CANESTRI DECISIVI

(aggiornata alla stagione 2016-17)

di Ezio Liporesi per Virtuspedia

 

UN SACCO DA DANILOVIC

 

Il fascino delle vittorie allo scadere è riconosciuto da tutti gli amanti del basket e tanto più se si è tifosi della Virtus che ha legato a quei momenti scudetti, coppe, promozioni, derby, classiche. Quelle parabole dirette verso il canestro, che accompagnamo con emozione nel loro volo, ribaltano le partite, le competizioni, le stagioni, sono il confine labile, ma infinitamente ampio, tra la disperazione e la gioia. Spesso chi segna il canestro decisivo è un realizzatore, per questioni statistiche in quanto chi realizza più punti è più probabile che segni anche quelli più importanti, sia perché si preferisce affidare il pallone decisivo a un giocatore che abbia confidenza col canestro; tuttavia in alcune occasioni si presentano al tiro nel momento cruciale figure non di primissimo piano, ma non per questo il successo assume un valore minore.

L’indagine confronta alcune di queste partite risolte allo spasimo con la media punti carriera del protagonista dell’azione vincente, indicata tra parentesi.

  • Il primo grande trionfo virtussino fu la promozione dalla prima divisione alla divisione nazionale nel 1934, con canestro decisivo di Palmieri (media punti a partita 3,00, che per l’epoca non era male) da metà campo a pochi secondi dalla fine, 16-14 contro l’US Milanese Milano.
  • Marinelli nella prestigiosa amichevole del 6 marzo 1937, contro il Kalev Talliin segna nei 29 secondi di recupero, su rimbalzo il canestro vincente del 18-17.
  • Galeazzo Dondi dall'Orologio (5,57) è protagonista nella gara contro la Reyer alla seconda giornata nel 1939-40. Avanti nel primo tempo 19-10 e 26-20 all'intervallo, Bologna conserva il vantaggio, 30-24 poi ancora 36-31, ma Venezia rimonta fino a passare avanti 36-37 ed è Dondi a due minuti dalla fine a segnare il canestro che manda in estasi Santa Lucia.
  • Nel 1940-41, il 6 aprile la Virtus battè ancora la Reyer 22-21 sempre in volata, stavolta dopo i tempi supplementari, essendosi conclusi i regolamentari sul 19-19. Il punto decisivo fu siglato su personale da Bernardi (1,22), che siglò l’unica segnatura della sua partita, ma la più importante.
  • Nel 1954-55 Nel derby ritorno col Gira la Virtus a pochi secondi dalla fine sul 54-52 per il Gira, Tracuzzi ruba palla a Lucev serve Canna (10,01) che pareggia. Così la Virtus mantiene un punto di vantaggio in classifica che conserverà fino al titolo.
  • Settantuno anni dopo la promozione del 1934, nella trasferta contro Montegranaro fu Brewer (14,35) a firmare il 75-73 e un’altra promozione in A1.
  • Lo specialista principe di queste imprese sul filo di lana è certamente Danilovic (21,14): sul punteggio di 88-88 nel 1992/93 a Torino, ventottesima giornata, canestro da due in avvitamento a due secondi dalla fine; sul -1 canestro da due a Pistoia nei quarti playoff 1993; sul -2 canestro del +1 a Treviso nei quarti playoff 1995; sul -2 a 10 secondi dalla fine palleggio e bomba contro Montecatini in casa nel 1993-94; sul -1 canestro da due punti contro Verona; sempre sul meno i liberi del +1 contro la Fortitudo in casa nel 1997-98 a 4 secondi dalla fine; tripla del pareggio nel primo supplementare contro Roma in gara uno dei quarti che poi sarà vinta nel secondo supplementare; anche in precampionato tripla per la vittoria di un punto nell'amichevole col Partizan al suo rientro in Italia nel 1997; tre giorni dopo, a Reggio Emilia, in Coppa Italia, quando i locali rimontano, dal 65-73 al 73-73, negli ultimi novanta secondi, canestro decisivo del 73-75 sulla sirena; nell'ultima gara del girone a Badalona nel 1992-93, negli ultimi 30 secondi con la Virtus a meno 12, dovendo perdere al massimo con 10 punti di scarto per qualificarsi, segna 4 tiri liberi che fanno uscire sconfitta la Virtus di 8 punti e quindi praticamente vincente; senza ovviamente dimenticare lo storico canestro da 4 punti in gara 5 di finale contro i cugini che portò la Virtus ai supplementari e al trionfo.
