FEDERICO VECCHI

(foto tratta da www.virtus.it)

“UN CAMMINO INDIMENTICABILE”

di Marco Tarozzi - www.virtus.it - 20/06/2016
 

Federico Vecchi racconta il sogno di Unipol Banca, che per soli tre punti non è diventato realtà in una Finale Nazionale Under 18 bellissima e coinvolgente, a Pordenone. E analizza l’ultimo atto di una stagione che ha regalato emozioni e soprattutto solidità al suo gruppo. Parola al timoniere, tra emozione e lucidità di analisi.

“È stata una settimana intensa, molto bella, che ci ha permesso di confrontarci con squadre importanti. Mi piace sottolineare di aver visto un livello di giocatori davvero ottimo. Ho sempre seguito le fasi finali, e quest’anno forse più che in passato ho visto tanti ragazzi italiani di notevoli prospettive”.

Partiamo proprio dall’ultimo atto: la finale per il titolo contro Umana Reyer Venezia.

“È stata una partita tosta, nella quale noi abbiamo principalmente inseguito, e soprattutto all’inizio dell’ultimo quarto, quando abbiamo messo il naso avanti, non siamo riusciti a segnare quel paio di canestri che avrebbero potuto farci prendere l’inerzia della partita. C’è una punta di amarezza per averla persa, e credo sia naturale, ma dobbiamo essere soddisfatti di quello che abbiamo ottenuto”.

Per dare il senso dell’impresa, che comunque c’è stata, basti pensare a quante favorite della vigilia si sono perse lungo il cammino.

“C’erano sette o otto squadre davvero forti, ma quando si giocano gare secche contano anche gli episodi, magari la giornata storta di qualche giocatore, piuttosto che un problema di falli, per cambiare le carte in tavola. E’ successo che squadre molto quotate non siano arrivate in fondo, e quando si gioca con questo grande equilibrio è anche più significativo raggiungere una finale. Vuol dire che il lavoro è stato buono. Poi, certo, abbiamo perso con Venezia per soli tre punti, normale che ti resti un po’ di rammarico pensando che magari un episodio o due avrebbero potuto farti scrivere un finale diverso”.

Tra le dimostrazioni di stima ricevute dalla Virtus, una diretta e personale: il premio al miglior coach del torneo è andato proprio a Federico Vecchi.

“Un riconoscimento che mi ha fatto piacere, anche se avrei fatto volentieri cambio con Buffo, il coach della Reyer. Gli avrei lasciato volentieri quel premio in cambio della vittoria della mia squadra… A parte le battute, gli attestati di stima, anche da parte di tanti colleghi e addetti ai lavori, fanno piacere. Così come i giudizi positivi sul nostro approccio alle finali e sul livello tecnico che abbiamo raggiunto. Al di là di tutto, comunque, le mie grandi soddisfazioni le vivo vedendo i ragazzi che migliorano di giorno in giorno. E quest’anno ho visto i miei giocatori crescere a livello personale, tecnico, fisico, e questo è lo scudetto che mi premeva di vincere. Il risultato non è sempre controllabile, i percorsi di crescita sì”.

Quattro dei suoi ragazzi ora sono stati chiamati nelle rispettive Nazionali. In azzurro Pajola, Penna ed Oxilia, in quella serba Petrovic.

“Un bel segnale, certo. Fa piacere avere giocatori di valore che possono giocarsi la chance di andare a disputare un campionato europeo. Ma quando parlo di crescita, io parlo di tutti i miei ragazzi, di tutta la squadra. Anche di quelli che magari non hanno avuto la visibilità di chi va in Nazionale. Vedere un gruppo che ha fatto notevoli passi avanti deve essere la soddisfazione più grande per chi guida squadre del settore giovanile. Abbiamo la responsabilità di formare tutti i ragazzi della squadra, senza lasciare nulla di intentao perché ognuno di loro possa arrivare ad esprimere tutto il proprio potenziale”.

