CAFFÈ MAXIM

 

Sponsor nelle stagioni: 2004/05 - 2005/06

 

 

 

   

 

 

 

 

 

VIRTUS, LA PRESENTAZIONE DELLO SPONSOR “CAFFÈ MAXIM”

di Bruno Trebbi – bolognabasket.it – 29/10/2004

 
La Virtus Pallacanestro Bologna da oggi in poi si chiamerà “Caffè Maxim” Bologna. L'accordo di sponsorizzazione ha durata annuale, con opzione di propoga per la prossima stagione, e farà affluire nelle casse della società bianconera 400.000 euro, più altri 200.000 garantiti in caso di promozione in serieA.
Caffè Maxim è un marchio emergente, recentemente depositato e che sarà attivo a partire da gennaio. Praticamente si tratta di una catena di bar e caffè in franchising. L'ideatore e patron di Caffè Maxim è Massimiliano “Max” Boccio, classe 1974 per 206 cm, ex giocatore della Virtus (settore giovanile), del Gira Ozzano e di Fabriano.
La nuova sponsorizzazione bianconera è stata presentata questa mattina presso la sede Virtus di via dell'Arcoveggio.
A fare gli onori di casa il presidente Romano Bertocchi, che ha presentato brevemente l'ospite:
Sono qui per presentarvi il signor Max Boccio, alias Caffè Maxim, il nuovo sponsor della Virtus. Si tratta di uno sponsor giovane, e di un ex-virtussino, che qui ha fatto tutta la trafila delle giovanili. Lascio a lui la parola.
Parola quindi a Massimiliano Boccio, che ha svelato tutti i dettagli del suo progetto e dell'accordo con la Virtus:
L'idea di sponsorizzare la Virtus è nata circa un mese fa. Ero alla ricerca di un vettore per il progetto Caffè Maxim, che è nato un paio d'anni fa, e credo che la Virtus sia quello ideale. Nella scelta ho unito tante cose, il fatto che io sia un uomo di basket, affetto per la società nella quale sono cresciuto, e un budget alla mia portata. Stiamo parlando di 400.000 euro, più 200.000 di bonus in caso di promozione, cosa che ci auguriamo tutti.
Il progetto Caffè Maxim è un progetto di franchising leggermente modificato, applicato ai bar. Il marchio è stato appena creato e depositato, e la promozione comincerà da gennaio. Cominciamo a piccoli passi dall'Emilia-Romagna, con un bacino di utenza potenzialmente illimitato. L'idea è nata quando il locale di famiglia (via Indipendenza angolo via Falegnami) aveva bisogno di una rinfrescata agli arredi. Allora abbiamo pensato di dargli anche un nuovo nome, che mi è stato suggerito dalla mia fidanzata di origine ex-unione sovietica. Lei mi chiama “Maxim”, alla francese, e così nasce Caffè Maxim. Tengo a specificare che il progetto non c'entra nulla con la Francia, né con altre catene in franchising. è un'idea nata qui a Bologna e credo sia innovativa.
Altra cosa, noi non siamo una torrefazione, ma ci appoggeremo a una torrefazione, e può darsi che in futuro venga creata una linea personalizzata a nome Caffè Maxim. L'appoggio a una torrefazione è una cosa fondamentale per il nostro futuro, così come la scelta del vettore promozionale giusto, e con la Virtus credo di aver scelto bene.
Come dicevo l'accordo è annuale, con un'opzione per la prossima stagione in caso di promozione in serie A. Io alla Virtus sono molto affezionato e spero di rimanere qui dentro il più a lungo possibile, magari un giorno come socio della “public company” di Sabatini.
Io sono bolognese DOC, nato in via D'Azeglio, e in Virtus ci sono entrato all'età di 10 anni; ci sono rimasto per 9 stagioni, facendo tutta la trafila delle giovanili. Credo di essere cresciuto come giocatore e anche come uomo grazie alla serietà e alla disciplina che la Virtus impone ai propri giocatori e allenatori. Devo molto alla Virtus, in particolare ai miei allenatori Roberto Nadalini, con il quale a 14 anni ho vinto lo scudetto allievi, e a Giordano Consolini, col quale ho vinto due titoli cadetti (1990 e 1991). Reputo Giordano una persona eccezionale, l'allenatore ideale per questa squadra. Credo di essere cresciuto molto grazie ai suoi “calci nel sedere”.
Finita l'esperienza con la Virtus ho giocato nel Gira Ozzano, altra società alla quale sono legatissimo a livello affettivo. Mi hanno trattato come un figlio. Ora ho anche una piccola quota di sponsorizzazione in quella società.
Nel 1998 ho avuto una esperienza breve ma costruttiva in A2 a Fabriano con Alberto Bucci. Giocavo poco, ma ritengo di avere imparato molto.
Poi ancora Ozzano, con la stagione bellissima 2001-2002 (insieme a Simone Cotani), in cui abbiamo vinto la coppa di Lega e abbiamo sfiorato la promozione in A2, perdendo la bella contro Teramo. Una stagione indimenticabile.
Nel 2002 mi sono ritirato e ho cominciato a dedicarmi anima e corpo all'attività di famiglia e al progetto Caffè Maxim. Credo fortemente in questo progetto, e credo che la Virtus sia un vettore fortissimo. Ovviamente so che ci sono dei rischi, e ho previsto un bugdet massimo oltre al quale non andrò. Però ho ottime aspettative: credo di poter conquistare il 10% dei punti vendita che la torrefazione con la quale ci accorderemo ci metterà a disposizione.
Infine, parola al GM virtussino Massimo Faraoni:
Diamo il benvenuto a questo sponsor, giovane e ambizioso come giovane e ambiziosa è la squadra. In più siamo molto felici che la storia umana e affettiva dello sponsor sia legata a doppio filo proprio alla Virtus.
Credo che l'immagine che la Virtus crea sia un aggancio importante per uno sponsor che vuole farsi conoscere ed emergere.
Il logo Caffè Maxim apparirà sulle maglie a partire dalla partita a Sassari; per quella contro Rimini non si fa in tempo, perchè ci sono tempi tecnici da rispettare, occorre preparare le canotte e depositare il contratto.