  • Bertolotti (15,37) nel 1971/72  ad Ancona contro la MaxMobili Pesaro a 7 secondi dalla fine sul 73-73 realizzò il canestro della vittoria.
  • Fultz, secondo per media punti nella storia della Virtus (26,89), dopo aver rubato palla sul meno uno a Guadagnino andò a segnare sulla sirena il 79-78 contro la Reyer Venezia nella stagione 1972-73. L’anno dopo segnò a 15 secondi dalla fine il canestro decisivo in avvitamento contro Siena.
  • Nel 1976-77 la Virtus campione in carica sbancò Cantù 92-90 con un tap-in sulla sirena di Serafini (12,46).
  • Tornò a vincere a Cantù anche nella bella di semifinale con un libero decisivo di Antonelli (10,72), con l’aiuto ancora di Serafini che schiaffeggiò il rimbalzo sul secondo libero permettendo alle Vu nere di conservare palla e la preziosa vittoria.
  • Nello stesso anno, ma in regular season, vittoria sulla sirena a Venezia 72-70, ancora decisivo il rimbalzo d’attacco: è Driscoll (17,59) il match-winner, dopo un errore di Serafini. Il bostoniano nel 1969-70 durante la sua prima esperienza bolognese, aveva messo a segno il tap-in del definitivo 71-70 nel derby di ritorno, gara rimasta famosa per i due liberi falliti da Calamai a pochi attimi dalla fine, che avrebbero potuto ribaltare il risultato. Sempre in questa stagione, alla penultima giornata, in casa contro Cantù, nel supplementare           Terry ha segnato, sul 106-106, i due tiri liberi del definitivo 108-106.
  • Richardson (22,92) a 4 secondi dalla fine realizzò il libero, prima di sbagliare volutamente il secondo, che decise la bella dei quarti di finale contro Caserta nel 1989. Nella stessa stagione contro l’Enichem Livorno che aveva rimontato un divario di 15 punti e si era portata a +2 a 35 secondi dalla fine segna la tripla della vittoria. Nel 1990-91 contro Forlì segna 42 punti con 13 su 16 da due, 3 su 8 da tre, 7 liberi e 13 rimbalzi, ma soprattutto quando i romagnoli pareggiano a quota 87, firma allo scadere la tripla della vittoria per 90-87. Nella stessa stagione a Treviso sul 69-69 segna dall'angolo allo scadere il canestro del 69-71.
  • Sempre nella bella dei quarti, ma contro Cantù, sulla sirena Binelli (7,82) dal vertice della lunetta firmò il 73-72 nella stagione 1991-92. Nel 1989-90 contro Varese che, a un minuto e mezzo dalla sirena, aveva superato per la prima volta sul 88-89 una Virtus fino ad allora sempre davanti, realizza a 9” dalla sirena il canestro della vittoria: 90-89.
  • Villalta (16,21), tre giorni dopo la finale di coppa dei campioni persa a Strasburgo espugnò Pesaro con il canestro del +1 all’ultimo secondo; nel 1988-89 dalla sua mattonella realizzò il suo unico canestro della ripresa e firmò il successo di due punti contro Milano; nel 1980-81 nel derby risponde ai due liberi dell’ex Bertolotti e su lancio di Valenti segna in 4 secondi il canestro del pareggio che anticipa la vittoria bianconera.
  • Caglieris (9,40), nella cavalcata che portò la Virtus a Strasburgo nella stagione 1980-81 non siglò canestri del sorpasso, ma comunque fondamentali; contro il Maccabi, sul +1 realizzò due liberi decisivi (non esisteva ancora il tiro da tre), che fu peraltro costretto a tirare dal coach Zuccheri, mentre avrebbe volentieri conservato palla, come consentito allora dal regolamento; tornò saltellando a centrocampo come un goleador; a Madrid, in analoga situazione di punteggio, penetrò a 5 secondi dal termine, depositando in sottomano il canestro della vittoria storica contro il grande Real, poi fu atterrato e sommerso dall’abbraccio dei compagni.