Da questo gruppo, qualcuno spiccherà il volo verso il mondo della pallacanestro “dei grandi”.

“Adesso si apre la fase dell’Under 20, con una struttura diversa rispetto a un campionato Under 18, nel senso che molti di loro finiranno già nell’ambito di prime squadre, a vari livelli. Una situazione mista, una fase di transizione. Ma già l’Under 18 è stato un primo passaggio di preparazione al mondo degli adulti. Diciamo che qui si è chiuso il vero e proprio percorso nel settore giovanile, e si entra in un’anticamera in cui chi è più preparato e pronto può già affacciarsi al basket adulto, mentre chi deve ancora sviluppare completamente le sue caratteristiche può usufruire di un ulteriore periodo nel movimento giovanile”.

Pochi punti, e precisi, per descrivere l’annata che si è appena conclusa per Unipol Banca Under 18.

“È stata una stagione molto bella, perché c’è stata la possibilità di progettare, di costruire qualcosa di solido e profondo. Io provenivo da esperienze più marcate nel mondo dei senior, desideravo questo tipo di esperienza. Un altro aspetto importante è stato la condivisione delle idee: fare le cose insieme è importante, e ho visto molta armonia tra lo staff della prima squadra e quello del settore giovanile.
Infine, un ruolo determinante l’ha avuto la passione, il gusto di giocare e stare in palestra. Progettare e condividere con passione: ecco, questi sono stati i motivi per cui da questa stagione di lavoro è uscito qualcosa di bello e importante, non solo per quanto riguarda l’Under 18 ma per tutto il settore giovanile”.

Per chiudere, una serie di “nominations”, su espressa richiesta della prima guida. Federico Vecchi ha un pensiero per tutti quelli che l’hanno accompagnato nella stagione del ritorno in casa Virtus.

“Fare le cose insieme può darti grandi gratificazioni, lo dico col cuore. Ho avuto accanto uno staff eccellente. Francesco Nieddu è stato un compagno di viaggio sempre positivo, che mi ha dato tanti spunti. Alessandro Senni è stato di una disponibilità incredibile, sia nella gestione della foresteria che in tutte le piccole cose necessarie. Paolo Zonca ha fatto un lavoro incredibile a livello fisico con i ragazzi, con una disponibilità unica a stare con loro per farli crescere. E ancora Stefano Pini, il decano dei dirigenti, e il dottor D’Ovidio che quest’anno ha avuto parecchio da lavorare, insieme ai nostri fisioterapisti. Una menzione speciale è per Marco Patuelli, dirigente responsabile appassionato e competente. Sono la squadra invisibile che ha permesso che le cose andassero nel migliore dei modi possibile. Perché una finale come quella di Pordenone è un bellissimo ricordo che ci resta dentro, ma aver fatto qualcosa per la crescita di questi ragazzi è qualcosa di ancora più grande, e l’abbiamo fatto tutti insieme”.

 

VECCHI: "TALENTI CHE CRESCONO NEL SEGNO DELLA CONTINUITÀ"

di Marco Tarozzi - www.virtus.it - 12/01/2017

 

Anno nuovo, vita relativamente nuova. Le funzioni e le prospettive del settore giovanile della Virtus non cambiano: per Federico Vecchi, responsabile dello stesso, si tratta di una gran bella sfida, quella di portare, insieme a tutti i suoi collaboratori, i giovani verso la comprensione e la conoscenza della pallacanestro, coltivando talenti e progettando il futuro. Magari sfruttando anche il periodo festivo, quando la macchina bianconera non si arresta e le squadre non giocano per i due punti, ma vanno a farsi le ossa in giro per tornei, in regione e anche oltre.

Nel periodo delle festività natalizie l’attività federale ufficiale è stata sospesa, ma abbiamo avuto la possibilità di fare numerosi tornei con le varie annate. Momenti importanti: in alcuni casi siamo andati in trasferta, ragazzi e staff hanno avuto la possibilità di stare diversi giorni insieme, rinsaldando i legami all’interno delle squadre e facendo un passo avanti dal punto di vista tecnico, con esperienze molto formative.