CAFFÈ BIANCONERO

di Alessio Torri - Bianconero - novembre 2004

 

Non chiamatelo appassionato o sostenitore "...preferisco piuttosto atleta ex virtussino, perché di questa società, di questi colori, mi sono sempre sentito parte in causa, anche quando la carriera agonistica mi teneva fisicamente lontano". A piccoli sorsi, e come sennò, s'incontrano nuovamente le strade di Massimiliano Boccio e Virtus Pallacanestro. Insieme faranno Caffè Maxim Bologna, insieme per il secondo tentativo di scalata. Sassari e la Sardegna, il felice Battistero versione trasferta della nuova griffe, tredicesima traccia sulle storiche canotte bianconere. ed oggi sull'usuale palcoscenico la prima uscita in "bianco".

Massimiliano, per tutti Max, il nuovo marchio questi colori li conosce bene. Nove gli anni trascorsi nelle giovanili, infinitamente di più i ricordi snocciolati nitidi e puntuali. Un film in due tempi, spalmato anzi tratteggiato dalle due volte in cui Max ha messo piede nel mondo Virtus. è successo vent'anni fa quando "per la prima volta entrai all'Arcoveggio all'età di dieci anni", succede oggi "con immenso piacere anche se a dirla tutta l'idea di entrare mi balenava in testa da almeno tre-quattro anni". Nel mezzo un po' di tutto, comprese alcune piccole perplessità dopo che in molti avevano già cantato il De Profundis di oltre settant'anni di storia: "Non nego che all'inizio, dopo tutto quel che era successo, ero un po' scettico riguardo la ricostruzione ma, una volta conosciuto Claudio Sabatini, le sue idee, i suoi progetti, le sue scelte, non ho esitato un attimo a condividerne i propositi. In particolare condivido appieno la scelta di Giordano Consolini, magnifica persona e bravo coach che sa mettere a proprio agio i giocatori, per certi versi quasi uno psicologo in grado di motivarti fin da subito. A lui poi sono particolarmente legato anche perché ho avuto la fortuna di averlo come allenatore nella trafila delle giovanili. In realtà tanti sono stati i coach che mi hanno allenato, fin dal primissimo Nadalini. Ma al di là di tutto reputo Giordano una persona eccezionale dentro e fuori dal campo, l'allenatore ideale proprio per questa squadra che deve vincere. Non è certamente un caso che in queste prime uscitesi sia potuto già ammirare un gruppo unito, in cui a turno ognuno porta il suo contributo, nessuno escluso".

