’ la prima trasferta dell’anno e spesso i gruppi nuovi non sono preparati al fatto che lontano da casa le percentuali al tiro possano calare o che in altre fasi di gioco puoi andare in difficoltà. Inoltre giochiamo contro una buona squadra, che vorrà far bene all’esordio in casa.

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ROSSELLI: "IL DERBY È LA STORIA DEL BASKET, E LO VINCO IO"

tratto da bolognabasket.it - 21/12/2016

 

Alessio De Giuseppe ha sentito Guido Rosselli per E-Tv e V-Magazine.

Come state vivendo questo periodo di transizione?
“Bene. Abbiamo approfittato la settimana scorsa per recuperare un po’ degli acciacchi dopo il tour de force dell’ultima settimana con tre partite. Stiamo andando bene, il lavoro va avanti. Ovviamente senza Pajola, Penna e Oxilia gli allenamenti sono diversi, dobbiamo essere bravi, abbiamo tutta l’esperienza per gestire questa situazione anche se non è facile perchè ci aspettano due partite belle toste, con Roseto, che è una squadra mediamente esperta e che gioca un buon basket, e poi il derby.”

Tu stai andando molto bene.
“Guardo le partite una alla volta e faccio sempre lo stesso per quello che aspetto da me. Da agosto con Carlo Voltolini e lo staff di Coach Ale Ramagli stiamo lavorando nella maniera giusta, io mi sento bene e tutto ciò è merito loro. Questo è quello che mi permette di esprimermi al meglio la domenica, poi con l’assenza di Klaudio ho avuto maggiori responsabilità perchè comunque è ciò che ci si aspettava da me in una squadra con tanti ragazzi giovani. I punti sono arrivati, dal punto di vista realizzativo sono andato bene, però siamo una squadra in cui anche chi non fa canestro da l’esempio giusto. La nostra forza deve essere, a turno, la possibilità di scegliere uno che fa meglio dal punto di vista statistico e poi il resto ognuno mettere il suo mattone dal punto di vista dell’intensità e dell’energia.”

Il derby sta arrivando, come stai vivendo questo percorso di avvicinamento?
“Apparte gli sfottò con Mancio su Whatsapp?…scherzo, è stato il nostro pensiero fin da agosto, il derby è una partita importantissima per noi, per i tifosi, per la società e per la città. Cerchiamo d’essere più concentrati possibile, questa è l’unica cosa.”

Cosa non vedi l’ora di vivere di questa stracittadina?
“Sicuramente la cornice sarà da primissimo palcoscenico europeo, perchè il palazzo completamente esaurito è sicuramente qualcosa di spettacolare. Sono le partite che ogni giocatore vorrebbe arrivare a giocare, a qualsiasi livello, perchè specialmente in Italia tutta la sportività si basa sul campanilismo e io vengo da una delle regioni più campanilistiche del mondo, essendo di Empoli, quindi capisco molto bene questa partita. Capisco l’euforia, l’ho vissuta in altre piazze come a Rieti nel derby con Montegranaro, anche a Torino con Biella e a Casale con le altre piemontesi.”

Qui di mezzo però c’è anche orgoglio e storia.
“Sono cresciuto con i derby di Eurolega e delle finali scudetto, quindi per me quella è la pallacanestro. Si rimane legati alle prime partite che segue, questo derby per me quindi è la pallacanestro, è la storia della pallacanestro italiana, è un piacere poterlo giocare dopo che manca da tanti anni in città. L’entusiasmo si sente per questa partita che monta piano piano.”

Sarà un tuo derby personale con Mancinelli.
“Oltre agli ultimi due anni vissuti assieme a Torino, con promozione il primo anno e salvezza il secondo, con Mancio ci conosciamo da quando avevamo 15 anni. Quest’estate lui è stata la prima persona a cui ho detto che sarei venuto alla Virtus, forse anche prima dei miei genitori, proprio per cominciare gli sfottò fin da luglio ad oggi, che ci sentiamo spesso, anche perchè facciamo il fantacalcio insieme. Poi oltre a lui ho tanti altri amici di Bologna, altri amici empolesi-fortitudini, quindi sarà un derby sentito, sia dal punto di vista dei miei rapporti personali, sia che dal punto di vista dei tifosi e del campo. Sicuramente quando saremo sul parquet entrambe giocheremo per vincere e nessuno si risparmierà e quindi ci saranno e continueranno gli sfottò.”

