ARISTIDE LANDI

(foto tratta da www.virtus.it)

nato a: Potenza

il: 01/01/1994

altezza: 203

ruolo: ala/centro

numero di maglia: 16

Stagioni alla Virtus: 2012/13 - 2013/14

statistiche individuali del sito di Legabasket

biografia su wikipedia

LANDI, STELLA NASCENTE

di Simone Motola - VMagazine - Giugno 2011

 

Come Gallinari (Bargnani è esploso più tardi) a 14 anni era conteso da tutti i migliori settori giovanili d'Italia. Un due metri con quel talento cestistico e con un buon tiro da tre punti, faceva gola a tutti, a cominciare dalla Mens Sana Siena. La Reggiana aveva cercato di convincerlo facendolo partecipare al "Torneo Ravaglia" di Imola, ma, alla fine, l'ha spuntata la Virtus.

Nato a Potenza nel 1994, Aristide Landi è figlio (primogenito) d'arte. Suo papà Edmondo, scomparso prematuramente nel 2007, è stato uno dei giocatori simbolo in Lucania, negli anni '80 e '90; in gioventù era stato ad un passo dal firmare con la Sebastiani Rieti, quando ad allenare c'era il mitico Elio Pentassuglia e in campo evoluivano Brunamonti e Sojourner. Il Nuovo Basket Club Potenza, dal 2008, ha istituito il "Memorial Landi", che prevede una serie di premi ad atleti, tecnici e dirigenti che si sono distinti nell'annata sportiva. Proprio quest'anno è stato premiato anche Aristide "nel rispetto della volontà di papà Edmondo che lo ha visto crescere al proprio fianco giorno dopo giorno sui campi di basket, incoraggiandolo non solo negli studi ma anche in una coraggiosa scelta sportiva con un impegno serio e continuo", così recita la motivazione del premio speciale.

Sotto le Due Torri, Landi è arrivato alla fine del suo percorso scolastico nella scuola secondaria inferiore e cioè nell'estate nel 2008. Frequenta il Liceo Scientifico Sabin ed è stato il miglior giocatore della nazionale Italiana Under 16 negli Europei di categoria del 2010. Le cifre parlano chiaro: in otto partite con la maglia azzurra, ha giocato una media di 25' a partita, con oltre 13 punti e 7 rimbalzi di media. E in quella nazionale c'erano compagni del calibro di Imbrò (altro predestinato) e Tessitori (pivot della Virtus Siena inseguito da mezzo Stivale). Aristide è cresciuto nella sua città sotto la guida di Gaetano Larocca ed ha rapidamente dimostrato di possedere un talento naturale. Che la Virtus ci creda ciecamente in questo ragazzo è dimostrato dalla scelta fatta da patron Sabatini di inserire la sua immagine nella copertina di VIRTUS80, il libro che rievoca, con tantissime fotografie, la storia delle Vu Nere.

Fisicamente Landi è imponente ed uno dei suoi problemi futuri sarà quello di non mettere su qualche chilo di troppo, come è facile che accada nella città dei tortellini e delle tagliatelle. Tecnicamente in attacco non c'è fondamentale che non conosca anche se, troppo spesso, cerca la conclusione dalla lunga distanza, invece di mettersi spalle a canestro, quando l'avversario è decisamente più basso o leggero. Sta migliorando nella rapidità dei piedi, anche se in difesa ha ancora qualche problema di rapidità su ali più piccole e veloci. Arrivato a Bologna come ala forte, la speranza è che possa trasformarsi in un'ala piccola sulla falsariga di Gallinari che, non dimentichiamolo, è quasi due metri e dieci.

Potrebbe essere il Villalta del prossimo decennio, a patto che mantenga nelle prossime stagioni le aspettative della società, che non sono poche, ma in una pallacanestro globale e multimediale, chissà che non siano le sirene da oltre oceano a portarci via questo talento cristallino. In bocca al lupo Aristide e speriamo che il recente infortunio non rallenti la tua ascesa verso il basket professionistico.