Eppure il rapporto con le V nere di questi duecentosei centimetri, trentenni e bolognesi fin dalla primissima ora di Via D'Azeglio, potrebbero realmente non limitarsi a questo primo progetto: "Certo, perché in realtà mi piace molto anche l'idea del modello public company invocato da Sabatini, di un gruppo di imprenditori dediti alla gestione del club. In piccolo è quello che già stiamo facendo col Gira Ozzano, dove il 48% della società è in mano a noi venti soci, il restante 52% a Giansanti e Vacchi, capo storici del club. Direi assolutamente una formula che funziona, tanto che il Gira oggi si può vantare di essere uno dei club economicamente più sani, con un bilancio completamente in regola. Ecco perché dico che, valutato con attenzione l'impatto economico, sarei pronto a portare avanti un discorso simile pure qui alla Virtus negli anni futuri. Avere un gruppone di 500 persone sarebbe già più difficile da gestire in termini di opinioni e decisioni".

Eh sì, perché a presentare Max Boccio e Claudio Sabatini fu solo la passione per la Virtus, affettiva creatura al tempo in grave pericolo, bisognosa di un intervento tanto drastico quanto impraticabile. Accavallando nel frattempo più cronaca giudiziaria che sportiva, fino a quella felice dei giorni d'oggi, dove questa stessa creatura respira bene, cammina spedita. E lo fa nemmeno troppo sola. Passione, la sua, che appunto viene da lontano, forgiata fin da subito da un'icona chiamata Augusto Binelli: "Sì, in effetto lui fu il mio primo vero idolo. Uno dei primi che ho conosciuto e apprezzato. Per noi della giovanili "Binellone" era un modello, ancor più per chi come me veniva tirato su da pivot. Quelli erano tempi che ricordo con piacere, fin dalle prime partite viste al PalaDozza col carnet di biglietti che ci forniva Terrieri. Alla domenica noi delle giovanili andavamo lassù in piccionaia assieme agli ultras a divertirci".

Oggi partner privilegiato, un tempo il Boccio giocatore in erba sognava tanto proprio quella canotta griffata in cui ora è protagonista. E la prima eufonia scriveva Granarolo Felsinea: "Sì, in effetti fu questo il primo sponsor che ho incontrato nelle giovanili. Ma fino alla categoria ragazzi durante le partite indossavamo solo anonime canotte bianconere. Poter finalmente indossare la divisa col marchio della prima squadra fu una delle prime vere emozioni".

E con stile avanti, costante presenza al palasport interrotta solo dalla parallela carriera agonistica: "Fino a quando ho potuto sono sempre andato alle partite, dopo seguivo le gare di campionato ed Eurolega alla tv. Prima invece quando c'era da festeggiare andavo addirittura fin giù negli spogliatoi, sotto la doccia. Fra le tante soddisfazioni che ricordo con grande piacere la vittoria dello scudetto Knorr contro la Benetton Treviso, quando ebbi addirittura l'onore di conoscere quel Tony Kukoc pochi mesi dopo volato in Nba".

Per meglio inquadrare il personaggio occorre però raccontare anche del Max Boccio atleta: a margine dell'esperienza Virtus il breve viaggio fino al Gira Ozzano (assieme ad un certo Cotani). Ed il sognosi fermò ad un passo dalla gloria, con una promozione solo sfiorata in quella LegAdue che avrebbe poi calcato con Fabriano nella sua ultima stagione agonistica, vissuta fra gli altri assieme a Pace Mannion, Flavio Carera e Alberto Bucci. Apice di una passione comunque dalla coda lunga, per lui infatti tanto basket anche in divisa:"Sì, con la Nazionale Militare a Vigna di Valle e Bracciano. Fu un'esperienza bellissima, per di più fummo tra i pochi ad avere l'onore di poter fare il Giuramento con tanto di cerimonia solenne. Conservo ancora tutte quelle foto con assoluto piacere". Dall'altra parte il ricordo più intenso è legato ad un nome certo mai riflesso dalla luce dei palcoscenici maggiori ma di assoluto spessore umano, il compianto Marco Marchetti, il cui ultimo balzo avvenne una maledetta sera a Castel Guelfo, nella finale per la promozione in B1. Oggi l'impianto guelfese con onoro giustamente porta il suo nome, Boccio invece ne contempla il ricordo nel profondo intimo: "Durante le due stagioni condivise a Ozzano, da lui ho appreso la lezione in assoluto più importante. Un ragazzo che mi ha fatto veramente capire cosa volesse dire reagire in campo e nella vita al dolore". In bocca al lupo Caffé Maxim.