Tutte le squadre del settore hanno avuto un calendario pieno di sfide utili a far crescere gruppi e singoli.

Gli Esordienti hanno affrontato il torneo di Monte San Pietro, gli Under 13 ben due tornei, vincendo quello di Castellamare di Stabia e giocandosi la finale in quello di Ciriè; gli Under 14 hanno disputato due tornei, il Memorial Zanatta (concluso al quinto posto) e il Memorial Ravaglia (terzo posto finale), in entrambi i casi mettendosi in gioco in partite di alto livello che hanno permesso al gruppo di fare esperienza; gli Under 15 hanno fatto la loro parte a Gallo, rassegna prestigiosa con le migliori formazioni italiane, piazzandosi al quinto posto, mentre gli Under 16 hanno partecipato e raggiunto la finale al “Bruna Malaguti” di San Lazzaro, in questo momento una delle principali rassegne nazionali di categoria. Per quanto riguarda l’Under 18, abbiamo potuto confrontarci al torneo “Matteo Molent” di Azzano Decimo, in provincia di Pordenone, con squadre che solitamente non abbiamo la possibilità di incontrare e togliendoci anche la soddisfazione di vincere. Insomma, il bilancio è più che positivo sia per quanto riguarda la crescita dei ragazzi e l’unità della squadra, sia per l’esperienza che permette loro di vivere anche fuori dal campo tutti insieme secondo quelle che sono le nostre idee di fare squadra anche una volta fuori dal parquet.

Metà gennaio, quasi un giro di boa. Niente previsioni o traguardi da annunciare, ma un’idea sul ritmo della crescita te la sarai fatta.

Certamente siamo a un primo punto di verifica. L’estate scorsa ci sono stati cambiamenti importanti a livello di management della società e di capo allenatore della prima squadra. C’erano diverse novità da vivere tutti insieme, e mi sento di dire che si è davvero creato un bel clima, di grande collaborazione tra tutte le sfere della società. Nel mio caso con Julio Trovato, che è il mio riferimento principale, con cui c’è una bella condivisione di idee e progetti. Non è scontato, quando le persone non si conoscono, che si trovi la sintonia in tempi così rapidi. Alessandro Ramagli lo conoscevo già dalle mie precedenti esperienze, ci eravamo incrociati diverse volte, e si è confermato persona di grande spessore. C’è un rapporto di grande collaborazione.

Un anno diverso, fin dall’approccio. Anche perché tu stesso hai accumulato esperienza in casa Virtus, dove eri rientrato la scorsa stagione, al debutto nel ruolo.

Da quando ho iniziato come responsabile abbiamo affinato, con tutto lo staff del settore giovanile, la nostra conoscenza e la nostra capacità di “fare squadra”, e questa interazione ci permette di condividere gli obiettivi di crescita dei nostri ragazzi e di fare loro una proposta graduale nelle varie fasce di età. L’idea che ci muove è che i ragazzi sono dentro un percorso che inizia dagli Esordienti e che porterà i più fortunati e meritevoli fino alla prima squadra, con una serie di step intermedi che li aiutino a migliorarsi. L’obiettivo è che il nostro settore giovanile sia una fucina di nuovi talenti da far crescere attraverso una serie di esperienze. Un progetto importante su chi c’è già ed una ricerca continua su quelli che potranno essere nuovi talenti da formare.

Passi avanti e novità nell’approccio al tuo lavoro: puoi spiegarci cosa è cambiato o sta cambiando?