Rinunceresti a qualcosa pur di vincere il derby?
“Non rinuncio a niente e vinco.”

 

GUIDO ROSSELLI: "SENTO LA MAGLIA, PERCHÉ HA FATTO LA STORIA DELLA PALLACANESTRO ITALIANA"

tratto da bolognabasket.it - 19/01/2017

 

Guido Rosselli è stato ospite ieri sera della trasmissione “Black and White” su Radio Bologna Uno.
Ecco una sintesi delle sue parole

Con la pausa per i campionati europei dei ragazzi abbiamo fatto tre settimane di lavoro diverso, poi loro hanno giocato 6 partite in 7 giorni e appena tornati hanno subito giocato a Roseto. Roseto partita non facile, una squadra di alta classifica e un campo difficile. Ci abbiamo messo tre quarti per scrollarci di dosso un po’ di ruggine. Il derby è il derby, sapevamo che era una partita con coefficiente emotivo elevato e siamo stati bravi a non perderci quando la Fortitudo era andata avanti di 6 e anche nel supplementare. A Piacenza, dopo altri soli tre giorni, eravamo un po’ stanchi, e con anche un po’ di fortuna l’abbiamo portata a casa grazie a Mike e a quel tiro da tre, poi al supplementare è stata tutta un’altra partita. Con Imola abbiamo fatto una settimana di allenamenti preparando la partita bene. Andiamo avanti così, dobbiamo continuare ad allenarci per riprendere il ritmo, perchè quando fai 3-4 settimane in cui ti alleni così così vuoi per le assenze, vuoi per il calendario spezzettato non è mai facile, e non lo accusi nel breve ma dopo. Adesso è il momento in cui dobbiamo rimettere un po’ di benzina nelle gambe.

Le undici vittorie in fila aiutano ad allenarsi meglio? Vincere aiuta sempre, perchè lavori con più serenità. Ma anche le due partite perse in fila con Ravenna e Ferrara sono state un gran bello scossone, servono anche le sconfitte. Magari serviva anche una sconfitta a Piacenza, bene che non sia arrivata ma abbiamo visto cose che dobbiamo migliorare sicuramente.

Mi sento la prima risorsa di questa squadra? Noi siamo un gruppo che sta cercando di volta in volta di trovare un attore principale diverso, e tutti si stanno calando alla perfezione in questo meccanismo, dai ragazzi più giovani a Marco Spissu, che all’inizio segnava di meno e ora lo fa con più continuità. Io non mi sento imprescindibile, so che i miei compagni mi possono sostituire benissimo. Questo ti aiuta a giocare con più serenità, perché sai i tuoi compagni ci sono sempre. I paragoni? Io sono Guido Rosselli e so cosa posso dare alla squadra, a volte viene meglio a volte meno, ma sono sempre sereno perchè so che posso contare sui miei compagni.

Cos’è stato il derby per me? Una bella emozione. Dal campo non abbiamo visto benissimo la presentazione e la coreografia, tanti amici mi hanno detto che è stata spettacolare. Però è stato uno spettacolo, ed è stato bello vincerlo in quella maniera lì, in rimonta. Io son cresciuto coi derby di Eurolega, le varie risse le ho viste tutte. Queste partite sono la storia della pallacanestro. Certo, in A2, ma dato che mancava da tempo non si è vista particolarmente la differenza. Credo che sia stato uno spettacolo per Bologna e per tutta la pallacanestro.

Il confronto con Mancinelli? E’ stato il primo a sapere quando sono venuto alla Virtus, credo ancora prima di mia moglie. Abbiamo mantenuto la promessa di non vederci nelle due settimane prima del derby, l’avevamo fatta ai tifosi. Siamo stati a debiti distanza, ora dovremo fare anche una cena causa mercato del fantacalcio. Ci conosciamo da quando avevamo 16 anni, poi abbiamo fatto due insieme a Torino con quella promozione lì…

I progressi di Oxilia in posizione di numero 4? E’ il suo primo campionato senior, è migliorato tanto in queste 16 partite, sta facendo un gran lavoro. Noi dovremo spingerlo e aiutarlo perchè abbia sempre più minutaggio, perchè quando arrivano i playoff giochi ogni due giorni. Quando arriveremo in quel momento della stagione dovremo essere pronti tutti e 9 o 10 a giocare, che sia un minuto o o 15 o 30. I nostri ragazzi dovranno essere l’arma in più.