 

Landi dalla lunetta (foto tratta da www.dailybasket.it)

LANDI, MVP UNDER19: "SOGNO L'EUROLEGA CON LA VIRTUS".

intervista concessa al Corriere dello Sport/Stadio, tratta da http://virtusxo.wordpress.com - 07/06/2013

 

Gli infortuni che ho subito? Io non ho paura le cose brutte ti fortificano. Dopo il problema al ginocchio mi davano per perso, ma non mi sono spaventato, e se c’è da rischiare di farsi male non è un problema.

Due volte MVP, sono di un altro livello? Per carità, c’è sempre gente migliore. E si può sempre crescere.

Sono cresciuto caratterialmente? Ho il carattere del vincente, non mi arrendo mai, voglio dare comunque il mille per mille. Le sfortune ti spronano, ti rafforzano. E poi con me sono stati bravi a parlare spesso Consolini e Sanguettoli.

La mia storia? Ho cominciato con la pallacanestro a quattro anni. Anzi, già quand’ero nella pancia di mia madre, che andava a vedere le partite di mio padre. Fino ai 13 anni sono stato a Potenza poi, dopo tanti provini, ho scelto la Virtus. La tradizione, la foresteria, la possibilità di allenarsi con Sanguettoli e Consolini, una città che ti fa sentire a casa: qui ho trovato tutto.

Una svolta dettata anche dal destino? Mio padre è mancato sei anni fa, è stato un momento difficile, dopo un anno dalla sua scomparsa ho deciso di partire. Alla mia età ebbe l’occasione di giocare in A2, ma mia nonna non volle, e fece tanta B1.

Adesso sarebbe fiero? Avrebbe pagato perchè crescessi in fretta e potessimo giocare insieme, lui l’ha fatto fino a 41 anni.

Vado in campo per lui? Sì, anche quest’anno, in finale, avevo la maglia col suo ritratto. È un punto fermo.

Cosa vuol dire essere impiegato con continuità al piano di sopra? All’inizio soffrivo un po’, perchè non giocare è difficile, mi pesa non poter dare un contributo. Poi, grazie a Bechi, ho avuto l’opportunità. Lui si è fidato, io sono stato bravo. Adesso il primo obiettivo è restare in Virtus.

Se decidessero di prestarmi in Legadue? L’importante è giocare. So che se prenderanno questa decisione sarà per il mio bene. E spero di guadagnarmi la richiamata.

Pensavo di essere già pronto per la serie A? Il salto dalle giovanili è indescrivibile. Ma ero molto motivato, e poi avere la fiducia di Gigli e Poeta ci ha aiutato.

Paura? Quella mai, emozione sì. È stata una grande esperienza, spero che continui, ho ancora più voglia.

Ho parlato con Villalta? Non ancora. Il suo arrivo darà positività all’ambiente, l’idea è riportare il club in alto.

La Virtus dei giovani? Siamo stati molto fortunati, un’altra società che sceglie questa strada non c’è.

Che giocatore sono? Sono molto a mio agio sull’esterno, devo migliorare all’interno. Esagero col tiro da fuori? Anche. Ho sempre avuto l’istinto di tirare, ma voglio prendermi le responsabilità.

Il mio modello? Solo mio padre. Era un centro, molto meglio di me in area.

Il sogno da dedicargli? L’Eurolega con la Virtus.

«VIRTUS, LA RABBIA CI AIUTERÀ»

di Massimo Selleri - Il Resto del Carlino - 29/11/2013

 

La gara di domani sera non è come tutte le altre.

Parla Aristide Landi giovane lungo bianconero che sta lentamente rosicchiando minuti nelle rotazioni della Virtus.

È l'unico derby che è rimasto sia a noi che a loro, e sappiamo bene che il campo di Reggio Emilia è corretto, ma anche molto caldo. Tutto si può dire del loro impianto tranne che sia dispersivo e noi dovremo fare i conti con il calore del loro pubblico che dare una spinta in più ai nostri avversari.

Dopo la sconfitta con Venezia, come sta trascorrendo la settimana?