Max Boccio, titolare della Caffè Maxim

LA PRESENTAZIONE DEL MAIN SPONSOR CAFFÈ MAXIM

bolognabasket.it - 17/10/2005
 

La Virtus Pallacanestro sarà sponsorizzata Caffè Maxim per un altro anno. L’annuncio era stato dato da Claudio Sabatini alla vigilia del campionato, e le maglie bianconere erano già griffate col logo creato da Max Boccio. Ma solo oggi c’è stata la presentazione ufficiale nella sede Virtus di via dell’Arcoveggio. Max Boccio si è presentato con un Hummer griffato Caffè Maxim, e in compagnia di Federica Felini, valletta a Sanremo 2005, nuova testimonial della sua azienda.
A fare gli onori di casa il patron Claudio Sabatini:
Ringrazio Max Boccio per la puntualità con cui mantiene gli impegni, pagando sempre anticipatamente e per il sentimento con cui elargisce la cifra, in più una bella donna come la Felini. Cosa chiedere a uno sponsor? Denaro e puntualità. Caffè Maxim ha portato fortuna, quattrini e belle donne! Cosa chiedere di più? Mi auguro fra due mesi di avere il PalaMalaguti che vogliamo. Che apra presto, con tanti giovani e tante famiglie, con piccoli particolari che fanno la differenza, un Virtus show. Per scavalcare le brutte abitudini dello sport, di cui abbiamo visto ieri l’ultimo esempio ad Ascoli.
Vorrei che le partite della Virtus fossero come spettacoli teatrali e show, piuttosto che incontri tra le persone sbagliate. Vogliamo che la gente sbagliata stia a casa. Per i bambini ci saranno tessere differenziate, con le quali potranno andare ovunque, gli adulti avranno limiti da un settore all’altro per ragioni di sicurezza. La cifra della sponsorizzazione è di 1,1 milioni più i premi. Quando scattano? Quando ci salviamo, poi ci sono una serie di step. Scudetto? Non l’abbiamo previsto. Se ci salviamo c’è un premio che rimane tra di noi. Fra tre anni vedremo se il progetto iniziato avrà dato i frutti. Siamo 2-1, ma potremmo essere 2-5 e non cambierebbe il nostro morale e il nostro progetto. La durata del contratto annuale, senza opzioni. La conferma data solo a pochi giorni dal campionato è figlia della vicenda che m’ha legato al Bologna Calcio. Chiedo scusa, ma l’intesa c’era già stata a giugno.

“Siamo basket city, ma c’è stata un’amnesia generalizzata in parecchie redazioni, molti dimenticano cos’è la pallacanestro a Bologna. Il Basket è patrimonio di questa città, un caso unico al mondo: qui il basket è più importante del calcio. Sono disposto al dialogo, ma ho le idee chiare sulla vicenda e le esprimerò nelle sedi opportune. Tutti parlano di calcio, non è un caso, parlano di priorità, ma ci sono due club di basket, uno dei quali fa l’Eurolega, e fra tre anni ci sarà bisogno di palasport da 10.000 persone”.

Poi ha preso la parola Max Boccio, presentando la nuova testimonial Federica Felini
Vi presento Federica Felini, la nostra testimonial ufficiale, nonché madrina degli eventi Caffè Maxim, non solo della Virtus. Ricordo che l’anno scorso qualcuno parlava di “sponsor virtuale”. Ho accettato la critica, ma ora siamo più che mai concreti. Detto questo, l’anno scorso eravamo partiti con un progetto costruendo tutto di corsa. Ora il progetto e’ consolidato, vendiamo caffè in tutto il mondo, abbiamo filiali in America, sbarcheremo presto in Cina. Bologna è tappezzata di immagini Caffè Maxim. L’anno scorso parlai di budget circoscritto, parlai di investire 1 milione di euro sul progetto, ora ne ho spesi quasi otto, ma i risultati ci sono. Anzi quasi penso di frenare corsa all’espansione per dare consolidamento un forte all’azienda. Stiamo aprendo a Milano e Roma in punti storici. Rientro ora dalla Florida, per la nostra filiale americana, con un blitz avremo 1.200 punti vendita in Florida, ci prepariamo a fare concorrenza a Starbucks. Credo che la squadra sia fatta bene e con oculatezza, secondo me darà entusiasmo. Ci fossero a gennaio risultati che fanno sognare, saremmo disposti ad aumentare il contributo di Caffè Maxim per un rinforzo. Qualora Claudio mi volesse sulla barca a livello societario, lo farei volentieri. Il nome Caffè Maxim lo voglio legato alla Virtus”.