Vedere tanti tifosi avversari al derby? E’ stato uno stimolo. Già a Rieti ho visto la rivalità forte con Montegranaro, anche se non è paragonabile. Ma avere i tifosi ospiti rende ancora più bella l’atmosfera di una partita.

Ho vinto tre coppe Italia di A2? Ancora non ne abbiamo parlato, guardiamo sempre una partita alla volta e abbiamo fatto così anche per il derby. Ne abbiamo parlato solo quando sono venuti fuori gli accoppiamenti. Io so che giochiamo con Agrigento ma non so altro, non so nemmeno con chi potremmo giocare dopo.

Come ho sempre detto fin da quando sono piccolo, posso fare 2 e vincere e sono contento, ma se invece faccio 20 e perdo mi girano i coglioni.

La squadra che mi ha più impressionato fin qui? Treviso, anche se ha perso da noi credo sia quella che ha mostrato più continuità fino ad ora. E la Fortitudo, se finiscono le sfige, speriamo di no, al completo con gli innesti che faranno sono davvero una buona squadra, da Mancio a Ruzzier, a Candi e Montano. Arrivare in fondo, col fattore derby, sarebbe la squadra peggiore da incontrare, anche perchè forse hanno una caratura tecnica superiore rispetto a Treviso.

Come ci si sente a giocare in Virtus? Sento la maglia, perchè è davvero storica, non finiremo mai di ripeterlo, avere una stella sulla maglia vuol dire che giochi in una squadra che ha fatto la storia della pallacanestro italiana.
Sentirsi favoriti o la prima della classe? No, anzi sai che proprio per la maglia e per la classifica che hai adesso – e non ce l’hai solo per la maglia ma perchè abbiamo fatto un buon lavoro – sono tutti pronti a cercare di farti lo sgambetto, dopo 11 vittorie di fila. Dobbiamo guardare una partita alla volta,a quegli avversari lì.

Giocare in Virtus è un onore e una responsabilità? E’ così, basta pensare che i primi 20 giorni all’Arcoveggio anche solo vedere Giordano Consolini che allenava i ragazzi mi ha fatto venire voglia di fermarmi e guardare mezz’ora del suo allenamento.

GUIDO ROSSELLI MIGLIOR ITALIANO DI SEIRE A2 CITROEN IN REGULAR SEASON

tratto da www.virtus.it 12/05/2017

 

E’ Guido Rosselli il miglior giocatore italiano della Serie A2 Citroen nella stagione 2016-2017. Lega Nazionale Pallacanestro ha infatti reso noti tutti i vincitori della seconda edizione dei Trofei LNP, riconoscimenti istituiti per premiare l’allenatore e i giocatori che grazie alle loro prestazioni si sono maggiormente distinti nel corso della regular season. E il giocatore della Virtus Segafredo, toscano di Empoli, autore di un’annata straordinaria nella quale è risultato una colonna del gruppo plasmato da Alessandro Ramagli, si è assicurato il primo posto tra gli italiani in un contest i cui risultati sono stati decretati, tramite votazione, da presidenti, allenatori e capitani delle 32 squadre di A2.

Per Virtus Segafredo un risultato di grande prestigio, al quale si aggiunge il secondo posto nella graduatoria degli Under 22 di Marco Spissu, preceduto soltanto da Davide Moretti.
I riconoscimenti relativi alla Serie A2 Citroën verranno consegnati in occasione delle gare dei playoff 2017. Nei prossimi giorni verrà reso noto il calendario delle premiazioni.
Ecco le classifiche rese note da LNP:

MIGLIOR ITALIANO
Guido Rosselli (Virtus Segafredo) 201 voti
Mitchell Poletti (Benacquista Assicurazioni Latina) 53 voti
Andrea Renzi (Lighthouse Trapani) 51 voti.

MIGLIOR STRANIERO
Mike Hall (Angelico Biella) 144 voti
Adam Smith (Visitroseto.it Roseto) 101 voti
Jazzmar Ferguson (Angelico Biella) 83 voti.

MIGLIOR UNDER 22
Davide Moretti (De’ Longhi Treviso) 223 voti
Marco Spissu (Virtus Segafredo) 165 voti
Leonardo Candi (Fortitudo Kontatto) 102 voti

MIGLIOR ALLENATORE
Michele Carrea (Angelico Biella) 143 voti
Antimo Martino (OraSì Ravenna) 114 voti
Demis Cavina (Orsi Tortona) 97 voti