  • Marquinho (17,86), in gara uno di semifinale a Varese nel 1981 segna a 4 secondi dalla fine, a rimbalzo su errore di Martini, il canestro che porta la Virtus ai supplementari, dove i bianconeri trionferanno. Il brasiliano poco prima aveva segnato anche il canestro del meno due.
  • Nella sua unica stagione, il 1991-92, Zdovc (13,97) a Tel Aviv nell’ultima partita del girone regala il primo posto alla Virtus firmando da 4 metri il canestro dell’83-81 e gelando diecimila spettatori; in precedenza contro Tallin allo scadere sul punteggio di parità, rubò palla e segnò da metà campo; in campionato contro Varese segna solo una delle sei triple tentate, ma è quella che porta la Virtus al supplementare;
  • dove a decidere è Brunamonti (11,10), che con la sua squadra sotto di due punti, recupera un rimbalzo d’attacco su errore dello stesso Zdovc da 4 metri, esce dall’area in palleggio braccato dall’intero quintetto lombardo, si arresta a otto metri dal canestro, fa un passo indietro per cercare un pertugio e scocca l’incredibile parabola della vittoria; nella stagione successiva, contro Limoges, sul punteggio di parità un altro tiro vincente da tre punti in extremis del capitano, con il pallone che rimbalza sul ferro ed entra; sua anche la schiacciata della staffa che diede il +3 alla Virtus a Milano per lo scudetto della stella; nel 1986-87 ancora contro Varese segnò la tripla allo scadere per il definitivo 86-85;
  • La volta seguente che la Virtus si presentò a Tel Aviv, sconfisse il Maccabi al suono della sirena, 82-80, gol di Moretti (12,54), un match-winner non casuale, avendo già firmato la ' bomba' dell' 80 pari (a 50 secondi) e, in totale, 12 dei suoi 15 punti negli ultimi 12'; nel 1993-94 a Caserta sul 70-70 l'ala bianconera segna a 7" dalla fine i due liberi della vittoria; nel 1995-96 a Lisbona, sul punteggio di 83 pari, Paolino utilizza quasi tutti i 30 secondi poi, a 2'39" dalla sirena, dribbling e canestro da tre metri che consegna la vittoria alla Virtus.      
  • Rigaudeau (13,41) regalò alle Vu nere due coppe italia sul filo  di lana, nel 2002 nel supplementare di fronte a Siena, sbloccò il punteggio di parità con un tiro da due punti; tre anni prima contro Varese sul meno 1, completò un’azione da tre punti; nel 1997-98 a Istanbul contro l'Ulker, in una gara che lo vide segnare solo 4 punti, con 1 su 7 al tiro e 2 su 2 ai liberi, ma quei tiri dalla lunetta li realizzò a 14" dalla fine, sul 66-66 (dopo che Danilovic con 11 punti filati aveva riportato in parità la Virtus), poi Antoine completò l'opera andando a rubare palla a Anderson, che aveva catturato il rimbalzo d'attacco dopo avere sbagliato due liberi; nel 1998/99 a Milano segnò gli ultimi due dei suoi 31 punti a 7" secondi dalla fine, regalando la vittoria alla Virtus, 66-68, stesso punteggio di Istanbul;
  • Sempre nel 1999, a Varese, Abbio (8,72) vinse gara tre di semifinale con un coast to coast concluso da un canestro in entrata che valse il successo di un punto; nella stagione successiva sullo stesso campo segna a 21" dalla fine i liberi del sorpasso, 80-81 a Verona, nel 1996/97 segna, a 10 secondi dal termine, i due liberi che danno la vittoria alla Kinder: 88-90; nel 1998 ribaltò gara 4 di finale contro la Fortitudo, trasformando in due azioni nell’ultimo giro di lancette il meno due in un più due, con una tripla e un tiro libero; Nel 2000-01 firma, contro Treviso, con un gioco da tre punti la vittoria della Virtus per 79-77, dopo che i trevigiani avevano condotto largamente, anche di 19 punti e di 16 al 28'.