 

VINCERE FARA' RICCA LA VIRTUS

di Alessandro Gallo - Il resto del Carlino - 18/10/2005


C’è la cifra concordata, un milione e centomila euro, c’è una madrina che ha scoperto il basket proprio domenica, Federica Felini (ricordate l’ultimo Sanremo?), e c’è l’intenzione da parte dello sponsor, Max Boccio, qualora Claudio Sabatini decida di allargare il numero dei soci (per ora ci sono lui e il fratello Fabio), di entrare a far parte del club bianconero. La Virtus del secondo posto e di un PalaMalaguti festante comincia a fare i conti. E in entrata, grazie alla conferma del rapporto con Max Boccio, titolare del marchio Caffè Maxim, c’è un milione e centomila euro. Una cifra che, a fine stagione, potrebbe raddoppiare. Dipenderà dal risultato finale del club. Non c’è un premio scudetto – ‘ma non ci sarebbero problemi, possiamo metterci d’accordo in due minuti’, dice Boccio – ma una serie di incentivi che vanno, a crescere, dalla ‘semplice salvezza’ (che in fondo è l’obiettivo sul quale batte con insistenza patron Sabatini), ai playoff. Ed, eventualmente, a vari gradi di playoff fino ad arrivare, appunto, a un compenso di 2 milioni e 200 mila euro. Non male considerando che un anno fa, in Legadue, l’accordo era stato raggiunto sulla base di 400 mila euro, divenuti poi 600 mila dopo il conseguimento della promozione.
Ho tre buoni motivi – dice Sabatini – per ringraziare la fiducia dello sponsor. Ci ha portato fortuna, ovvero la promozione; denaro, corrisposto sempre con grande puntualità e a volte anche in anticipo; e oggi anche belle donne».
Un solo neo per Sabatini, che non riguarda però l’intesa con lo sponsor, che era stata raggiunta sin da fine giugno. «Mi sembra che il fenomeno Virtus sia un po’ sottodimensionato. Ci si dimentica che questa è BasketCity, l’unica realtà italiana dove la pallacanestro ha un peso superiore al mondo del calcio»». Per questo le domeniche bianconere diventeranno un vero e proprio Virtus Show. «Vogliamo raggiungere la cultura del teatro e dello spettacolo’, aggiunge Sabatini.
Max Boccio, intanto, promette novità. Non solo Federica Felini (commossa perché Andrea Bassi, dei Forever Boys, l’altra sera le ha donato la sua sciarpa), ma anche un eventuale ingresso in società. «Un anno fa sono stato dipinto come una sorta di sponsor virtuale. Non me la sono presa. La mia intenzione è più che mai concreta: abbiamo consolidato la nostra immagine tanto che avremo 1.200 punti in vendita in Florida. E stiamo aprendo a Milano e Roma, in punti storici. Credo che la Virtus sia stata costruita bene e con oculatezza e secondo me regalerà entusiasmo ed emozioni. Ma se a gennaio ci fossero risultati che fanno sognare, sarei disposto ad aumentare il contributo di Caffè Maxim, per arrivare a qualche ulteriore rinforzo’.
Stoppato in questa direzione da Sabatini – «il progetto è triennale, andiamo avanti con questo gruppo» – Boccio si dice pronto a entrare nel club. Qualora Sabatini decida di aprire le porte o lanciare il progetto della public company. «Qualora Claudio mi volesse sulla barca, a livello societario, lo farei volentieri. Voglio che il nome Caffè Maxim sia legato alla Virtus».
Ci sarà tempo per e modo per parlarne: per ora c’è l’accordo annuale tra Sabatini e Boccio, che non sono andati oltre, perché come dimostra l’intesa di questa stagione per accordarsi bastano una parola e una stretta di mano. La Virtus torna a concentrarsi sul suo palasport. Che sarà un po’ più rosa. Perché le bambine, appunto, avranno una tessera di quella tonalità. «I bambini – chiosa Sabatini – saranno i soli a poter girare in ogni angolo del palasport. Abbiamo cominciato con il settore femminile e proseguiremo con Federica Felini». Parla di palasport, Sabatini. «Si parla di calcio e di priorità. Ma richieste dell’Eurolega alla mano, questa città avrà bisogno di un impianto da 10.000 posti».