Sono arrivato in una realtà che era già ben collaudata, merito di Giordano Consolini, dei dirigenti della società e degli allenatori che prima di me hanno lavorato tanti anni. Personalmente ho sviluppato e potenziato alcuni aspetti che ritenevo potessero essere implementati. Quest’anno, per la prima volta dopo il mio arrivo, abbiamo guardato oltreconfine, reclutando due ragazzi stranieri che stanno rispondendo alle attese positivamente. E abbiamo avuto un’ondata di quattro ragazzi che sono approdati in prima squadra: ora dobbiamo lavorare per preparare l’ondata successiva, fatta di ragazzi di talento che dobbiamo rendere altrettanto maturi, in grado di fare lo stesso percorso. Il nostro obiettivo principale è quello di formare ragazzi del miglior livello possibile per provare a farli arrivare alla nostra prima squadra.

Dove li aspetta un coach che ha da sempre fama di essere un ottimo maestro per i giocatori da far crescere.

La grande qualità di Alessandro non è solo quella di far giocare i giovani, ma di allenarli. Per questo la prima squadra diventa la miglior prosecuzione per chi arriva dal settore giovanile. Una sorta di “estensione“ del lavoro fatto fino a quel punto, una fase di maturazione, “un’accoglienza speciale” nella categoria senior che i ragazzi devono essere bravi ad apprezzare ed assorbire. Ramagli è, a mio avviso, l’allenatore ideale con cui collaborare per chi guida un settore giovanile, perché i ragazzi che approdano alla prima squadra a diciassette o diciotto anni non hanno terminato il percorso di maturazione, c’è ancora una linea di completamento da seguire. I nostri giovani sono fortunati, perché qui c’è uno staff davvero importante e qualificato: la prima squadra può contare su Daniele Cavicchi, Cristian Fedrigo e Mattia Largo tre assistenti che hanno esperienza diretta con il settore giovanile e Carlo Voltolini un preparatore fisico di primo livello che “nasce” proprio nel settore giovanile.

Settore che, quanto a esperienza e qualità dello staff, non ha nulla da invidiare ai nomi che abbiamo appena elencato.

Credo che un nostro punto di forza sia la qualità del gruppo di lavoro, infatti investiamo importanti risorse nello staff del settore giovanile. Abbiamo sei capi allenatori (oltre a me, Consolini, Largo, Fedrigo, Pezzoli e D’Atri), sei assistenti allenatori (Nieddu, Senni, Campanella, Gatti, Costa e Grazi), due preparatori (Zonca e Fini), un medico (D’Ovidio) ed un fisioterapista (Marzocchi), un direttore sportivo (Patuelli), cinque dirigenti (Pini, Rubini, Serapini, Licen e Gamberini). Tutte persone che abbinano grandi competenze ad una spiccata passione per stare al fianco ed accompagnare i nostri atleti nella loro crescita.

RINNOVATO IL CONTRATTO A FEDERICO VECCHI

tratto da www.virtus.it - 10/05/2017

 

Virtus Pallacanestro comunica di aver rinnovato il contratto a Federico Vecchi, responsabile tecnico del settore giovanile, che legherà dunque il suo nome alla società anche per le prossime stagioni, proseguendo in un percorso di evoluzione e sviluppo del settore nel segno della continuità di gestione.

“Federico ha meritato questo rinnovo”, afferma il presidente di Virtus Pallacanestro, Alberto Bucci, “per il lavoro che sta facendo con noi, e per la passione che mette nel portarlo avanti. Certo, le nostre scelte non possono basarsi solo sulla passione: c’è ovviamente da tener conto di qualità del lavoro e professionalità, che nel caso di Federico sono ai massimi livelli e assicurano prestigio alla nostra società”.

“Sono molto fiero di proseguire la mia esperienza con la Virtus”, dichiara Federico Vecchi. “Dopo due anni di lavoro insieme questa riconferma mi inorgoglisce, perché significa che la società ha apprezzato il lavoro che abbiamo svolto. Penso ci siano i presupposti per proseguire nel migliore dei modi il percorso affrontato fin qui, e guardo al futuro del nostro settore giovanile con grande fiducia”.