Intanto c'è la consapevolezza che bisogna andare avanti, lavorando con la stessa convinzione che da questa estate caratterizza i nostri allenamenti. In spogliatoio c'è un clima di grande concentrazione. Tutti vogliono riscattare il risultato negativo di domenica.

Che cosa vi è mancato per mantenere l'imbattibilità casalinga?

Poco gioco di squadra e troppe azioni individuali nel momento in cui la Reyer è riuscita a metterci in difficoltà. Siamo un gruppo nuovo e questo può succedere, anche se siamo i primi a sapere che non dovrebbe accadere mai.

Quali sono i suoi obiettivi in questa stagione?

Devo farmi trovare pronto per essere nelle migliori condizioni se il coach decide di mettermi in campo. Non importa quanto io giochi, se 30 secondi, 1,  2, 3, 4 o 30 minuti. La cosa importante è salire e non lasciarsi sfuggire l'opportunità di essere utilizzato in partita per continuare a conquistare spazio.

Generalmente Bechi decide di metterla in campo nel primo tempo.

Penso sia normale che un allenatore parta con quello che lui ritiene essere il miglior quintetto e chiudere la gara con i 5 giocatori che giudica siano quelli più idonei per vincere la partita. Il mio obiettivo quello di dimostrare nel tempi di essere un giocatore che può essere messo in campo nei momenti che contano.

Quali difficoltà ha incontrato nel passare da uno stato giovane al seguito della prima squadra a essere un elemento della prima squadra a pieno titolo?

Quando giochi in una squadra giovanile hai lo spazio per le tue iniziative personali, anzi sei chiamato a prendertele. Quando, invece, giochi a un livello senior, lo spazio per qualcosa che vada al di fuori del sistema di gioco è molto piccolo e comunque senza il gioco di insieme non si va da nessuna parte.

Ieri la Granarolo si è allenata al gran completo, mentre domani partirà in mattinata con destinazione Reggio Emilia.

 

UFFICIALE: ARISTIDE LANDI A MANTOVA

www.bolognabasket.it - 31/07/2014

 

La Pallacanestro Mantovana comunica l’ingaggio per la stagione 2014/15 del giocatore Aristide Landi. Nato a Potenza il 1 gennaio 1994, 203 cm per 103 kg, è un’ala grande che può ricoprire anche il ruolo di centro. Aristide esce dal vivaio della Virtus Bologna dove ha conquistato nel 2012 e nel 2013 il titolo italiano Under 19, venendo nominato MVP delle finali in entrambe le occasioni. Nelle stagioni 2012/13 e 2013/14 viene utilizzato anche in Serie A, nel roster della Virtus Bologna. Disputa le ultime 12 giornate della stagione appena conclusa in prestito alla Tulipano Fortitudo Bologna in DNB dove realizza 10.6 punti di media conditi da 4.8 rimbalzi. Ha inoltre vinto l’oro agli Europei in Estonia nel 2013 con la Nazionale Italiana Under 20.

Ecco le prime parole di Landi. Benvenuto a Mantova! Cosa ti ha spinto ad accettare il progetto biancorosso per la prossima stagione?

Grazie!! Onestamente non ci ho pensato su due volte a dire di si, il progetto mantovano è molto valido e ha voglia di crescere ed è il mio stesso obiettivo! Cercavo e speravo di trovare qualcuno che credesse in me, che avesse voglia di farmi scendere in campo.

Puoi descriverti un po come giocatore e spiegarci cosa puoi portare al roster mantovano per il campionato 2014/15 in A2 Gold?

Sono un giocatore temerario, ci credo e lotto fino alla fine. Non mi interessa per niente il mio pagellino personale, gioco di squadra perchè credo sia quella la carta vincente per arrivare a raggiungere obiettivi importanti.

Un saluto e qualche parola per i tuoi nuovi tifosi?

Ciao ragazzi! Non vedo l’ora di conoscere il calore dei tifosi mantovani e spero insieme ai miei futuri compagni di farvi uscire da palazzetto sempre con il sorriso.

Ufficio Stampa Pallacanestro Mantovana