 

A SABATINI IL CAFFÈ MAXIM, LA VIRTUS COMPRA LO SPONSOR

di Marco Martelli - La Repubblica - 13/01/2006


L'uno voleva comprare la creatura dell'altro: così è andata, però al contrario dei piani vagheggiati. Non è stato Max Boccio a pigliarsi la Virtus, come aveva sognato (e dichiarato), ma è stato Claudio Sabatini, l'Achab specialista nell'imbracciare il timone di situazioni pericolanti, a saltare sulla tolda del Caffè Maxim, la società di Boccio che dal novembre 2004 sponsorizza la Virtus. Da ieri, siglato un accordo d'affitto d´impresa, Sabatini accorpa il Caffè Maxim nel suo, omonimo Gruppo, rilevandone pure l'obiettivo di medio lungo termine. E se le recenti mire di Boccio erano quelle di estendere il suo marchio in Italia, e financo planare in Florida e in Cina, Sabatini vuole ora creare i Caffè Virtus, ovvero una catena che diffonda per lo stivale il simbolo della Vu e, aumentando da 76 a 300 i punti di distribuzione, punti non solo sulla tazzina, ma pure sul rafforzamento della comunità bianconera.
Sabatini, che già in estate aveva tentennato a lungo prima di accettare gli 1,1 milioni di Boccio per rinnovare la sponsorizzazione, sceglie oggi, dopo quasi 4 mesi di stagione, di fagocitare un main sponsor in difficoltà, sfruttando una clausola del contratto redatta affinché il patron virtussino potesse rilevare l'attività e sviluppare una sua idea. Sabatini fonda dunque una nuova società, Starcafè, che gestirà e svilupperà la nuova rete, ma di fatto rinuncia ai restanti 5 mesi di spettanze: i 500 mila euro circa che da Boccio non avrà più, cercherà di spizzicarli altrove. Scomparsa la griffe "by Max Boccio" dal marchio, e assente ieri lui alla conferenza stampa, lo sponsor della Virtus dovrebbe a breve scomparire anche dalle maglie, sostituito da una nuova azienda, pare alimentare. Sarà dura trovare mezza milionata, ma Sabatini, dopo una prima richiesta di 400 mila, potrebbe tamponare anche con 200.
Il progetto è ambizioso, innovativo, certamente complicato. Diffondere il marchio della Vu nera in tutta Italia (dove, da studi interni al club, il nome Virtus precede, come segno distintivo, Scavolini e Benetton) è la nuova sfida di Sabatini, ancora interessato all'acquisto di Schematre, la società che detiene il marchio del Bologna, e che a breve partirà con la strenna pasquale. Incassato, in senso letterale, il successo dei pacchi natalizi "Starbox", la colomba o l'uovo pasquale saranno il cuore dolciario di un nuovo scatolone, che sfrutterà marchi e sponsor già affiliati al gruppo, dall'ottica alle calzature, e conta di ricevere la medesima risposta, agevolando il rientro di portafoglio.
Finisce dunque, con il volo a planare di Sabatini, il sogno di Max Boccio di scalare la Virtus. Tra un apporto da 600 mila euro nella stagione passata e la promessa di 1,1 per la corrente, Boccio aveva messo 5 milioni sul piatto per rilevare la società. Sei mesi dopo Sabatini rileva la sua Caffè Maxim, nell'ennesimo colpo ad effetto.

 