  • Stokes (17,70), nella stagione 1986-87, segnò a tempo scaduto contro Pesaro i due liberi che coronarono una rimonta finale della Virtus e la portarono ai supplementari, dove poi vinse.
  • Alesini (10,97) nel 1961-62 a Roma a 20 secondi dalla fine sul più uno per i capitolini, segna i due liberi del sorpasso definitivo: 65-64. (L’incontro fu poi fatto ripetere per errore tecnico e vinto dalla Virtus 67-63).
  • Anche Boykins (14,79), nel 2008-09, ha realizzato a Roma un canestro da due punti a 36 centesimi dalla fine dei 40 minuti, che ha consentito alla Virtus di andare ai supplementari, conclusi con un successo.
  • Nella stessa stagione Langford (13,77) segna ad Avellino i due liberi del successo 65-64 quando mancano 5 secondi ufficiali e due reali per problemi elettronici, ma il risultato non cambia.
  • Fredrick (23,53) nel 1982 nella bella dei quarti di finale a Cantù, decise a favore della Virtus il secondo supplementare, con due tiri liberi a 11 secondi dalla sirena, chiudendo la partita con 38 punti e portando i bianconeri in semifinale. Sempre a Cantù nella stessa stagione, nella prima fase segnò il canestro decisivo dell’84-85 a 5 secondi dal termine, dopo una gara equilibrata ma con la Virtus spesso avanti di qualche punto.
  • Jim McMillian (18,53) nel 1979-80 contro la Jollycolombani Forlì, sul neutro di Venezia, dopo una delle sue più anonime partite firmò dall’angolo allo scadere del primo supplementare il 79-77 che regalò alla Virtus il successo in una partita che l’aveva vista a lungo inseguire.
  • Nel marzo 1999 Sconochini (7,97) e Nesterovic (10,28) decidono Virtus - Ducato Siena: la Kinder, priva di Rigaudeau e Danilovic e reduce dalla sconfitta interna contro Imola, insegue gli avversari nel primo tempo e nel finale di gara. A 11" dalla fine i toscani si portano sull'85-88, Hugo si fa tutto il campo e pareggia da tre a 6 secondi e 74 centesimi; Moretti commette fallo sulla rimessa, e Bologna riconquista palla, Abbio sbaglia, ma Nesterovic realizza il tap-in del decisivo 90-88 a 2 secondi e 14 centesimi.
  • Ginobili (17,16) firmò la tripla del sorpasso nel supplementare contro Lubiana in gara uno dei quarti di eurolega vinta 80-79 nel 2001;
  • Vukcevic (9,97) ha ribaltato l’ultimo derby a 2” dalla fine con un canestro che tutti ricordiamo.
  • Nel 1996-97 gara tre di semifinale scudetto tra Virtus e Roma fu risolta da Patavoukas (7,19), che con un canestro da due spezzò la parità sulla sirena, la Virtus si portò sul 2-1 e concluse poi la serie 3-2, guadagnando l’accesso all’eurolega che poi avrebbe vinto. Inutile sottolineare l’importanza di quel canestro, senza il quale probabilmente la Virtus non avrebbe in bacheca il suo trofeo più prestigioso.
  • Nello stesso anno in regular season, a Pesaro, in una gara a lungo condotta dalla Virtus, con anche 17 punti di margine, poi complicatasi con la rimonta dei locali, a 9" dalla fine Komazec (21,29) realizza il canestro da due per il 76-76, consentendo ai bianconeri di giocare il supplementare, che li vedrà uscire dal campo vittoriosi per 82-88.
  • Nel 1977-78 nella partita casalinga contro Varese, la Virtus conduce sempre anche di 16 punti ma viene raggiunta a una ventina di secondi dalla fine, conduce l’azione Roche (20,96) che poi conclude allo scadere con una sospensione decisiva, realizzando il suo ventinovesimo punto e dando la vittoria alle Vu nere.
