MATTEO IMBRÒ

(foto tratta da www.virtus.it)

nato a: Agrigento

il: 12/02/1994

altezza: 192

ruolo: playmaker

numero di maglia: 7

Stagioni alla Virtus: 2012/13 - 2013/14 - 2014/15

statistiche individuali del sito di Legabasket

biografia su wikipedia

IL PROSPETTO: MATTEO IMBRO'

di Simone Motola - VMagazine - Settembre 2011

 

Attenzione a non commettere l'errore di dirgli che è agrigentino. Matteo Imbrò, un predestinato alla serie A, (e, per il momento, ci fermiamo qui) è nato a Porto Empedocle, la città-porto a pochissimi chilometri da Agrigento e dalla sua spettacolare Valle dei Templi e ci tiene a precisarlo. Porto Empedocle, una delle città statisticamente più calde d'Italia, ma anche una zona di pallacanestro, che parte da Ragusa e si estende per tutto il sud-ovest della Sicilia fino a Trapani.

Nella famiglia Imbrò si è sempre vissuto a pane e pallacanestro: il papà è stato giocatore prima e allenatore poi, mentre il fratello grande (Gerlando, classe 1992) è stato il primo della famiglia a partire per una grande avventura, approdando, per primo, alla Virtus Siena. E proprio l'arrivo dei fratelli Imbrò alla corte di un valente coach come Umberto Vezzosi merita un inciso: "Ero a Benevento - ci ha raccontato il tecnico toscano - per una fase interregionale con il gruppo '91 e stavo affrontando Agrigento, formazione allenata da papà Imbrò. Mi piacque subito Gerlando, il fratello maggiore, ma il Sig. Imbrò mi fece presente che il fratellino del '94 era ancora meglio. Al termine dell'anno scolastico sono venuti a provare ed abbiamo deciso di prenderli entrambi, anche se Matteo ha finito la scuola media nella Sicilia giocando, per una stagione, a Trapani".

Già convocato, nel marzo del 2010, al Jordan Brand Classic ad Istanbul, disputerà il 17 settembre a Kaunas, in Lituania, anche l'All Star Game Europeo Under 18, nonostante sia di un anno più giovane. Ha già ricevuto, in Sicilia, un premio cestistico importante, il "Nino Donia", intitolato ad un ex consigliere federale scomparso due anni fa, e la premiazione è avvenuta a Agrigento, dove la famiglia Moncada ha realizzato, a sue spese, un piccolo gioiello, un palasport da duemila posti. Come allenatori, oltre al papà, Matteo ha avuto anche un altro buon tecnico isolano e cioè Filippo Siracusa.

Il perché della scelta di venire a Bologna è semplice: piazza importante ed una società che punta sui giovani all'interno di un progetto che possa,  pian piano, lanciarli in prima squadra e cioè nella massima serie. Puè essere discutibile la scelta di patron Sabatini di prestarlo in DNB e non, per esempio, in LegaDue o DNA, ma la presenza di Stefano Salieri è stata determinante ed anche la possibilità di giocare per vincere un campionato, con la presenza della Fossa dei Leoni, è stata importante nella scelta del ragazzo, consigliato dal suo procuratore e cioè Carlton Myers.

Tatticamente sa sempre fare la cosa giusta. "E' molto forte mentalmente - ci tiene a precisare coach Vezzosi - ed ha una leadership naturale; pensa già come un allenatore e prevede le mosse dell'avversario. Non so se arriverà all'Nba, ma fra venti anni sarà, sicuramente, un grande allenatore". Fisicamente non è ancora un atleta e deve migliorare molto su questo aspetto. Normale che abbia qualche pausa mentale, figlia della giovane età. Dal punto di vista tecnico ha ancora margini di crescita e sul palleggio, arresto e tiro. Buono il tiro da tre punti, fondamentale nel quale Imbrò si sente molto sicuro. Ancora non conosce la nostra città (è arrivato il 21 agosto), ma ha già capito che Bologna è aperta e disponibile ad aiutarlo nel suo cammino verso il sogno professionistico. Capitolo finale per la scuola: a differenza dei grandi prospetti del calcio, Matteo è pari nel suo percorso scolastico e si è iscritto alla quarta classe del Liceo Scientifico. Insomma, un giovane ben al di fuori del comune e con in testa un percorso scritto: essere il futuro Roberto Brunamonti.

 

DA POETA A IMBRO'

DUE LEADER DALLA FACCIA PULITA MA ANCHE LA COPPIA DI REGISTI PER LA NAZIONALE DEL RILANCIO

di Stefano Salieri - VMagazine - Novembre 2011

 

Parlo con molto piacere di questi due ragazzi che ho avuto la fortuna e l'onore di allenare e crescere.

Peppe Poeta l'ho portato a Veroli prelevandolo dalla B2 di Salerno, dandogli subito le chiavi della squadra. Lui si è imposto alla grande ed è cresciuto in maniera esponenziale durante la satgione. Contro Forlì segno 53 punti e, da quel momento, tutti iniziarono a parlare di lui. Proprio in quella fantastica partita si ruppe l'alluce e fui lui stesso a costruirsi una protezione per giocare le altre partite ugualmente! Incredibile! A fine stagione lo sbarco a Teramo.