E ADESSO È LITE CON IL CAFFÈ MAXIM

di Marco Martelli - La Repubblica - 28/01/2006


Niente più sorrisi: tra Virtus (Sabatini) e Caffè Maxim (Max Boccio) siamo al braccio di ferro. Nel tardo pomeriggio, il sito della Virtus caricava ieri una comunicazione urgente del dottor Pierluigi Orsi, liquidatore della società di Boccio. «Mi risulta - si legge - essere stato effettuato un tentativo di sostituzione del sottoscritto liquidatore, regolarmente nominato e tuttora in carica, col signor Massimiliano Boccio, che nell'ambito di una pretesa assemblea societaria tenutasi presso lo studio Gualandi, mai da me convocata (…), si sarebbe autonominato liquidatore. Invito pertanto a non voler considerare come riferibili alla società Caffè Maxim srl atti o iniziative adottate dal signor Boccio». A sera, rispondeva il ragionier Lucio Gualandi. «Giovedì sera avrei dovuto consegnare i documenti al dottor Orsi, ma per sopraggiunti impegni non ci siamo riusciti, accordandoci per le 10 di ieri. Quando sono arrivato in ufficio, alle 9, davanti alla porta ho trovato il signor Boccio. Non potevo lasciarlo fuori e lui m'ha richiesto, in qualità di socio unico della società, di fare un'assemblea e sostituire il liquidatore, com'è nel suo diritto. Alle 10, arrivato il dottor Orsi, gli è stata spiegata la richiesta di Boccio, cui Orsi ha riconosciuto pieno diritto. Poi non ha voluto presiedere l'assemblea, lasciando l'ufficio. Ne abbiamo redatto il verbale e poco dopo m'è arrivata la diffida del dottor Orsi a fare qualsiasi cosa. Parlerò col mio legale: da commercialista, non so a chi devo consegnare i libri contabili».
Amareggiato Sabatini: «Siamo stati sempre corretti, sereni e sensibili nel gestire la questione con Boccio: quest'atto mi dispiace molto, e non è in linea con gli accordi presi. Tuteleremo i nostri interessi nelle sedi opportune». Al centro della disputa sarebbe il bar di via Indipendenza, il "capostipite" dei Caffè Maxim.

 

BOCCIO DENUNCIA SABATINI CAFFÈ MAXIM IN PROCURA

di Luigi Spezia - La Repubblica - 07/02/2006


La querelle Boccio-Sabatini diventa penale. Dopo che Claudio Sabatini ha portato l'ex sponsor della Virtus Massimiliano Boccio al Tribunale fallimentare, ora il caso finisce in Procura. Boccio denuncia il proprietario della Virtus basket Claudio Sabatini per «essere stato costretto a vendere sottocosto appartamenti e auto di lusso», Sabatini reagisce e annuncia che l'avvocato Filippo Sgubbi presenterà una contro-querela per calunnia contro Boccio. Una lite a tutto campo fuori dal campo. Il procuratore Luigi Persico, ricevuta per ora la palla lanciata da Boccio, passa al pm Enrico Cieri il fascicolo della denuncia dell'ex titolare di Cafè Maxim in cui, come succede in questi casi, sono iscritti come indagati, oltre a Claudio Sabatini, il patron dell'Emilianauto Romano Bernardoni e altre tre persone. «Sono infastidito, ma contento perchè adesso verrà fatta chiarezza - dice Sabatini - . Sono pronto a un confronto in Procura. Già avevamo chiesto chiarezza con la presentazione dell'istanza di fallimento, ma ora, con il coinvolgimento della Procura, la verifica sarà più veloce».
Boccio, nella denuncia di otto pagine, in sostanza accusa Sabatini di aver messo in atto «una spoliazione» dei suoi beni dopo le difficoltà economiche che avevano colpito a novembre la Caffè Maxim, fatto che impediva di rispettare il contratto con la Virtus. Boccio parla di quattro auto sue - due Ferrari, una Porsche, una Mercedes - fatte vendere da Sabatini, sotto minaccia di mettere in piazza la crisi finanziaria, a metà prezzo. Acquirente delle due Ferrari e della Mercedes, per 125 mila euro, è stato Romano Bernardoni: «È vero, sono venuti qui Boccio e Sabatini e ho comprato le auto, ma al prezzo di mercato di Quattroruote - dice Bernardoni - . Questo è tanto vero che sono ancora invendute. L'ho fatto per dare una mano alla Virtus». Nella denuncia si parla ancora di due appartamenti di Boccio venduti alla società Costructa di Fabio Sabatini, fratello di Claudio, «per 550 mila euro, 360 con accollo di ipoteche e 190 trattenuti con la promessa di restituzione di cambiali della Caffè Maxim, mai viste». Poi c'è stato l'affitto dell'azienda stessa alla Futurvirtus, insomma secondo la denuncia «un unico disegno ideato o voluto da Sabatini insieme ad altri con il fine fraudolento di sottrarsi al rischio di una falcidia fallimentare». Sabatini risponde in maniera altrettanto dura: «Devo ricordare che dietro a chi mi accusa ci sono assegni falsi, rubati, firme apocrife e imposte mai pagate per anni. Tutte cose che ora dovranno essere verificate. Io sono sereno, mi spiace solo che in questa storia sia stato coinvolto anche Bernardoni».