  • Griffith (11,79) nei quarti di Coppa Italia, prima partita della final eight, contro Biella schiaccia allo scadere la palla del pareggio completando una rimonta di 10 punti negli ultimi 6 minuti. Nel supplementare poi sarà Jaric a far volare la Virtus verso la semifinale, primo passo verso la Coppa Italia, primo trofeo dello slam.
  • Koponen (9,45) porta la Virtus dal meno uno al più due a 6 secondi dalla fine nella gara d’esordio 2010-11 contro Cantù dopo una lunga rimonta e la Virtus piombata anche sotto di una ventina di punti; nel giorno di Santo Stefano il finlandese fermo a due punti segna sulla sirena del terzo quarto il suo quinto punto, poi, tra ultimo quarto e tre supplementari giunge a 36 punti, e soprattutto ricuce i distacchi nel finale dei 40 minuti e nei primi due supplementari, prima della cavalcata finale, quando con un 15-0 la Virtus vince contro Cremona 115-100; Poi contro Pesaro firma a 20 secondi dalla fine il canestro del 71-70.
  • Douglas Roberts (12,08) nel 2011-12 alla prima giornata firma la tripla del pareggio a 25 secondi dal termine contro Roma. La partita va così al supplementare dove poi la Virtus trionfa.
  • Sanikidze (8,44) nella stessa stagione all’ultima giornata della regular season contro Cantù segna a 24 secondi dalla fine la tripla del +1 coronando un parziale di 9-0 negli ultimi due minuti dopo una rincorsa durata tutta la partita.
  • McIntyre (10,57) alla quarta giornata a 10 secondi dal termine ributta indietro con una tripla Cremona che in nove minuti era andata dal meno 18 a più uno. La Virtus vince così in volata anche la seconda partita casalinga del campionato.
  • Hasbrouck (12,26) nel 2012-13 alla seconda giornata, contro Milano a 30 secondi dalla fine, quando le scarpette rosse sono passate in vantaggio di 2 punti, dopo una gara quasi sempre condotta dalla Virtus, segna una tripla da otto metri, portando i bianconeri a +1, suggellato poi da due liberi di Smith.
  • Walsh (15,24) nella seconda giornata della stagione 2013-14 a Cremona sul 71-69 per i padroni di casa allo scadere segna il canestro del pareggio che permise alla Virtus di andare ai supplementari e vincere.
  • Allan Ray (14,13) nella stagione 2014/15 alla 12 giornata a Pesaro decide una partita che la Virtus conduce dall’inizio, con vantaggi anche di 15 punti nel primo tempo e di 7 a quattro minuti dalla fine, ma nel finale Pesaro sorpassa sul 65-64 a un minuto dalla fine. Qui Ray, prima mette la tripla del 65-67, poi, dopo il pareggio dei locali, allo scadere segna, dopo un lungo palleggio e con due avversari davanti, il tiro da tre punti che sancisce la vittoria delle Vu nere 67-70.
  • Umeh, che tre giorni prima, nel supplementare del derby, aveva segnato nove punti (un gioco da tre punti e due triple) su undici, tra cui il tiro pesante del definitivo sorpasso a 1'13" dalla fine, a Piacenza, il 9 gennaio 2017, in una gara che ha visto nei 40 minuti la Virtus avere il massimo vantaggio di tre punti sul 2-5, ed essere stata sotto di 10 nel secondo quarto, di 9 nel terzo e di 8 a 5 minuti dal 40', segna a 10" la tripla che porta le V nere al supplementare (al 39' aveva segnato solo il primo canestro bianconero della gara, poi segna i 5 punti Segafredo dell'ultimo minuto); i 5 minuti aggiuntivi vengono aperti ancora da un suo tiro dalla lunga distanza (quindi 8 punti consecutivi), primo di una serie bianconera di 5 (sei considerando la tripla dei tempi regolamentari), e dominati dai bianconeri, vittoriosi 83-98.
  • Rosselli nella finale di Coppa Italia di lega due, segna a 20" dalla fine il gancetto del sorpasso, nobilitando una gara da 10 punti, 12 rimbalzi e 5 assist.
 