Matteo Imbrò l'ho avuto da gennaio, quando sono tornato alla Virtus Siena, dov'era finito ai margini delle rotazioni. Devo dire che la cosa che mi ha impressionato fin da subito di lui è stata la totale attenzione a ciò che gli chiedevo e l'immediata risposta sul campo. Dopo due mesi di duro lavoro vinciamo la Coppa di Lega a Montecatini contro squadre blasonate e piene di "baroni" di categoria. Matteo (classe 1994) è l'assoluto dominatore delle due partite, gioca 40 minuti ogni gara, viene premiato MVP ed è il miglior realizzatore. Poi gli Europei e l'All Stars Europeo. Ora ho il grande piace di averlo ancora con me in questa intrigante avventura con la Fortitudo Eagles. Spero, anzi sono certo, di consegnare al Presidente Sabatini (che ringrazio per la fiducia e la stima manifestate) un talento ancor più raffinato e pronto per il grande salto, perché è solo giocando con continuità ed allenandosi forte che si può continuare a crescere.

Peppe Poeta e Teo Imbrò sono prima di tutto due ragazzi straordinari, due con la faccia pulita, animati da una grande forza morale e un talento smisurato. Due ragazzi veri, molto maturi, ricchi di tanta umanità, che sanno cosa vuol dire soffrire e cosa sia il rispetto per gli altri. Due che "non se la tirano", ma di grande livello sia in campo che fuori, come atteggiamento e personalità. In comune hanno soprattutto tre aspetti: vogliono arrivare!; sono due capi (una leadership forte dettata dall'esempio e dalla fortissima presenza mentale); hanno entrambi molti punti nelle mani (pur in maniera diversa).

Possono essere complementari, in quanto Poeta è un giocatore d'assalto, da cambio di ritmo, che si esalta in velocità, spaccando con penetrazioni la difesa avversaria. Micidiale a campo aperto, è capace di mettere una pressione esagerata sul play avversario. Come carattere è molto comunicativo ed è spesso coinvolgente per il pubblico. Imbrò è un talento purissimo, di un'intelligenza straordinaria e con la capacità innata di rendere semplici anche le cose più difficili. Personalmente mi ricorda un grandissimo come Roberto Brunamonti. E' alto 194 cm, gioca sempre a testa alta e ha un tiro micidiale da 3 punti. Ha imparato a giocare il pick and roll in maniera quasi perfetta ed è di poche parole. Dietro a quel suo sorriso c'è una grande sicurezza, quella che hanno i campioni veri! Per arrestare la deriva del movimento attuale e la conseguente crisi della Nazionale c'è bisogno di gente vera, libera di testa, con personalità e talento, ma, soprattutto, con cuore e palle. In giro, come loro, ne vedo veramente pochi.

Matteo Imbrò in cerca di un compagno smarcato (foto tratta da www.virtus.it)

VIRTUS, LA MIA FAMIGLIA

di Massimo Selleri - Il Resto del Carlino - 05/10/2012

 

Allenamenti, scuola e ancora allenamenti. Vita dura per Matteo Imbrò, il giovane play che sabato ha esordito in serie A a Cremona e mercoledì è stato in campo 21 minuti contro Milano, in una partita dove ha dato un contributo fondamentale per la vittoria delia Saie3. Chiunque avesse 18 anni, forse, sarebbe tentato di chiudere i libri dedicandosi solo alla pallacanestro. Ma vuoi lo stile Virtus, vuoi un'umiltà sorprendente in un ragazzo che ha vinto tre scudetti giovanili e che nel 2010 è stato convocando al Jordan Brand Classic, Imbrò mantiene la testa sulle spalle.

Se ti monti la testa significa che sei arrivato e io non lo sono. Devo migliorare in tante cose: la difesa è il mio tallone d'Achille e coach Finelli in allenamento mi spiega la posizione che devo tenere, così come Poeta in campo mi aiuta molto.

Il capitano bianconero non è l'unico a mettere a suo agio il play siculo, tutta la squadra è impegnata nel suo inserimento, trattandolo da novizio e da compagno allo stesso modo.

Come ultimo arrivato porto le borracce, in campo tutti mi danno fiducia. Smith mi dice sempre che quando sono libero devo tirare e se non lo faccio fermo tutto il nostro gioco. Qui alla V nera ho trovato una grande famiglia così come alla Virtus Siena, dove arrivai quando lasciai il mio paese, Porto Empedocle, e la mia famiglia, raggiungendo mio fratello.

Anche gli obiettivi sono molto concreti, la Nba per il momento non è all'orizzonte, ma c'è la voglia di diventare una sorta di bandiera.

Vorrei lasciare un ricordo, come ha fatto Brunamonti alla Virtus o Del Piero alla Juventus, campioni che hanno giocato tanti anni in un grande club. Vorrei crescere in Europa prima di pensare alla Nba e uno dei miei giocatori preferiti è Drew Nicholas.

