RENZO COLOMBINI


 

Stagioni in Virtus: 1994/95 - 1995/96 - 1996/97 - 2004/05 - 2005/06 - 2006-07 - 2007/08

I CAMPIONI NELLE MANI DI RENZO COLOMBINI

Virtus a casa. Atletica e pesi menù del giorno seguendo Big O

di Alessandro Gallo - Il resto del Carlino - 08/08/1995

 

Per il secondo anno consecutivo toccherà a Renzo Colombini - 33 anni di Modena, diplomato all'Isef e con esperienze importanti nella Burghy - il compito di "lucidare" i muscoli dei campioni d'Italia, per consentire loro di reggere una stagione nella quale verranno giocate 70-80 partite.

"Fino a giovedì - racconta il preparatore atletico bianconero - svolgeremo un lavoro propedeutico, con doppie sedute, per le caviglie, per rinforzare le articolazioni e cercare così di prevenire quei piccoli grandi infortuni, che possono pregiudicare una stagione".

"Al mattino - prosegue - cerchiamo di curare il fondo, senza trascurare esercizi per gli addominali e lo stretching. Al pomeriggio, invece, passiamo anche ai pesi". E tra i più accaniti sostenitori di questa seconda fase del lavoro c'è proprio Big O, al secolo Orlando Woolridge, che tra un esercizio e l'altro, si fa scarrozzare dal fido Lino Frattin, al volante di una Panda "carta da zucchero" targata Treviso.

"È un patito dei pesi - spiega Colombini - e si è subito dimostrato entusiasta di quel che gli abbiamo proposto. Lo scorso anno giunse a Treviso a stagione iniziata, senza avere la possibilità di affrontare la preparazione. Quest'anno, invece, ha cominciato subito, fornendoci anche qualche suggerimento. Orlando è un campione che ha vissuto una vita tra i professionisti, logico che possa dare qualche consiglio importante".

Intanto, però, nello spogliatoio bianconero si suda volentieri, anche perché tutti, giovani e vecchi, hanno sposato una "massima" di Colombini. "Certo - conferma - in squadra abbiamo parecchi trentenni, ma il problema è relativo, anche perché si sono tutti convinti del fatto che il corpo umano è una macchina anomala. È l'unica, cioè, che migliora a seconda del maggiore utilizzo che ne fai. Più ti alleni, insomma, e meno corri il rischio di farti male e deteriorarti".

"So - conclude -  che talvolta si discute sul fatto che fosse meglio allenarsi ad alta quota rispetto che qui all'Arcoveggio. Se si potesse fare 20-25 giorni di lavoro a duemila metri sarei d'accordo, ma fare una settimana o dieci giorni non comporta alcun vantaggio: tanto vale stare a Bologna. E se la sera c'è caldo, e si fatica a prendere sonno, allora ricorriamo al condizionatore".