Ora per quanto riguarda le medie dei giocatori che realizzano i canestri chiave incontreremo delle sorprese:

  • nella poule scudetto 1976 nel match che vede di fronte le due capoliste, Martini (1,54), segna il canestro della staffa a 35” dalla fine contro Varese, quello del +7 (non è un canestro propriamente decisivo, ma l’ho inserito considerata l’importanza del match); segna anche il canestro allo scadere del meno 1 a Strasburgo, che avrebbe potuto cambiare la storia se l’arbitro gli avesse concesso  il libero supplementare per un fallo che Mario ha sempre sostenuto di aver subito.
  • La cavalcata della poule scudetto 1976, culminata nello scudetto era cominciata con il “sacco” di Roma, ovvero con la vittoria di due punti contro l’IBP, in cui risultò decisivo l’apporto di Sacco (1,22).
  • Il ritorno della semifinale playoff 1981 contro Varese a Bologna fu vinta dalla Virtus di due punti, con i liberi di Valenti (1,83) a 5” dalla fine.
  • Benelli (4,30) con il cronometro che segna 0.00 al termine del secondo supplementare segna i due liberi del 92-90 nella vittoria contro Udine nel 1973-74 sul neutro di Reggio Emilia, stipatissimo fino ai bordi del campo, dove si giocò per la squalifica del campo di Bologna.
  • Gallinari (1,79) nel 1990-91 a Reggio Calabria corona un’incredibile rimonta della Virtus che, sotto 93-80 a 2’49” dalla fine, piazza un parziale di 16-2 e vince 95-96: sul 95-94 prende il rimbalzo su errore di Richardson segna il canestro subendo fallo, sbaglia poi il tiro libero, ma si fa subito perdonare andando a stoppare Santoro e ragalando l’insperato successo ai bolognesi.
  • Simone Fontecchio (5,65) a Pistoia il 9 novembre 2014, in una partita sempre a inseguire, pari solo a 21 a un attimo dalla fine del primo quarto, a 38 alla fine del secondo, a 58 alla fine del terzo, per il resto sempre sotto, dopo che con una tripla Ray ha portato la Virtus a meno due a 46 secondi dalla fine, segna a 15 secondi dalla fine la bomba del sorpasso, poi White suggella stoppando l’ultimo tentativo toscano: 72-73; passano quattro giornate e a Casalecchio contro Avellino, sotto di due punti, segna a 22 secondi dalla sirena la tripla del sorpasso.

Questa carrellata, ovviamente costituita solo da qualche esempio, dimostra che quasi sempre è il giocatore con più confidenza con il canestro o comunque con più esperienza a realizzare all’ultimo tuffo, ma a volte l’occasione capita anche al comprimario e questo rende il basket ancora più emozionante e imprevedibile.