Chi lo ha visto a Cremona e contro l'Armani ha notato la sua naturalezza con cui gioca a testa alta, palleggiando e passando la palla ai compagni, eppure fu il calcio il primo sport per cui fece un provino.

Andai prima al Chievo, poi fui chiamato dall'Inter. Avevo 11 anni ma quando passai dalle elementari alle medie, decisi per la pallacanestro seguendo mio fratello Gerlando che ora gioca nella Virtus Siena.

Pur essendo stato lanciato in un mondo di professionisti, le cose delia vita quotidiana sono ancora vissute da ragazzo.

I soldi della Virtus sono percepiti dai miei genitori e io ricevo la paghetta. La famiglia mi manca e quando vado a casa passo molto del mio tempo con il mio nonno materno Salvatore, un ex calciatore, che spesso mi regaia qualche soldo consigliandomi di comperare qualcosa per me.

L'aria acqua e sapone viene rotta solo quando gli si chiede chi vincerà il campionato. Razionalmente in più occasioni ha indicato Siena, ma in cuor suo spera che sia la Virtus a conquistare lo scudetto.

Non si gioca in serie A per partecipare e il mio sogno è quello di vincere. Ci sono le possibilità per farlo, ma dobbiamo lavorare ancora tanto.

Imbrò si consulta con coach Bechi (foto tratta da www.virtus.it)

LA SUA SCHEDA (STAGIONE 2013/14)

www.virtus.it

 

Nato a Agrigento, incontra a 9 anni il mondo del basket. A 13 anni giocando ad Agrigento raggiunge le finali nazionali Under 14 di bormio. Nel 2009/10 passa alla Virtus Siena, dove vince lo scudetto Under 15 e Under 17. Ingaggiato dalla Virtus Bologna, resta per la stagione 2010-11 a Siena, con cui vince la Coppa Italia DNA ed è votato MVP del torneo.La stagione successiva passa agli Eagles Bologna, in DNB. Nella stagione 2012-13, approda in prima squadra alla Virtus Bologna, dove gioca 18 minuti di media con 4.9 punti a partita. Nell'estate 2013 vince i campionati Europei Under 20 di Tallin. In questa stagione è stato scelto come capitano della Virtus Bologna. La fascia gli porta anche il titolo di più giovane capitano di tutta la Serie A.

IMBRO' CAPOBRANCO DEL SACCO DI ROMA

di Walter Fuochi - fuochi.blogautore.repubblica.it - 18/11/2013

 

Matteo Imbrò inizia la sua partita spellato vivo dagli insulti di Matt Walsh, perché sbaglia quello che non dovrebbe sbagliare un bimbo del minibasket, e la finisce da padrone assoluto dei giochi, guidando come un capitano di cent’anni, e non di venti, la Virtus al sacco di Roma. Un ratto da non credere: 18-31 il primo quarto, 34-14 l’ultimo. Inferno e paradiso.

Magari si potrebbe chiedere una mano a Prodi. Faccia votare a qualcuno, se può, una legge, un decreto, una magna charta, che abolisca i primi 10’: la “sua” Virtus, fuori casa, davvero non riesce a giocarli. Ma forse non serve nessun premier, presente o passato, perché è esaltante, poi, il modo in cui la Vu si rifà e la vince, questa partita a lungo risalita come una parete di roccia. Sfornando un ultimo quarto sull’orlo della perfezione, nei piani (i cambi di difesa che stordiscono Roma) e nelle esecuzioni, iscrivendo alla gara tutti i suoi uomini e ragazzi, anche quelli che prima avevano stentato (Jordan, da anatrone a cigno, Gaddefors, finalmente deciso a buttare la timidezza e a far valere il fisico bestiale). La Virtus vince emendando tanti peccati, prese molli e passaggi da Giardini Margherita che avevano scatenato in avvio l’attacco romano, e arruolando di nuovo come primattori i ragazzi (pure Fontecchio, nel quintetto da rimonta). Intanto, il volo continua, morso pure un calendario terribile. Battute prima Sassari, poi Milano, ora Roma. E avanti.

 

IMBRO’, LESIONE AL CROCIATO: SARA’ OPERATO LA PROSSIMA SETTIMANA

www.virtus.it - 08/02/2014

 

 

Virtus Pallacanestro Bologna comunica che ieri sera, durante le fasi finali dell’allenamento, capitan Matteo Imbrò si è infortunato al ginocchio sinistro. Questa mattina lo staff medico ha accompagnato il giocatore presso Isokinetic, dove è stato sottoposto a risonanza magnetica, che ha confermato la diagnosi clinica di lesione del legamento crociato anteriore. Successivamente Imbrò è stato visitato anche dal dottor Alessandro Lelli, che ha deciso di procedere ad intervento chirurgico, che sarà effettuata la prossima settimana. Al nostro Capitano un sentito e affettuoso in bocca al lupo da tutto lo staff societario.